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Post - Sardosono

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O mamma mia, non ci penso neanche di farne una trattazione estesa, anche perché ho usato l'espressione in modo "garibaldino", per semplificare il discorso, e non per complicarlo, quindi mi limito allo stretto indispensabile.

Densità significa il rapporto tra una quantità "misurabile" al numeratore e una o più dimensioni al denominatore. Quindi l'espressione significa letteralmente quel che dice, ossia: quantità di informazione per unità di superficie.

Ora, il fatto è che il marketing canikon degli ultimi vent'anni è riuscito a far credere al mondo fotografico (quello professionale in primis) una gigantesca fesseria: che la densità superficiale di informazione fosse la stessa cosa della risoluzione e si misurasse nello stesso modo.

Il mondo della fotografia professionale si è bevuto questa sciocchezza colossale senza neanche un singhiozzo (non ostante agli inizi molti laboratori indipendenti gridassero alla corbelleria demenziale), chiaramente tirandosi appresso anche il settore consumer. Forse quest'ultimo era inizialmente il più scettico, proprio perché, in quanto non professionale, vi si "annidava" magari qualche studente universitario o persino qualche docente, accomunati dall'hobby della fotografia, i quali andavano domandandosi l'un l'altro: "ma che stanno a dire questi qui?!...". In breve tempo, però, costoro furono zittiti a suon di perentori "ma che ne sapete voi, siete forse dei professionisti?" stampati a ciclostile (*) e da allora nessuno ha più osato contestare questa "ideologia" per paura di essere considerato uno sciocco incompetente (la potenza del marketing si erge sui pilastri dell'arroganza, che poggiano sulle fondamenta dell'ignoranza).

Ciò ha permesso di scatenare la corsa ai pixel, ma il risultato di questa mistificazione è che, al giorno d'oggi, l'intero mondo della fotografia misura tutte le proprie meraviglie, dai sensori alle lenti, con un algoritmo nato nei primi anni '60 per misurare la quantità di informazione dei primissimi fax, ossia fatta di soli punti bianchi assoluti e neri assoluti.

Ma questa è solo una delle mistificazioni cavalcate dal marketing fotografico: un altro esempio di pari nefandezza è dato da tutto ciò che gravita intorno alla profondità colore e alla gamma dinamica. Insomma, se stiamo a dar retta al marketing fotografico (aka canikon) dovremmo chiudere i dipartimenti universitari di fisica-ottica e convertirli in culture idroponiche.

Tornando al discorso originale, il nocciolo della questione è il seguente:

TEORIA A) secondo il mondo della fotografia odierno, la densità superficiale di informazione è data dal numero di pixel fratto la superficie (ossia dalla risoluzione) e quindi, se questo fosse vero, le due riproduzioni della Sigma e dell'Hasselblad dovrebbero essere sostanzialmente equivalenti;

TEORIA B) secondo il mondo reale, viceversa, la densità superficiale di informazione è data dal numero di pixel MOLTIPLICATO PER LA QUANTITÀ DI INFORMAZIONE DI OGNI SINGOLO PIXEL fratto la superficie, la qual cosa è "LEGGERMENTE" diversa e, se questo fosse vero, le due riproduzioni della Sigma e dell'Hasselblad dovrebbero mostrare che il sensore Foveon prende a randellate in testa quello a mosaico (a prescindere che si chiamino Sigma o Hasselblad o qualunque altra cosa).

Bene, adesso vi domando: osservando le due immagini del post precedente, secondo voi, quale delle due teorie scientifiche è verificata e quale invece risulta essere una corbelleria colossale?!...

Ai vostri occhi l'ardua sentenza!..........

_______
(*) sì, lo so, oggi "stampati a ciclostile" non lo dice più nessuno fin dalla fine degli anni '70 (negli anni '80 era già sostituito da "stampati a fotocopia"), ma sono nostalgico; comunque, per chi fosse talmente moderno da non aver capito, è l'equivalente dell'odierno "condiviso a copia-incolla".
E non chiedetemi cos'è il ciclostile, perché vi mando... su wikipedia - Ciclostile

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« il: Ieri alle 23:36:00 »
Citazione da: agostino
Questo valore di 2/3 di stop di recupero ombre va inteso anche quando utilizzo il nuovo controllo in SPP della gamma tonale ( quello diviso in 4 zone al 25%) ?
Adesso rispondo senza facezie, perché mi rendo conto che pur non volendo ho ingenerato alcuni equivoci.

Non è che devi limitare l'entità dell'intervento: non servirebbe a niente.
La correzione deve essere quella necessaria, sempre.
Bisogna quindi pensarci prima, in sede di ripresa, per esporre in modo tale da non aver necessità di correggere, o al massimo che l'intervento sia minimo, possibilmente non superiore a 2/3 di stop.

Forse è bene esprimere la cosa anche in altri termini.

1) Si badi bene che NON è MAI la correzione a generare il problema: è la ripresa errata che ha già generato il problema all'origine e che non è più eliminabile. Con la correzione in post-produzione il problema viene fuori allo scoperto, ma anche se non facciamo la correzione il rumore nelle ombre rimane nella sua interezza.

2) Esporre per luce incidente è una ricetta semplice che va bene nella quasi totalità delle riprese in esterni (tranne che nei controluce, anche parziali) e che fornisce l'esposizione ottimale (comunemente ma impropriamente detta "corretta"). Tuttavia non significa affatto che non sarà necessario un ritocco delle luci (esposizione) in aumento o in diminuzione, al fine di ripristinare il corretto equilibrio cromatico.

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« il: Ieri alle 23:27:44 »
Citazione da: agostino
... e le ombre non possono essere recuperate oltre 2/3 di stop in SPP...
Ma quando l'ho detto questo?!....  :wow:  :ohi:
Le ombre si possono recuperare fin quasi a SEI stop!  8)
Quel che ho detto è un'altra cosa: che quando questo recupero supera i 2/3 di stop, allora diventa INEVITABILE che comincino a comparire le chiazze (o per meglio dire il rumore, che assumerà quasi sempre la forma di chiazze cromatiche), a partire dalle ombre più profonde per salire via via in quelle in più leggere, man mano che aumenta l'entità del recupero.

Ma il punto è: ma perché dobbiamo metterci in questa condizione? quando è che abbiamo necessità di recuperare più di 2/3 di stop di esposizione?!...
Diciamolo chiaramente e senza mezzi termini: quando siamo stati "asini" nell'esporre!
Eh no, sarebbe bello, almeno fosse: vorrebbe dire che sappiamo come esporre ed abbiamo sbagliato, fantastico!!! No, purtroppo è perché siamo stati "pigri", cioè figli della pessima "abitudine da mosaico" di lasciare esporre la fotocamera, tanto poi aggiustiamo le cose in post-produzione.

Diciamola però tutta fino in fondo, quella che è la vera causa del problema, anche se ad alcuni potrà dar fastidio, pur essendo la verità: i "figli" della fotografia-digitale non hanno alternative che lasciar esporre alla fotocamera, perché se gli si chiede di esporre "loro" non sanno neanche da che parte iniziare! E non ditemi che non è vero, perché persino la maggior parte di coloro che dicono di esporre manualmente, in realtà l'unica cosa che fanno è allineare tempi e diaframmi secondo le indicazioni dell'esposimetro della fotocamera; al che - dico io - tanto vale lasciare l'esposizione in automatico, ché è più dignitoso. Diciamo la verità: in questo forum quasi tutti sanno cosa sia l'esposizione per luce incidente, perché ne parliamo in continuazione, e probabilmente molti hanno cominciato ad usarla ed apprezzarla; ma fuori da questo nostro spazio quanti saranno quelli che hanno anche solo sentito nominare questa "stranezza"? e di questi quanti la usano? Non so dire quale sia questa percentuale, ma sono quasi sicuro che il valore comincia con zero virgola qualcosa.  ::)

Va beh, perdonate la divagazione: sapete bene che se non sparo qualche "pistolotto" ogni tanto non mi diverto, e se non mi diverto non mi vien voglia di scrivere, ergo mi dovete gioco-forza sopportare!  O:-)

Tornando al discorso iniziale, quindi, la tua affermazione...
Citazione da: agostino
l'unico modo per utilizzare al meglio la Q è esporre perfettamente.
... è certamente vera, ma deve essere riscritta come segue:

L'unico modo per utilizzare al meglio QUALUNQUE FOTOCAMERA, sia essa digitale o a pellicola, consiste nell'esporre come "leggi della fisica-ottica vogliono e buon senso comanda", ossia CORRETTAMENTE, dove con l'avverbio "correttamente" si intende: scegliendo l'esposizione che consenta di registrare sul supporto la massima quantità di informazione possibile.

Questo vale SEMPRE, ma chiaramente con la pellicola e col Foveon diventa imperativo: perché?
Perché il vantaggio di disporre di una registrazione del 100% dell'informazione, porta con sé come rovescio della medaglia il fatto di NON perdonare gli errori di esposizione, nel senso che anche quando li recuperi sarà evidente la perdita di informazione e quindi di qualità.

Nel mosaico, viceversa, esporre correttamente è soltanto un optional: perché?
Perché la tolleranza agli errori in generale (non solo di esposizione, ma anche cromatici, di dominanti, di slittamenti, di micro-mosso, di MaF, e chi più ne ha più ne metta), la tolleranza - dicevamo - è enorme, perché il mosaico è un "frullatore" nel quale vien messo solo il 25% (33% se manca il filtro AA) di "frutta", cioè di informazione, e tutto il resto che manca per arrivare al 100% è acqua, cioè... IPOTESI!!!

Caro Agostino, al giorno d'oggi la tua affermazione che "conviene esporre correttamente" (che quasi ogni utente di questo forum arriva a fare prima o dopo, altrimenti avremmo già chiuso il forum da un pezzo) è un momento di esultanza collettiva, di quelli che ci danno la carica per continuare a tenere aperto il forum (e non sto scherzando). Ma al tempo stesso, non posso fare a meno di pensare che agli inizi degli anni '70, quando io ho cominciato a fotografare, che avesse fatto una affermazione simile, per quanto principiante potesse essere, non sarebbe stato preso sul serio, non più di qualcuno che avesse detto "per scattare è meglio premere il pulsante di scatto", perché entrambe le affermazioni contenevano lo stesso grado di ovvietà.

Oggi, purtroppo, il mosaico ha talmente disabituato ad esporre (e tante altre cose, ahinoi), che la convenienza a preoccuparsi di esporre correttamente è diventata una conquista nel percorso di ogni fotografo, invece che far parte del suo bagaglio fin dal suo primo giorno di scuola. Sarebbe come se un alunno di prima elementare non avesse neanche la matita nell'astuccio, ma dovesse sperare di incontrare qualcuno che gliela regali e anche gli insegni ad usarla.

