Autore Topic: affinity photo  (Letto 383 volte)

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Offline glv

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affinity photo
« il: Domenica, 08 Agosto 2021, 10:00:17 »
Buongiorno
mi sono accorto che affinity photo apre i file X3F. credevo si potesse usare solo SPP. arrivo tardi? lo sapevate già ?

grazie mille
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Offline Tino84

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Re:affinity photo
« Risposta #1 il: Domenica, 08 Agosto 2021, 10:25:17 »
Ciao,
Ne hanno parlato qui

http://forum.foveon.it/index.php?topic=4943.0

Faccio il riassunto: usa Sigma Photo Pro  :P

Offline Rino

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Re:affinity photo
« Risposta #2 il: Domenica, 08 Agosto 2021, 12:17:51 »
Buongiorno
mi sono accorto che affinity photo apre i file X3F. credevo si potesse usare solo SPP. arrivo tardi? lo sapevate già ?

Buona domenica, come mai ti sei accorto che Affinity apre gli X3F del Foveon, ma non che li apre in maniera penosa (esposizione sbagliata, colori sbagliati, nitidezza scomparsa) rispetto a Sigma Photo Pro e che persino la JPG in camera, a tal punto, è decisamente migliore?  :))

Sino alla versione 2018, anche Luminar apriva gli X3F, ma almeno li apriva molto bene anche se comunque la maniera migliore per godere il Foveon resta quello di un X3F ben esposto e ben sviluppato con Sigma Photo Pro.
Se quella strada non piace o è troppo lenta, fortunatamente c'è il Bayer.

Ho letto in passato commenti tipo "Affinity se la cava con gli X3F del Foveon" ed il problema è tutto nel significato che diamo a "se la cava" o quello che ci aspettiamo di ottenere. Per me non se la cava affatto e non tribolo con il Foveon per poi arronzare lo sviluppo del RAW.
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Offline glv

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Re:affinity photo
« Risposta #3 il: Domenica, 08 Agosto 2021, 12:49:18 »
mi sono accorto che li apriva in modo penoso, ma ero convinto che solo Spp poteva aprirli , infatti uso Spp
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Offline Rino

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Re:affinity photo
« Risposta #4 il: Domenica, 08 Agosto 2021, 13:41:02 »
mi sono accorto che li apriva in modo penoso, ma ero convinto che solo Spp poteva aprirli , infatti uso Spp

E' stato un peccato che Luminar abbia smesso di implementare il Foveon perché a suo tempo apriva gli X3F della Quattro molto bene.
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Offline notomb

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Re:affinity photo
« Risposta #5 il: Domenica, 08 Agosto 2021, 13:50:32 »
Citazione
E' stato un peccato che Luminar abbia smesso di implementare il Foveon perché a suo tempo apriva gli X3F della Quattro molto bene.

Evidentemente anche loro sapevano che il progetto era nato morto :))
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Offline Met

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Re:affinity photo
« Risposta #6 il: Giovedì, 30 Settembre 2021, 11:55:53 »
Sono un utente entusiasta dei programmi Affinity e prima ancora della gamma Serif, ma più per l'impaginazione e il disegno vettoriale, che per la correzione delle immagini.
Devo ammettere, che Affinity Photo mi ha dato diverse soddisfazioni, ma la gestione e interpretazione dei colori è ancora molto da migliorare.


Può andare bene se lavori con file destinati al web, con profilo colore sRGB; per il resto devi pregare, che l'algoritmo di interpretazione dello spazio colore non faccia danni evidenti.
Ho appena cominciato a lavorare sui file raw di Sigma con Photo Pro e poi esporto in tiff a 16 bit per gli aggiustamenti con Affinity.
Purtroppo anche i file tiff a 16 bit con profilo colore ProPhoto rgb vengono restituiti pessimamente sul monitor (toni irrealistici e bande di colore alternate su quelli che sono campi uniformi, come il cielo blu).


Tutto questo al di là dei limiti del file X3F: correggetemi se sbaglio, ma ogni tanto, nelle ombre dei toni neutri noto un'alternanza di dominanti magenta/verde.

Invece Luminar AI apre correttamente i file esportati da Photo Pro 6.8Sto cercando di creare un workflow di lavoro che funzioni facilmente, ma temo che Affinity Photo, per ora, possa laborare bene solo su file che hai già "scremato" riducendo l'informazione colore a 8 bit per canale.
Se e quando arrivo a un processo di sviluppo stabile, creo un tutorial.
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Offline EXCEL

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Re:affinity photo
« Risposta #7 il: Giovedì, 30 Settembre 2021, 13:42:29 »

Ho appena cominciato a lavorare sui file raw di Sigma con Photo Pro e poi esporto in tiff a 16 bit per gli aggiustamenti con Affinity.
Purtroppo anche i file tiff a 16 bit con profilo colore ProPhoto rgb vengono restituiti pessimamente sul monitor (toni irrealistici e bande di colore alternate su quelli che sono campi uniformi, come il cielo blu).


ma perché usare il ProPhoto come spazio colore? è talmente esteso che, ammesso e non concesso che AF sia capace di gestirlo al meglio, quasi sicuramente il tuo monitor non ci riesce. Come puoi vedere dei colori di uno spazio colore che il tuo monitor non riesce a riprodurre?

Ma risalendo ancora di più la catena, nessun sensore fotografico è capace di avere un simile spazio colore, persino un AdobeRGB è oltre la portata di registrazione reale di un sensore (lo so che sulle sigma e qualsiasi altra camera troviamo la voce AdobeRGB, ma la realtà è ben diversa). In pratica, quel che vediamo a monitor quando usiamo spazi colore così estesi, sono spesso artefatti, ricostruzioni artificiali.

