Autore Topic: C'era una volta il CIBACHROME...  (Letto 483 volte)

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Offline Sardosono

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C'era una volta il CIBACHROME...
« il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 17:04:33 »
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C'era una volta il CIBACHROME...

Tra qualche centinaio d'anni la maggior parte delle stampe analogiche a colori rimaste saranno profondamente degradate, con i colori sbiaditi e con un grave decadimento del contrasto generale. Ma una parte di queste stampe sopravvissute, solo una piccola parte, saranno invece ancora in stato eccellente, con contrasto e colori quasi identici al momento in cui furono stampate: saranno quelle ottenute col procedimento noto col nome di CIBACHROME.

Il procedimento di stampa fotografica in sintesi sottrattiva tri-cromatica a distruzione di coloranti (detta anche ad asportazione di coloranti o a sbianca di coloranti) fu sviluppato agli inizi del '900 dalla Utocolor di J. H. Smith. Successivamente fu perfezionato dalla Ciba-Geigy Corporation in Svizzera, che lo commercializzò a partire dal 1963 col nome appunto di Cibachrome, prima direttamente poi a partire dal 1969 tramite la Ilford che nel mentre era stata acquistata dalla Ciba. Sul finire degli anni '80 (ma non ricordo bene quando), la Ilford si staccò dal gruppo Ciba diventando indipendente, ed il nome dell'intero processo di stampa fu cambiato prima in ILFOCHROME (*) e poi in ILFOCHROME Classic, col quale esiste tuttora in alcuni laboratori specializzati (vedi più avanti). Tuttavia ha sempre continuato ad esser chiamato comunemente "Cibachrome".

E' ancora oggi quanto di meglio possa esistere come stampa a colori, sotto ogni punto di vista, comprese qualità complessiva, fedeltà cromatica e resistenza nel tempo, unitamente ad un bassissimo impatto ambientale, quasi nullo (**). Purtroppo può essere impiegato esclusivamente per la stampa di pellicola positiva e - che mi risulti - nessuno è ancora riuscito a trovare un modo per stamparci sopra una immagine digitale.

Purtroppo la Ilford ha dismesso la produzione dello Ilfochrome Classic ormai da alcuni anni, con la laconica dichiarazione "It is not profitable anymore". Per via dell'alto costo del materiale e dei chimici di trattamento, la domanda del prodotto era ormai limitata alle sole massime esigenze qualitative, ma purtroppo limitatamente alla sola pellicola, la quale domanda evidentemente anche su scala mondiale non era sufficiente a giustificare l'intera linea di produzione, che deve necessariamente mantenersi su standard qualitativi altissimi. (***)

La attuale disponibilità presso alcuni laboratori di stampa altamente specializzati (in Europa prevalentemente in UK e Svizzera, negli USA un po' da per tutto) è dovuta al fatto che questi lab a suo tempo hanno provveduto a fare una larga scorta di prodotto (in pratica hanno rastrellato per intero gli ultimi lotti di produzione ed inoltre la Ilford produsse anche dei grossi lotti finali extra solo per loro), tale da essere ancora oggi in grado di fornire la clientela. I prezzi tuttavia, già cari in partenza, sono arrivati alle stelle, anche perché questo processo è ormai riservato alle sole massime esigenze di qualità di stampa. Date un'occhiata a questo lab californiano, che tratta esclusivamente Ilfochrome Classic: The Lab Ciba Ilfochrome - Prices

I prodotti fotografici non consentono di poter fare grandi scorte, in quando soggetti a forte deperimento e scadimento qualitativo, ma il CIBACHROME è una assoluta eccezione in quanto a conservazione, poiché rimane sostanzialmente del tutto stabile nel tempo, necessitando giusto di un minimo di attenzione nella conservazione. Da qualche parte, in qualche scatola sopra uno dei miei armadi, conservo ancora alcune confezioni di carta (e forse anche di chimici) con nome Cibacrome (e forse anche Ilfochrome), che probabilmente è ancora ottima e sarebbe perfettamente usabile, perché questi materiali hanno una durata nel tempo incredibile persino con le confezioni già aperte, anche senza particolari cure di conservazione (basta evitare il freddo e il caldo eccessivi).

