Autore Topic: Come ottenere dal Foveon risultati inarrivabili.  (Letto 88 volte)

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Offline steno

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Come ottenere dal Foveon risultati inarrivabili.
« il: Martedì, 11 Aprile 2017, 22:09:00 »
Sono capitato per caso in questo sito dove un certo Battisti cita per esteso un articolo tecnico di sardosono il quale spiega come esporre  e poi trattare lo sviluppo ,con la sd15

http://www.mag72.com/2013/01/come-ottenere-dal-foveon-risultati.html

La sd15 secondo quanto riporta l'articolo di Antonello ha una gamma dinamica di 11 stop che in stampa si delinearizza (...?)..in 5 stop e mezzo,;uno in piu' per visione a schermo.
Essendo la sensibilita' nominale del sensore pari a 64 asa si avra' dunque una gamma utile di sottoesposizione di 5 stop e mezzo (circa iso 2000)

In ripresa occorre misurare l'esposizione in luce incidente con cartoncino bianco o grigio (che rimarra' tale per tutta la sessione se non varia la luce ...) e aprire di due stop e mezzo tale valore.Memorizzare.
Si impostano quindi tempo e diaframma utili alle esigenze personali di ripresa creativa e si confronta la lettura con quella memorizzata in luce incidente (come detto compensata di  +2,3 stop).
Abbiamo tre casi possibili:
La ns lettura 'personale' con la coppia  t/D scelta confrontata con la lettura compensata incidente da' sovraesposizione (delta positivo) e occorre quindi modificare la coppia T/D o usare filtro ND per tornare nel range compatibile.
L'impostazione personale risulta pari o sotto di 5 stop alla compensata incidente: siamo dentro gamma: possiamo scattare.
L'impostazione personalizzata risulta inferiore di 5 stop a quella compensata incidente : dobbiamo sacrificare le ombre...

Questa in sintesi ,se ho ben capito e' la prassi di esposizione ,a cui ,nell'articolo segue la spiegazione dello sviliuppo collegato, (anzi prima c'e' la spiegazione dello sviluppo) che affronterei in un secondo momento dopo aver avuto:
1) rassicurazione sul fatto che ho ben capito la prassi dell'esposizione e il mio "bignamino" e' sostanzialmente corretto.
2) rassicurazione sul fatto che questa estensione di sensibilita' pari a 11 stop della sd15 e' simile -uguale a quella delle due merrill che possiedo.E che quindi non ci siano variabili da modificare e se ci sono di quanti stop si tratta.

Grazie mille.
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Offline massimo f.

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Re:Come ottenere dal Foveon risultati inarrivabili.
« Risposta #1 il: Ieri alle 15:58:10 »
a me purtroppo, tanto per cominciare, non è neanche tanto chiaro il concetto " l'estensione tonale viene delinearizzata su un massimo di 5 stop e mezzo" ...

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Re:Come ottenere dal Foveon risultati inarrivabili.
« Risposta #2 il: Ieri alle 20:27:13 »
In soldoni vuol dire che 5 stop e mezzo sono la latitudine di posa utile (per 20 db di rapporto minimo segnale rumore) per poter conservare altri 5 stop e mezzo utili in stampa (questa è la massima escursione dinamica che può essere restituita da una stampa lucida, 5 stop su semi-opaca e 4 e 1/2 su carta opaca).

Dato che il Foveon non adotta amplificazione di segnale ma lavora esclusivamente grazie alla sola latitudine di posa, la conversione si può fare direttamente con una semplice sottrazione. In questo caso, dunque, 11 meno 5.5 da conservare sulla carta uguale 5.5 rimanenti di latitudine di posa utile, da cui 64 -> 125 -> 250 -> 500 -> 1000 -> 2000 - 2500 circa ISO massimi (meglio 2000 cautelativi).  Invece se vogliamo andare su schermo, allora 11 - 6.5 = 4.5, cioè ci rimangono solo 4.5 stop di latitudine di posa utile, per cui ci fermiamo a 1000 ISO cautelativi.

Ovviamente si può spingere oltre con gli ISO, ma i conti fatti sopra ci dicono che nelle ombre ci ritroveremo un rapporto S/N peggiore di 20 db e via via sempre peggio man mano che saliamo di ISO (o di converso che dovremo mantenere le ombre via via sempre più chiuse al salire di ISO per poter conservare equilibrio di rumore rispetto ai grigi medi). Naturalmente a video sarà sempre peggio che in stampa.

