Autore Topic: Pentax Takumar KA 70-200mm f4 Macro  (Letto 634 volte)

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Offline Sardosono

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Pentax Takumar KA 70-200mm f4 Macro
« il: Sabato, 14 Maggio 2016, 00:19:59 »
Pentax Takumar KA 70-200mm f4 Macro
Non ho ancora trovato il tempo per scrivere una recensione completa di questa lente, ma se aspetto di riuscirci... campa cavallo che l'erba cresce. Quindi pubblico quello che ho già scritto ed eventualmente integrerò più avanti. Dico subito che non è la fine del mondo, non voglio certo sostenere che sia in grado di competere con le migliori produzioni moderne, ma certamente vale molto più di quanto si possa pagare ed ha caratteristiche decisamente interessanti, non solo come lente vintage a fuoco manuale. Le immagini le ho prese da PentaxForum, perché non vale la pena che fotografi la mia, che è assolutamente identica e altrettanto perfetta.

Premessa sulle lenti Takumar a baionetta K/KA
Suggerisco di andare a leggere le recensioni di questa lente e confrontarle con quelle della stessa ottica marcata SMC Pentax-A. Le due lenti sono assolutamente identiche, per dichiarazione della stessa Pentax, con l'unica differenza che la versione Takumar ha il trattamento antiriflesso sulla lente frontale a singolo strato invece che multistrato come la versione SMC. Il multistrato presenta indubbi vantaggi quando la lente frontale è colpita da forte luce diretta, ma in tutti gli altri casi è solo uno svantaggio, perché riduce - e non di poco - il contrasto generale ed il micro-contrasto dell'obiettivo. Per questo motivo la Pentax decise di proporre anche una linea di ottiche con singolo strato di coating, e poiché sarebbe stata una singolare e paradossale contraddizione produrle sotto il marchio SMC (che significa proprio Super MULTI Coated), decise di rispolverare il glorioso marchio Takumar, col quale propose le proprie migliori lenti identiche ma con singolo strato anti riflesso. Inoltre, poiché sbandierava che il trattamento SMC fosse molto costoso (e sicuramente in parte lo era), dovette per forza di cose prezzare questa linea qualcosa meno di quella SMC. Quindi, dovrebbe essere chiaro che questa linea delle Takumar a baionetta NON era assolutamente una alternativa economica, bensì una linea specialistica dedicata a quei fotografi che ponevano il dettaglio dell'ottica al primo posto e la resistenza alla flare in secondo piano (e in quegli anni erano in tanti).

Eppure stando a quel che possiamo leggere sul web, queste Takumar sono considerate lenti economiche e trattate come fondi di bottiglia o quasi. Di conseguenza assistiamo al singolare fenomeno per il quale una stessa lente nelle due versioni SMC e Takumar viene valutata come il giorno e la notte. Naturalmente, queste recensioni si diffondono di copia-incolla in copia-incolla, presentandoci una pletora di recensori che "vedono con i propri occhi" (sigh!...) e testimoniano la qualità scadente di queste lenti.... Davvero penoso. Ovviamente, nel mezzo di tante recensioni troviamo anche qualcuno che queste ottiche le usa davvero, ha buoni occhi e si forma una propria opinione indipendente, giungendo a conclusioni addirittura diametralmente opposte. Eh già, perché in Pentax non erano idioti, e quindi se producevano una linea a singolo strato di coating per migliorare la qualità dell'immagine questa doveva essere davvero migliore, anche se pagata con una minore resistenza alla flare.

Non aggiungo altro, ognuno può trarre le proprie conclusioni da solo sul valore di simili recensioni, ma rinnovo l'invito a confrontare le recensioni di queste due versioni, e di soffermarsi a osservare con quanta perentorietà ed arroganza intellettuale vengano in genere presentate le valutazioni di questi "recensori", che per me dimostrano soltanto la propria incompetenza.

Caratteristiche
Si tratta di uno zoom "a pompa" (in inglese chiamato "one touch"), ossia con un'unica ghiera per variare la focale (avanti e indietro) ed il piano di fuoco (rotazione). Questo può essere un vantaggio o uno svantaggio, a seconda delle modalità di impiego e ancor più delle preferenze operative, cosa che per la maggior parte dei fotografi o si odia o si ama. Ma a prescindere dai gusti operativi personali, queste ottiche sono progettate per essere vantaggiose rispetto alle due ghiere separate e se la costruzione è impeccabile allora il vantaggio è notevole. Torneremo sulla questione più avanti. Naturalmente con l'avvento dell'autofocus sono completamente passate di moda.

Non è certo una lente compatta, ma l'ingombro non è  neanche eccessivo. La focale è quella classica da 70 a 200mm, equivalente a 105-300mm su APS-C, abbastanza comune, ma accompagnata da una apertura massima di f4 sull'intera escursione, e questo non è affatto comune, soprattutto nelle produzioni recenti. L'angolo di campo su full frame varia da 34° a 12° sulla diagonale (da 29° a 10.3° in orizzontale), mentre su APS-C va da 23° a 8.2° in diagonale (da 19° a 6.9° in orizzontale).