Attualmente sul sito della ILFORD non vi è traccia di carte per la stampa a colori, quindi, quando i vari laboratori nel mondo avranno esaurito le scorte di prodotto, questo procedimento sarà scomparso del tutto dal mondo della fotografia. Ma le stampe ottenute con esso, beh, quelle rimarranno a lungo, ben più delle migliori ottenute con metodi digitali, questo è certo....




(*) Attenzione a non confondere questo processo di stampa con le pellicole invertibili prodotte dalla Ilford che hanno lo stesso nome "Ilfochrome", perché non hanno assolutamente nulla a che vedere tra loro a parte appunto il nome. Proprio per evitare questa confusione, la Ilford modificò nuovamente una seconda volta il nome, aggiungendo il termine "Classic".

(**) Tanto per cambiare, sul web si leggono castronerie circa una presunta controindicazione ecologica dell'Ilfochrome, cosa del tutto infondata, in quanto gli inchiostri per la stampa a getto inquinano cento volte tanto dei coloranti Ilfochrome che sono quasi completamente bio-degradabili. Stesso discorso vale per i chimici impiegati. Le sciocchezze che si leggono sul web sono probabilmente dovute ad alcuni prodotti chimici impiegati giusto agli inizi, negli anni '60, nel procedimento originario della Ciba-Geigy, ma poi rapidamente abbandonati.

(***) Come già accennato, se si fosse trovato un modo di impiegare questo procedimento per la stampa delle immagini digitali, certamente la richiesta mondiale sarebbe stata tale da garantire ben oltre la semplice sopravvivenza del prodotto, ma purtroppo la sola pellicola a colori è già ridotta ai limiti della sopravvivenza essa stessa ed il CIBACHROME è quindi diventato una nicchia nella nicchia, troppo poco per continuare ad esistere.

Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #1 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 17:17:55 »
interessantissimo .... quindi il CIBACHROME attuale sarebbe la stampa su fine art?
CRISigma :si:

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #2 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 17:45:35 »
interessantissimo .... quindi il CIBACHROME attuale sarebbe la stampa su fine art?
Cioè?! Non capisco cosa intendi dire...  :-\

Il Cibachrome è solo per stampa chimica da pellicola diapositiva, mentre la cosiddetta stampa fine-art (che è solo un modo di dire, tecnicamente non significa nulla di specifico) è limitata a metodi digitali e da immagini anch'esse digitali. Inoltre, nessuna stampa per punti (ossia con deposito di pigmenti) può mai raggiungere la qualità di una stampa per eliminazione di coloranti incorporati, la differenza è incolmabile. Insomma, se il Cibachrome fosse impiegabile per la stampa di immagini digitali, tutti gli strumenti e le tecniche dette di fine-art diverrebbero immediatamente obsolete e sparirebbero il giorno dopo. In altre parole, in campo digitale non vi è nulla che sia neanche lontanamente paragonabile ai procedimenti per distruzione dei coloranti.

Anzi, il punto è proprio questo: il Cibachrome è ormai defunto essendo legato al processo chimico-analogico, ma in campo digitale ancora non esiste nulla che possa minimamente sostituirlo qualitativamente...
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #3 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 18:25:56 »
Anzi, il punto è proprio questo: il Cibachrome è ormai defunto essendo legato al processo chimico-analogico, ma in campo digitale ancora non esiste nulla che possa minimamente sostituirlo qualitativamente...



bell'articolo  8) :!: :!:


1)Allo stato dell'arte attuale quale e' il miglior processo di stampa per il digitale?
Puoi fare un excursus per sommi capi del processo standard di stampa digitale?

2)Da cosa nasce tecnicamente parlando la difficolta' a traslare la brillantezza e la ricchezza del colore cibachrome dall'analogico al digitale?

3)
Una stampa convenzionale da kodachrome era superiore a una stampa fine art digitale attuale?