I calcoli e le misure sono basati su 20 db di soglia di rumore, che è quella comunemente adottata, ma che è comunque una scelta del tutto arbitraria. Infatti, personalmente la trovo esageratamente bassa (figlia del marketing), mentre ritengo sarebbe più ragionevole adottare i canonici 30 db che venivano adottai agli inizi del digitale, in quanto sostanzialmente equivalenti ai criteri prevalenti nell'analogico (che infatti erano basati su esigenze pratiche e non sul marketing che vuole gonfiare i numeri di gamma dinamica da esibire).

Tuttavia, nel Foveon esiste il problema che il rapporto S/N non è costante nei tre strati e questo comporta la comparsa di "chiazze" molto sgradevoli, quindi anche se la quantità totale di rumore rientra nei parametri, non è detto che l'occhio che osserva rimanga soddisfatto dei risultati come dovrebbe, quando ci si spinge ai massimi di latitudine di posa. Invece in monocromatico il problema delle chiazze è nettamente minore, quasi non si nota se non lo si va proprio a cercare, quindi la latitudine di posa utile è sfruttabile per intero senza problemi.

Nota.
L'espressione "si delinearizza su..." in quel contesto è ovviamente di fatto abbastanza impropria; ma in quell'articolo destinato ad un pubblico che non sapeva nulla del Foveon non potevo certo stare li a spiegare tutto il processo di delinearizzazione dell'immagine (che d'altronde non penso di essere mai riuscito a spiegare davvero neanche qui sul forum!!!); e neanche potevo pensare di addentrarmi sulle differenze tra: a) gamma dinamica propriamente detta; b) gamma dinamica impropriamente usata nel web e nelle specifiche dei test; c) latitudine di posa convenzionale; d) latitudine di posa utile (una comparazione di concetti che finora non ho neanche mai avuto il coraggio di proporre neppure qui sul forum). Quindi, alla fine, non sapendo che pesci prendere, ho lasciato quel verbo lì, per quanto improprio, perché in fin dei conti la delinearizzazione dell'informazione è il primo processo del lungo cammino che porta a quei risultati ed in essa si tiene conto specificamente della gamma dinamica che si vuole proteggere per la stampa, quindi tutto sommato un senso quel verbo ce l'ha. Ma sotto quel termine si nasconde comunque una voragine di ulteriori spiegazioni che non saprei proprio come sintetizzare ed essendo un composito di vari processi quindi neanche esiste un verbo che ne esprima l'insieme; bisognerebbe coniarlo ex-novo, oppure impiegare il riflessivo del verbo PUFFARE!
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

SD15+SD10 50/1.4+17-70/2.8-4OS+17-35/2.8-4+Elmarit135/2.8
EM1+GX7+GH1 20/1.7+25/1.4+45/1.8+60/2.8+70/2.8+20-40/2.8+Vario-Elmarit14-50/2.8
X-T10 35/1.4+50/1.2+28/2.8+Sonnar90/2.8+135/2.5+16-50/3.5-5.6+70-200/4Macro
LX100  GXR+evf 50/2.4Macro+28/2.4  Alpha65  S3Pro  Digilux-2

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uali so
« Risposta #3 il: Ieri alle 22:27:26 »
ok , e' tutto chiarissimo fino a qui ,mille grazie.  :si:
Traslando il tutto nella prassi operativa/Dimmi se sbaglio e se sbaglio (ma mi auguro di no :pau:) dove sbaglio,  grazie.
Se seguo questa prassi operativa e' normale che in spp ,quando carico la foto e imposto p.esempio la correzione automatica ,il software legge il raw e mi impostera' aumtomaticamente il cursore della esposizione a circa -1,5/-2 stop (dipende dalla entita' della 'sovraesp' ) per "correggere" le luci apparentemente sovraesposte in ripresa (secondo la visione a monitor ma NON secondo la sensibilita' reale del sensore)..
Le ombre pero' saranno perfette o con correzioni minimali tali da non sforare  il canonico +0,3 nel cursore  correzione ombre .
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