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Post - Sardosono

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Fotografia / Re:Ritratti e diritti
« il: Ieri alle 15:31:41 »
Lo scrivo in un post separato, affinché rimanga bene in evidenza.

Tutto quanto scritto prima vale quando il soggetto NON è un personaggio pubblico.

Ma quando il soggetto è invece un personaggio pubblico, allora posso pubblicare le sue foto in ogni caso, ovunque siano prese. Il motivo è semplice: in questo caso viene a mancare il requisito fondamentale, ossia il principio che si vuole difendere, che consiste nel fatto che chiunque non sia già personaggio pubblico ha il diritto di non diventare tale se non vuole. Ma se uno è già personaggio pubblico, allora evidentemente tale diritto non esiste perché non ha proprio senso.

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Fotografia / Re:Ritratti e diritti
« il: Ieri alle 15:24:00 »
In Italia la situazione in realtà non è molto complicata, ed è più difficile da spiegare che da comprendere, ma sono le ideine strane di certa gente che complicano la vita. L'articolo che hai linkato è corretto ma, non ostante lo specchietto degli esempi che riporta, non è facile estrarne la sostanza. Ci provo io, sperando di semplificarne la comprensione e non di complicarla!  ::)  Le cose stanno più o meno così.

Se il soggetto ripreso NON è riconoscibile, allora dell'immagine posso farne quel che mi pare, senza dover chiedere nulla a nessuno. Fin qui non c'è da aver dubbi.

Altrimenti, il principio generale è che SE nell'immagine la riconoscibilità del soggetto è determinate (es: ritratto), allora non posso pubblicarla in nessun caso senza consenso del soggetto. Se invece il soggetto NON è determinate (es: gruppo di persone che osservano incuriosite qualcosa), allora dipende dal luogo della ripresa, come segue.

Fermo restando - TASSATIVAMENTE - che la riconoscibilità del soggetto NON sia determinate nell'economia dell'immagine, la ripresa è consentita e non può essere impedita se avviene in un luogo pubblico (es: strada) o in un luogo privato che ospita un evento pubblico (es: una conferenza stampa, una presentazione di prodotto pubblicizzata e ad ingresso libero). Invece la ripresa NON è liberamente consentita (salvo esplicito consenso che quindi è obbligatorio), quando il luogo della ripresa è privato, anche se aperto al pubblico. Questo può dare luogo a facili equivoci. Infatti, un ristorante, un bar, un pub, ecc, sono certamente luoghi privati aperti al pubblico, ma questo NON li rende LUOGHI PUBBLICI, ma sono equiparati a questi soltanto nel caso che ospitino EVENTI PUBBLICI AD INGRESSO LIBERO (vedi il caso di una presentazione citato in precedenza).

La sostanza è tutta qui, e quanto detto sopra dovrebbe essere sufficiente per poter decidere in ogni situazione.

Vi è anche un'altra questione che è ignorata nell'articolo citato, probabilmente perché la ritiene implicita, ma che secondo me è opportuno chiarire bene: NON è MAI LECITO PUBBLICARE IMMAGINI CHE SIANO LESIVE DELLA DIGNITA' DEL SOGGETTO RITRATTO RICONOSCIBILE, salvo il caso che si tratti di personaggi pubblici. Insomma, NON è consentito ridere alle spalle di qualcuno che sia riconoscibile.

Vi sarebbe poi la questione del cosiddetto "consenso implicito", per esempio quando qualcuno si fa ritrarre sorridente, fornendo cioè un assenso implicito tramite la propria stessa espressione (oppure con un saluto o quant'altro), ma secondo me questo è un argomento labile e spinoso sul quale è bene non fare affidamento.

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Immagini / Re:Autoritratto
« il: Ieri alle 14:36:15 »
Eh sì, hai ragione, ti ci vedo bene anche io: tu, che fai qualcosa, qualunque essa sia, "disperso" nell'ambiente!!!  8) :si:

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Immagini / Re:Prime foto col Foveon
« il: Ieri alle 14:29:21 »
La luce naturale nel 99% dei casi è assolutamente identica per chilometri e chilometri, quindi per i panorami basta prenderla nel punto di ripresa e sarà la stessa di tutto il paesaggio. E non solo in caso di copertura nuvolosa uniforme, anzi, in caso di nuvole che vanno e vengono sul paesaggio, basterà aspettare di avere una apertura del sole per prendere la luce incidente nel punto di ripresa e in questo modo otterremo la restituzione ottimale di tutte le sfumature di luce prodotte dalle nuvole sull'intero panorama.

