Autore Topic: Tanta tecnica poche foto...  (Letto 950 volte)

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Offline pgdm1953

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Tanta tecnica poche foto...
« il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 07:17:21 »
Ho l'impressione (magari mi sbaglio) che in questo forum ci siano tantissimi post tecnici e pochissime foto.
Vero che è un forum dedicato al Foveon, ma è pur vero che il Foveon serve a fare foto.
Vogliamo fare un po' più foto da mostrare e discutere?
 :) :) :)
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Offline Italo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #1 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 09:04:30 »
La foto ha perso il suo originale significato ed oggi è inflazionata: chi fa indigestione di un determinato alimento poi non ne vuole più mangiare. Oltretutto non si può incitare a fotografare quando questa attività richiede l'ispirazione che ogni dilettante dovrebbe avere, per cui si potrebbe ottenere l'effetto opposto.
Personalmente, salvo rare eccezioni, non trovo più un senso nel fare foto soltanto per pubblicarle su un forum ma, si sa, questa potrebbe essere la visione di un anziano che non ha più "gettoni" per continuare il gioco.
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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #2 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 09:37:36 »
Personalmente, salvo rare eccezioni, non trovo più un senso nel fare foto soltanto per pubblicarle su un forum...

Condivido il tuo pensiero Italo, il "perchè" è la cosa fondamentale per qualsiasi attività.
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Offline cirillo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #3 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 09:51:48 »
SERIO MODE:
Personalmente non pubblico quasi mai per vari motivi.
Il principale è che da quando ho iniziato a fotografare per me la fotografia è sempre stato un atto intimo e l'unica cosa che mi piacerebbe pubblicare è un progetto stampato... un progetto che abbia una visione, un'idea... un senso.
Il mio interesse è per il reportage e la fotografia di strada e questo coinvolge le persone, spesso inconsapevoli, e non ho voglia ne interesse a darle in pasto al web.
Tante altre mie foto sarebbero solo un esercizio di stile e comunque un DejaVu.

CAZZARO MODE:
La verità è che se pubblico, e qualcuno mi fa un appunto, anche minimo, su uno dei miei capolavori, traccio il suo ip... scopro do vive... e lo vado a torturare!  8)
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Offline Farenzi

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #4 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 11:33:06 »
metterei nello statuto del forum l'obbligo agli iscritti di postare, almeno una foto foveon al mese, pena... :sm:
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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #5 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 13:20:14 »
metterei nello statuto del forum l'obbligo agli iscritti di postare, almeno una foto foveon al mese, pena... :sm:

AL MESEEEE!!!!!  :( :cry: :pau: :-\ :con: :conf: :azz: :ohi: :gh:
Sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura.

   Fabrizio De Andrè

Offline Italo

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« Risposta #6 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 16:29:40 »
... che il mio intento fotografico è sempre stato di carattere giornalistico, forse per questo ho istintivamente sempre trattato le mie immagini come documento.
Di seguito alcuni esempi di ciò che intendo, eseguiti con Rollei SL66 e Leicaflex SL.

1 - Raccolta pesce dalla tratta sulla spiaggia.
2 - Fiumana del 76 (quando si spremono troppe olive....  8) )
3 - Paracadutismo allo stadio.
4 - Fulmini sulla città (su Dia).
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Offline DANYZ

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #7 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 18:10:23 »
La foto ha perso il suo originale significato ed oggi è inflazionata...

Mi trovo pienamente d'accordo. Inoltre dato che il mondo vive d'immagine, vengono vomitate tera e terabyte di foto ogni secondo. Come si può non fare indigstione?


Ho l'impressione (magari mi sbaglio) che in questo forum ci siano tantissimi post tecnici e pochissime foto.
Vero che è un forum dedicato al Foveon, ma è pur vero che il Foveon serve a fare foto.
Vogliamo fare un po' più foto da mostrare e discutere?
 :) :) :)

Vero, ma hai visto di cosa si occupano gli altri forum? FF vs aps-c vs 4/3 vs compatte vs il budello di tu' ma'. :)) ecc ecc...
La nostra comunità vive di Foveon, e se Sigma tira fuori ogni volta un Foveon diverso, bisogna discuterne: una volta ha pochi pixel (ma va da Dio), e un'altra volta cresce in risoluzione ma genera troppo rumore e/o l'AF fa cilecca 10 volte su 9, e poi riaumenta di soluzione e aumentano i tempi biblici d'attesa sia di lettura sia in caricamento, poi ci sono le compatte che muoiono con l'obiettivo che non rientra più, poi arrivano le compatte Merrill con la batteria che dura poco, poi...il Quattro che Sigma ci aiuti!

In Sigma ogni volta ci sono piccole battaglie e per questo se ne parla.

Per chi di fotografia ci vive, sia fotografando sia promuovendo/vendendo un marchio, le cose sono diverse, ci deve mangiare quindi non gliene importa niente se il sensore è diverso/migliore/peggiore rispetto a quello della precedente generazione.
Ma noi poveri fotoamatori che di foto non campiamo ma ci dilettiamo, ai quali vengono promesse prestazioni sempre superiori e poi ci deludono col rumore elettronico a 100 iso...come possiamo stare zitti? :-X :))

Vero anche che vengono pubblicate poche foto ultimamente, ma è umano: c'è chi ha meno tempo, chi lavora di più, chi ha più o meno voglia di scattare a seconda dei momenti, chi non possiede più il Foveon ( io :cry:), ecc.

