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Post - Sardosono

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Fotografia / Re:La Composizione Fotografica (secondo Sardosono) COMMENTI
« il: Giovedì, 22 Marzo 2018, 16:44:12 »
Citazione da: Silvia V
... la regola dei terzi fatta di creatività, luce e composizione non fa una piega ma...
Sento che c'è qualcosa che mi sfugge...  :azz:  non sono quindi sicuro di aver chiarito bene che ho voluto iniziare da questa "cosiddetta regola" proprio perché.... perché la voglio gettare alle ortiche!  :))  Intendo mostrare e dimostrare come essa non soltanto non sia minimamente di aiuto per la composizione, ma anzi costituisce un terribile paraocchi per la nostra immaginazione e quindi per la nostra creatività. Nel prossimo post chiuderemo questo discorso una volta per tutte e poi entreremo finalmente a parlare DAVVERO  ;)  di composizione. (*)

Citazione da: Silvia V
Trovo anche che un grande passo avanti nella composizione sia quello di distinguere molto bene (come dici tu Antonello, io non ci avevo mai pensato concretamente)  la differenza tra inquadrare e comporre.
Ti dico subito che tra due post, quando inizieremo a parlare veramente di composizione, partiremo proprio dal chiarire il significato di comporre, inquadrare e tagliare, tre azioni concettualmente differenti tra loro ma delle quali - essendo correlate - si fa una gran confusione che porta a farsi una idea sbagliata su tutte e tre le cose, il che è fortemente deleterio, ovviamente. (**)

Citazione da: Silvia V
Personalmente trovo molto difficile allenarsi a guardare le foto da lettori. Forse più semplice con quelle degli altri, molto meno con le proprie.
Appunto! Ed è proprio per questo che - giusto per cominciare - bisogna almeno smetterla subito e definitivamente di commentare le foto altrui dicendo quel che si sarebbe fatto al posto dell'autore; bada bene, non mi riferisco a smettere di dirlo pubblicamente, bensì proprio al fatto stesso di pensarlo (se si continua a pensare da fotografo, il dirlo o meno è irrilevante).
Il passo successivo consiste nel toglierci dalla testa che si impari soltanto dalle foto dei grandi fotografi: è una sciocchezza e lo sappiamo tutti senza che venga qualcuno a dircelo, perché sappiamo bene che si impara cento volte più dagli errori (propri o altrui è lo stesso) che dalle cose riuscite.
Anticipo adesso un concetto che vedremo insieme tra qualche post, ossia che la composizione consiste sostanzialmente nel "mettere insieme le cose in modo che la lettura dell'immagine scorra regolarmente e senza intoppi". Una volta assimilato questo concetto di base, vien da sé che la capacità di comporre consiste nell'imparare a riconoscere tali possibili "intoppi" al fine di evitarli nelle nostre fotografie. Ora vi invito a rispondere alla seguente domanda: "dove posso trovare questi "intoppi: nelle foto compositivamente riuscite o in quelle malriuscite?..." Spero sia evidente che nelle buone foto dei grandi fotografi ben difficilmente troverò errori compositivi, quindi se mi limito a quelle non ho speranza alcuna di imparare alcunché.

Morale della favola, non c'è nulla da capire, ma solo da riflettere per la prima volta su un concetto che tutti già abbiamo: per imparare a riconoscere gli errori bisogna innanzitutto osservare immagini che ne contengano, è del tutto ovvio! Tuttavia, questo non basta: occorre anche sapere perché mai un errore sia tale, ossia perché mai qualcosa possa costituire un intoppo. Ecco, questo è proprio lo scopo ultimo di questo mio topic sulla composizione, è esattamente ciò che cercheremo di imparare insieme nel prosieguo del discorso. :si:



(*) Invito perciò tutti a cercarsi per tempo una piantina di ortica da qualche parte, perché quando ti servono le ortiche per gettarci dentro qualcosa non te le trovi mai a portata... di lancio!  8)

(**) Confondere composizione, inquadratura e taglio, per me è assai peggio del confondere le portiere di una macchina, finendo per caricare i bagagli dalle porte passeggeri, far salire i passeggeri dalla porta del conducente e il conducente dal portellone posteriore (qualcuno potrebbe anche ribattere che volendo si può fare, al che posso solo rispondere "certamente, se ti garba fallo pure, ma per favore abbi pietà e non farti vedere da me!")