L'unica situazione nella quale l'esposizione per luce incidente non ci aiuta è quando il punto di ripresa è perennemente in ombra coperta dalle nuvole, mentre allo stesso tempo il panorama rimane in piena luce solare, più o meno parziale. Ma in realtà in tal caso il problema non si pone neppure perché, quando la luce solare diretta è prevalente, il valore luce è sempre EV+15 e dunque non serve andarlo a misurare, quindi anche l'esposizione ottimale è sempre per EV+15, salvo in caso di neve abbondante che diventa EV+16.

In generale, col sole prevalente il valore EV si riduce soltanto quando si è vicino all'alba o al tramonto, ossia quando il sole scende sotto i 20/25 gradi dall'orizzonte, ma per il resto è costante per l'intera giornata (salvo in caso di forte foschia, ma mi sembra difficile che la FORTE foschia si presti alla foto di paesaggio: se leggera a volte sì, ma se forte non credo).

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... ma ammetto un certo fastidio per la nota "Poi, però, ognuno è libero di sperare in quel che gli pare, anche di trovare per la strada..."
Mi dispiace! Rileggendo mi rendo conto che avrei dovuto chiudere l'iperbole con un emoticon di connotazione, per evitare che il tono potesse essere frainteso; il senso voleva essere quello di sottolineare con una battuta acida l'estrema improbabilità che un domani il sensore Foveon (almeno finché basato sull'attuale tecnologia) possa essere stabilizzato, ma effettivamente riletta così l'acidità galleggia su tutto il resto a discapito dell'intento...  :azz:  Ripeto, mi dispiace... O:-)

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Ma no, la mia non era una nota polemica e nemmeno era riferita a te in particolare, bensì solo una reazione un po' insofferente al fatto della "estremizzazione" della problematica del cavalletto che viene fatta un po' da tutti, anche da chi ti ha risposto.

Intendo dire che non c'è affatto bisogno di scomodare il cavalletto in ogni momento per stabilizzare uno scatto al limite della fermezza delle nostre mani. Non ce n'è bisogno oggi col Foveon, come non ce n'era bisogno 30 anni addietro col digitale: le esigenze sono ESATTAMENTE LE STESSE DI ALLORA, e quindi anche gli accorgimenti sono gli stessi. Non è mica che con le pellicole di bassa sensibilità si andasse per forza in giro col cavalletto!!! Ma dove si è mai visto?!....  ::)

Una DP2M si può tranquillamente utilizzare a mano libera fino ad 1/60 senza problemi, anche senza essere delle rocce come Joserri o dei cavalletti umani come Ignazio. Se proprio si hanno le mani ballerine si può salire a 1/125, ma non serve andare oltre. Questo vuol dire che a 100 ISO con f/2.8 e 1/125 siamo ad EV+10, ossia possiamo scattare tranquillamente fino a mezzora prima del tramonto. Se riusciamo a mantenere 1/60 arriviamo quasi all'imbrunire. Se poi saliamo a 400 ISO siamo scesi ad EV+7, ossia una normale buona luce artificiale casalinga, neanche forte. Se invece usiamo una DP1M, allora le cose migliorano ancora addirittura di quasi uno stop intero! Per me ce n'è più che d'avanzo.

Il cavalletto lo scomodo solo per situazioni decisamente diverse, per esempio quando ho necessità di chiudere il diaframma e/o quando mi torna comodo adottare tempi di esposizione più lunghi (giusto per fare qualche esempio: per "lisciare" le nuvole mosse dal vento, l'acqua che scorre, per cancellare il traffico, per le foto riproduzioni, o ancora più in generale per quando intendo andare in stampa di grandi dimensioni).

Se invece il problema è che per escludere il micromosso non mi basta neanche 1/125 e che a 1/60 mi vengono cariche di micromosso più di una o due (esagerando) su 10, beh, allora oggi come negli anni '80 il problema non è che mi serve il cavalletto, bensì che devo imparare ad impugnare la fotocamera come si conviene.

Innanzitutto impugnare la fotocamera a due mani comporta mediamente la perdita di stabilità di DUE STOP. Se poi le braccia si tengono quasi distese in avanti, allora la perdita sale ulteriormente, fino a TRE STOP. Questo è un fatto più duro del ferro, quindi non è che mi posso meravigliare se il micromosso che ne vien fuori è troppo per la pellicola o per il Foveon! Pertanto, prima di pensare alla stabilizzazione del sensore, cerco di pensare a stabilizzare la mia postura di scatto.

Guarda che non c'è affatto polemica, neanche un po', è soltanto buon senso!

In ogni caso, piuttosto che pensare al cavalletto, sulla fotocamera ci metto un mirino (poco importa se montato sulla slitta o dietro sul display, vanno benissimo entrambi), in modo da ottenere due cose indispensabili:

PRIMO) il terzo punto d'appoggio, senza il quale la fotocamera rimane ballerina, a causa delle ineluttabili leggi della fisica (per chi ha fatto ingegneria, senza un terzo punto l'equilibrio sarà perennemente labile e mai stabile);

SECONDO) poter tenere la fotocamera mantenendo le braccia aderenti al corpo ed i gomiti puntati nei fianchi, come veniva raccomandato perentoriamente nel primo capitolo di qualunque manualetto di fotografia, almeno fino ad una ventina di anni addietro (poi, con l'avvento del digitale tale capitolo - generalmente dal titolo "come impugnare correttamente una fotocamera" - è inspiegabilmente sparito da tutti i libri che pretendono di insegnare la fotografia, mah....).

Venendo al problema che tu ipotizzi ( "Se devo scegliere tra non fare del tutto la foto, e farla con minore qualità (per tempi, scomodità di trasporto, disagio causato a chi mi sta intorno), è facile capire che preferisco farla" ), anche se sei convinto che sia reale permettimi di dirti che per me non lo è affatto, è un timore senza fondamento. Se tu abitassi dalle mie parti ti inviterei ad uscire insieme per qualche domenica, e ti dimostrerei che a 100 ISO e senza stabilizzazione porto a casa immagini con meno micromosso che tu a 1600 ISO e che inoltre perdo molte meno occasioni di scatto. Ma NON perché io sia più bravo come fotografo, ma semplicemente per via di COME impugno la fotocamera, di come la punto e come procedo allo scatto, tutte cose che con un po' di impegno si possono imparare nel giro di 4 max 5 sessioni di ripresa.

In conclusione, le mie note "insofferenti" non erano indirizzate ai tuoi commenti, bensì li sfruttavano come occasione e spunto per prendere la palla al balzo. Faccio sempre così, chi capita capita, soprattutto nei periodi come questo nei quali non trovo il tempo di leggere ed ancor meno di scrivere, per cui lo faccio quando posso. Quindi non prendertela a male, è solo capitato che mi hai servito su un piatto d'argento di poter chiarire il mio punto di vista sull'argomento, perché negli ultimi mesi, leggendo vari post (non solo questo tuo), sembra quasi che senza cavalletto il Foveon non si possa usare, o peggio che non valga la pena di essere usato: suvvia, non esageriamo!

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Presentazioni / Re:Buonasera
« il: Lunedì, 24 Aprile 2017, 20:45:36 »
Benvenuto!  :D

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Presentazioni / Re:Buongiorno a tutti
« il: Lunedì, 24 Aprile 2017, 20:45:02 »
Benvenuto anche da parte mia!  :wel:

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Presentazioni / Re:Ciao a tutti
« il: Lunedì, 24 Aprile 2017, 20:42:58 »
Benvenuto!  :D

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Presentazioni / Re:Saluti a tutti gli utenti
« il: Lunedì, 24 Aprile 2017, 20:42:31 »
benvenuto anche da parte mia!  :wel:

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In ogni caso, non capisco perché mai questa esigenza del Foveon di usare tempi di scatto ragionevolmente veloci sia considerata così ostativa alla fotografia: essa è esattamente la stessa identica esigenza che fu a suo tempo delle pellicole a bassa sensibilità, con le quali intere generazioni di fotografi hanno realizzato le proprie immagini, continuandole a preferire alle pellicole ben più sensibili che pure erano disponibili, proprio per la superiore qualità dell'immagine, anche se costringeva ad adottare tempi più rapidi.