Passato questo periodo il forum tornerà a ripopolarsi di grandi immagini di QUALITÀ :si:
ALOHA

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« Risposta #8 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 18:50:37 »
... che il mio intento fotografico è sempre stato di carattere giornalistico, forse per questo ho istintivamente sempre trattato le mie immagini come documento.
Di seguito alcuni esempi di ciò che intendo, eseguiti con Rollei SL66 e Leicaflex SL.

1 - Raccolta pesce dalla tratta sulla spiaggia.
2 - Fiumana del 76 (quando si spremono troppe olive....  8) )
3 - Paracadutismo allo stadio.
4 - Fulmini sulla città (su Dia).

Complimenti Italo!  :si: Posta di più  :)) O:-)
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Offline Lorenzo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #9 il: Giovedì, 21 Luglio 2016, 20:32:44 »
Ho l'impressione (magari mi sbaglio) che in questo forum ci siano tantissimi post tecnici e pochissime foto.
Vero che è un forum dedicato al Foveon, ma è pur vero che il Foveon serve a fare foto.
Vogliamo fare un po' più foto da mostrare e discutere?
 :) :) :)
Io ti appoggio perché ho la stessa tua impressione. Ma comprendo le opinioni di tutti!....
Io stesso vorrei aver più tempo sia per scattare, sia per post produrre,  sia per postare...
Nella vita questo è il mio momento più pieno e con meno tempo libero in assoluto!
Un saluto
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Poi faccio pace...

Offline Farenzi

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #10 il: Lunedì, 12 Settembre 2016, 09:42:54 »
Io ti appoggio perché ho la stessa tua impressione. Ma comprendo le opinioni di tutti!....
Io stesso vorrei aver più tempo sia per scattare, sia per post produrre,  sia per postare...
Nella vita questo è il mio momento più pieno e con meno tempo libero in assoluto!

per questo, dicevo, una foveonite al mese  :cry:, so, per fare un cambiamento allo statuto ci vuole consultazione rapida dei vari responsabili settori,  ::)
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Offline screw

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #11 il: Lunedì, 12 Settembre 2016, 12:44:39 »
Ciao a tutti!
Prometto che spiegherò in modo più compiuto quello che sto per dire...
Personalmente credo che a tutte le motivazioni di ognuno di voi (che condivido), si aggiunge un'aggravante che forse trascuriamo.
Tale aggravante non rientra tra "il fare"... ma riguarda il mezzo.
È quella che in filosofia viene definita "vergogna Prometeica".
Spero di spiegarmi meglio più tardi...

Offline screw

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #12 il: Lunedì, 12 Settembre 2016, 13:53:32 »
Senza voler avere la presunzione di spiegare una teoria di G. Anders (basta cercare sul web "vergogna Prometeica" per restare illuminati sull'argomento), tra l'altro complessa e articolata - e cui vi rimando per personali approfondimenti - voglio qui ora collegarmi al titolo del post "Tanta Tecnica poche foto...".
E' proprio il disagio e l'oppressione di Prometeo che ci deve far riflettere sul perché di taluni comportamenti...
Le ragioni di ognuno di noi sono tutte condivisibili, reali e motivate... questo è certo. Ma capire dove si annida l'origine di tali schemi è cosa ben più complessa...
Una serie di discussioni (figlie naturali della teoria di Anders) che conosciamo un pò tutti, potrebbero essere, ad esempio, quelle che ruotano intorno alla rivoluzione al digitale...
L'annoso problema "Analogico vs Digitale", ovvero "tecnica (quella vera, quella dell'epoca argentica) vs fenomeno commerciale (dove il mercato - alias produttori - decide cosa ti comprerai, per forza, tra soli due anni)".
Vi pongo una domanda: Perché un reflex entry level sforna jpeg favolosi e una reflex pro assolutamente NO? Per carità, non voglio entrare nella sterile discussione (in questa sede) del RAW che è sempre meglio del jpeg...
Verosimilmente il confronto tra RAW entry level e RAW pro non avrebbe senso... ma infatti volevo solo fare un esempio (tra i tanti che se ne potrebbero fare) di come il mercato (soprattutto oggi, mondo digitale) sia una stortura della realtà.
La risposta (che tutti conosciamo) è che il jpeg della entry level è per fotografi "entry level"... che non devono avere preoccupazioni... Chi compra una PRO deve essere PRO, quindi certamente più capace e più in grado di raggiungere gli stessi se non superiori risultati. Ma che c........a è questa....
Ai tempi dell'argento le macchine si differenziavano per specifiche funzioni... ma il supporto era quello e basta. A parità di lente montata e film caricato, un neofita (piuttosto che un bravo amatore) e un professionista potevano "produrre" lo stesso risultato.
Scusate la digressione...

Concludo quindi...
A parer mio , la vergogna Prometeica potrebbe essere una delle ragioni (legate al mezzo) che pian piano, in silenzio, ci allontana dalla magica serenità che può dare un "mezzo" che altro non ha se non poche regolazioni... tempi e scatti... magari senza esposimentro!

Probabilmente il Foveon (inteso come sensore) si avvicina molto all'approccio di un tempo... ed ecco perché siamo qui...

