Autore Topic: Una foto non scattata  (Letto 134 volte)

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Offline Silvia V

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Una foto non scattata
« il: Domenica, 19 Marzo 2017, 22:11:35 »

Uno spazio quadrato, circa 20 mt * 20 mt di cui 100 mt quadri sono occupati dalla piscina, anch'essa quadrata, la cui profondità, dall'alto, non risulta definibile ma sicuramente diversi metri separano la superficie dal fondo, non visibile.
Sulla destra 3 trampolini a 3 metri di altezza dall'acqua ed uno da 1 metro.
Di fronte agli spalti, se così si può chiamare un'unica fila composta da una ventina di scomode sedie gialle, un altro trampolino da un metro.
Al lato superiore sinistro della piscina un grosso trampolino elastico, del tutto simile a quello in cui i bambini pagano per saltare su e giù per 10 minuti nelle fiere di paese, sul quale piccoli e grandi atleti si alternano nel corso delle ore per le prove dei salti che, solo dopo, avverranno in acqua o per esercitare equilibrio e muscolatura.
Esattamente di fronte agli spalti, un consunto podio (2,1,3) giace apparentemente abbandonato appoggiato al muro della parete. I ragazzi non sembrano prestarci attenzione, eppure tutto quello che accade qui dentro riguarda da vicino quella breve serie di numeri.
La piscina risale agli anni 70 ed è circondata da mura di mattoni a vista, rosso vinaccia. Da destra l'unica, ma importante, fonte di luce arriva da una intera parete a vetri smerigliati.

400 iso - f/8    160   CLICK

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E' una giornata particolare, ma non una rarità, è una delle tante in cui i ragazzi si preparano alle gare.
Sui trampolini, 4 ragazzini, tra i 12 ed i 16 anni ad occhio, che indossano il costume della nazionale Italiana.
Piccoli atleti, dai corpi già scolpiti e statuari, non un filo di grasso sul loro corpo. Magri o più robusti, tutti i muscoli sono già evidenti e definiti.
La luce che arriva dai vetri a destra illumina e fa brillare le gocce di acqua che, tra un tuffo ed un altro, rimangono imprigionate sui loro corpi come la rugiada ad una rosa in un freddo mattino d'autunno.
Gocce di acqua come gocce di sudore perchè ogni goccia d'acqua così come il sudore, è il risultato di un duro sforzo, mentale ancora più che fisico.
L'allenatore urla, sembra che nulla vada mai bene, che ci sia sempre imprecisione, sempre un errore e che il movimento, così pieno di bellezza, forza ed eleganza, da lasciare anche ad occhi già abituati ad assistere a questo spettacolo ogni volta stupiti da quello che un corpo può fare, sempre impreciso.
I modi dell'allenatore sono brutali, quasi violenti e le parole non concedono sconti, mai, ne la voce rivela mai un cedimento verso la tenerezza. Probabilmente sono questi i modi in cui formano il  corpo e la mente di questi ragazzi che sei giorni su sette, per diverse ore, dedicano il loro tempo a duri allenamenti.
E' evidente, da ogni singolo dettaglio, che qui non c'è posto per il compiacimento nè per il più facile autocompiacimento: qui si è in cerca della perfezione.
Addominali contratti, corpo teso in alto ("duro! duro! che cosa sei un budino?" si sente urlare), braccia tese e perpendicolari al corpo, dita dei piedi che sporgono dal trampolino, viso su cui si legge una concentrazione totale, frutto di chissà quanti sforzi, anni, dolori, fatiche. La tensione, seppur espressa in altro modo, è la stessa che a volte si legge sui volti dei padri e delle madri che sembrano vivere in quel momento nel proprio figlio. E' come se, per quel breve istante, il cuore battesse all'unisono, il respiro in un unico respiro.
Quello che accade nel momento in cui il corpo rompe la tensione è rapido, istantaneo, regala un'emozione che continua a rinascere in chi guarda e, forse, in chi si tuffa, anche dopo anni.
Che sia un triplo salto mortale, uno spettacolare salto con avvitamenti, la mia attenzione rimane sempre  incollata lì, nell'attimo che precede il movimento.

