Autore Topic: De gustibus non est disputandum  (Letto 198 volte)

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Offline conla

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De gustibus non est disputandum
« il: Lunedì, 26 Dicembre 2016, 23:03:27 »
In un altro post si è parlato di gusti perché non approfondire l'argomento... Che ne dite?






questo ragazzi è un bell'argomento...
mi piacerebbe parlarne insieme,magari davanti ad uno scenario simile, bloccando qualche bel momento con il foveon... 
ad ogni modo spesso penso se effettivamente io non esageri, soprattutto nei tramonti, con la "drammaticità" dei colori...
in realtà cerco sempre di non creare nulla di artificioso, secondo i miei canoni e secondo la mia percezione della realtà...

mi chiedi se faceva caldo?
No, freddino piuttosto, un vento molto fastidioso, ma uno stupore nel gustarmi quei colori in solitudine che non ha prezzo.

Il discorso che fai tu, Italo, lo capisco e per certi versi lo riconosco, però ti assicuro che la realtà, almeno di quello che fotografo, non è per nulla monotona; vivo in un luogo ed una realtà paesaggistica che considero un miracolo ogni volta che percorro una strada o che mi affaccio dalla finestra per giudicare il tutto monotono; ogni volta che mi trovo davanti a qualcosa che cattura la mia attenzione e la mia immaginazione, mi sembra incredibile ciò che la natura possa fare, anche per alcuni istanti irripetibili allo stesso identico modo.
Quando qualcuno guarda una foto di un tramonto scattata da me, magari avendo visto anch'esso quel tramonto in diretta, si domanda se io non abbia "ritoccato" l'immagine prodotta dalla macchina; tuttavia, allo stesso tempo, dimentica di domandarsi se anche lui abbia visto ed osservato con attenzione, come me, ogni singolo istante per tutta la sua durata quel fenomeno particolare che è il tramonto (o l'alba).

Quando non avevo il foveon mi affidavo in automatico alla macchina e comunque difficilmente riuscivo ad ottenere una riproduzione reale e fedele di ciò che vedevo, adesso almeno posso intervenire riuscendo a raggiungere praticamente il mio obiettivo senza perdita di qualità (lavorando sul raw) e con i colori che piacciono a me.

Pur riconoscendo che non tutti i tramonti che scatto riproducano un'assoluta fedeltà cromatica, posso garantire che moltissimi di essi lo fanno e che ne ho visti tanti anche di più surreali e incredibili con i miei occhi, ma ahimè senza avere dietro il foveon...
spero solo che i miei scatti non travalichino mai il limite di un paesaggio post-nucleare... ma onestamente non credo di essermi mai spinto a  questi livelli .

Diciamo che io agisco in questo modo...
non riuscendo a catturare sempre il momento più estremo di un tramonto, quello che può verificarsi anche solo per qualche secondo in un'intera serata o in dieci tramonti, lavoro lo scatto secondo quelli che sono i miei gusti e quello che è il mio vissuto davanti a decenni di tramonti, rispettando i limiti di uno scenario cromatico reale e del quale almeno una volta nella vita sono stato testimone.
Il tutto sempre secondo il mio parere e senza voler estendere la mia convinzione a nessuno.

Ecco, questo probabilmente sarebbe il modo migliore per evidenziare le personali differenze nell'interpretazione dell'inquadratura.... mi piacerebbe portare un registratore vocale per descrivere ciò che può apparire marginale nella scena di ogni scatto, in questo caso: il colore del mare, la visibilità delle onde e delle pietre in primo piano e quant'altro di poco significativo si veda.... mi rendo conto della difficoltà di descrivere in breve tempo ciò che può cambiare in pochi attimi, ma il metodo è stato pensato per riprese più "rilassate".
Dopo uno sviluppo delle immagini "a sentimento", sono certo che, ascoltando la registrazione, si noterebbero apprezzabili differenze.

Ottime considerazioni, che condivido ed al cui riguardo avrei moltissime opinioni a sostegno da esprimere,
ma se comincio faccio notte al computer per rispondere!  :))  Magari nei prossimi giorni, se trovo il tempo....   ::)

Mi limito a buttarvi lì uno spunto di riflessione (assolutamente OT) su un aspetto collaterale che invece non viene mai toccato sul nostro forum (per fortuna, evidentemente tutti lo diamo per scontato), ma che ritengo sia sano e raccomandabile avere ben chiaro ed esplicito e pertanto lo vado ad esporre.