P.S. Quanto detto per il digitale, il finto reale e tutto quello che ho esposto... vale anche per il passato se spostiamo il punto di osservazione alla fotografia a colori. Niente di più finto! Infatti tutto il pippone a favore dell'argento era riferito al Bianco e Nero, di cui sono sostenitore senza pentimento!!!!  ;)

Grazie a tutti.
Antonio.

Offline Sardosono

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #13 il: Lunedì, 12 Settembre 2016, 17:36:52 »
Ah aaahhhhh, ma qui andiamo sul pesante!!!
L'argomento è stimolante, bene, ben, bene, tre volte bene!!!

Ma invece di allacciarmi dalle tue considerazioni (con le quali mi trovo in buona misura in accordo) per evidenziare le mie differenze di pensiero, al fine di ridurre il rischio di avviare un dialogo a due ritengo più efficace partire proprio dalla "vergogna umana" come proposta da Anders ("diverso"!) per collocarla in una "diversa" prospettiva e per poi ricollegare molto naturalmente tale concetto al contesto del topic. E così quindi farò, ma prometto al contempo che sarò molto breve!

Per evitare di infarcire il discorso di "secondo me", "a mio avviso" e via discorrendo, lo chiariamo subito una volta per tutte: è tutto IMO, ovviamente, né potrebbe essere diversamente.

Giusto una premessa: sorvolo sul pessimismo congenito di Anders - al cui confronto quello del Leopardi era acqua fresca piena di speranza - e mi limito a manifestare che secondo me il pessimismo assiomatico è un veleno definitivo per qualunque visione filosofica della realtà e riconosco allo stesso tempo che tale mio pensiero è a propria volta un assioma della mia filosofia. Fine delle divagazioni.

Il punto di partenza del pensiero di Anders è semplice: l'essere umano non soltanto percepisce sé stesso come profondamente limitato ed imperfetto fin da quando ha iniziato a riflettere sulla propria natura e condizione, ma ha sempre vissuto con grande fatica l'accettazione di tale condizione. Potremmo dire che la stessa filosofia altro non è che il tentativo da parte dell'uomo di razionalizzare sé stesso, se non la propria natura almeno la percezione di sé, col fine ultimo di meglio accettare i limiti del proprio essere. Fin qui nulla di nuovo.

L'apporto innovativo di Anders nel pensiero filosofico consiste nel constatare che l'uomo ha sempre confrontato la propria imperfezione con quella di ciò che egli stesso inventa e produce, trovandolo spesso meno imperfetto di sé: ma dover constatare che "l'opera" sia meno imperfetta "dell'operaio" è fonte di profonda frustrazione. Negli ultimi due secoli, poi, le cose sono peggiorate al punto da precipitare per via della escalation del "progresso" (le virgolette sono d'obbligo) tecnologico: l'uomo si è dimostrato in grado di costruire macchine che rasentano la perfezione (o quanto meno così egli ritiene), mentre non è stato capace di ridurre di un solo granello la propria imperfezione. E non ci riferiamo tanto all'imperfezione fisica, quanto a quella dello spirito, come dimostra l'uso che ha fatto della tecnologia a fini militari. Scrive Anders:  "Gli eventi di Auschwitz e di Hiroshima possono anche essere rimossi dalla memoria (ammesso che vi siano mai penetrati), e questo di fatto è accaduto. Ma, al contrario, non può essere rimossa la loro ripetibilità."  Reputo che questo pensiero, ed in particolare l'ultima frase, meriti riflessione.

Tutto ciò ha conseguenza diretta - e non potrebbe essere diversamente - anche nella vita quotidiana di ognuno, in quanto l'essere umano cerca per quanto possibile di evitare di trovarsi faccia a faccia con la propria imperfezione, rifuggendo per quanto possibile ogni confronto che la metta a nudo, nasce cioè una vera e propria "vergogna" della propria imperfezione. Occorre fare attenzione: non si tratta di una forma di "pudore", che sarebbe un sentimento positivo e foriero di "accettazione", bensì di "vergogna" in senso stretto della propria "nudità", ossia di rigetto e di rifiuto persino ad ammetterla, figuriamoci ad accettarla. E proprio il presunto "progresso tecnologico" fornisce all'uomo un facile escamotage per la negazione della propria condizione e quindi evitarne la relativa ammissione: invece di misurare sé stesso per quello che è, ne delega la misura a quella della tecnologia che egli produce, ossia adotta il falso sillogismo che misurando il "progresso" dell'opera si possa implicitamente misurare il "progresso" dell'operaio che la produce. In tal modo egli è in grado di digerire persino le nefandezze che egli è stato, è e sarà in grado di produrre percorrendo tale presunto "progresso".

Fin qui quello che io ritengo di aver "intuito" ("compreso" sarebbe parola grossa) del pensiero di Anders, che ho cercato di sintetizzare come meglio ho potuto e col quale concordo nella sostanza. C'è ovviamente anche altro, col quale potrei essere in accordo solo parzialmente oppure nulla, ma in questo contesto non ci interessa. A quanto appena detto ora mi ricollego direttamente per esporre il mio pensiero, per chi possa aver piacere di leggerlo.

Le suesposte considerazioni, per quanto condivisibili, non ci portano da nessuna parte, non ci aiutano a capirne il perché. Dice infatti al riguardo ancora Anders: "Non perché l'uomo provi indignazione per essere fatto da altri (Dio, dèi, natura), ma perché non è fatto per nulla e, nella sua qualità di non-fatto, è inferiore a tutti i suoi prodotti fabbricati." Ma questa è ancora soltanto una constatazione, non una spiegazione. Tuttavia questo pensiero di Anders ha il pregio di evidenziare che tale perché abbia radice nella natura stessa dell'uomo, e non provenga dai suoi convincimenti filosofici e teologici. Ma resta solo un punto di partenza, non spiega nulla.  Per essere più precisi, pur essendo evidente che il fulcro della questione sia "il perché" l'uomo rifiuti di accettare la propria condizione, pochi filosofi si sforzano di spiegare l'origine di tale istinto di negazione, o quanto meno nessuno è mai stato in grado di dar corpo ad una spiegazione che appaia razionalmente soddisfacente. Troviamo invece soltanto vari presupposti assiomatici, indimostrabili per definizione e solitamente incompatibili fra loro. Neanche io cercherò di spiegare il perché (non che io non ne abbracci uno, ma ci porterebbe troppo fuori tema), ma mi interessa a questo punto concentrare l'attenzione su due di tali presupposti assiomatici, in diretta antitesi: quello ateistico positivo e quello cristiano.

Il primo ritiene che l'uomo sia in grado di progredire anche sul piano comportamentale ed "etico" (qualunque cosa ciò possa significare in un contesto ateo), ha solo bisogno di tempo (e da questo convincimento nasce l'aggettivo "positivo": infatti non tutte le posizioni atee condividono tale ottimismo, anzi molte di esse sono assolutamente pessimiste al riguardo). Di conseguenza l'uomo dovrebbe accettare senza indugio la propria condizione di imperfezione, perché è proprio tale rifiuto che ne impedisce il miglioramento, per cui prima lo accetta e prima comincerà a venir fuori dalla propria condizione. La "vergogna" di sé stessi per ciò che si è - e quindi della propria imperfezione - costituisce dunque l'ostacolo fondamentale al miglioramento della condizione stessa. Non c'è pertanto nulla di cui vergognarsi perché è una condizione comune a tutti gli esseri umani.

Al contrario, il principio cristiano di partenza è diametralmente opposto, ma poi giunge sorprendentemente alla stessa necessità urgente di accettazione: la condizione umana è quella che è e l'uomo non è in grado di sollevarsi da essa con le proprie forze, né come individuo né come comunità. L'unica via d'uscita giunge "per Grazia" (ossia come regalo) da parte di Dio, per mezzo del sacrificio di Cristo, con l'unico requisito dell'accettazione da parte dell'uomo. Non a caso, nel battesimo evangelico il credente è chiamato a testimoniare due cose, entrambe per accettazione: riconoscere la condizione di imperfezione spirituale come propria ed ineliminabile con le proprie forze (ossia riconoscersi peccatore in quanto indissolubilmente soggetto alla condizione "del peccato") ed accettare Cristo come proprio ed unico Salvatore. La prima accettazione è imprescindibile per accedere alla seconda, poiché senza il riconoscimento di quel che si è non si potrebbe neanche accettare la Salvezza da qualcosa che non si riconosce.

Entrambi i principi sono di natura fideistica, in quanto nessuno dei due può dimostrare alcunché in forma oggettiva (qualunque cosa ciò significhi), ma è incredibile come essi concordino nel considerare la "vergogna" della propria condizione come il più grande dei mali per l'uomo e quindi per l'intera l'umanità.

Bene, se siete giunti a leggere fin qui, vi starete probabilmente domandando che cosa c'entri tutto questo con la fotografia e col fatto che si pubblichino poche foto in certi contesti come il forum (mentre in altri si assite ad una vera e propria inflazione). In realtà io sarei molto più contento se questa domanda non ve la stiate ponendo affatto in quanto avete già risposto per vostro conto, ma nel caso vi fornisco la mia di risposta.

Il nesso c'è, eccome, perché la vergogna della nostra imperfezione, anche se vissuta in maniera latente, è non di meno reale e permea il nostro agire anche a livello inconscio. Siamo impregnati da una miriade di imprinting sociali che sostengono che giudicare gli altri sia giusto, legittimo e persino sensato, e di conseguenza riteniamo che altrettanto giusto, legittimo e sensato sia il fatto che gli altri giudichino noi, in ogni aspetto del nostro agire. Ergo, l'unico modo per evitare tutto questo è quello di sottrarci per quanto possibile ad ogni occasione di giudizio, per quanto banale essa sia, prima di tutto per evitare di ritrovarci faccia a faccia col giudizio di noi stessi.

Tutto ciò è talmente stolto da assurgere al ridicolo: "ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere".  E siamo talmente condizionati da simile diffusa stoltezza e talmente subissati da questa pletora di ignobili e continue pressioni comportamentali e sociali, che arriviamo al punto di ritenerle valide anche per quanto concerne la semplice manifestazione della nostra espressione, di qualunque natura essa sia, compresa quindi quella fotografica.