4) Se tra stampa convenzionale colore e cibachrome in campo analogico vi era gia' un abisso ,come mai si potra' colmare il gap almeno tra stampa colore convenzionale analogico e stampa fine art digitale (ammesso che esista, ma secondo me ,a naso, esiste...)

grazie
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Offline Italo

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #4 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 18:54:45 »
Il cibachrome l'ho usato per circa 10 anni fino al formato 30x40 finché il mio fornitore ne rimase sprovvisto, motivando la tossicità dei bagni come causa di irreperibilità. Negli anni ottanta quando trovavo confezioni con bassa filtratura ne acquistavo più buste da 10 fogli 20x25 spendendo più di 100 Klire.
Ho molte stampe di quel periodo con colori ancora perfettamente conservati, oltre ad un'esposizione di frattali (ottenuti fotografando con diapositiva medio formato il monitor del PC) in diversi formati sulle pareti della sala.
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #5 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 19:32:49 »
1) Allo stato dell'arte attuale quale e' il miglior processo di stampa per il digitale?
La stampa a sublimazione, ma quella vera! La sublimazione però presenta tutta una serie di inconvenienti, primo fra tutti il non poter di salire liberamente di dimensione (nelle stampanti commerciali al massimo si arriva e con grande difficoltà ed altissimi costi al formato A3). Ne abbiamo parlato più volte e l'esperto in questo forum è Italo!

A parte la sublimazione, con la stampa a getto di inchiostro la massima qualità si ottiene con il processo di stampa mediante retinatura stocastica random, sviluppato dalla AGFA-GEVART per la stampa a sublimazione e successivamente adattato alla stampa a getto mediante plotter. Il sistema AGFA si chiamava SUBLIMA, ma nelle licenze di brevetto per plotter ha altri nomi che non conosco, ed è il sistema attualmente adoperato per qualunque stampa industriale senza compromessi qualitativi.

2) Da cosa nasce tecnicamente parlando la difficoltà a traslare la brillantezza e la ricchezza del colore Cibachrome dall'analogico al digitale?
A) La qualità cromatica dell'immagine finale stampata è data prima di tutto dal nero: è il nero profondo che rende brillanti i colori e produce la vastità della scala tonale restituita.
B) Stampando a getto di inchiostro così come nella stampa analogica additiva, i pigmenti vengono depositati sulla carta  bianca andandola a scurire per ottenere tutte le tonalità e le intensità (tinte) fino al nero.
C) Viceversa, stampando per sintesi sottrattiva mediante distruzione dei coloranti, questi ultimi sono già presenti nella carta e vengono selettivamente rimossi. Tali coloranti sono presenti in quantità massicce, tali che se la carta viene sviluppata senza esposizione alla luce, la stampa sarà completamente nera, ma di un nero così profondo che se confrontato con un foglio di carta stampato interamente nero a getto d'inchiostro, quest'ultimo sembrerà grigio rispetto al foglio Cibachrome.
D) Come se non bastasse, i pigmenti dei coloranti degli inchiostri devono necessariamente essere mantenuti in soluzioni liquide, cosa che riduce grandemente la densità degli inchiostri stessi, mentre i coloranti del Cibachrome sono solidi e densissimi.
E) Ma la densità dei pigmenti è proprio ciò che determina la profondità del nero e di conseguenza anche l'estensione della gamma cromatica riproducibile: maggiore la prima e maggiore la seconda, quindi in sostanza, per quanto opachi e densi possano essere i pigmenti degli inchiostri, non potranno mai raggiungere le densità del Cibachrome, dove la carta è completamente impregnata dei coloranti.

Ci sono anche altre differenze (forse anche più importanti), ma non possiamo trasformare l'articolo in un trattato, e già con queste ce n'è d'avanzo.

3) Una stampa convenzionale da Kodachrome era superiore a una stampa fine art digitale attuale?
Sì, secondo me sì, checché ne dicano i sostenitori del digitale uber-alles, ma comunque la differenza non è eclatante.