L'obiettivo è di costruzione interamente metallica, con un peso di 622 grammi, una lunghezza di 153 mm ed un diametro di 73 mm, monta filtri da 58 mm, non esiste paraluce dedicato e naturalmente NON è internal focus, cosa non compatibile con la costruzione a pompa. Lo schema ottico è costituito da 11 elementi in 9 gruppi e la baionetta è ovviamente KA. Fu prodotto dal 1987 fino al 1993.

Modalità macro
La distanza minima di MaF è di circa 100 cm, abbastanza contenuta, ma alla massima focale può entrare in modalità macro che raggiunge il rapporto di circa 1:3 alla distanza di ben 60 cm, il che è decisamente interessante (uno dei problemi delle ottiche macro è che raggiungono il massimo rapporto a distanza molto ravvicinata, il che spesso è un grave inconveniente. Il diaframma è realizzato con ben 8 lamelle e chiude fino a f32, caratteristica spesso è impagabile proprio nelle riprese macro. Gli scatti sono di 1/2 stop da f5.6 a f16 e di uno stop intero negli altri intervalli.

Ergonomia e facilità d'uso
Il "vantaggio" degli zoom a pompa è che la velocità operativa è nettamente superiore rispetto all'impiego di due ghiere separate (la cosa ovviamente richiede una certa pratica d'uso). Per contro il "difetto" è che mentre si effettua la rotazione della ghiera per cercare il fuoco si rischia di modificare involontariamente la focale. Ma tutto dipende dal giusto rapporto di resistenza tra rotazione ed estensione e se è costruito a regola d'arte allora questo difetto scompare e rimane solo il vantaggio. Non esiste invece l'inconveniente opposto, perché quando si varia la focale occorre SEMPRE rifare la MaF (una necessità dettata non solo dall'esperienza ma anche dalla fisica ottica e che molti ignorano), quindi la soluzione del problema è  sostanzialmente semplice: basta che la resistenza all'avanzamento sia del giusto grado maggiore di quella di rotazione affinché il problema non si presenti affatto.

Ora, questa lente ha esattamente quel giusto rapporto di resistenza e l'uso è preciso e veloce, senza alcun rischio di variare involontariamente la focale e secondo me chi sostiene il contrario o non ha alcuna confidenza con tale genere di zoom, oppure ha un esemplare che si è rovinato nel tempo, perdendo la fluidità originaria. Questo è un problema non da poco con gli zoom a pompa, perché a causa della costruzione è facile che la polvere si introduca tra il barilotto mobile e il tubo portante, e pertanto una cattiva conservazione e/o mancanza di manutenzione può facilmente alterarne la fluidità. Di conseguenza, acquistare uno zoom a pompa a scatola chiusa, senza poterlo provare è pertanto inevitabilmente un rischio (ed anche potendolo provare, occorre avere un minimo di esperienza operativa per saperlo valutare).

Qualità d'immagine
Una lente degli anni '80 difficilmente è ad alto contrasto come quelle moderne e questa non fa eccezione. Il contrasto è normale per quei tempi, ma rispetto agli standard di oggi appare leggermente inferiore. Il che per me è un vantaggio, perché un contrasto più alto in partenza comporta una perdita di informazione (definitiva e mai più recuperabile), mentre un contrasto più basso si può sempre aumentare in post produzione senza alcuna perdita. Comunque, per chi vuole a tutti i costi un jpeg che assolutamente da non toccare in post (neanche per il bilanciamento del bianco) basta compensare incrementando il contrasto in camera del tanto sufficiente (basta qualche prova) ed il gioco è fatto.

La lente presenta buona nitidezza già a tutta apertura e la resa cromatica è pressoché neutra (come nella maggior parte delle lenti Pentax), ma per il resto mi astengo come sempre dal dare una valutazione sulla qualità d'immagine, in quanto la ritengo assolutamente soggettiva.

Conclusioni
La mia valutazione sintetica di questa lente è ovviamente implicita e chiara: fantastica! Se apprezzate il vantaggio della MaF manuale soprattutto nel ritratto e riuscite a farvi piacere la modalità a pompa, allora questo 70-200mm è semplicemente l'ideale, perché la MaF manuale permette un controllo più accurato rispetto all'AF ma allo stesso tempo potete variare la focale praticamente senza alcuna perdita di tempo.
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

SDQ+SD15+SD10 18-35/1.8+50/1.4+17-70/2.8-4OS+17-35/2.8-4+Elmarit135/2.8
GX7+GX1+GH1 20/1.7+25/1.4+45/1.8+60/2.8+70/2.8+20-40/2.8+Vario-Elmarit-14-50/2.8
X-T10 35/1.4+50/1.2+28/2.8+Sonnar90/2.8+135/2.5+16-50/3.5-5.6OS+70-200/4Macro
LX100  GXR+evf 50/2.5Macro+28/2.5  S3Pro  Digilux-2