Ecco dunque il proliferare di pubblicazioni di foto in contesti nei quali non si è soggetti ad alcuna forma di giudizio estetico significativo (al massimo dei "mi piace", ma come ci soffrono in tanti quando non ne ricevono!) e dove comunque il "rapporto sociale" con gli eventuali "giudicanti" è talmente impersonale da poter essere ignorato se non gradito, ed al quale inoltre possiamo il più delle volte non riconoscere una specifica competenza superiore alla nostra.

Al contrario, ma per identica ragione, pubblichiamo col contagocce in contesti nei quali attribuiamo maggior rilevanza all'opinione che possiamo ricevere, ma soprattutto dove il rapporto è meno impersonale e nel quale il contenuto dei discorsi ci appare meno effimero e più pertinente. Ciò ci porta inevitabilmente a doverci confrontare con noi stessi - il che è assolutamente un bene - ma la stoltezza imperante ci condiziona sostenendo che ciò sia un male, da evitare per quanto possibile.

Se a questo punto tutto ciò vi sembrasse una quisquilia, beh, mi dispiace ma davvero non so porvi rimedio, forse non mi sono espresso compiutamente e ve ne chiedo scusa; posso solo aggiungere che ritengo varrebbe la pena di rifletterci di nuovo attentamente e dall'inizio.

Se invece ritenete che non sono stato capace di mantenere la mia promessa iniziale di esser breve - anzi, molto breve - ebbene lo riconosco, ammetto la mia fallacità umana e... non me ne vergogno affatto!

A conferma di quanto dichiarato in premessa ed a scanso di equivoci, ripeto: tutto assolutamente IMO!
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

SD15+SD10 50/1.4+17-70/2.8-4OS+17-35/2.8-4+Elmarit135/2.8
EM1+GX7+GH1 20/1.7+25/1.4+45/1.8+60/2.8+70/2.8+20-40/2.8+Vario-Elmarit14-50/2.8
X-T10 35/1.4+50/1.2+28/2.8+Sonnar90/2.8+135/2.5+16-50/3.5-5.6+70-200/4Macro
LX100  GXR+evf 50/2.4Macro+28/2.4  Alpha65  S3Pro  Digilux-2

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #14 il: Lunedì, 12 Settembre 2016, 22:48:55 »
Per me sei stato molto sintetico :no:
Sintetizzando ancora un po e cercando di spiegare perché posto e intervengo veramente poco o nulla ultimamente.
(l'avevo già detto in passato ) in ogni immagine o riga che scrive, l'autore cerca di rappresentare lo stato d'animo in quale si trova nel istante dello scatto (e cercando di riviverlo al momento dello sviluppo) o nel istante che scrive un intervento, ecco analizzando proprie immagini o interventi propri postati precedentemente ho visto tutta la mia imperfezione e mi domando come ho fatto a postare certe immagini oppure come ho fatto a scrivere certe idiozie.
Saluti
M
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PS: Non sono un "Photographer" ma un artigiano della fotografia  ;)

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #15 il: Lunedì, 12 Settembre 2016, 23:23:08 »
Ciao Antonello... e ciao a tutti!
Sono riuscito a "stanare" il capo!  :si:
balisticamente parlando oggi eri in "SINGOLA AZIONE"... eh?
Bene. Sono contento tu sia intervenuto. È sempre un piacere leggere le tue risposte.
Dissertazione che condivido.
Nel mio post ho voluto riesumare antichi dettami del pensiero filosofico che, per quanto discutibili in alcuni punti, lasciano impietriti se pensiamo che risalgono a tempi ormai lontani per noi. Ma che già parlavano di un male che in realtà si è poi verificato.
Ma di proposito non ho voluto sviscerare l'argomento perché (come avevo scritto in altri termini) è un pezzo di storia che ognuno dovrebbe studiare per se e farne tesoro... come meglio crede, anche trovando giusto riscontro nella propria sensibilità e soprattutto cultura.
In effetti Antonello hai "completato" il punto della situazione... soprattutto quando analizzi il problema del "giudizio". Proprio e altrui.
Restando però in un'analisi più "light" e attagliata alla fotografia, io intendo l'oppressione e il disagio di Prometeo (IMO) una cosa molto vicina a quello che ci sta capitando oggi con il digitale... problema ancora più sentito con i dispositivi SIGMA.
DANYZ scrive (se non ricordo male), che nel forum si parla molto di tecnica perché SIGMA ci costringe a farlo... e io condivido in pieno.
Per come la vedo io, SIGMA è in pieno asintoto se il limite è la perfezione (o quasi), ovvero la soddisfazione del cliente.
Ma senza uscire dal seminato sottolineo (IMO) la paradossale assurdità che il digitale induce... macchine sempre più potenti e performanti, di progetti resi oggetto col contagocce ma già pronti da tempo... e immessi nel mondo del "cliente" per il solo fine del profitto. Realizzazione di un disegno al limite del criminale. E l'utente finale se può... sta al gioco. Se non può,  perché magari fotoamatore impossibilitato a investire continuamente nel nuovo oggetto, certo più performante, sogna.
E si autoconvince che il proprio oggetto (nel nostro caso una fotocamera) risulta sufficiente per le sue esigenze...
Ma nel frattempo naviga (ahi lasso...) nel web visitando sterili portali con migliaia di foto postate... belle... meravigliose... prodotte da macchine ultimo grido.
Ed ecco che torna Prometeo e le sue macchine... il cosiddetto "dislivello prometeico", quel sentimento di inadeguatezza, di inattualità e di "antichità" proprio di chi si aggira nell'apparato tecnico... allo stesso tempo oppresso e meravigliato.
...e pian piano decidiamo, forse inconsciamente, di vivere in modo più intimo il nostro modo di fare fotografia...