4) Se tra stampa convenzionale colore e cibachrome in campo analogico vi era gia' un abisso ,come mai si potra' colmare il gap almeno tra stampa colore convenzionale analogico e stampa fine art digitale (ammesso che esista, ma secondo me ,a naso, esiste...)
Confesso che non ho capito la domanda....  :-\
Dal punto di vista tecnico, la differenza tra stampa per distruzione dei coloranti e stampa per deposito di pigmenti e incolmabile, non per ragioni tecnologiche ma di leggi della fisica, quindi non c'è progresso tecnologico che tenga. E questo prescinde dal fatto che il procedimento sia chimico-analogico o fisico-digitale. Pensare di colmare il gap mediante il progresso e l'affinamento delle tecnologie attuali è come cercare di svuotare il lago di Garda con un secchiello. Ripeto: non c'è progresso tecnologico che tenga, occorre inventare un qualcosa ex-novo. Il fatto è che nessuno fino ad oggi è riuscito ad ideare un procedimento concreto di distruzione sottrattiva partendo da un'immagine digitale, né ad adattare quello del Cibachrome. Ma chi inventasse una cosa del genere farebbe soldi a palate, senza alcun dubbio...

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #6 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 20:31:03 »
La stampa sù carta lucida è ancora distante dalla bellezza del cibachrome
e tale distanza probabilmente non sarà mai colmata.
Invece la stampa sù supporto opaco è ormai a livelli di qualità tali da non
essere impedimento al libero manifestarsi del nostro genio fotografico. Augh
Sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura.

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #7 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 21:18:45 »
Domanda da 'gnurant.
Ad oggi i videoproiettori di fascia alta hanno risoluzioni e colori sbalorditivi, e possibile che nessuno abbia mai provato con le nuove tecnologie una stampa cibachrome  :-\
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #8 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 22:18:19 »
Guarda Miche', prima di abbandonare l'idea alla Ilford devono averci provato davvero in tutti i modi per almeno una decina d'anni, e se non ci sono riusciti loro....
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Offline Ginni

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #9 il: Venerdì, 10 Febbraio 2017, 22:21:26 »
Domanda da 'gnurant.
Ad oggi i videoproiettori di fascia alta hanno risoluzioni e colori sbalorditivi, e possibile che nessuno abbia mai provato con le nuove tecnologie una stampa cibachrome  :-\
Ciao ma a che risolusione arrivano? 4k come i proiettori cinema?

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #10 il: Sabato, 11 Febbraio 2017, 00:12:08 »
Un videoproiettore 4K nativo costa intorno ai 10k € mi pare ma se come il foveon ci ha insegnato che anche con una risoluzione della SD9 si può stampare 30x20 senza perdere tanto di qualità, un videoproiettore 2K nativo (giusto per non svenarsi) credo che tirerebbe fuori dei ottimi risultati 20x15 con l'ottica adatta , eh già non e cosi semplice, i videoproiettori che mi sono passati per le mani riuscivano a fare una dimensione minima 50x30 cm circa ma con un ottica da ingranditore con l'apposita modifica non credo ci sarebbero problemi.
Quanto alla luminosità del videoproiettore..... beh ci si regola con l'esposizione in base ad essa quindi non credo sia un problema sa ha solo 1000 ansilumen per esempio.
 Poi ovvio se i risultati fossero notevoli...... rimarrebbe il problema dei chimici/carta ma se avesse interesse.... si potrebbe ovviare anche questa   ::) :ghgh:

PS: Antonello caro, mi sa che la discussione devia da quello che intendevi, forse meglio separare.
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #11 il: Sabato, 11 Febbraio 2017, 00:23:52 »
Quando ho incontrato il Cibachrome, ho quasi divorziato! Il prezzo, una fortuna. Una carta nera per estrarre i colori. Ho dovuto cambiare il mio metodo di sviluppo: ora, è stato corretto con più ciano magenta, il giallo dominante non con filtro giallo. Naturalmente, era positivo. Notti e notti per ascoltare la musica mentre io stavo scoprendo il tesoro.

Un po' ho la stessa impressione; ma non era.