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Immagini / Re:Merrill parade
« il: Martedì, 20 Marzo 2018, 21:17:27 »
E' da alcuni anni che non capito più a Lugano, ma l'ultima volta ricordo che l'hotel era sul lago, con vista che mi sembra proprio quella della seconda e dell'ultima foto (o quantomeno molto simili). Stavo quindi cercando nella quarta foto il "gaiser" che esce dall'acqua, perché mi sembrava strano non comparisse (sul lago di Lugano dove ti giri ti giri, prima o poi vedi "una colonna d'acqua che indica... il Paradiso!"), poi mi sono accorto che in effetti c'è, anche se difficile da identificare: sembra spuntare direttamente dalle mani del passante, come se la trasportasse a 'mo di candela su una bugia! Curiosissima impressione...  :))

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Attrezzature / Re:Flash EF-500 DG Super SA
« il: Lunedì, 19 Marzo 2018, 23:05:04 »
Sul flash ha già detto tutto Italo
Citazione da: hobbit
Ho capito che o mi do da fare e cerco di capire un po' di più o vado a vendere la SD15 per mancanza di risultati!
Il brutto (o il bello!) delle reflex col Foveon è che ti costringono ad imparare almeno le basi della fotografia, un tempo indispensabili e delle quali oggi "sembra" di poterne fare a meno con le moderne digitali, soltanto perché si conoscono solo superficialmente; invece sono proprio le conoscenze "apparentemente" superflue che fanno la differenza in fotografia, sempre, oggi come un tempo...  ;)

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Immagini / Re:POLLUTION
« il: Lunedì, 19 Marzo 2018, 22:15:53 »
Trovo azzeccata al contesto ed al "messaggio della sequenza" la scelta del "quasi BN", e mi piace molto anche esteticamente.  :si:


PS OT
Il pastore della chiesa evangelica che frequento (giovanissimo, 30 anni a breve) è un tuo conterraneo, proprio di Capo Rizzuto (anche se poco probabile, magari lo conosci: Enzo (Vincenzo) Nicastro).

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Immagini / Re:Merrill parade
« il: Lunedì, 19 Marzo 2018, 22:05:26 »
Mi piacciono molto e sono tutte valide, ma la "domenica mattina" è un'altra cosa, davvero un ottimo scatto!   8)  :si:

PS Anche l'intonazione calda nell'ultima è - a mio giudizio - appropriata.  ;)

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Immagini / Re:Primi due scatti con la SD Quattro, secondo tradizione...
« il: Lunedì, 19 Marzo 2018, 15:03:53 »
Citazione da: andrea948
Considerando il T di scatto hai davvero una mano molto ferma...! :si:
Guarda, è soltanto una questione di impugnatura e postura corrette. Se poi riesci anche ad appoggiare il corpo in modo stabile, si può arrivare fino ad un quarto di secondo con focale normale e ad un ottavo con medio tele da ritratto. Il fatto è che un tempo era considerato fondamentale ed assolutamente imprescindibile acquisire impugnatura e postura ben corrette, mentre oggi la maggior parte non sa neanche di cosa si parla!....  :azz: ::)

Ma in ogni caso, la mia stabilità è di ben poco conto se paragonata a quella de "L'Uomo Cavalletto!"  :wow:   ???  :muto:  :))

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Attrezzature / Re:x530
« il: Venerdì, 16 Marzo 2018, 20:59:00 »
Se il problema è quello ipotizzato da Italo (ossia che la tensione di riferimento è aumentata, per qualsivoglia motivo), che è anche la causa più probabile, purtroppo no c'è niente da fare.

Ma prima di gettare la spugna verifica anche che non si tratti banalmente di una bella ossidazione dei contatti nell'alloggiamento batteria, perché il fenomeno avrebbe lo stesso effetto ingannevole verso il circuito interno (ossia che la caduta di tensione misurata risulta assai minore di quella attesa, per via dell'aumentata resistenza in serie dovuta all'ossidazione).