Ma poi mi chiedo... e perdonatemi se punto dritto contro il digitale... ma è mai possibile che di una ripresa digitale ho sempre l'impressione che ci sia un terzo incomodo (il software o firmware che dir si voglia) che decide (o mi sostiene?) al posto mio solo perché a priori un quarto incomodo ha deciso a sua volta come devono essere rappresentati dei valori?
Vi chiedo sul serio di comprendere lo sclero....
E non me ne vogliano quelli che sono convinti che qualsiasi cosa va bene pur di arrivare al risultato... (vedasi gli amanti delle nuove mode come l'HDR)...

Offline Sardosono

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #16 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 02:19:12 »
balisticamente parlando oggi eri in "SINGOLA AZIONE"... eh?
Ancora Ah Aaahhhh! Si scoprono gli altarini, eh?!
Tu intendevi in senso lato, ma ci hai azzeccato anche in senso stretto.  ;)
In effetti io prediligo la singola azione ed il tiro a colpo singolo, ma in ogni caso non mi pongo neanche il problema dato che ho solo una semplice GAMO COMPACT da tiro ad aria compressa di libera vendita, con caricamento a leva e ovviamente a canna rigata. La mia passione sarebbe in realtà la carabina (sia ad aria sia .22) sempre da tiro, solo che i poligoni sono tutti fuori mano e di tempo non ce n'è abbastanza. Pazienza.

Tornando al topic, è così come dici, la trappola del marketing funziona proprio in questo modo, facendo leva su tali debolezze psicologiche, frutto dell'insicurezza interiore prima ancora che della specifica ignoranza tecnica. L'unico modo per sottrarsi a tale meccanismo perverso è quello di imparare a fotografare nel vero senso della parola, ossia con piena cognizione di causa, non tanto (o non soltanto) dal punto di vista tecnico quanto soprattutto da quello propriamente fotografico. Dopo di che l'attrezzatura appare finalmente solo per quello che realmente è, ossia mero strumento privo di qualsivoglia connotazione esistenziale fotografica, ed a quel punto i giochetti del marketing ci scivolano addosso e fanno solo sorridere (o piangere, quando li vedo far presa ed andare a bersaglio sugli amici). Personalmente io compro quello che decido io, se e quando posso e sulla base di differenti e talvolta molteplici motivazioni, ma tra le quali però non vi è mai quella di sentirne la minima necessità, ergo di tutto ciò che non posso comprare non posso neanche sentirne la mancanza fotografica. In fin dei conti, come in ogni aspetto della vita umana, anche nella fotografia vale il principio che "la verità (ossia la sua conoscenza) è ciò che realmente ci rende liberi", principio che vale sempre, dai più elevati piani spirituali alle banali e quotidiane faccende della vita, perché la verità è per definizione un valore assoluto! ;)
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Offline Italo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #17 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 10:51:05 »
Ma.... pensate davvero che parlare dell'argomento del topic possa cambiare qualcosa? Non potrebbe essere il "rigetto" spontaneo ad una ormai radicata consuetudine dei nostri tempi per l'umana esigenza di un dialogo interpersonale anziché lo scambio di meri simboli ed immagini? ::)

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Offline screw

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #18 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 11:26:40 »
Ciao Italo.
Hai perfettamente ragione. Ma, parlo per quello che ho scritto io, non avevo alcuna presunzione di risolvere il problema. Che di fatto non verrà risolto.

Ma devi convenire che, in fin dei conti, abbiamo discusso di qualcosa che va oltre la fotografia.
E a me la cosa è piaciuta!  :si:

Offline Farenzi

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #19 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 12:13:06 »
ma  questo  è un topic  di fotografia ...
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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #20 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 13:27:44 »
ma  questo  è un topic  di fotografia ...

Allora scusate.
Cercherò di astenermi, per il tratto a venire, da interventi di tale portata.  :-X 

Offline Italo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #21 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 14:35:31 »
Citazione
Hai perfettamente ragione. Ma, parlo per quello che ho scritto io, non avevo alcuna presunzione di risolvere il problema. Che di fatto non verrà risolto.
Non mi riferivo ai tuoi post e quelli di Antonello, che sono sempre interessanti, ma al titolo del topic.
Citazione
Ma devi convenire che, in fin dei conti, abbiamo discusso di qualcosa che va oltre la fotografia.
E a me la cosa è piaciuta!
Anche a me!
In ogni caso l'Admin non sembra essere così fiscale su eventuali ampliamenti tematici, e tanto meno potrei esserlo io.
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Offline screw

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #22 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 15:52:09 »
per Italo...

 :si:

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #23 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 16:31:17 »
Devo essere sincero.. ho apprezzato molto questo fuori campo, anche se non mi ritrovo nel contenuto del vostro tentativo di dare una spiegazione al titolo del topic ;)
Ad es. io posterei più foto se avessi più "pressioni/stimoli" (anche da parte del forum stesso, perchè no!) ....giusto per dirne una.