Offline conla

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #12 il: Sabato, 11 Febbraio 2017, 00:51:12 »
interessantissimo .... quindi il CIBACHROME attuale sarebbe la stampa su fine art?
Cioè?! Non capisco cosa intendi dire...  :-\

Volevo paragonare qualcosa di simile al ciba analogico al digitale fine art anche questo dura 100 anni poi sinceramente non ho mai visto questo ciba.... Dove i possono vedere delle stampe?
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Offline Italo

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #13 il: Sabato, 11 Febbraio 2017, 11:19:27 »
Citazione
Dove si possono vedere delle stampe?
A casa mia.  ;) :))
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #14 il: Sabato, 11 Febbraio 2017, 15:04:04 »
Citazione
Dove si possono vedere delle stampe?
A casa mia.  ;) :))

Quest'anno dopo giugno se passo da Cesenatico o Milano marittima passo un salto...tu sei esattamente a?
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #15 il: Sabato, 11 Febbraio 2017, 18:38:48 »
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...tu sei esattamente a?
In direzione del centro città a 250m dalla stazione ferroviaria di Rimini (zona università).
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #16 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 01:12:32 »
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #17 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 10:50:06 »
bello proprio sto post, purtroppo o per fortuna, per me l'analogico è veramente materia oscura.

Non ho competenze specifiche per comprendere pienamente i principi della stampa, che sia analogica o digitale, ma intuitivamente mi sembra lapalissiano che il metodo a "sottrazione" sia irraggiungibile in termini di qualità.

grazie e a prestro  ^-^ 
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #18 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 13:08:22 »
Questa è una moderna camera oscura attrezzata e destinata al trattamento esclusivo dello Ilfochrome Classic (ex Cibachrome).



Se vi state domandando se al giorno d'oggi valga ancora la pena di dedicarsi proprio al Cibachrome, sappiate che la seguente stampa è in vendita per la modica cifra di 72.000 dollari...  :wow: (sì, avete letto bene, SETTANTADUEMILA DOLLARI)
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #19 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 13:43:04 »
Questa è una moderna camera oscura attrezzata e destinata al trattamento esclusivo dello Ilfochrome Classic (ex Cibachrome).

Se vi state domandando se al giorno d'oggi valga ancora la pena di dedicarsi proprio al Cibachrome, sappiate che la seguente stampa è in vendita per la modica cifra di 72.000 dollari...  :wow: (sì, avete letto bene, SETTANTADUEMILA DOLLARI)
Lanciamo un kickstarter? potrei cercare di mettermi in contatto con un un azienda che prima faceva anche pellicole e adesso fa solo ... fertilizzanti chimici , chi sa se la ilford o meglio Harman siano disposti a cedere le vecchie "ricette"
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #20 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 14:11:39 »
Eh già, Miche', potrebbe essere una scimmia interessante...
Ma il problema non sono i chimici (tra l'altro le "ricette" sono ben note), bensì LA CARTA!!!
Chi ne ha fatto scorta a suo tempo, ora se la tiene ben stretta!!!  8)

Ogni tanto su ebay si trovano ancora alcuni pacchi di piccolo formato (confezioni da 10 fogli 20x25 cm per circa 70/80 euro), ma dal 30x40 in su non c'è più traccia. In particolare, la carta per ingrandimenti da esposizione (in rulli di altezza 70 e 100 cm) chi ce l'ha non la vende proprio...
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

SD15+SD10 50/1.4+17-70/2.8-4OS+17-35/2.8-4+Elmarit135/2.8
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #21 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 14:20:47 »
Quasi quasi, un giorno che ne ho voglia vado a metter giù il materiale analogico che ancora conservo sopra gli armadi e controllo bene quel che mi è rimasto, non si sa mai: se per caso mi ritrovassi un pacco di Cibachrome/Ilfochrome da 50 fogli 30x40, a venderlo su ebay mi ci comprerei una SD Quattro e forse me ne avanzerebbe pure qualcosa!....  :gh:
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #22 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 14:26:23 »
Eh già, Miche', potrebbe essere una scimmia interessante...
Ma il problema non sono i chimici (tra l'altro le "ricette" sono ben note), bensì LA CARTA!!!
Chi ne ha fatto scorta a suo tempo, ora se la tiene ben stretta!!!  8)

Ogni tanto su ebay si trovano ancora alcuni pacchi di piccolo formato (confezioni da 10 fogli 20x25 cm per circa 70/80 euro), ma dal 30x40 in su non c'è più traccia. In particolare, la carta per ingrandimenti da esposizione (in rulli di altezza 70 e 100 cm) chi ce l'ha non la vende proprio...

