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Attrezzature / Re:Confrontiamo la Merrill con il peso massimo!
« Ultimo post da andrea948 il Oggi alle 12:32:42 »
Almeno in questo modo si chiariscono con dati tecnici quelle che per me (e per molti) sono solo sensazioni, sicuramente sensazioni fondate sull'utilizzo in parallelo dei due sistemi , ma comunque sempre e solo sensazioni "visive" non supportate da un'analisi tecnica più "solida" che ai più è preclusa.
Quindi gli approfondimenti come quello di Antonello servono a dare certezza a quelle che per me sono solo percezioni....così smetto di farmi le s... mentali e penso solo a fotografare serenamente e senza avere il dubbio che quella foto se l'avessi fatta con la Nikon D850 o con la Sony A7RIII sarebbe venuta meglio. Questo è l'antidoto "anti scimmia feroce" 8)
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Presentazioni / Re:Salve
« Ultimo post da albertux il Oggi alle 11:49:19 »
Benvenuto!  :D
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Attrezzature / Re:Confrontiamo la Merrill con il peso massimo!
« Ultimo post da Ulysseita il Oggi alle 10:51:07 »
Che dire... sono piacevolmente sorpreso dal fatto che in un post simile . fatto per gioco si possa leggere una cosi prelibata quantita' di informazioni.. GRAZIE !
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Attrezzature / Re:Confrontiamo la Merrill con il peso massimo!
« Ultimo post da Sardosono il Oggi alle 01:23:01 »
O mamma mia, non ci penso neanche di farne una trattazione estesa, anche perché ho usato l'espressione in modo "garibaldino", per semplificare il discorso, e non per complicarlo, quindi mi limito allo stretto indispensabile.

Densità significa il rapporto tra una quantità "misurabile" al numeratore e una o più dimensioni al denominatore. Quindi l'espressione significa letteralmente quel che dice, ossia: quantità di informazione per unità di superficie.

Ora, il fatto è che il marketing canikon degli ultimi vent'anni è riuscito a far credere al mondo fotografico (quello professionale in primis) una gigantesca fesseria: che la densità superficiale di informazione fosse la stessa cosa della risoluzione e si misurasse nello stesso modo.

Il mondo della fotografia professionale si è bevuto questa sciocchezza colossale senza neanche un singhiozzo (non ostante agli inizi molti laboratori indipendenti gridassero alla corbelleria demenziale), chiaramente tirandosi appresso anche il settore consumer. Forse quest'ultimo era inizialmente il più scettico, proprio perché, in quanto non professionale, vi si "annidava" magari qualche studente universitario o persino qualche docente, accomunati dall'hobby della fotografia, i quali andavano domandandosi l'un l'altro: "ma che stanno a dire questi qui?!...". In breve tempo, però, costoro furono zittiti a suon di perentori "ma che ne sapete voi, siete forse dei professionisti?" stampati a ciclostile (*) e da allora nessuno ha più osato contestare questa "ideologia" per paura di essere considerato uno sciocco incompetente (la potenza del marketing si erge sui pilastri dell'arroganza, che poggiano sulle fondamenta dell'ignoranza).

Ciò ha permesso di scatenare la corsa ai pixel, ma il risultato di questa mistificazione è che, al giorno d'oggi, l'intero mondo della fotografia misura tutte le proprie meraviglie, dai sensori alle lenti, con un algoritmo nato nei primi anni '60 per misurare la quantità di informazione dei primissimi fax, ossia fatta di soli punti bianchi assoluti e neri assoluti.

Ma questa è solo una delle mistificazioni cavalcate dal marketing fotografico: un altro esempio di pari nefandezza è dato da tutto ciò che gravita intorno alla profondità colore e alla gamma dinamica. Insomma, se stiamo a dar retta al marketing fotografico (aka canikon) dovremmo chiudere i dipartimenti universitari di fisica-ottica e convertirli in culture idroponiche.

Tornando al discorso originale, il nocciolo della questione è il seguente:

TEORIA A) secondo il mondo della fotografia odierno, la densità superficiale di informazione è data dal numero di pixel (ossia dalla risoluzione) fratto la superficie e quindi, se questo fosse vero, le due riproduzioni della Sigma e dell'Hasselblad dovrebbero essere sostanzialmente equivalenti;

TEORIA B) secondo il mondo reale, viceversa, la densità superficiale di informazione è data dal numero di pixel MOLTIPLICATO PER LA QUANTITÀ DI INFORMAZIONE DI OGNI SINGOLO PIXEL fratto la superficie, la qual cosa è "LEGGERMENTE" diversa e, se questo fosse vero, le due riproduzioni della Sigma e dell'Hasselblad dovrebbero mostrare che il sensore ad informazione integrale (100%) prende a randellate in testa quello a mosaico che è ad informazione parziale (25-33%) (a prescindere che si chiamino Sigma o Hasselblad o qualunque altra cosa).

Bene, adesso vi domando: osservando le due immagini del post precedente, secondo voi, quale delle due teorie scientifiche è verificata e quale invece risulta essere una corbelleria colossale?!...

Ai vostri occhi l'ardua sentenza!..........