La provocazione di Farenzi "una foto al mese" ha il suo perchè! ::)
Siamo o non siamo una community PRO fotografia? E allora postiamo M.I.N.K.I.A. :ohi:
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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #24 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 19:36:03 »
 :)) :)) :))
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Offline Sardosono

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #25 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 20:56:34 »
Beh, il topic col suo titolo nasce come semplice constatazione di fatto.
Diventa naturale cercare di comprendere se ci siano ragioni dietro il fatto constatato e quali possano essere, e questo certamente non è fuori tema. Il fatto che poi tali ipotizzate ragioni possano rivelarsi di portata filosofica, neanche questo porta fuori tema, ma può facilmente portare al di fuori dall'interesse generale, questo sì, ed è cosa di cui tener conto.

Quindi, tornando al pragmatismo iniziale del topic, sarebbe interessante se ognuno si sforzasse di illustrare nel dettaglio (le considerazioni generiche non servono né a chi scrive né a chi legge) quali siano gli elementi concreti ed oggettivi che lo trattengono dal postare. Comincio io.

Non faccio foto di documentazione, se non in qualche ricorrenza familiare, quindi di materiale di tal genere (che è anche quello che la stragrande maggioranza del forum predilige) ne ho poco o nulla. Perciò di paesaggio, foto di viaggio, architettura e chi più ne ha più ne metta, semplicemente non ne ho.

Faccio ritratto non posato nella sua accezione più piena, ossia cerco di congelare il soggetto come io ritengo che sia e non come lui si vede. Di questo genere ne ho a bizzeffe, ma non posso certo postarle senza il consenso scritto del soggetto, cosa che non chiedo mai e neanche ho alcuna intenzione di cominciare a chiedere. Quindi niente ritratti.

Faccio anche people, che si differenzia dal ritratto perché l'intento è quello di riprendere il soggetto per come appare, cioè senza cercare di "tirarne fuori le peculiarità". Anche di queste ne ho a valanghe, ma vale quanto detto per il ritratto e per le stesse ragioni, anzi qui sarebbe impossibile anche volendo perché nella maggior parte dei casi non so o non ricordo neanche il nome.

Faccio anche un po' di street ed infatti di questo genere qualcosa ho postato ogni tanto, ma di nuovo entra in gioco il problema del consenso, anche se non sempre. Infatti devo necessariamente escludere tutte quelle foto nelle quali il soggetto sia riconoscibile, da solo e predominante, limitandomi a quelle in cui non siano riconoscibili (pochissime) oppure siano almeno due (meglio tre) e che inoltre sia predominante la scena e non le persone. Posso fare eccezione solo quando la persona ha chiaramente mostrato di gradire di essere ripresa, come in questa qui sotto...



.... oppure seppur rifiutando rimane sostanzialmente non riconoscibile....



... magari anche con un po' di fortuna...



Infine faccio anche un genere che si chiama "astrazione formale".
Non starò qui a spiegare di cosa si tratta, ma con questo non esistono problemi di consensi.
Qui però il problema è un altro, ossia che nei forum, compreso il nostro, simili generi appaiono come... alieni!
La conseguenza è che non solo non interessano a nessuno (e su questo posso benissimo passarci sopra, peggio per voi!  :gh:), ma purtroppo i parametri di valutazione di chi non pratica questi generi diventano quasi opposti. Mi spiego, sarebbe un po' come se nelle foto di paesaggio venissero apprezzate solo quelle mosse e sfocate: vi verrebbe voglia di postarle? Ecco, è proprio quello che succede nel caso dell'astrazione formale, ossia vengono apprezzate proprio le meno formali e con meno astrazione, e direttamente ignorate le altre: non è certo un incentivo a postare.
Comunque, in chiusura ne metto due di questo genere, giusto per chiarire di che si tratta; entrambe sono di facilissimo apprezzamento, nel senso che se si trattasse di tuffi queste sarebbero due tuffi semplici in avanti con carpiatura e basta. Ma ovviamente ogni tuffatore è interessato ai doppi e tripli salti mortali, con carpiature ed avvitamenti!

Per concludere, questi sono i motivi che mi trattengono dal postare. La conseguenza di ciò è che, se andate a guardare tutte le immagini che ho pubblicato finora, probabilmente scoprirete che sono per la maggior parte panorami e vedute, cioè proprio quello che io non faccio se non mi ci tirano per i capelli, e forse è proprio per questo che non ne ho quasi più!  :P


ισορροπία, και ψευδή συμμετρία (Equilibrium and False Symmetry)


Tribute to my piano, who always forgives me every time I play it
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Offline screw

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #26 il: Martedì, 13 Settembre 2016, 21:15:09 »
"Equilibrium and False Symmetry" è la nemesi del topic!  :D
Lo scrivo sorridendo... sono ilare!

Ad ogni modo... una Foto di stile... che ti racconta!

Offline stenobox

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #27 il: Giovedì, 15 Settembre 2016, 12:53:02 »
Molto belle le foto Antonello, è un peccato che ne posti poche, io nemmeno sapevo esistesse quel genere quindi ho potuto imparare qualcosa di nuovo e magari qualcun altro potrà trarre ispirazione per provarlo anche lui...