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Citazione da: Sardosono


Hasselblad 39CF con 80mm F2.8 CFE


Sigma DP2 Merrill

Anche senza conoscere l'originale è del tutto palese che la seconda immagine contiene di gran lunga maggior dettaglio della prima (tre volte tanto in termini di quantità di informazione, per essere precisi). Ma lasciando da parte le sensazioni generiche (che servono a ben poco), vediamo nello specifico quali dettagli mancano nella prima e sono invece presenti nella seconda, in ordine sparso e non di importanza.

  • nella seconda sono ancora ben presenti le pennellate, nella prima non ve n'è quasi più traccia.
  • nella seconda sono ben evidenti le "creste" di accumulo della pittura, mentre nella prima si vedono solo i grumi più grandi
  • nella seconda sui grumi più grandi posso distinguere variazioni "di tratto", nella prima trovo solo un tutto uniforme che salta dritto nell'ombra
  • nella seconda si "legge" senza grandi difficoltà la struttura della tela, mentre nella prima la si intuisce appena e neanche da per tutto
Ci sarà poi sicuramente chi dirà "ma io preferisco la prima", la qual cosa è però del tutto irrilevante in quanto non cambia la sostanza dei fatti, ossia che la seconda contiene una valanga di informazioni in più della prima, e di conseguenza dalla seconda - volendo farsi del male ed avendo tempo da buttare - si può comunque ricavare la prima, semplicemente riducendo la quantità di informazioni che contiene, mentre è assolutamente impossibile fare il contrario, cioè ricavare la seconda partendo dalla prima, perché nella prima immagine le informazioni che servirebbero non ci sono e fine dei giochi.

Penso che basti.


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Dai confronti fatti in modo tradizionale, come quelli di cui si parla in questo topic, SEMBRA che il Foveon sia paragonabile al medio formato digitale...
Citazione da: andrea948
La DP2M che sembra una "Toy camera" restituisce qualità in fase di stampa tipiche delle MF...
... il che SEMBRA un ottimo risultato, ma...
... ma in realtà NON è vero!
- Come sarebbe a dire?! - direte voi
- Sarebbe a dire che non è vero - rispondo io
- Ma... in che senso?! - direte voi
- Nel senso che quanto a dettaglio, il Foveon fa 6-0 6-0 6-0 a qualunque mosaico, compreso il MF - rispondo io
- Sì, va beh, ora non esageriamo... - direte voi
- No, non sto affatto esagerando - rispondo io
- Allora stai scherzando... - direte voi
- No, non sto neanche scherzando... - rispondo io

Basta. Se continuiamo a "botta e risposta" la finiamo a ferragosto, quindi ci do un taglio.

Il fatto è che il confronto, per essere davvero significativo, deve essere fatto riconducendo tutte le immagini alla stessa densità superficiale di informazione, come quando si fa riproduzione 1 a 1, ma che non si fa mai per i test. Solo allora il confronto ha davvero senso, altrimenti il mosaico conserva un vantaggio illecito ma nascosto, in quanto l'occhio non è minimamente in grado di ricondurre le differenze a pari proporzione. Anche così - è vero - l'occhio finisce col preferire il Foveon, ma rimane solo a livello di percezione della qualità in senso generico; ma la differenza "abissale" complessiva rimane assolutamente invisibile.

Lo so, non mi credete. Ma io non vi chiedo di credermi sulla parola: ve lo dimostro, con L'ALTRO tipo di comparativa, che impedisce al mosaico di... barare!

Infatti, se facciamo una comparativa fra riproduzioni 1 a 1 (le quali necessariamente devono ricondurre le immagini alla stessa densità superficiale di informazione), per esempio di dipinti, allora sì che la differenza diventa... beh, lascio a voi trovare l'aggettivo che più ritenete idoneo. Infatti, una volta che la densità superficiale di informazione è la stessa, allora sì che possiamo comparare direttamente ad occhio la differenza di "quantità e qualità" dell'informazione, non solo quella cromatica, ma anche quella di luminanza.

Nel post subito di seguito faccio copia-incolla di un altro post di neanche un anno e mezzo addietro, contenente un confronto 1:1 tra DP2 Merrill e Hasselblad 39CF (scusate se è poco!...), usate entrambe per foto riproduzione. Le immagini sono come babbo-sensore le ha fatte, quindi prima di qualunque trattamento, neanche ricalibrate cromaticamente.

Ecco, su questo tipo di comparazioni si può finalmente VEDERE AD OCCHIO la differenza tra il disporre di informazione al 100% oppure soltanto al 25%. Possiamo renderci conto da soli che ogni altro genere di comparazione o di test diventa irrilevante, una perdita di tempo; anzi, diciamo la verità: ogni altro genere di comparazione o di test che non sia basato sulla stessa densità superficiale di informazione è INGANNEVOLE.

Adesso sì che possiamo dire DAVVERO:
Citazione da: andrea948
... e non c'è storia!!!