Credo che valga la pena di fare almeno una prova per disossidare i due contatti interni, anche se l'operazione non è certo comoda perché lo spazio è ristretto; non sono in grado di dare consigli al riguardo, non essendo per nulla pratico, ma penso che Italo possa darti il giusto suggerimento anche in questo!...  ;)

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Immagini / Re:Primi due scatti con la SD Quattro, secondo tradizione...
« il: Giovedì, 15 Marzo 2018, 22:50:21 »
Fin dai primordi della carta da stampa al bromuro d'argento, si dovette fare i conti con un problema: con l'andar del tempo l'argento contenuto nella carta andava via via scurendosi, fino a rendere del tutto nera la stampa. La soluzione che fu trovata - tra l'altro molto logica - consisteva nel sottoporre la stampa ad un ulteriore trattamento chimico, per sostituire tutto l'argento della stampa finita con un altro metallo che non fosse soggetto a questo fenomeno di annerimento progressivo: questa procedura si chiamava VIRAGGIO. Vi erano moltissime tipologie di viraggio e quasi tutte facevano uso di sostanze anche molto tossiche, ma parte questo e la seccatura di un ulteriore trattamento, per il resto il viraggio non presentava problemi, tranne uno: di tutti i metalli sostituibili all'argento (con procedure accettabili) nessuno era neutro come appunto l'argento, ma tutti presentavano un colore che conferiva una tonalità evidente alla stampa. Ma poiché l'alternativa era quella di vedere la stampa annerirsi nel giro di pochi anni, questa tonalità colorata era considerata il male minore e dunque perfettamente accettabile e quindi per lungo tempo TUTTE LE STAMPE DA CONSERVARE venivano sottoposte a viraggio; con tono caldo oppure freddo, leggero o forte, ma il viraggio era comunque eseguito in quanto indispensabile (*). Tra tutti i viraggi, quello a tono molto caldo denominato "sepia" era il più diffuso, in quanto tra i più semplici da realizzare e soprattutto tra i meno tossici. Per questo motivo le vecchie stampe sono prevalentemente color "sepia", e questo colore è stato associato all'invecchiamento delle stampe fotografiche; ma in realtà le stampe all'argento non ingialliscono affatto invecchiando, neanche un po', bensì soltanto si scuriscono fino a diventar del tutto nere.

Col passare dei decenni si riuscì pian piano a stabilizzare sempre più l'argento sviluppato, fino a quando (intorno alla metà del secolo scorso) si trovò finalmente il modo di ottenere stampe sostanzialmente stabili nel tempo, cioè non più soggette all'annerimento dell'argento: da allora il viraggio non fu più necessario (**) e cominciarono a diffondersi le stampe in VERO BN, cioè col tono (quasi) neutro (***) dell'argento metallico.

Ecco quindi spiegato perché si tende (seppur erroneamente) ad associare all'invecchiamento il viraggio cromatico di una immagine BN, e questa associazione di idee funziona anche quando viene eseguito semplicemente come trattamento digitale, appunto per dare (come ha detto Italo) all'immagine un tono "vissuto" o - per meglio dire - "fuori dal tempo".  ;)


Citazione da: pacific palisades
... e mi piacerebbe capire perché hai deciso di svilupparla così?
Guarda, non c'è nessuna ragione compositiva né estetica in sé.
Semplicemente, osservando una edicola non posso fare a meno di notare che i piccoli momenti di vita quotidiana che le si svolgono intorno sono sempre gli stessi da che esse esistono; basta guardare vecchissimi film, anche di quasi un secolo, per rendersene conto e ritrovare oggi gli stessi "minuetti" comportamentali e verbali di allora (anche se forse oggi eseguiti con un po' più di fretta). Ecco perché ho voluto provare ad usare il viraggio sepia come sorta di "spezia", per condire con un sapore "fuori dal tempo" il "solito minuetto" congelato in questo scatto. Spero di aver soddisfatto la tua - da me assai gradita - curiosità...  :D




(*) Ovviamente non tutte venivano virate, ma in tal caso quelle giunte fino a noi sono diventate nere già da un pezzo.

(**) Il viraggio si usa comunque ancora oggi, per tutte le stampe destinate all'archiviazione detta "museale" (ossia di lungo periodo), ma la chimica odierna consente la sostituzione dell'argento anche con metalli cromaticamente neutri quanto l'argento, e quindi anche dopo il viraggio il tono rimane neutro e non si nota minimamente la differenza.

(***) In realtà, a stretto rigor di termini, il BN fatto di grigio assolutamente neutro è una cosa recente, figlio dell'era del computer e delle stampe digitali, perché una stampa all'argento non può mai essere perfettamente neutra in quanto è l'argento stesso a non essere perfettamente neutro. L'argento, infatti, presenta un leggerissimo tono freddo, proprio una inezia, sufficiente però perché si possa notare la differenza osservando con attenzione (non a caso in molti rilevano - anche qui sul forum - che i miei trattamenti BN tendono ad apparire di tono metallico-argenteo, il che è vero ed intenzionale, perché cerco spesso di simulare questi minimi riflessi argentei propri delle stampe tradizionali all'argento metallico).