La "non disputabilità dei gusti" sulla quale tutti concordiamo si riferisce sempre e soltanto alla sola forma estetica dell'espressione (qualunque espressione, non solo fotografica), ma non può certamente essere estesa ai contenuti. Il "contenuto" dell'espressione, infatti, non soltanto è ben "disputabile" ma dovrebbe anzi essere oggetto di giudizio esplicito, etico e morale.

Se questa affermazione vi lascia perplessi al primo impatto è solo perché l'ho espressa in modo generico, ma basta un esempio concreto per dissolvere ogni dubbio; pensate per esempio alla istigazione alla violenza o alla pornografia minorile o a qualunque altra forma di aberrazione umana: certamente non vi è né vi può essere alcuna giustificazione, né artistica né di gusti né di qualunque altra natura. Non credo serva aggiungere altro.

In conclusione, il "contenuto" dell'espressione non solo NON è affatto "insindacabile" ma anzi è dovere etico e morale dell'individuo sottoporlo al proprio personale vaglio categorico e, quando è il caso, rifiutarlo altrettanto categoricamente; e tale vaglio è - questo sì - assolutamente insindacabile essendo parte distintiva della natura umana (e per chi come me crede in Dio, tale imperativo proviene direttamente dalla scintilla divina che è in noi). Solo dopo l'accettazione del contenuto entra in gioco la non disputabilità delle scelte estetiche ed espressive.

Come ho detto all'inizio, questo argomento per fortuna non è oggetto di discussione neanche accademica o filosofica sul nostro forum (ma non così è su altri siti), quindi non serve sollevare la questione; ma l'ho voluta buttare lì, cogliendo l'occasione, perché penso che anche le cose che si danno per scontate non faccia male puntualizzarle almeno una tantum!

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Offline conla

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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #1 il: Martedì, 27 Dicembre 2016, 13:45:53 »
premesso che non ho le doti di scrittura :cry:  di chi mi precede nel post qui sopra :) ... provo a sintetizzare  :pau: per meglio capire la risposta di Sardosono :

La "non disputabilità dei gusti"  si riferisce alla sola forma estetica della fotografia e quindi il "contenuto" della stessa non è affatto "insindacabile" ma anzi è dovere dell'individuo sottoporlo al proprio personale esame.

Solo dopo l'accettazione del contenuto entra in gioco la non disputabilità delle scelte estetiche ed espressive.

ci ho preso ?  :con:







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Offline Italo

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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #2 il: Martedì, 27 Dicembre 2016, 14:52:30 »
Secondo quello che penso di aver capito.... è indiscutibile il fatto che l'autore possa trattare l'immagine secondo la propria volontà/gusto, ergo: tutti abbiamo diritto di fare ciò che vogliamo delle nostre immagini.... ma non possiamo poi pretendere che "i contenuti" (le immagine trattate) vengano sempre elogiati/applauditi.  ;)
In altre parole: è indiscutibile anche la nostra libertà, anzi "dovere", di giudizio su ogni magnificenza/schifezza che vediamo.

Aggiungo anche una mia postilla che vedrebbe bene come corretta consuetudine l'indifferenza dell'autore ad ogni genere di commento, limitandosi a prenderne silente atto.
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #3 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 15:21:27 »
nel mio percorso di studi (riguardo la fotografia) mi hanno insegnato, ancor prima delle caratteristiche della fotocamera, a lasciar andare le immagini.... insomma non le si deve mai difendere sono vive e come tali troveranno la loro strada (un po come i figli)... e la seconda cosa che mi hanno insegnato è stata quella di rispettare e trattare le immagini secondo il mio gusto.....
Insomma, creale come vuoi, e lascia che se la cavino da sole nel mondo.... alquanto romantico eppure descrive il concetto tecnico.

Per analogia nel mio lavoro un vecchio guru mi insegno a lasciar che fossere gli altri a giudicare il mio lavoro.... e un nuovo guru (il mio attuale direttore) mi ha impresso in mente il fatto che "i documenti salvati" sono persone che camminano, facendo riferimento al fatto che ogni nostra creazione o affermazione prende posto nel nostro mondo e, che ci piaccia o no potrà essere apprezzata, giudicata, criticata... e identificherà chi siamo....