Quasi quasi, un giorno che ne ho voglia vado a metter giù il materiale analogico che tengo sopra gli armadi e controllo bene quel che mi è rimasto, non si sa mai: se per caso mi ritrovassi un pacco di Cibachrome/Ilfochrome da 50 fogli 30x40, a venderlo su ebay mi ci comprerei una SD Quattro e me ne avanzerebbe pure qualcosa!....
Allora bisognerebbe contattare la Oji per vedere se sono disposti a cedere la "ricetta" o rimettere in produzione la carta, a quanto pare sono loro i attuali proprietari delle ricette della carta
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #23 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 14:32:51 »
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #24 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 15:47:55 »
Citazione
Qui un altro articolo sul ciba
e' un bell'articolo, molto triste per la verita' che vada a scomparire una tecnologia e una operativita' proprio nel momento della sua massima espressione qualitativa e solo per il vile dollaro anzi sterlina....
La Ilford continua a produrre per il B/N ,che a detta dell'articolista ,tira moltissimo come fotografia d'elite...
Ettecredo!
Alla faccia dell'elite...
Ho pagato mezzo litro di RapidFixer piu' di 1o euro in uno dei tre negozi cittadini che ancora vende chimici per fotografia...
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #25 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 16:04:25 »
Citazione
Questa è una moderna camera oscura attrezzata e destinata al trattamento esclusivo dello Ilfochrome Classic (ex Cibachrome)
.

Bellissima ,piu' bella di quella di Adams ! (be' siamo li) .
Quella che si vede all'estrema destra sul banco parrebbe una gran bella asciugatrice /lucidatrice col coperchio rialzato...

Citazione
Se vi state domandando se al giorno d'oggi valga ancora la pena di dedicarsi proprio al Cibachrome, sappiate che la seguente stampa è in vendita per la modica cifra di 72.000 dollari...  :wow: (sì, avete letto bene, SETTANTADUEMILA DOLLARI)

Alla faccia dell'accessibilita' dell' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilita' storica! 
W.Benjamin ,filosofo ,che questo teorizzava,  detto in soldoni prospettava uno smarmellamento dell'arte sul popolo e la fine del concetto di OPERA d'arte in quanto previlegio aristocratico e borghese ecc ecc ecc....
Come se fare opere d'arte fosse distribuire dei croissant al Bar la mattina....
Pero'...settantaduemila .... :-\
Vabbe' che c'e' la cornice... O:-)
Ma quanto sara' grande quella stampa, Antonello? Di dimensioni, intendo dire...
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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #26 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 16:40:22 »
CRISigma :si:

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Re:C'era una volta il CIBACHROME...
« Risposta #27 il: Domenica, 12 Febbraio 2017, 17:15:13 »
https://www.artbrokerage.com/Michael-Fatali/Jason-s-Corner-2002-95766 70x100
Non voglio esprimere la mia opinione circa l'appropriatezza del prezzo di queste foto, non l'ho fatto prima e non lo faccio adesso.

Sicuramente, però, il costo della stampa in Cibachrome per quanto cara e per quanto possa essere particolarmente curata per questa tiratura limitata di 500 esemplari, non credo proprio che possa superare i 3/4000 dollari in media per ogni copia (esagerando), quindi tutto il resto del prezzo è all'interno della quotazione dell'opera stessa. Il motivo per il quale questa specifica stampa possa raggiungere una simile quotazione è quasi altrettanto certamente di natura puramente collezionistica (mah, per esempio nel testo dell'inserzione su ebay è scritto che è firmata di pugno dall'autore, mentre sul sito linkato da @conla questo non l'ho letto quindi, boh, magari si tratta di questo, cioè che solo alcune sono firmate di pugno dall'autore), ma non è questo aspetto che mi interessava.

Quello che invece mi premeva rilevare è la doppia correlazione, diretta e inversa, ossia che:

diretta) oggi come oggi, nell'era del digitale, le immagini analogiche di pregio artistico (reale o presunto) vengono ancora stampate di preferenza in Cibachrome;

inversa) il costo della stampa in Cibachrome è ormai talmente alto e proibitivo che solo le immagini di elevato valore commerciale (reale o presunto) se lo possono permettere.

Questa è l'inserzione, presente anche su ebay: FATALI ORIGINAL CIBACHROME PHOTOGRAPH (rare A/P 30x40" +COA)
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