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Immagini / Primi due scatti con la SD Quattro, secondo tradizione...
« il: Giovedì, 15 Marzo 2018, 00:02:27 »
Alla fine mi son deciso a prendere la SD Quattro, e per i primi due scatti ho voluto attenermi alla tradizione europea che vuole il primo in casa al gatto ed il secondo in esterni all'edicola più vicina: eccoli!

Nella prima foto potete ammirare "l'ultimo dei moigatti" (o meglio, "l'ultima delle miegatte", perché è una femmina) mentre emerge dai cuscini (sul primo dei quali ho eseguito la MaF). La luce è talmente poca (meno di EV 5) che per mantenere i 100 ISO ho dovuto scattare a 1/13 di secondo a mano libera, senza stabilizzazione e con focale equivalente di 75 mm, quindi assolutamente insufficiente ed infatti c'è micro-mosso, anche se accettabile.

Nella seconda di luce ce n'era un poco di più (EV 7) ed il tempo è stato 1/60 sempre a mano libera, tecnicamente ancora non sufficiente ma ho avuto fortuna e di micro-mosso non se ne vede.


SD Quattro + 50/1.4 EX,  f1.4 1/13' ISO 100 = EV+4.7


SD Quattro + 50/1.4 EX,  f1.4 1/60' ISO 100 = EV+7


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Immagini / Re:Paesaggio antispettacolare
« il: Mercoledì, 14 Marzo 2018, 12:32:14 »
Delle tre immagini che hai postato, credo che nessuna abbia i requisiti per il bianco e nero, per il più semplice dei motivi: la mancanza di luce degna di questo nome, e il BN è fatto di contrasti di luce. Trovo invece potenzialità a colori nella seconda, semplicemente eliminando il superfluo in modo radicale, per isolare la "forma cromatica" principale lasciandola nel solo contesto che abbia rilevanza compositiva. Mi permetto come mio solito di postare un esempio, perché descrivere questi interventi solo a parole è sempre poco proficuo.


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Immagini / Re:Paesaggio antispettacolare
« il: Mercoledì, 14 Marzo 2018, 11:47:23 »
La cosiddetta "anti-fotografia" (o fotografia "anti-estetica") fu molto diffusa a partire dai primi anni '60 e per quanto ne so si mantenne abbastanza popolare fino agli anni '90 e di fatto non è mai morta. Attenzione però che la anti-esteticità si riferisce NON all'immagine ottenuta, bensì al soggetto ripreso. In pratica si tratta di ricercare un risultato che abbia valore estetico pur riprendendo soggetti che invece sono esteticamente insignificanti (ma si badi bene che insignificanti NON implica che debbano essere brutti, anzi al contrario, perché l'essere brutti li renderebbe automaticamente significativi). Da notare, inoltre, che anche se in genere l'elemento umano è materialmente assente, esso è comunque sempre sottinteso dal soggetto o dall'ambiente.

Per esprimere sinteticamente quanto sopra in termini fotografici, possiamo dire che l'intento è che l'estetica del risultato provenga unicamente dalle scelte compositive e non dal soggetto né dal contesto.

Questo genere di ricerca sfociò anche in vere e proprie "mode" più o meno passeggere, la più nota delle quali perdura in parte ancora oggi, producendo una inflazione di..."panchine vuote"!  ::)

Un'altra ricerca apparentemente simile a questa, ma in realtà ben diversa nella sostanza e quindi da non confondere assolutamente, consiste invece nell'andare a cercare e "stanare" la valenza estetica là dove "apparentemente" non sembra esserci (un esempio tipico, anche se davvero peculiare, è Franco Fontana). Le tue immagini a me sembrano rientrare più in questo tipo di ricerca che non in quella di Ballardini.

Di Ballardini conosco poche immagini, ma quelle poche mi dànno l'impressione che rientri negli estremismi di questo genere di ricerca, nel senso che a me sembrano soltanto esercizi compositivi, anche se ottimamente svolti. Ma questa è solo la mia impressione, naturalmente.