Offline Lorenzo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #28 il: Giovedì, 15 Settembre 2016, 15:23:23 »
Rientrato dalle ferie, ho apprezzato tutti questi interventi veramente moltissimo!
In alcuni passaggi ammetto di essermi perso, ma una lettura più attenta in altri momenti mi aiuterà!
Devo dire che non è  sempre facile rimanere fuori dalle logiche del mercato, ma ci si prova... Bisognorebbe far tesoro dei concetti sopra esposti e tornarci di tanto in tanto, perché sappiamo quanto siamo bravi a dimenticare, no?  ;)

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Offline BeSigma

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #29 il: Domenica, 25 Settembre 2016, 14:03:40 »
A parer mio è importante far seguire a tanta tecnica e argomentazione le immagini..... ma non è fondamentale, mi spiego meglio... ci sono persone con altissima esperienza (che nel corso degli anni hanno messo pure a frutto) che oggi ci offrono tutto quel che sanno ma non postano semplicemente perchè non sono ispirati oggi o non sono in condizioni di fotografare...

Ora io spero che tutte queste persone abbiano comunque sempre voglia di esprimersi e lasciar pagine di esperienza epocali, facendo controtendenza in un mondo dove invece si posta di tutto senza un minimo di logica.... qui siamo la controtendenza e mi piace :)

Per il resto credo di essere un "poster" infatti le statistiche dicono ancora (nonostante molta assenza) che sono il primo per numero di topic aperti (molti dei quali sono immagini del tutto discutibili e di poco interesse  :ohi: )


Quindi, sperando di non aver frainteso ed essere uscito off topic, mi auguro di leggere sempre pietre miliari di tecnica, sociologia, psicologia e filosofia della fotografia anche dove a tanto scritto non segua un immagine.... per quello c'è che prova a mettere a frutto quanto sopra :)

P.S. Antonello tu non sentirti invogliato a scrivere troppo..... io i tuoi pistolotti me li subisco già di persona  O:-)
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Offline albertux

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #30 il: Lunedì, 26 Settembre 2016, 10:13:21 »
Sono concorde nel postare piu' foto, d'altronde, come gia' rimarcato da piu' di qualcuno, questo e' un forum di fotografia.
Bisogna pur considerare il fatto che, bene o male, quasi tutti hanno sulla nuvola, da qualche parte nel mondo, su un chissaquale server, una gallery che di solito mettono in firma.
Questo significa ,comunque, dare la possibilia' a chi vuole di visionare le foto di chi vuole.... :si:
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Offline Lorenzo

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #31 il: Sabato, 01 Ottobre 2016, 22:01:13 »
Come ho detto a qualcuno, ho raw da trattare fermi da aprile... ogni tanto trovo il tempo di mettermi al PC, ma è raro. Io amo la vita fuori di casa e in questo periodo dell'esistenza voglio stare il più possibile con la mia famiglia. Rubo momenti di solitaria autodidattica esperienza per trattare qualche immagine ma poi pubblico poco perché escludo quelle di documentazione famigliare, quelle private, quelle brutte, quelle difficili e rimane qualcosa. Posto quel qualcosa per sapere cosa ne pensate, per imparare dalle osservazioni. A volte non voglio osservazioni e allora me le tengo.
Beh, dal tardo autunno sarò anche più libero dal lavoro e quindi meno stanco. Posterò di più lì allora.
Però invito chi fa generi poco noti, almeno tali per me, come Antonello con l'astrazione formale, a far vedere qualcosa proprio per conoscere. Ispirarsi per provare qualcosa di nuovo.
Ecco, poi a volte guardo una mia foto e mi dico: e a chi mai può interessare, se a me ricorda qualcosa e mi da un emozione, mentre gli altri forse potrebbero vedere solo l'ombra chiusa o la maf secondo loro errata?
E allora, tempo o non tempo, voglia o non voglia, vorrei, ma non posto. (Libera citazione musicale).
Ciao e buona serata
L
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Offline Mariano San

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #32 il: Martedì, 04 Ottobre 2016, 06:12:01 »
Ah aaahhhhh, ma qui andiamo sul pesante!!!
L'argomento è stimolante, bene, ben, bene, tre volte bene!!!

(...)

Se a questo punto tutto ciò vi sembrasse una quisquilia, beh, mi dispiace ma davvero non so porvi rimedio, forse non mi sono espresso compiutamente e ve ne chiedo scusa; posso solo aggiungere che ritengo varrebbe la pena di rifletterci di nuovo attentamente e dall'inizio.

Se invece ritenete che non sono stato capace di mantenere la mia promessa iniziale di esser breve - anzi, molto breve - ebbene lo riconosco, ammetto la mia fallacità umana e... non me ne vergogno affatto!

A conferma di quanto dichiarato in premessa ed a scanso di equivoci, ripeto: tutto assolutamente IMO!


Leggo solo ora e me ne vergogno  ::)
in ogni caso : applausi   :bat: :bat: :bat: :bat: :bat: :bat: :bat: :bat:
La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità

 :san:

Offline Barlume

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Re:Tanta tecnica poche foto...
« Risposta #33 il: Giovedì, 06 Ottobre 2016, 23:47:53 »
Gli interventi e i relativi pensieri raccolti in questo post valgono, da soli, il prezzo del biglietto!

Sempre più felice di aver bussato a questa porta...
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