Secondo me il digitale ha portato a vivere come fossero insormontabili problemi che non lo sono affatto, non perché lo dico io ma perché erano gestibilissimi un tempo e non capisco perché non dovrebbero essere altrettanto gestibili al giorno d'oggi...  :-\

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Ne abbiamo parlato molte volte: è inutile sperare che il Foveon possa essere stabilizzato per via di tutta una serie di controindicazioni, la più insormontabile delle quali è la necessità di dissipazione diretta (che costringe a tenerlo a contatto diretto con lo chassis metallico) ed altrettanto problematico è il problema del peso (assai maggiore di quello di un sensore a singolo strato). Poi, però, ognuno è libero di sperare in quel che gli pare, anche di trovare per la strada la giocata vincente del super-enalotto...  ::)

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Fotografia / Re:Come ottenere dal Foveon risultati inarrivabili.
« il: Lunedì, 24 Aprile 2017, 19:55:08 »
Eh, in quell'articolo fui troppo ottimista e cercai di sintetizzare insieme troppe cose, questo è il punto!  :azz:

Un chiarimento sui due cartoncini ed il loro uso.

Se si ha a disposizione per la misura un cartoncino grigio medio (ossia intorno al 18%), allora la misura della luce incidente la facciamo direttamente su quello e NON c'è da apportare nessuna correzione. Ma in mancanza del cartoncino grigio medio possiamo utilizzare un qualunque altro grigio, basta conoscere la differenza di riflettenza rispetto al 18% ed apportare le dovute correzioni. Ora, il caso più semplice è quello di ricorrere ad un cartoncino bianco (che in realtà non è mai davvero bianco ma sempre un grigio per quanto molto chiaro) il quale di solito riflette fra il 90% ed il 94% al massimo, tipicamente a metà degli estremi ossia appunto il 92%. Infatti, nei cartoncini fotografici per esposizione, da un lato abbiamo appunto il grigio al 18% e dall'altro proprio il grigio al 92%, che ci appare bianco.

Ora il punto è: di quanto dobbiamo correggere se misuriamo su 92% invece che su 18%, espresso in stop di esposizione? La risposta è: 7/3 di stop, ossia due stop ed un terzo (pari alla differenza quadratica tra 92 e 18, ossia il logaritmo in base 2 del rapporto di 92 su 18).

Un tempo un ottimo surrogato era dato dal retro di una stampa fotografica di carta lucida, che NON è proprio lucido lucido, ma che in genere sta appunto intorno a quel valore di riflessione. Ovviamente ai tempi dell'analogico era facilissimo ritrovarsi una stampa in borsa ed usarne il retro, mentre oggi penso sia decisamente più raro. Comunque, anche un qualunque foglio di carta per fotocopie purché del tipo "extra-bianco" presenta circa il 92% e quindi va benissimo (per comodità possiamo incollarlo su un cartoncino e tenerlo sempre in borsa).

Un'ultima considerazione: perché i cartoncini per esposizione fotografica hanno un lato al 18% e l'altro al 92%, invece che per esempio entrambi al 18%?

Molti rispondono: il lato chiaro serve per il bilanciamento del bianco. Ma è una sciocchezza: infatti questo genere di cartoncini sono sempre stati fatti in questo modo, anche quando il digitale non era stato ancora inventato. E' pur vero che anche nell'analogico si facevano gli scatti al solo cartoncino per poter poi fare correttamente il bilanciamento cromatico dopo lo sviluppo e prima della stampa degli scatti successivi, ma si fotografava sempre il lato grigio, mai il bianco!!!

Il lato bianco aveva allora e conserva oggi una sua funzione ben precisa e preziosa, che è la seguente.

Finché abbiamo luce in abbondanza non ci sono problemi e misuriamo serenamente sul 18%, ma quando l'intensità della luce comincia ad essere poca, ecco che la misura diventa via via sempre più difficoltosa; ma non basta: arriva il momento nel quale la sensibilità dell'esposimetro non è più sufficiente e non riusciamo proprio più a misurare. Ecco allora che basta girare il cartoncino e misurare sul 92% invece che sul 18%, per rendere più comode le misure in luce scarsa e anche di fatto per abbassare (di ben due stop abbondanti) il limite inferiore misurabile con l'esposimetro della fotocamera. Semplice e assolutamente funzionale.

Questo vantaggio (impagabile quando è necessario) lo paghiamo col modesto prezzo dato dalla "seccatura" di dover apportare la correzione di 7/3 di stop alla nostra misura. Ma ovviamente, è sempre molto più comodo misurare sul 18% senza correzioni fin quando è possibile.