Con le foto dovremmo solo chiederci nel trattare e crearle se rappresentano noi stessi in quel momento.... tutto il resto conta poco :)
come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #4 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 15:36:33 »
premesso che non ho le doti di scrittura :cry:  di chi mi precede nel post qui sopra :) ... provo a sintetizzare  :pau: per meglio capire la risposta di Sardosono :

La "non disputabilità dei gusti"  si riferisce alla sola forma estetica della fotografia e quindi il "contenuto" della stessa non è affatto "insindacabile" ma anzi è dovere dell'individuo sottoporlo al proprio personale esame.

Solo dopo l'accettazione del contenuto entra in gioco la non disputabilità delle scelte estetiche ed espressive.

ci ho preso ?  :con:

Sì, ci hai preso in pieno, OTTIMA SINTESI!  :si:

Come pure ci ha preso Italo: ogni autore ha il diritto di trattare esteticamente come gli pare le proprie immagini, come parimenti ogni osservatore ha il diritto di ritenerle delle schifezze inenarrabili, ma nessuno dei due ha il diritto (né ragione logica) di prendersela per questo!  :si:

Io però, oltre a tutto ciò, volevo sottolineare e focalizzare l'attenzione sul fatto che mentre l'aspetto estetico appartiene soltanto alla sfera del gusto (dell'autore come dell'osservatore), viceversa per quanto concerne il contenuto si entra con entrambi i piedi uniti nella sfera dell'etica, che chiama e pretende il giudizio dell'osservatore relativamente alle implicazioni etiche, che mai possono essere giustificate (né dall'autore né dall'osservatore) con ragioni di gusti o preferenze.

Occorre quindi fare attenzione a non estendere il sano principio della "libertà estetica" facendolo diventare un aberrante principio di "libertà di contenuto giustificato su base estetica", che snatura l'idea stessa di espressione artistica, facendone un passaporto per la giustificazione delle aberrazioni umane.

Ma come ho già rilevato, fortunatamente in questo forum simili fraintendimenti e commistioni fra etica ed estetica non sono di casa (anzi, finora non ricordo una sola immagine postata sul nostro forum per la quale siano stati elevati appunti sull'etica del contenuto), quindi non c'è alcun bisogno di insistere sull'argomento.  :D

Possiamo perciò serenamente continuare a sviluppare l'argomento sulla sana base di una "legittima interpretazione estetica di un legittimo contenuto fotografico".  :si:
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #5 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 15:38:13 »
(...)
Con le foto dovremmo solo chiederci nel trattare e crearle se rappresentano noi stessi in quel momento.... tutto il resto conta poco :)
Sì, concordo, anche se io preferisco domandarmi se l'immagine finita "la sento mia" oppure no: se la risposta è positiva, va bene, altrimenti la metto via.
Sostanzialmente è quasi la stessa cosa che il "rappresentare sé stessi", ma espressa in termini di "sentirla propria" è assai più facile darsi una risposta, immediata e "a pelle", senza stare a fare tanti ragionamenti!  ;)
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #6 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 16:52:09 »
Con le foto dovremmo solo chiederci nel trattare e crearle se rappresentano noi stessi in quel momento.... tutto il resto conta poco :)

Un approccio che mi piace molto  :si:  ^-^ forse, come dice poi Antonello, se le "sentiamo nostre" è ancora più immediato.
E' anche vero, anche se spesso ce ne scordiamo, che sono vive e che nel tempo cambiano (perchè cambiamo noi) e prendono a volte strade impreviste...
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #7 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 18:36:28 »
premesso che non ho le doti di scrittura :cry:  di chi mi precede nel post qui sopra :) ... provo a sintetizzare  :pau: per meglio capire la risposta di Sardosono :

La "non disputabilità dei gusti"  si riferisce alla sola forma estetica della fotografia e quindi il "contenuto" della stessa non è affatto "insindacabile" ma anzi è dovere dell'individuo sottoporlo al proprio personale esame.

Solo dopo l'accettazione del contenuto entra in gioco la non disputabilità delle scelte estetiche ed espressive.