(continua)

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Attrezzature / Re:Confrontiamo la Merrill con il peso massimo!
« il: Lunedì, 16 Luglio 2018, 19:29:42 »
Ritengo sia certamente utile rifare questi test per proprio conto almeno una volta, per verificare coi propri occhi quel che si sente (il che è nell'istinto dell'uomo) o magari per toglierci ogni dubbio residuo. Occorre tuttavia essere ben consapevoli che senza una preparazione specifica c'è il rischio di prendere fischi per fiaschi o persino cantonate clamorose, ed il rischio è alto. Non è questo il caso (ovviamente, altrimenti l'avrei detto in termini più "diplomatici"  :)) ), ma è bene ricordarlo perché in passato è successo - soprattutto col Foveon - anche a "nomi/siti" altamente blasonati (che non ripeto in pubblico). A chi ritenesse queste parole prive di fondamento o comunque una esagerazione, ricordo che DXO si è sempre rifiutata di testare qualsiasi sensore Foveon proprio per tale ragione, ossia che la comparazione tra un sensore ad informazione integrale (100%) con quelli ad informazione parziale (25%) è sostanzialmente priva di senso sotto il profilo sia scientifico sia numerico.

Ma non è questa la ragione del mio intervento, volevo fare un paio di considerazioni.

Citazione da: andrea948
...a voler essere pignoli la 5ds restituisce in alcuni scatti un dettaglio più pulito
Sono di parere opposto, o forse intendiamo la stessa cosa, ma allora dobbiamo intenderci sul significato dei termini. Mi spiego.

Infatti, il "dettaglio" di qualunque mosaico viene SEMPRE RI-pulito artificialmente dal processo di demosaicizzazione, anche se di solito appare anche ad occhio con minor contenuto di informazione. Nel caso della 5DS, però, la quantità totale di informazione è comparabile (50 Mpx della 5DS contro i 46 Mpx della SD1): ciò nel quale differiscono sensibilmente è soltanto la "distribuzione" con la quale questa quantità di informazione viene raccolta. Pertanto, in questo caso l'occhio non percepisce più una differenza di quantità di informazione (come abbiamo detto prima), ma continua tuttavia a percepire delle differenze di "qualità": da un lato il dettaglio del Foveon (che è quello che è, né pulito né sporco ma naturale), dall'altro il dettaglio del mosaico che... beh, è difficile trovare un termine appropriato: tu hai usato "pulito", ma io propendo per "lucidato" !!!  :)) Insomma, per dirla in soldoni, l'occhio si accorge che c'è un che di artificiale nel dettaglio del mosaico, anche quando raccoglie una quantità di informazione comparabile a quella del Foveon. Che poi possa piacere di più o di meno la rifinitura artificiale del dettaglio rispetto a quello naturale, questo rientra nei gusti soggettivi.

Citazione da: andrea948
Quello che si nota in modo notevole è solo ed esclusivamente la differenza di color cast prima dell'applicazione della LUT
Prima o poi bisogna che mi decida a fare un "trattato in 12 tomi" su questo argomento!  ::) :ohi:
Il fatto è che io non mi imbatto mai in questo genere di "color cast" che tanto affligge tanti Foveonografi. Intendo dire che non mi imbatto mai in questo genere di "color cast" NELLE MIE FOTO, ma solo in quelle degli altri, e ancora non ho capito perché. Mi spiego.

Questi "color cast" provengono da diverse cause:

A) dal rumore, che per natura del sensore molto spesso (ma non sempre) si presenta in chiazze cromatiche

B) dalle dominanti incrociate tipiche della luce naturale e che variano a seconda delle condizioni e dell'ora della ripresa (*); di queste mi riprometto di parlare con un minimo di approfondimento nell'altro post dove sto scrivendo circa due immagini proposte e che soffrono proprio di questo problema

C) dal particolare cono di proiezione di alcune lenti (soprattutto vintage), che determina una alterazione della rifrazione della luce all'arrivo sul piano del sensore, per via di una "strana" interazione prodotta dall'angolo anomalo di incidenza, la particolare lunghezza d'onda e lo spessore dei primi due strati del sensore

D) infine ve n'è anche un quarto tipo, che proviene da qualche altra causa che proprio non capisco, perché capitano solo agli altri ma non a me, boh..... E sia ben chiaro che non mi riferisco solo al Merrill, ma a tutte e quattro le generazioni di questo sensore



(*) quello delle dominanti incrociate della luce naturale è un problema che esiste da sempre e che è quasi identico con diapositiva e con Foveon, ma che sostanzialmente non esiste col mosaico, perché in genere vien interamente assorbito dalla demosaicizzazione; per tale motivo da alcuni decenni nessuno se ne preoccupa più ed è caduto nel dimenticatoio, salvo poi meravigliarsi del fenomeno quando compare nel Foveon e finire quindi per attribuirlo ad una carenza della fotocamera invece che alle leggi della fisica ottica.

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Attrezzature / Re:sd10 immagini tendenti al.....verde?
« il: Lunedì, 16 Luglio 2018, 18:22:14 »
Citazione da: Lorenzo F.
... in ogni caso il colore torna ad essere quello originale da scatto solamente aumentando l'evc di 0.5 a quel punto i colori emergono e acquisiscono la naturalezza che avevano in fase di scatto, non capisco sinceramente come mai l'esposimetro debba restituirmi delle letture non corrette in ogni caso!  può essersi starato?
Mi sfugge qualcosa (*), quindi probabilmente stai dando per scontato qualcosa che magari scontato non è.
In particolare, per esempio, l'esposizione per luce incidente è certamente quella che idealmente consente di registrare la maggior quantità possibile di informazione; ma ciò non significa affatto che tale esposizione sia anche quella che restituisce la saturazione cromatica più naturale: spesso è così, ma altrettanto spesso no. Quindi non c'è minimamente da stupirsi se, anche a seguito di una corretta esposizione per luce incidente, è poi necessario intervenire in post sul livello delle luci (la cosiddetta "esposizione") al fine di ripristinare l'equilibrio cromatico, anzi è un intervento assolutamente normale.

