Autore Topic: La cosa più importante per me era il sapere  (Letto 22 volte)

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Offline pacific palisades

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  • andrea
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La cosa più importante per me era il sapere
« il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 22:21:35 »
Questo discorso di Enzo Mari, uno dei più grandi designer italiani, è stato intitolato Venticinque modi di piantare un chiodo. Mi sono permesso di cambiargli il titolo citando una delle frasi pronunciate da Mari perché non è così intuitivo che concentrarsi sul problema apparentemente banale "come piantare un chiodo" riesce efficacemente solo a chi è innamorato del sapere (talento ottimo purché il sapere diventi sentimento e condivisione).
I più smaliziati noteranno che il buon progetto di una sedia è una forma che "incarna" una buona riflessione sul mondo.


  • andrea
     
Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
Dario Voltolini Forme d'onda

Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
Antonio Moresco Lettere a nessuno

Offline agostino

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Re:La cosa più importante per me era il sapere
« Risposta #1 il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 22:39:28 »
Vedo che stasera siamo in vena (vedi il mio nuovo topic e capirai...)
  • Agostinocantastorie?
     
Fuji xe1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 50 +90 mm; sigma sd4 + 17-50 mm f 2,8 Ex.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)