Vista frontale/laterale, Fuoco su il più vicino dei trampolini da tre metri su uno dei giovani atleti, sullo sfondo un altro ragazzo che, sul secondo trampolino, si prepara al tuffo. Di fronte,in basso, al bordo della piscina si intravede la figura di un uomo, l'allenatore. ISO 200 , F3.5, 250  CLICK

--

Entra un altro allenatore, dallo sguardo che rivela istantaneamente la differenza di rigore che richiederà nell'allenamento. Dietro di lui, in ordinata fila, lo seguono i piccoli atleti, come i pulcini seguono mamma chioccia.
Il più piccolo dei cinque sale ed avanza lentamente ed esitante sul trampolino da un metro. Arrivato all'estremità tentenna, guarda la madre sugli spalti, poi lo sguardo si posa sull'allenatore. Gli tremano, in modo evidente, le magre gambette. Sarà il freddo o la paura?
Poi guarda in su, verso il trampolino da un metro, dove il giovanissimo campione biondo, sta preparando un suo difficile tuffo.
ISO 400, f 5.6, 400  Fuoco sul bambino/pulcino CLICK

--

Lo sguardo si sposta sull'ultimo piccolo gruppo, che si dispone disordinatamente intorno al trampolino da un metro. E' il gruppo "a metà": quello che, se si trovasse solo con i piccolini, sembrerebbe composto da piccoli campioncini ma se, per altro caso, si trovasse solamente con i campioni italiani farebbe sorridere dalla tenerezza.
Cerco con lo sguardo un bambino riccio, poco più che decenne. Lo trovo, ma riccio non è: i suoi boccoli, sotto il peso dell'acqua, si sono trasformati in lisci e lunghi capelli che, a volte, lo fanno scambiare per una bambina. Lo guardo, composto, concentrato, immobile nella ricerca della posizione perfetta. E' lui? E' proprio lui, mi viene spontaneo chiedermi. Lo stesso bambino che non riesce a stare fermo nemmeno un istante e che tutto sembra, mentre si muove sulla terra, tranne che aggraziato ed elegante come è ora?
Mi rendo conto, in questo preciso istante, di come non mi appartenga e di come, soli e disuniti, possiamo rimanere solamente come spettatori privilegiati ed incantati davanti ad un fiore che sboccia in primavera.
ISO 200, f.2.8, 300 , fuoco sul piccolo riccio sul trampolino, a mento alto e sguardo fiero. CLICK


(solamente la condivisione di quel particolare momento in cui si è senza la macchina fotografica e ci manca perchè vorremmo tanto fermare un momento... In questo "salotto", frequentato da veri appassionati di fotografia, so che potrà essere capita questa sensazione...)
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Offline Italo

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #1 il: Domenica, 19 Marzo 2017, 23:05:14 »
Le immagini che più a lungo restano in mente sono quelle non scattate.  :si:
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Re:Una foto non scattata
« Risposta #2 il: Lunedì, 20 Marzo 2017, 00:56:04 »
WoW Silvia! Ci hai portato con te  :bat: :bat: :bat:

OK OK avevi in borsa la Sigma  :ghgh: per questo non sei salita oltre i 400 iso e sei stata generosa con i tempi XD ::)

Perché hai deciso di inserire il topic in parliamo d'altro? Se non è fotografia questaaa...!
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Offline conla

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #3 il: Lunedì, 20 Marzo 2017, 11:21:59 »
grazie silvia per il "fototesto" molto molto bello

Le immagini che più a lungo restano in mente sono quelle non scattate.  :si:


vero ... io mi ricordo almeno 10 anni fa un signore che fumava un sigaro con un controluce pazzesco avvolto dal fumo ... l'ho fotografato con gli occhi e ancora oggi lo ricordo
CRISigma

Offline Silvia V

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #4 il: Lunedì, 20 Marzo 2017, 19:46:52 »
Avete ragione...quante immagini non scattate che restano intrappolate nella memoria!
A volte, guando osservo le cose mi pare di essere sempre con un mirino davanti e mi sembra quasi una malattia  :) ma so che non sono certo l'unica a cui capita e credo sia dovuta alla grande passione che abbiamo  ^-^

Rosario  :rol: il punto è che...ci hai preso in pieno! Le foto non scattate sono state fatte proprio con la sigma che non avevo in borsa  :rol:
Sono in piena fase di innamoramento dp3 e ci scatterei anche l'avifauna! Come ci si salva?  :bb:
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Offline clax

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #5 il: Lunedì, 20 Marzo 2017, 20:11:29 »
Era dalla fotostoria di Ignazio "Un diavolo per scelta e necessità"
che era nell'aria, una foto raccontata, o meglio sviluppata nella
bottega del ricordo e della fantasia, bravissima Silvia.
Spero sia la prima di un nuovo filone.
Quanto alla foto, è una buona foto, buonissima ma...
potevi scegliere una sessione di allenamento di femminuccie,
tutti quei muscoli mi fanno venire i crampi allo stomaco.
Sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura.