PS Nei due forum sui quali scrivo (questo e CSCTalk) mi capita di rileggere i miei stessi post e di pescare molte sviste, frasi poco chiare, termini usati impropriamente, imprecisioni, scambi sballati a causa di copia incolla, insomma errori vari più o meno gravi. Chiaramente, appena me ne accorgo entro nel post e lo correggo. Ma negli articoli pubblicati su altri siti, purtroppo, come sono alla prima stesura rimangono per sempre e non ci posso fare nulla!  O:-)

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Fotografia / Re:Come ottenere dal Foveon risultati inarrivabili.
« il: Lunedì, 24 Aprile 2017, 02:10:29 »
Ehm, mi dispiace steno, ma veramente sarebbe il contrario: SPP ti proporrà una correzione POSITIVA per correggere le luci apparentemente SOTTOesposte in ripresa.

Cioè, supponiamo che tu imposti il selettore sulla macchina a 100 ISO, però calcoli l'esposizione in luce incidente per un indice di esposizione di 400 ISO: SPP ti proporrà una correzione media intorno a +2 (in realtà più probabilmente tra +1.5 e +2.5 a seconda della riflessione media della scena) che tu poi aggiusterai secondo i tuoi gusti. Se invece esegui lo stesso scatto con la stessa identica esposizione, ma col selettore impostato direttamente a 400 ISO, allora SPP ti proporrà direttamente una correzione mediamente nulla (in realtà più probabilmente tra -0.5 e +0.5) perché i +2 tra 100 e 400 ISO li avrà aggiunti da solo d'ufficio. Ma ovviamente in realtà i due RAW conterranno esattamente la stessa immagine al proprio interno, solo che uno è etichettato 100 ISO e l'altro 400 ISO.

Io comunque NON ti consiglio di scattare lasciando il selettore della fotocamera fisso su 100 ISO, perché anche se questo modo di lavorare è perfettamente praticabile con le fotocamere Foveon scattando in RAW, ci sono delle controindicazioni pratiche operative che lo sconsigliano. Le due più evidenti sono che:
1) il jpeg interno del RAW diventa inutile, tanto più scuro quanto più alto è l'indice di esposizione, e questa è una gran seccatura;
2) in SPP l'escursione della correzione è limitata, quindi se un +2 è sempre mediamente sprecato per la correzione implicita, finisce che in molti casi anche col cursore al massimo potrebbe non bastarti e allora saresti nei guai.

Meglio quindi operare normalmente con il selettore ISO sempre impostato regolarmente uguale allo stesso valore dell'indice di esposizione, perché la qualità del risultato finale ottenibile è sempre la stessa, ma in questo modo i suddetti problemi non ci sono.

Il vero vantaggio concreto di aver fatto tutti quei calcoli è infatti un altro, ossia quello di poter disporre di riferimenti fotometrici attendibili in funzione dell'uso che faremo dell'immagine. Per esempio, supponendo di voler produrre immagini in bianco e nero, allora saprò che:

1) se dovrò stampare su carta lucida posso lavorare tranquillamente fino a 2500 ISO, sicuro di conservare informazione più che sufficiente per riempire l'intera gamma tonale della carta lucida;

2) se dovrò stampare su carta semi-opaca posso lavorare tranquillamente fino a 3200 ISO, sicuro di conservare informazione più che sufficiente per riempire l'intera gamma tonale della carta semi-opaca;

3) se dovrò stampare su carta semi-opaca posso lavorare tranquillamente fino a 5000 ISO, sicuro di conservare informazione più che sufficiente per riempire l'intera gamma tonale della carta opaca;

4) se invece dovrò impiegare le immagini prevalentemente a video (o meglio, qualunque proiezione per retroilluminazione), allora sarà saggio limitarmi ad un massimo di 1250 ISO, per essere sicuro di poter conservare informazione più che sufficiente per riempire l'intera gamma tonale di qualunque monitor.

Se invece vogliamo lavorare a colori e non ci piace il rumore a chiazze che compare nelle ombre più profonde, allora con la SD15 sarà bene limitarci al massimo a 800 ISO in tutti i casi (stampa lucida o opaca o video non cambia nulla). Non che in questo modo le chiazze scompaiano del tutto, ma avremo la possibilità di chiudere le ombre più profonde per assorbire la gran parte delle poche chiazze rimanenti, senza però arrecare troppo danno all'equilibrio cromatico delle ombre dell'immagine.

Comunque, queste sono di quelle cose assai più difficili a spiegarsi a parole che a farsi in pratica. Prova praticamente e vedrai che dopo non molti esperimenti comincerai a vederci chiaro senza scervellamenti.

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