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Attrezzature / Re:sd10 immagini tendenti al.....verde?
« Ultimo post da Sardosono il Domenica, 15 Luglio 2018, 22:57:50 »
Non vedo alcun eccesso di verde in nessuna delle tre, neanche minimo.
Potrei anche analizzarle per verificare se ci sia qualcosa al di sotto del livello percettivo, ma non vedo alcuna ragione di perdere tempo per una cosa simile, visto che da come parli dovrebbe essere un eccesso visibile ad occhio, che però io non vedo assolutamente. D'altra parte, tuttavia, non ho neanche motivo di ritenere che tu abbia allucinazioni cromatiche  :)) , ergo: il problema non è nelle immagini ma sta da qualche altra parte...  ::)
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da Italo il Domenica, 15 Luglio 2018, 22:17:27 »
Non ricordavo nemmeno di avere Seven 64bit, per cui ho installato l'ultimo SPP ed ho sviluppato solo un paio di scatti perché era ora di cena.
Prima di tutto ho voluto controllare quello che si pensava fosse dovuto ad artefatti (cosa impossibile col foveon salvo irresponsabili impostazioni di "Definizione").
Zoomando molto l'immagine ho così potuto notare che quello che si poteva considerare un artefatto da USM, in realtà è dovuto al controluce solare che illumina il micro-pelo della felpa sulla parte più sporgente del gomito, che infatti si riduce (fino a sparire) nella parte bassa della manica (vedi primo allegato)

Nel secondo allegato ho solo sviluppato il file secondo il mio gusto.
In tutto non ci ho speso più di cinque minuti.
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Attrezzature / sd10 immagini tendenti al.....verde?
« Ultimo post da Lorenzo F. il Domenica, 15 Luglio 2018, 21:54:34 »
Eccoci,
allego 3 foto scattate con SD10+18-35Art, in tutte e tre si vede una "patina" tendente al verde??? non saprei dirlo ma che a mio avviso non dovrebbe esserci, è sempre stato così sin dalle prime foto, in fase di sviluppo con spp, si attenua ma a mio avviso rimane sempre.
Scrivo per capire se questo fenomeno sia normale e derivante dal sensore CCD, se sia una peculiarità del mio esemplare oppure se sia normale e si risolva con SPP


Le immagini sono convertite ma non trattate con spp, la conversione dei file con spp 6.6 e spp5 produce lo stesso risultato
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da pacific palisades il Domenica, 15 Luglio 2018, 21:07:41 »
--- Intermezzo ---
    (versione M)

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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da Sardosono il Domenica, 15 Luglio 2018, 19:28:40 »
NOTA
Le immagini le ho salvate tutte a mezza risoluzione, ritenendola più che sufficiente per quest'uso.

La prima che posto è l'immagine come è stata registrata (cioè con tutto a zero), sulla quale ho eseguito unicamente il bilanciamento del bianco a mano, perché era completamente sballato (13 punti di cyan e 9 di magenta). Colgo l'occasione per ricordare ai nuovi arrivati che con tutte le fotocamere Sigma è SEMPRE preferibile impostare il bilanciamento del bianco manuale su superficie grigio chiaro o bianca oppure impostare direttamente la temperatura colore se (e soltanto se) disponiamo di un termo-colorimetro ed è esatta (ossia solo K e niente slittamento); in mancanza di tutto questo, usare ESCLUSIVAMENTE il bilanciamento del bianco automatico ed evitare come la peste TUTTE le altre impostazioni.

L'utilità di questa immagine è come necessario punto di riferimento. Possiamo notare che col semplice bilanciamento del bianco l'eccesso cromatico nelle alte luci è stato completamente assorbito; il che vuol dire che, contrariamente a quanto ho scritto nel post precedente, in questo caso non siamo arrivati ad una completa separazione delle saturazioni, anche se siamo proprio al limite.

Faccio però notare che in SPP la visualizzazione dell'immagine mantiene invece l'eccedenza cromatica: questo perché la visualizzazione di SPP rimane comunque una approssimazione della effettiva equalizzazione (che è quella indispensabile operazione complicata e lunghissima che ci costringe ad aspettare tanto tempo per ogni salvataggio in SPP, ma senza la quale operazione si perderebbe il 90% delle finezze tonali del Foveon: MEDITATE SU QUESTO, O VOI CHE VI LAMENTATE DELLA LENTEZZA DI SSP E PREFERITE USARE IL DNG IN ALTRO SOFTWARE; io dico soltanto: bah, contenti voi...)

Vi invito ad osservare questo JPEG fianco a fianco con la visualizzazione del X3F in SPP in editing, per capire - forse - una volta per tutte che SPP fa una cosa che si chiama equalizzazione, che è fondamentale e che nessun altro software può fare.

Notiamo, infine, che da questa immagine NON è possibile stabilire l'esatta collocazione del rumore (e neanche la sua entità né la distribuzione), ma solo percepirne la presenza almeno nella zona centrale inferiore.