   Fabrizio De Andrè

Offline Lorenzo

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #6 il: Martedì, 21 Marzo 2017, 19:51:46 »
Avete ragione...quante immagini non scattate che restano intrappolate nella memoria!
A volte, guando osservo le cose mi pare di essere sempre con un mirino davanti e mi sembra quasi una malattia  :) ma so che non sono certo l'unica a cui capita e credo sia dovuta alla grande passione che abbiamo  ^-^

Sono stato proprio felice di leggere questi quattro scatti! I racconti lasciano spazio all'immaginazione e hai saputo solleticare i punti giusti!  :si:
Condividiamo una visione del mondo. Spessissimo mi immagino di avere in mano la fotocamera e anche quando non posso io scatto mentalmente; vedo soprattutto la composizione e la luce, e congelo lì sulla rétina e nella memoria le mie immagini...  :-\ A volte credo sia un problema... Voglio scattare troppe fotografie ed è ovvio che non posso perché faccio altro. Credo che sì siamo malati e che sì facciamo bene a non curarci!   8)
Quindi grazie per aver condiviso quella che è pure una fantastica idea!
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Offline Silvia V

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #7 il: Mercoledì, 22 Marzo 2017, 23:22:36 »
potevi scegliere una sessione di allenamento di femminuccie,
tutti quei muscoli mi fanno venire i crampi allo stomaco.

Grazie del commento  ^-^
Per quanto riguarda le femminucce di tuffi...mi spiace per te ma sempre muscoli ti saresti beccato  :beffe:



Condividiamo una visione del mondo. Spessissimo mi immagino di avere in mano la fotocamera e anche quando non posso io scatto mentalmente; vedo soprattutto la composizione e la luce, e congelo lì sulla rétina e nella memoria le mie immagini...  :-\ A volte credo sia un problema... Voglio scattare troppe fotografie ed è ovvio che non posso perché faccio altro. Credo che sì siamo malati e che sì facciamo bene a non curarci!   8)

@Lorenzo già. E' una gran bella malattia, in cui mi sento molto viva. Non so se capita anche a te di avere avuto periodi in cui non fotografavi per assenza di stimoli...a me è capitato e mi mancava qualcosa d'importante. E' come avere accesso ad un altro mondo e poterlo creare come vogliamo, anzichè "subirlo" come accade nella realtà.
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Offline Lorenzo

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Re:Una foto non scattata
« Risposta #8 il: Giovedì, 23 Marzo 2017, 17:20:23 »


Condividiamo una visione del mondo. Spessissimo mi immagino di avere in mano la fotocamera e anche quando non posso io scatto mentalmente; vedo soprattutto la composizione e la luce, e congelo lì sulla rétina e nella memoria le mie immagini...  :-\ A volte credo sia un problema... Voglio scattare troppe fotografie ed è ovvio che non posso perché faccio altro. Credo che sì siamo malati e che sì facciamo bene a non curarci!   8)

@Lorenzo già. E' una gran bella malattia, in cui mi sento molto viva. Non so se capita anche a te di avere avuto periodi in cui non fotografavi per assenza di stimoli...a me è capitato e mi mancava qualcosa d'importante. E' come avere accesso ad un altro mondo e poterlo creare come vogliamo, anzichè "subirlo" come accade nella realtà.

Certo che mi è capitato e mi mancava molto, ma è stato necessario, col senno di poi, per ripartire con rinovata passione e curiosita'!  :si: Per me l'ultimo stacco è stato circa 4/5 anni fa ed il fatto di aver ricominciato è coinciso con l'accantonamento dell'analogico ed il passaggio al digitale. Strano eh?  ;)
Alla seconda parte della tua risposta devo pensare un po'... Mi riservo qualche giorno di "meditazione" perché è interessante e qualcosa mi smuove...
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