Nel concludere non posso fare a meno di aggiungere che questo tuo post "cade a fagiuolo", perché è proprio un ottimo spunto per riflettere sull'importanza fondamentale della composizione.  :si:

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Attrezzature / Re:conversione obiettivo
« il: Mercoledì, 14 Marzo 2018, 10:33:09 »
Citazione da: lupo
Arrivato ora preventivo per la sostituzione dell'innesto: 150 euro + iva + spese spedizione, per un totale di 203 euro
mhmmmm....... da un lato è sicuramente meno di quanto dovresti aggiungere se to lo vendessi per ricomprarlo NUOVO con attacco SA, ma dall'altro ritengo che sia ben più di quel che dovresti aggiungere se lo dovessi vendere per ricomprarlo USATO....  :-\

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Fotografia / Re:La Composizione Fotografica (secondo Sardosono) COMMENTI
« il: Martedì, 13 Marzo 2018, 22:47:58 »
Citazione da: pacific palisades
Sono alla cornice.
Fino a ora ho considerato la cornice o come spazio in cui l'immagine in qualche modo si estende o come spazio che contiene l'immagine bloccandola (può anche bloccarla dialogandoci). Ghirri per esempio sosteneva che le sue fotografie non potevano essere circondate dal nero, serviva il bianco perché dava modo di continuare (essendo le sue immagini piuttosto sul chiaro).
Però sono aperto a altre visioni sulla cornice...

Ancora sulle cornici

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Fotografia / Ancora sulle cornici
« il: Martedì, 13 Marzo 2018, 22:46:40 »
Citazione da: pacific palisades
Sono alla cornice.
Fino a ora ho considerato la cornice o come spazio in cui l'immagine in qualche modo si estende o come spazio che contiene l'immagine bloccandola (può anche bloccarla dialogandoci). Ghirri per esempio sosteneva che le sue fotografie non potevano essere circondate dal nero, serviva il bianco perché dava modo di continuare (essendo le sue immagini piuttosto sul chiaro).
Però sono aperto a altre visioni sulla cornice...

### Ancora sulle cornici

Se entriamo ad approfondire le cornici non ne usciamo più, per cui aggiungo giusto qualche considerazione solo per mostrare quanto la loro funzionalità sia assai più complessa di quel che si pensi ed evitare l'errore di considerarle in modo semplicistico.

Per esempio, se il contesto della composizione è molto chiaro e la cornice è bianca (oppure se è molto scuro e la cornice è nera), è evidente che essa non riesce più a delimitare chiaramente la composizione, ed allora finisce per "estendere" la composizione stessa entrandone a far parte, in misura maggiore o minore a seconda dei casi. In tali situazioni, se vogliamo evitare questa "estensione", per ripristinare la funzione della cornice la soluzione più collaudata (che è anche la più semplice) consiste nel realizzare le cornici con un bordo interno di tonalità opposta ed assai più fine, come nelle due immagini postate in precedenza.

Il bordo interno di tono contrario, anche se finissimo, è sufficiente per interrompere l'estensione della composizione nella cornice, e questa soluzione può essere adottata d'abitudine anche quando non strettamente necessaria, perché in genere non ha controindicazioni. Tuttavia, quando invece si preferisce lasciare che la composizione si estenda all'esterno, allora la cornice (o passpartout) senza bordo interno deve essere molto ampia (in genere almeno quanto la metà della larghezza dell'immagine).

Facevano dunque bene quei fotografi che raccomandavano tipo e colore di cornice (o di passpartout) per ognuna delle proprie immagini, quando esse erano osservate esclusivamente stampate; ma al giorno d'oggi è più sicuro aggiungere la cornice direttamente ai propri file digitali, perché altrimenti il più delle volte esse finiranno visualizzate su sfondi casuali e saranno proprio quegli sfondi a far loro da cornice, che ci piaccia o meno.

Il problema infatti è appunto questo: che anche se noi non aggiungiamo una cornice, ogni immagine finirà comunque con un qualche sfondo a far loro da cornice; pertanto, se non ci pensiamo noi ad inserire le nostre immagini in una cornice appropriata, quando saranno osservate avranno comunque come cornice quel che casualmente capita loro intorno, che potrebbe essere chiaro o scuro, neutro o colorato, senza alcun controllo da parte dell'autore.

Nel concludere voglio ribadire che con le cornici non esistono scelte giuste né sbagliate, ma neanche si tratta di "mi piace" o "non mi piace". La cornice è una necessità, ma NON estetica (*), bensì funzionale a quel che ha in testa l'autore e nessun altro.




(*) l'idea della cornice come elemento "estetico" proviene - purtroppo - dall'arredamento e non certo dall'arte figurativa!

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Immagini / Re:novembre '17
« il: Lunedì, 12 Marzo 2018, 19:33:15 »
Questa me l'ero persa, ma per fortuna ci sono capitato per caso...
MOLTO BELLA E MOLTO BUONA!!!   8)   :bat:

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