Anche la seconda immagine è con tutto a zero, tranne OMBRE e FILL LIGHT che sono entrambi impostati a +2. A che cosa serve, visto che con queste impostazioni l'immagine viene una schifezza? Serve per tre cose di utilità pratica, più una generica-conoscitiva. Vediamo.

1) innanzitutto con queste impostazioni possiamo apprezzare la fantastica estensione di latitudine di posa di questo sensore (questa cosa non è utile in sé stessa, ma permette di "capire" visivamente cosa significa);

2) in secondo luogo, possiamo "vedere" direttamente coi nostri occhi la quantità spaventosa di informazione che questo sensore conserva anche nelle ombre più profonde (conseguenza della notevole latitudine di posa di cui sopra), la qual cosa ci permette di sapere con certezza DOVE c'è ancora informazione nelle ombre anche profondissime e dove invece non ce n'è più, nonché di apprezzare visivamente QUANTA ce n'è; per quanto mi riguarda, queste impostazioni sono il modo più semplice, rapido e sicuro per poter far questo (che dovesse conoscere altri sistemi si faccia avanti);

3) in terzo luogo, con queste impostazioni risulta anche abbastanza semplice individuare i "focolai" di rumore, per valutare se vale la pena o meno di cercare di tirare fuori il dettaglio in tali zone o se invece conviene lasciar perdere (naturalmente ci vuole anche pratica e "occhio" da sviluppare nel tempo);

4) infine, con queste impostazioni possiamo apprezzare con sicurezza la presenza di "luci nelle ombre", ossia quella luce intermedia che è presente nella scena ma che non appare evidente nel fotogramma, pur essendo ancora ben presente, per via della compressione tonale; insomma, in altre parole, possiamo apprezzare l'esatta consistenza della luminosità delle ombre, dalle più leggere alle più profonde, cosa che un tempo si faceva "leggendo" il negativo (e che ancora possiamo fare anche in digitale, se abbiamo l'occhio allenato e che sa cosa cercare), ma che (a mio avviso) è molto più semplice e preciso fare in questo modo.

Vi è la necessità di fare una importante precisazione: queste impostazioni sono utili ESCLUSIVAMENTE per valutare le ombre, mentre per la mia conoscenza NON servono assolutamente a nulla per valutare le alte e medie luci (anzi, per quanto mi riguarda raccomando di non considerarle proprio in questo tipo di impostazioni).

Detto questo, per quanto riguarda il discorso che stiamo facendo, questa particolare seconda immagine ci è utile per individuare con esattezza "dove si annida il rumore" (vedi punto 3 precedente) e come è distribuito. Con questa informazione possiamo valutare con cognizione di causa (e non "a naso/caso" come fanno molti) se, dove e come intervenire sul rumore e soprattutto SE ne vale la pena.

In questo caso, possiamo "vedere" con precisione e senza dover fare ipotesi "a nasometro" che di rumore ce n'è ben poco ed è inoltre concentrato in una zona centrale molto ristretta, a dispetto della nostra impressione iniziale che ci faceva temere tutto il contrario.



Su queste informazioni attendibili (il che è pleonastico, perché se le informazioni non sono attendibili allora non sono per niente informazioni), su queste informazioni attendibili - dicevo - possiamo quindi basarci per procedere alla post-produzione di questa immagine con cognizione di causa.

(continua)
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da gobbo il Domenica, 15 Luglio 2018, 19:26:12 »
ok grazie mille!  :si:
a pellicola ho lavorato molti anni...ed ancora uso la camera oscura...ma onestamente, tranne in rari casi non ho mai avuto grossi problemi con diapositive anche fino al 6x9
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Immagini / Re:Heyi, ci sono occhi che vedono di notte
« Ultimo post da Joserri il Domenica, 15 Luglio 2018, 19:08:14 »
Grazie, Fabrizio e Barbara. Le mie notti sono il mio silenzio, un segno di vita.  :D
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da Sardosono il Domenica, 15 Luglio 2018, 17:13:31 »
Ho cominciato a lavorare la prima delle due immagini (quella del bagnasciuga in controluce selvaggio) e questa è davvero una situazione di ripresa che a volerla cercare apposta ci vorrebbe il lanternino e una pazienza certosina... e anche una profonda crudeltà d'animo!....  O:-) come ho visto l'anteprima ho pensato: "Poverina, che ti è successo?!..."  :(

Innanzitutto è un classico falso-monocromo, che è una bestia nera per qualunque pellicola diapositiva e quindi anche per il Foveon. Perché? Per il motivo che conosciamo bene: perché nel Foveon, come nella pellicola, non esiste il processo di demosaicizzazione, grazie al quale tutti gli artefatti (soprattutto quelli cromatici) vengono frullati insieme all'informazione reale per essere poi con essa spalmati, e in tal modo passare inosservati, a meno di non essere giganteschi. No, nel Foveon, esattamente come nella pellicola, tutti gli artefatti (soprattutto quelli cromatici) hanno la stessa dignità dell'informazione reale e pertanto stanno lì, in pompa magna e in passerella, in tutto il loro splendore, e l'unica speranza che passino inosservati è che non prevalgano sui colori reali della scena. Ma se l'immagine è un falso-monocromo... beh, allora l'unica cosa che rimane di cromatico sono praticamente soltanto gli artefatti. Sarebbe come rapire uno da sotto la doccia, paracadutarlo in una comune di quaccheri e accusarlo di essere nudo... non sono scherzi che si fanno!  :no:

In secondo luogo, è una esposizione che arriva alla saturazione assoluta nelle alte luci, che non solo è un'altra bestia nera per qualunque pellicola diapositiva, ma che è proprio la morte del Foveon, mediante pugnalate multiple alle spalle (lascio a Italo l'ingrato compito di cercare e postare ancora una volta il link al topic dove lui stesso spiega benissimo perché il Foveon proprio NON TOLLERA L'ESTINZIONE DEL SEGNALE NEL BIANCO). Mi limito a sottolineare che per tale ragione, anche se in questo caso non si arriva alla separazione delle tre saturazioni cromatiche, rimane inevitabile che nel dettaglio delle alte luci compaiano comunque eccedenze cromatiche (tipicamente tendenti al magenta e più o meno puntiformi), che puntualmente sono ben visibili, soprattutto al centro in alto.

Come se tutto questo non bastasse (come dire che non ci vogliamo far mancare nulla), questa immagine nelle ombre profonde va BEN OLTRE I SEI STOP DI LATITUDINE DI POSA, ergo... ci troviamo in presenza anche di estinzione del segnale nel nero, che salta agli occhi nella parte inferiore della zona centrale del fotogramma. Anche questo fatto determina la comparsa di artefatti cromatici, con forma di chiazze, anche se piccole; perché sono piccole? perché piccole sono le aree dove la luminosità del dettaglio nelle ombre profonde "salta" improvvisamente in basso in modo significativo (tipicamente di oltre uno stop); in pratica sono le piccole ombre profondissime formate dai "picchi" di sabbia. Se il Foveon NON avesse tutto quel po' po' di latitudine di posa, queste ombre sarebbero di un nero assoluto e basta; ma poiché il Foveon riesce ancora a conservare informazione in quelle ombre (cioè, anche SENZA disporre di amplificazione del segnale), ecco che quella informazione residua ci appare, anche se purtroppo cromaticamente incompleta: a quel punto, il processo di equalizzazione indispensabile nel Foveon, cercando di far del bene ed arrampicandosi sugli specchi, assegna a questa informazione residua il colore che vediamo (tipicamente bruno scuro). Tuttavia, penso anche che (opinione fotografica personale) se non fosse che l'immagine è un falso-monocromo questo particolare artefatto cromatico passerebbe del tutto inosservato, invece di apparire come un pugno sul naso nel falso grigio generale.

Concludendo, la mia opinione è che, molto probabilmente, queste specifiche problematiche in questa particolare situazione di ripresa sarebbero state all'incirca le stesse se questa ripresa l'avessimo eseguita usando un Kodachrome-64 oppure una qualunque diapositiva di bassa sensibilità (anche nelle diapositiva, infatti, specie se di bassa sensibilità, la latitudine di posa nei tre colori non era mai esattamente la stessa); con l'unica differenza che gli artefatti cromatici sarebbero stati leggermente meno intensi rispetto al Foveon.

Mi rendo conto che per alcuni queste analogie con la pellicola possono sembrare "stranezze", ma purtroppo il mosaico e la pellicola sono molto ma molto differenti in tante cose, e pertanto anche il Foveon (essendo molto simile alla pellicola) risulta molto differente dal mosaico, e questo non è facile da accettare "sulla parola".

Per tale motivo, più tardi (se ne ho voglia ;) ), salvo e posto un po' di lavorazioni in SPP di questa immagine, al fine di (provare a) spiegare meglio quanto ho scritto. Poi vedrò di lavorare (e commentare) anche la seconda immagine, che ho già scaricato ma neanche aperto per ora.
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Attrezzature / Re:sd4 macchie sparse
« Ultimo post da agostino il Domenica, 15 Luglio 2018, 14:55:16 »
Qui

http://forum.foveon.it/index.php?topic=5821.15

Italo scovava le famose macchie in un crop di una foto da me scattata ed esposta (credo bene) senza alcuna correzione in SPP.

La foto è analoga di altre che ho postato nel mio primo post " prime foto con foveon e in particolare con sd 4", a pag 12 cirva di immagini.
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Immagini / Re: 2006: tanto entusiasmo, tanta soddisfazione, nessun problema.
« Ultimo post da gobbo il Domenica, 15 Luglio 2018, 14:39:11 »
certo posso usare un esposimetro esterno....
sicuramente...sbaglio io qualche cosa...però vedo che non sono l'unico che sta riscontrando problemi di natura a me sconosciuta con la sd4
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