Semmai, il problema è che, quando l'esposizione appare  corretta, molti non riconoscono la situazione e cercano di metterci una pezza intervenendo aumentando la saturazione oppure - ancor peggio - il contrasto; invece questo particolare problema è sempre da sistemare intervenendo sulla sola esposizione, anche quando sembra giusta. Qualcuno potrebbe obiettare: ma in questo modo metto a posto l'equilibrio cromatico di una parte dell'immagine, ma al contempo il resto della foto mi finisce sovra o sotto esposta! Osservazione sensata, ma ingenua: è ovvio che l'intervento deve essere limitato alle sole zone che lo necessitano. Come?!... Mediante quello che una volta si chiamava "riserve e bruciature", che un tempo era un lavoraccio sotto l'ingranditore (**) a suon di cartoncini, forbici, fil di ferro e mani da pianista, mentre oggi è una passeggiata coi software disponibili.

Detto questo, in teoria ci sono tutti gli elementi per comprendere da cosa tragga origine la "sensazione" di cui parla Lorenzo, per cui vi lascio ai commenti. Poi, magari, nel prossimo post lo spiego esplicitamente.

________
(*) in realtà non è vero, anzi penso di saper bene da cosa provenga il tuo "cruccio" che non sai descrivere, ma faccio "lo gnorri" per vantaggio di esposizione.

(**) quando sento qualcuno lamentarsi che queste operazioni sono troppo lunghe e complicate anche via software (un paio di minuti contro ORE in camera oscura!!!), mi viene alle labbra da dirgli: "lascia perdere la fotografia, non è cosa per te". Poi non glielo dico, ma intanto l'ho pensato. Quindi, qualora vi pungesse vaghezza di farmi simili discorsi, sappiate che lo penserò, anche se non ve lo dico...  :gh:

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« il: Lunedì, 16 Luglio 2018, 00:52:39 »
Sulla base delle due prove precedenti, possiamo dire che in questa immagine non ci sono "luci nelle ombre" degne di nota, e pertanto non vale la pena di perderci tempo. Se non siamo convinti possiamo toglierci ogni dubbio senza uscire da SPP. Queste operazioni - che come sapete io chiamo "tirar fuori le luci" - si ottengono mediante riserve e bruciature, che non si possono fare in SPP, ma possiamo usare un'altra coppia di impostazioni di SPP per farci una idea precisa senza bisogno di avere un occhio allenato: basta portare il controllo delle ombre tutto a sinistra, cioè a -2, e quello delle luci (chiamate "Evidenzia") al contrario tutto a destra, cioè a +2; in questo modo esasperiamo il rapporto luci/ombre e pertanto, se ci fossero delle luci nelle ombre noteremmo immediatamente una netta differenza; se invece, come in questo caso, non salta fuori nessuna differenza degna di nota, allora vuol dire che di luci nelle ombre semplicemente non ce n'è neanche traccia.

Nel nostro caso otteniamo l'immagine qua sotto, dalla quale appare evidente che nessuna nuova luce fa capolino rispetto all'immagine di riferimento (quella con tutto a zero), ed è anche quasi indistinguibile dall'immagine finale.





In conclusione, a mio personale giudizio questa immagine non necessita di alcun trattamento, fatto salvo il bilanciamento del bianco (13C+9M) e la eliminazione di quel minimo di eccedenza cromatica bruno-scuro presente al centro, cosa che si ottiene molto semplicemente ricorrendo alla correzione delle frange colore, attivando il solo magenta (e non il verde), facendo "peek" con la apposita "pipetta" nel mezzo dell'area affetta dal problema (saranno in genere necessari alcuni tentativi per azzeccare il punto giusto) ed infine impostando per tentativi il controllo "quantità" (ma io in questi casi lo imposto direttamente al massimo senza perderci tempo).

Per il resto, tutto a zero, quindi, salvo due cose a mio personalissimo gusto: ho dato giusto un "click" (+0.1) di Fill-Light ed ho impostato la definizione direttamente tutta a sinistra (-2.0), perché con la sovrabbondanza di dettagli presenti con tutti questi sassi, la definizione del Foveon è fin troppo esagerata, IMO.

Questa che segue è quindi il mio trattamento finale (questa volta a piena dimensione). Per quanto riguarda le alte luci, sono completamente bruciate e del tutto irrecuperabili, quindi non ho neanche provato a farci qualche cosa, perché non avrebbe senso e l'unica cosa che si può fare, in questi casi, è lasciarle così come sono (solo l'autore può valutare se può aver senso - per il suo intendimento fotografico - tagliarle in tutto o in parte).



Morale della favola? Beh, la morale ve la scrivo dopo che avrò sentito tutti i commenti, in modo da non influenzarli, altrimenti non servono a niente.  ::) O:-)

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Attrezzature / Re:sd10 immagini tendenti al.....verde?
« il: Domenica, 15 Luglio 2018, 22:57:50 »
Non vedo alcun eccesso di verde in nessuna delle tre, neanche minimo.
Potrei anche analizzarle per verificare se ci sia qualcosa al di sotto del livello percettivo, ma non vedo alcuna ragione di perdere tempo per una cosa simile, visto che da come parli dovrebbe essere un eccesso visibile ad occhio, che però io non vedo assolutamente. D'altra parte, tuttavia, non ho neanche motivo di ritenere che tu abbia allucinazioni cromatiche  :)) , ergo: il problema non è nelle immagini ma sta da qualche altra parte...  ::)

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« il: Domenica, 15 Luglio 2018, 19:28:40 »
NOTA
Le immagini le ho salvate tutte a mezza risoluzione, ritenendola più che sufficiente per quest'uso.

La prima che posto è l'immagine come è stata registrata (cioè con tutto a zero), sulla quale ho eseguito unicamente il bilanciamento del bianco a mano, perché era completamente sballato (13 punti di cyan e 9 di magenta). Colgo l'occasione per ricordare ai nuovi arrivati che con tutte le fotocamere Sigma è SEMPRE preferibile impostare il bilanciamento del bianco manuale su superficie grigio chiaro o bianca oppure impostare direttamente la temperatura colore se (e soltanto se) disponiamo di un termo-colorimetro ed è esatta (ossia solo K e niente slittamento); in mancanza di tutto questo, usare ESCLUSIVAMENTE il bilanciamento del bianco automatico ed evitare come la peste TUTTE le altre impostazioni.

L'utilità di questa immagine è come necessario punto di riferimento. Possiamo notare che col semplice bilanciamento del bianco l'eccesso cromatico nelle alte luci è stato completamente assorbito; il che vuol dire che, contrariamente a quanto ho scritto nel post precedente, in questo caso non siamo arrivati ad una completa separazione delle saturazioni, anche se siamo proprio al limite.

Faccio però notare che in SPP la visualizzazione dell'immagine mantiene invece l'eccedenza cromatica: questo perché la visualizzazione di SPP rimane comunque una approssimazione della effettiva equalizzazione (che è quella indispensabile operazione complicata e lunghissima che ci costringe ad aspettare tanto tempo per ogni salvataggio in SPP, ma senza la quale operazione si perderebbe il 90% delle finezze tonali del Foveon: MEDITATE SU QUESTO, O VOI CHE VI LAMENTATE DELLA LENTEZZA DI SSP E PREFERITE USARE IL DNG IN ALTRO SOFTWARE; io dico soltanto: bah, contenti voi...)

Vi invito ad osservare questo JPEG fianco a fianco con la visualizzazione del X3F in SPP in editing, per capire - forse - una volta per tutte che SPP fa una cosa che si chiama equalizzazione, che è fondamentale e che nessun altro software può fare.

Notiamo, infine, che da questa immagine NON è possibile stabilire l'esatta collocazione del rumore (e neanche la sua entità né la distribuzione), ma solo percepirne la presenza almeno nella zona centrale inferiore.




Anche la seconda immagine è con tutto a zero, tranne OMBRE e FILL LIGHT che sono entrambi impostati a +2. A che cosa serve, visto che con queste impostazioni l'immagine viene una schifezza? Serve per tre cose di utilità pratica, più una generica-conoscitiva. Vediamo.

1) innanzitutto con queste impostazioni possiamo apprezzare la fantastica estensione di latitudine di posa di questo sensore (questa cosa non è utile in sé stessa, ma permette di "capire" visivamente cosa significa);

2) in secondo luogo, possiamo "vedere" direttamente coi nostri occhi la quantità spaventosa di informazione che questo sensore conserva anche nelle ombre più profonde (conseguenza della notevole latitudine di posa di cui sopra), la qual cosa ci permette di sapere con certezza DOVE c'è ancora informazione nelle ombre anche profondissime e dove invece non ce n'è più, nonché di apprezzare visivamente QUANTA ce n'è; per quanto mi riguarda, queste impostazioni sono il modo più semplice, rapido e sicuro per poter far questo (che dovesse conoscere altri sistemi si faccia avanti);

3) in terzo luogo, con queste impostazioni risulta anche abbastanza semplice individuare i "focolai" di rumore, per valutare se vale la pena o meno di cercare di tirare fuori il dettaglio in tali zone o se invece conviene lasciar perdere (naturalmente ci vuole anche pratica e "occhio" da sviluppare nel tempo);

4) infine, con queste impostazioni possiamo apprezzare con sicurezza la presenza di "luci nelle ombre", ossia quella luce intermedia che è presente nella scena ma che non appare evidente nel fotogramma, pur essendo ancora ben presente, per via della compressione tonale; insomma, in altre parole, possiamo apprezzare l'esatta consistenza della luminosità delle ombre, dalle più leggere alle più profonde, cosa che un tempo si faceva "leggendo" il negativo (e che ancora possiamo fare anche in digitale, se abbiamo l'occhio allenato e che sa cosa cercare), ma che (a mio avviso) è molto più semplice e preciso fare in questo modo.

Vi è la necessità di fare una importante precisazione: queste impostazioni sono utili ESCLUSIVAMENTE per valutare le ombre, mentre per la mia conoscenza NON servono assolutamente a nulla per valutare le alte e medie luci (anzi, per quanto mi riguarda raccomando di non considerarle proprio in questo tipo di impostazioni).

Detto questo, per quanto riguarda il discorso che stiamo facendo, questa particolare seconda immagine ci è utile per individuare con esattezza "dove si annida il rumore" (vedi punto 3 precedente) e come è distribuito. Con questa informazione possiamo valutare con cognizione di causa (e non "a naso/caso" come fanno molti) se, dove e come intervenire sul rumore e soprattutto SE ne vale la pena.

In questo caso, possiamo "vedere" con precisione e senza dover fare ipotesi "a nasometro" che di rumore ce n'è ben poco ed è inoltre concentrato in una zona centrale molto ristretta, a dispetto della nostra impressione iniziale che ci faceva temere tutto il contrario.



Su queste informazioni attendibili (il che è pleonastico, perché se le informazioni non sono attendibili allora non sono per niente informazioni), su queste informazioni attendibili - dicevo - possiamo quindi basarci per procedere alla post-produzione di questa immagine con cognizione di causa.

(continua)

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« il: Domenica, 15 Luglio 2018, 17:13:31 »
Ho cominciato a lavorare la prima delle due immagini (quella del bagnasciuga in controluce selvaggio) e questa è davvero una situazione di ripresa che a volerla cercare apposta ci vorrebbe il lanternino e una pazienza certosina... e anche una profonda crudeltà d'animo!....  O:-) come ho visto l'anteprima ho pensato: "Poverina, che ti è successo?!..."  :(

Innanzitutto è un classico falso-monocromo, che è una bestia nera per qualunque pellicola diapositiva e quindi anche per il Foveon. Perché? Per il motivo che conosciamo bene: perché nel Foveon, come nella pellicola, non esiste il processo di demosaicizzazione, grazie al quale tutti gli artefatti (soprattutto quelli cromatici) vengono frullati insieme all'informazione reale per essere poi con essa spalmati, e in tal modo passare inosservati, a meno di non essere giganteschi. No, nel Foveon, esattamente come nella pellicola, tutti gli artefatti (soprattutto quelli cromatici) hanno la stessa dignità dell'informazione reale e pertanto stanno lì, in pompa magna e in passerella, in tutto il loro splendore, e l'unica speranza che passino inosservati è che non prevalgano sui colori reali della scena. Ma se l'immagine è un falso-monocromo... beh, allora l'unica cosa che rimane di cromatico sono praticamente soltanto gli artefatti. Sarebbe come rapire uno da sotto la doccia, paracadutarlo in una comune di quaccheri e accusarlo di essere nudo... non sono scherzi che si fanno!  :no:

In secondo luogo, è una esposizione che arriva alla saturazione assoluta nelle alte luci, che non solo è un'altra bestia nera per qualunque pellicola diapositiva, ma che è proprio la morte del Foveon, mediante pugnalate multiple alle spalle (lascio a Italo l'ingrato compito di cercare e postare ancora una volta il link al topic dove lui stesso spiega benissimo perché il Foveon proprio NON TOLLERA L'ESTINZIONE DEL SEGNALE NEL BIANCO). Mi limito a sottolineare che per tale ragione, anche se in questo caso non si arriva alla separazione delle tre saturazioni cromatiche, rimane inevitabile che nel dettaglio delle alte luci compaiano comunque eccedenze cromatiche (tipicamente tendenti al magenta e più o meno puntiformi), che puntualmente sono ben visibili, soprattutto al centro in alto.

Come se tutto questo non bastasse (come dire che non ci vogliamo far mancare nulla), questa immagine nelle ombre profonde va BEN OLTRE I SEI STOP DI LATITUDINE DI POSA, ergo... ci troviamo in presenza anche di estinzione del segnale nel nero, che salta agli occhi nella parte inferiore della zona centrale del fotogramma. Anche questo fatto determina la comparsa di artefatti cromatici, con forma di chiazze, anche se piccole; perché sono piccole? perché piccole sono le aree dove la luminosità del dettaglio nelle ombre profonde "salta" improvvisamente in basso in modo significativo (tipicamente di oltre uno stop); in pratica sono le piccole ombre profondissime formate dai "picchi" di sabbia. Se il Foveon NON avesse tutto quel po' po' di latitudine di posa, queste ombre sarebbero di un nero assoluto e basta; ma poiché il Foveon riesce ancora a conservare informazione in quelle ombre (cioè, anche SENZA disporre di amplificazione del segnale), ecco che quella informazione residua ci appare, anche se purtroppo cromaticamente incompleta: a quel punto, il processo di equalizzazione indispensabile nel Foveon, cercando di far del bene ed arrampicandosi sugli specchi, assegna a questa informazione residua il colore che vediamo (tipicamente bruno scuro). Tuttavia, penso anche che (opinione fotografica personale) se non fosse che l'immagine è un falso-monocromo questo particolare artefatto cromatico passerebbe del tutto inosservato, invece di apparire come un pugno sul naso nel falso grigio generale.

Concludendo, la mia opinione è che, molto probabilmente, queste specifiche problematiche in questa particolare situazione di ripresa sarebbero state all'incirca le stesse se questa ripresa l'avessimo eseguita usando un Kodachrome-64 oppure una qualunque diapositiva di bassa sensibilità (anche nelle diapositiva, infatti, specie se di bassa sensibilità, la latitudine di posa nei tre colori non era mai esattamente la stessa); con l'unica differenza che gli artefatti cromatici sarebbero stati leggermente meno intensi rispetto al Foveon.

Mi rendo conto che per alcuni queste analogie con la pellicola possono sembrare "stranezze", ma purtroppo il mosaico e la pellicola sono molto ma molto differenti in tante cose, e pertanto anche il Foveon (essendo molto simile alla pellicola) risulta molto differente dal mosaico, e questo non è facile da accettare "sulla parola".

Per tale motivo, più tardi (se ne ho voglia ;) ), salvo e posto un po' di lavorazioni in SPP di questa immagine, al fine di (provare a) spiegare meglio quanto ho scritto. Poi vedrò di lavorare (e commentare) anche la seconda immagine, che ho già scaricato ma neanche aperto per ora.

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Attrezzature / Re:Obiettivo per SD4
« il: Sabato, 14 Luglio 2018, 20:43:57 »
Perdonami, ma non capisco la domanda: cosa intendi con "performante"?! cosa intendi con "sposarsi con le caratteristiche della fotocamera"?!  :-\

Anche perché in molti ti potrebbero ribattere che il "50 mm della DP3M era ed è insuperabile" ed altri ancora che il "18 mm della DP1M era ed è insuperabile"...  :con:

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« il: Sabato, 14 Luglio 2018, 20:25:06 »
Manca l'informazione fondamentale: di quale indice di esposizione stiamo parlando?!...
Aspetto il RAW perché anche io sono curioso di dargli una occhiata... :-\

Comunque, per quanto mi riguarda, non mi sono mai imbattuto in chiazze da rumore entro i 100 o 200 ISO, ma soltanto a sensibilità superiori. Questo vale con TUTTI i Foveon, di tutte e quattro le generazioni di questo sensore. E siccome non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di usare un qualunque Foveon a colori sopra i 200 ISO (ma vado oltre solo per il BN), è un problema che fatico a considerare tale.

Fatico a considerare la cosa un problema perché per me è evidente che il Foveon usato a colori è come una diapositiva da (circa) 100 ISO: non ha alcun senso tirarla oltre la sua sensibilità e poi meravigliarsi che produca artefatti cromatici, perché "tirando" la sensibilità gli artefatti cromatici non sono una possibilità ma una certezza.

Per tale ragione non capisco neanche tutti i suggerimenti/ricette di ripresa che mirano ad evitare la comparsa di tali artefatti, in particolare il rumore a chiazze, perché io li percepisco come una ostinazione ad usare questo sensore in modo anomalo.

Qualunque Foveon produce il rumore SEMPRE a chiazze, ciò in conseguenza della sua natura fisica a tre strati, e tale fenomeno è INELIMINABILE, in quanto il Foveon non ricorre all'amplificazione del segnale, ma tutte le sensibilità superiori a quella nativa sono ottenute ESCLUSIVAMENTE ricorrendo alla sua latitudine di posa. Ergo, l'unico modo per contenere il fenomeno del rumore a chiazze è quello di ridurre al minimo la comparsa di rumore apprezzabile in assoluto, ossia mantenendo la sensibilità a quella nativa (o al massimo uno stop sopra). Su questo NON si può barare, perché quando in SPP "correggiamo" l'esposizione di oltre 2/3 di stop, INEVITABILMENTE il rumore comincia a comparire nelle ombre profonde, e sarà per forza rumore a chiazze.

PS
Provando ad esprimere quanto sopra in termini più corretti, le cose stanno semplicemente come segue:

1) qualunque sensore Foveon fa affidamento sulla propria NOTEVOLISSIMA latitudine di posa;
2) purtroppo, però, per quanto assai più ampia di un sensore a mosaico, la latitudine di posa NON è la stessa fra i tre strati, ma è minore negli strati inferiori e di conseguenza, sugli stati inferiori l'informazione cromatica finisce prima!!!
3) in altre parole, in ogni immagine ci sarà sempre un livello di ombre oltre il quale la latitudine di posa del rosso finisce prima di quella del verde e del blu (rumore a chiazze cyan/verdi), ed un ulteriore livello nel quale rimane solo la latitudine di posa del blu (rumore a chiazze magenta/brune);
4) i due livelli di cui al punto precedente esistono SEMPRE, ma non sempre sono visibili: infatti, se finiscono in ombre talmente profonde da cadere nel nero, allora non saranno percepibili;
5) viceversa, tanto maggiore è l'indice di esposizione REALE, tanto più detti livelli escono dal nero e diventano visibili;
6) questo particolare tipo di artefatto cromatico (rumore) è sempre in forma di chiazze, perché su quel preciso livello non vi è più alcun segnale reale dello strato sensibile, ma vi sarà comunque il falso segnale del rumore elettronico; di conseguenza, quindi, il rapporto segnale/rumore arriva praticamente a ZERO, cioè il rumore diventa netto e sostanzialmente costante, cosa che ci appare con la forma di una "chiazza" più o meno uniforme.

Sembra complicato detto così a parole, ma in realtà è semplicissimo.

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Immagini / Re: 2006: tanto entusiasmo, tanta soddisfazione, nessun problema.
« il: Sabato, 14 Luglio 2018, 19:28:18 »
Citazione da: Italo
Perché Sigma non fa una 3x5 Mpx con EVF?
Perché il fanatico compra solo il massimo dei pixel...  :ohi:
Già...  ::)

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Immagini / Re: 2006: tanto entusiasmo, tanta soddisfazione, nessun problema.
« il: Sabato, 14 Luglio 2018, 19:26:53 »
 :si: :si: :si:

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