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Sì, ci hai preso in pieno, OTTIMA SINTESI!  :si:

Come pure ci ha preso Italo: ogni autore ha il diritto di trattare esteticamente come gli pare le proprie immagini, come parimenti ogni osservatore ha il diritto di ritenerle delle schifezze inenarrabili, ma nessuno dei due ha il diritto (né ragione logica) di prendersela per questo!  :si:

Io però, oltre a tutto ciò, volevo sottolineare e focalizzare l'attenzione sul fatto che mentre l'aspetto estetico appartiene soltanto alla sfera del gusto (dell'autore come dell'osservatore), viceversa per quanto concerne il contenuto si entra con entrambi i piedi uniti nella sfera dell'etica, che chiama e pretende il giudizio dell'osservatore relativamente alle implicazioni etiche, che mai possono essere giustificate (né dall'autore né dall'osservatore) con ragioni di gusti o preferenze.

Occorre quindi fare attenzione a non estendere il sano principio della "libertà estetica" facendolo diventare un aberrante principio di "libertà di contenuto giustificato su base estetica", che snatura l'idea stessa di espressione artistica, facendone un passaporto per la giustificazione delle aberrazioni umane.

Ma come ho già rilevato, fortunatamente in questo forum simili fraintendimenti e commistioni fra etica ed estetica non sono di casa (anzi, finora non ricordo una sola immagine postata sul nostro forum per la quale siano stati elevati appunti sull'etica del contenuto), quindi non c'è alcun bisogno di insistere sull'argomento.  :D

Possiamo perciò serenamente continuare a sviluppare l'argomento sulla sana base di una "legittima interpretazione estetica di un legittimo contenuto fotografico".  :si:

quindi quello che non è etico non deve essere fotografato oppure non deve essere sottoposto a giudizio il suo scatto non etico?
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #8 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 18:54:01 »
Citazione
non deve essere sottoposto a giudizio il suo scatto non etico
Un esempio, fin troppo banale, è la pornografia... i cui contenuti non possono essere accettati come espressione artistica quindi non possono essere commentati ma rifiutati a priori.
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #9 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 19:04:31 »
Citazione
non deve essere sottoposto a giudizio il suo scatto non etico
Un esempio, fin troppo banale, è la pornografia... i cui contenuti non possono essere accettati come espressione artistica quindi non possono essere commentati ma rifiutati a priori.

pero' gli scatti di mapplethorpe sono abbastanza al limite eppure per me molto belli
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #10 il: Domenica, 01 Gennaio 2017, 19:17:38 »
Citazione
pero' gli scatti di mapplethorpe sono abbastanza al limite eppure per me molto belli
Non ti so dire, non li conosco.
Comunque un nudo in posa non equivoca non è pornografia, prova ne sia la tua sensazione di bellezza anziché di ripugnanza.

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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #11 il: Lunedì, 02 Gennaio 2017, 17:38:12 »
Beh, diaciamo che Mapplethorpe qualche scatto sul ripugnante andante lo ha fatto  :)) (famoso il suo autoritratto con la frusta impugnata ...dal posteriore, tanto per fare un esempio, ma tante delle sue opere sadomaso sono abbastanza forti...) anche se comunque ci sono tanti suoi scatti che pur essendo pornografici, hanno grazia ed eleganza (un paio di anni fa ci fu a Milano una sua mostra, molto bella, che conteneva però i suoi scatti meno estremi...).
In tutti i casi non mi ritrovo  :con: Cioè, se lo scatto contiene un contenuto non eticamente "accettabile" dovrebbe essere rifiutato a priori?
E se lo sguardo fosse di denuncia?
O se fosse, ancora più semplicemente, uno sguardo realista di pura testimonianza (e senza alcun giudizio)?
Trovo poi che ci sia da fare un ulteriore distinzione che prenda in considerazione i fruitori delle "opere".
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #12 il: Lunedì, 02 Gennaio 2017, 18:25:11 »
si vero mapplethorpe ha fatto opere bellissime ma a volte vere e proprie "p...ate" come ad esempio terry richardson alcuni suoi "selfie" sono decisamente non accettabili ... diciamo che il confine potrebbe come il gusto essere diverso da ogni persona e quindi per qualcuno essere accettabile e per qualcuno no
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Re:De gustibus non est disputandum
« Risposta #13 il: Lunedì, 02 Gennaio 2017, 18:25:43 »
Citazione
Cioè, se lo scatto contiene un contenuto non eticamente "accettabile" dovrebbe essere rifiutato a priori?
Si sta valutando la legittimità di commentare il contenuto di un'immagine fotografica, non di evitare di guardarla... sul tipo: "Secondo me il sangue di quell'uomo sgozzato non è abbastanza rosso... applicherei un po' di saturazione selettiva".  ;)
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