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(*) sì, lo so, oggi "stampati a ciclostile" non lo dice più nessuno fin dalla fine degli anni '70 (negli anni '80 era già sostituito da "stampati a fotocopia"), ma sono nostalgico; comunque, per chi fosse talmente moderno da non aver capito, è l'equivalente dell'odierno "condiviso a copia-incolla".
E non chiedetemi cos'è il ciclostile, perché vi mando... su wikipedia - Ciclostile
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Immagini / Re:Girasoli nella città di K. Giacomelli altre foto
« Ultimo post da Joserri il Oggi alle 00:39:38 »
Le sue foto mi hanno soggiogato. Io, con il mio Voightlander, ho imparato molto... Questi sono i maestri...

 :D
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da EXCEL il Oggi alle 00:34:07 »
Molto interessante la tecnica per vedere se ci sono luci nelle ombre, non la conoscevo, anche se con un po’ di intuito ci si poteva arrivare  :ohi: :ohi:
Ritornando alla foto, questa - onestamente - è una situazione che non avrei saputo gestire neanche io col foveon e avrei evitato di inquadrare la parte troppo vicina al sole.
Pur usando l’esposimetro esterno ogni volta che posso, devo aggiungere che col cielo bisogna stare attenti, perchè esporre per il “soggetto” spesso può bruciare il cielo, motivo per cui talvolta faccio più esposizioni per poi unire in una sorta di HDR manuale, ma è impossibile (o quasi) con un soggetto umano che ha dei micromovimenti.
Tutto questo è reso ancora più difficile col Merrill e forse ancor di più con il Q, perchè è facile bruciare le luci, mentre col vecchio sensore avevi informazione anche quando sembrava non ci fosse, con possibilità di recupero ben maggiori.
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Immagini / Re:Girasoli nella città di K. Giacomelli
« Ultimo post da Joserri il Oggi alle 00:23:28 »
Grazie, Andrea. E grazie a Dio per la memoria. Quando vidi il nome Giacomelli, il mio spirito si spalmava. Ho detto a mio padre di comprarlo per me, una domenica a messa, perché, anche se era costoso e a mio padre non piaceva, ho insistito, i miei poveri di dodici anni. 1.983. Mi è piaciuto e mi ha ispirato più delle barche a dormire nella roccia. Avevo già un sacco di quelle cartoline.



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Immagini / Re:Girasoli nella città di K.
« Ultimo post da pacific palisades il Ieri alle 23:55:44 »
Si sono poi lagnati per esser stati destati da un flash?  :D

Infatti il primo titolo era Disturbare girasoli.

Avranno pensato, nel modo in cui possono pensare, che ero un rompicoglioni  :D
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da Sardosono il Ieri alle 23:36:00 »
Citazione da: agostino
Questo valore di 2/3 di stop di recupero ombre va inteso anche quando utilizzo il nuovo controllo in SPP della gamma tonale ( quello diviso in 4 zone al 25%) ?
Adesso rispondo senza facezie, perché mi rendo conto che pur non volendo ho ingenerato alcuni equivoci.

Non è che devi limitare l'entità dell'intervento: non servirebbe a niente.
La correzione deve essere quella necessaria, sempre.
Bisogna quindi pensarci prima, in sede di ripresa, per esporre in modo tale da non aver necessità di correggere, o al massimo che l'intervento sia minimo, possibilmente non superiore a 2/3 di stop.

Forse è bene esprimere la cosa anche in altri termini.

1) Si badi bene che NON è MAI la correzione a generare il problema: è la ripresa errata che ha già generato il problema all'origine e che non è più eliminabile. Con la correzione in post-produzione il problema viene fuori allo scoperto, ma anche se non facciamo la correzione il rumore nelle ombre rimane nella sua interezza.

2) Esporre per luce incidente è una ricetta semplice che va bene nella quasi totalità delle riprese in esterni (tranne che nei controluce, anche parziali) e che fornisce l'esposizione ottimale (comunemente ma impropriamente detta "corretta"). Tuttavia non significa affatto che non sarà necessario un ritocco delle luci (esposizione) in aumento o in diminuzione, al fine di ripristinare il corretto equilibrio cromatico.
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Attrezzature / Re:sd10 immagini tendenti al.....verde?
« Ultimo post da Lorenzo F. il Ieri alle 23:34:58 »
Era alla menta ma non era acqua jihih
Forse pensandoci non mi torna il fatto che il mio occhio ed il mio cervello formino una ripresa in hdr della scena correttamente esposta in tutte le zone ed il sensore invece effettui una unica lettura esposimetrica e su quella basi tutto il risultato, lasciando poi a me il compito di definire cosa debba essere evidenziato è cosa no, ricordando a memoria quanto ricostruito dal mio cervello al momento della scena, la Q lavora in modo simile ma differente poichè forse non raccoglie le stesse informazioni e quindi i file prodotti sono differenti e vanno lavorati in modo differente, possono essereeparagonati piu agli SFD del Q benchè anche in questo caso c'è molta piú ciccia ma i dati  di luminanzabenchè derivanti da 7 differenti gradi di evc sono riferiti solo allo strato pancromatico quindi 1/3 ed incrociati con quelli di cominanza se... serve piú Vodka, molta di piú!
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