Se poi stampi, lo stesso discorso lo devi applicare alla carta, quale carta ti copre un gamut così esteso? 
Solo nella grafica, dove non hai il collo di bottiglia di un sensore fotografico, ha senso usare spazi colore come il ProPhoto, sempre a patto che i dispositivi di output siano ProPhoto-ready.

Comunque, assicurati che i settings che hai in AF siano corretti sotto Edit>Color settings.
www.moroph.eu

Sigma SD14 + Sigma 18-200 C
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Offline Met

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Re:affinity photo
« Risposta #8 il: Giovedì, 30 Settembre 2021, 17:07:17 »

ma perché usare il ProPhoto come spazio colore? è talmente esteso che, ammesso e non concesso che AF sia capace di gestirlo al meglio, quasi sicuramente il tuo monitor non ci riesce. Come puoi vedere dei colori di uno spazio colore che il tuo monitor non riesce a riprodurre?

Ma risalendo ancora di più la catena, nessun sensore fotografico è capace di avere un simile spazio colore, persino un AdobeRGB è oltre la portata di registrazione reale di un sensore (lo so che sulle sigma e qualsiasi altra camera troviamo la voce AdobeRGB, ma la realtà è ben diversa). In pratica, quel che vediamo a monitor quando usiamo spazi colore così estesi, sono spesso artefatti, ricostruzioni artificiali.

Quando esporto un'immagine, per successiva elaborazione, cerco di preservare più informazioni possibili, per lo stesso motivo per cui uso il file raw. Anche se non posso visualizzare tutto il gamut sul monitor, posso usare quelle informazioni per "giocare" con il risultato finale, che poi cristallizzo in un jpg da visualizzare a monitor o per la stampa. Almeno credo - sì, molte volte siamo più nel campo della fede (in una tecnologia), che nel campo dell'utilizzo pratico, ma tant'è.

Tempo fa credevo che il jpg salvato dalla fotocamera fosse un'immagine "obiettiva", ma non è così - innanzitutto io scelgo il tempo di esposizione e il diaframma, facendo già una scelta soggettiva sull'output e poi ogni produttore ha un suo algoritmo di interpretazione dei colori (come le vecchie pellicole, ciscuna con la sua dinamica e resa del colore). Preso atto, che per me la resa del colore è una cosa molto soggettiva, più margine di manovra (numerico) ho e più mi sento sicuro.

Per quanto riguarda sRGB, adobeRGB e assimilati, dipende dall'intento di "pubblicazione": se pubblico qui sul forum, probabilmente caricherò un'immagine con profilo sRGB, per uniformare verso il basso la qualità.
Dubito che molti browser supportino gamut estesi, per cui anche se ho un buon monitor, vedrò sempre un'immagine con un gamut ristretto.

Tuttavia, per uso personale basta avere un iPad pro, anche di penultima o terzultima generazione (accessibile quasi a tutti, quindi, non stiamo parlando di monitor da migliaia di euro), per avere un display che riproduce lo spazio cromatico esteso P3 - Perché perdere informazioni colore?

AdobeRGB serve per stampare, perché mi consente di riprodurre i colori fuori gamma sul monitor sRGB - Anche qui, se ci tengo a stampare bene le mie foto, perché perdere informazioni colore?




Poi, e qui siamo nel campo delle speculazioni filosofico-commerciali, mi sono rempre chiesto perché ancora ci limitamo alla terna RGB, che non copre tutto lo spazio cromatico visibile dall'occhio umano - certi verdi e turchesi, così come certi viola intensi me li scordo.Sarà per questo che mi piace molto saturare le foto: deve essere una forma di compensazione inconscia  ;)

Alla fine, ci siamo abituati a standard elevatissimi in breve tempo e siamo tutti viziati da prestazioni che hanno poco a che vedere con un buono scatto - ma fanno la differenza tra uno scatto ottimo e lo scatto "perfetto".Ogni tanto tiro fuori e accendo il mio vecchio Kodak Carousel, che fa una luce caldissima: e addio bilanciamento del bianco! Ma chi ne ha mai fatto una tragedia all'epoca?  :))
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Offline Lorenzo F.

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Re:affinity photo
« Risposta #9 il: Lunedì, 04 Ottobre 2021, 20:16:23 »
Occhio all' abisso di nome gamut.
Anche io utilizzo Affinity solo come software di fotoritocco.

Sviluppare file X3F senza utilizzare Sigma Photo Pro, equivale a rendere MONCO il Foveon già in partenza, poichè non se ne sfrutta la reale potenza dato che software terzi non riescono a visualizzare correttamente e nemmeno a lavorare/sfruttare le informazioni contenute nel file X3F, quindi il tutto non ha senso.


Lo spazio colore è un'altra storia, il formato comunemente riprodotto è l'srgb il che garantisce interoperabilità tra dispositivi di visualizzazione e di stampa.
Partendo dal file raw che quindi non ha ancora l'abbinamento DATO - PROFILO COLORE, si può sempre esportare in un secondo momento con un profilo colore volumetricamente più ampio dell'srgb.
MA non ha senso nella stragrande maggioranza dei casi, ovvero visualizzazione su dispositivi di vario genere e stampa.
Serve (con discernimento) qualora si decida di introdurre variabli artistiche nell'immagine, ovvero il più delle volte per la digital art, oppure se si parte proprio a disegnare da zero (digital art pura)
Rimanendo nel campo dello scatto-stampa-condivisione, utilizzare profili volumetrici maggiori, in special modo se si decide di rimaneggiare immagini "scattate" produrrà come risultato frequente uno slittamento dei colori in termini di intenti o addirittura, nel caso di salvataggi plurimi, l'introduzione di errori colorimetrici anche grossolani. 
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SX70-Sd10-SdQ-XH1 ed altre cosucce varie.

Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani