Autore Topic: "Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.  (Letto 2611 volte)

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Offline Italo

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"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« il: Sabato, 23 Marzo 2013, 11:17:06 »
Avevo pubblicato questa foto-autobiografia incompiuta in un altro forum, l'ho duplicata qui per chi ancora non l'avesse vista, sperando di fare, forse, cosa gradita ai nuovi lettori.



La memoria degli antenati si estende alla figura di mio nonno che padre di 12 figli (servivano braccia per l'agricoltura) avuti da 2 mogli (non contemporaneamente), è qui ritratto con mio padre, allora dodicenne nel 1914.
Notare il retro della foto dell'epoca regia!






Gran parte dei fratelli, divenuti adulti, lasciarono quella misera vita, alcuni emigrando in America, altri sulla costa adriatica (Cattolica) dove maggiori erano le possibilità di trovare un lavoro che consentisse un dignitoso sostentamento.
Per la predisposizione all'imprenditoria di mio padre fu uno scherzo organizzare una piccola impresa per l'allora in voga servizio ambulante di ristoro e gelateria in spiaggia: non esistevano ancora i bar ad ogni bagnino... veramente non esistevano nemmeno i bagnini!
Nell'immagine: mio padre al centro, mio zio a sinistra, un dipendente a destra.




Dopo aver conosciuto una ragazza nelle campagne marchigiane, mio padre lasciò al fratello l'attività di spiaggia e, dopo essersi costruito da solo una casetta a Cattolica, iniziò con mia madre la fabbricazione di borse da donna che andava vendendo nei mercati locali con moto e sidecar.
L'attività si rivelò redditizia, tanto che dopo qualche anno cercarono in una città più grande una maggiore possibilità di mercato prendendo in affitto vecchi locali sopra il Bar Dovesi nella piazza centrale di Rimini.
La foto ritrae i componenti del laboratorio al completo meno mio padre che fotografava. Mia madre al centro, in piedi dietro un'operaia. Era il 1939.





Le bombe cadevano su di noi mentre tranquillo riposavo nel ventre di mia madre che nel periodo delle incursioni si era rifugiata in una grotta delle campagne circostanti.

In una classica notte "buia e tempestosa" del 1942 mia madre, spinta da improrogabili esigenze, tentò di farsi trasportare alla più vicina clinica da mio padre sulla canna della bicicletta, ma la posizione non le si addiceva così si rassegnò in seguito a percorrere a piedi la strada restante arrestandosi di tanto in tanto con le mani all'inguine per tentare di impedire un prematuro evento.
Appena giunti alla clinica di fronte alla stazione il dottore non ebbe il tempo di eseguire le preliminari constatazioni che io nacqui spontaneamente appena mia madre si sdraiò sul lettino.
Mio padre inforcò di nuovo la bici e corse a casa a prendere i pannolini per avvolgermi.
Purtroppo non ho potuto riprendere immagini per documentare la circostanza. 

Finita la guerra, ci fu un'altra testimonianza della versatilità tecnico-commerciale di mio padre che non perdeva occasione per esplorare ogni possibile settore di mercato allestendo, in contemporanea con la fabbrica di borsette, una fonderia di alluminio per la costruzione di tricicli per bambini, forse ispirato dalla mia presenza, di cui io ero il collaudatore ufficiale come testimonia la foto.




In quel periodo mio padre brevettò il sistema di bloccaggio rapido (a levetta) dell'altezza della sella di bicicletta, che allora aveva un bullone da stringere con chiave adatta.
Nei frequenti viaggi a bordo della Balilla (nota auto dell'epoca fascista) che la prospera attività ci aveva permesso, mi trovavo spesso in visita a parenti (lo zio di Cattolica con il suo carrettino di bibite e dolciumi), o in spedizioni turistiche verso i monti o verso lidi più lontani come in questa foto che mi ritrae con mia madre ben abbronzato dopo 15 giorni di permanenza in una colonia marina di suore.
Già si poteva notare la mia propensione per le costruzioni aero-navali o tecnologiche in genere.




I risparmi della fiorente attività permisero a mio padre di far costruire, nello stesso anno indicato sull'ultima foto, la prima casa situata in posizione centralissima (tra piazza e stazione) in una zona distrutta dalle bombe, seguita subito dalla seconda casa a completamento del progetto che prevedeva due costruzioni separate da un cortile adibito a parcheggio.
La strada era ancora in terra battuta, spesso coperta da calcinacci e pietre.
Si direbbe che mio padre avesse una "Holga" camera!





A lavori terminati con prospettiva opposta alla foto precedente:




Nel piano terra della casa più vicina (bordo curvo) c'era il laboratorio e l'ufficio/magazzino, al primo piano la nostra abitazione, la seconda casa fu in seguito affittata.
All'interno del laboratorio esistevano diverse specializzazioni, la tagliatrice delle pelli, che aveva a disposizione sul muro alle sue spalle tutte le sagome in cartone numerate per ogni modello di borsetta.




Le assemblatrici e le cucitrici.






A volte si festeggiava con amici e parenti qualche ricorrenza che sinceramente non ricordo.
In primo piano il mio viso di adolescente che cominciava a guardarsi intorno alla ricerca di cose da scoprire e da capire.






Cominciò a questo punto un decennio di intensa attività di assimilazione tecnica e sperimentazione anche con l'apporto di conoscenza paterna che involontariamente mi stava tramandando con incarichi che costringevano ad un ragionamento e ad una non comune manualità nell'officina improvvisata da lui stesso allestita.
Mi accorsi di interessarmi a tutti i settori del ramo tecnico-scientifico: le prime realizzazioni di aeromodellismo volante, i primi esperimenti sull'elettricità con batterie, motori e dinamo di bicicletta.
Qui in un campo ai piedi di S.Marino, con un mio modello telecomandato dotato di motore a scoppio da 1,5cc. che ancora posseggo (completo di elica in faggio realizzata personalmente).




I primi negativi 6x9 della macchina a soffietto di mio padre stampati per contatto in cantina con un bromografo autocostruito. Qui un primo approccio con l'autoscatto:




Gli esperimenti di chimica indirizzati alla composizione di polvere pirica e l'inevitabile realizzazione di cannoni primordiali, bombe di vario genere e successivi perfezionamenti sfociati nella realizzazione di fuochi d'artificio e missili.




Fonte inesauribile di spunti e di notizie più o meno enfatizzate di un'epoca piena di speranze e di fiducia nel futuro era la rivista mensile "SISTEMA PRATICO" che trattava appunto il "fai da te" senza alcuna distinzione in ogni campo scientifico e che mi ha ispirato alcune realizzazioni.
Il generatore elettrostatico di Wimshurst: 100.000 V girando una manovella!




L'amplificatore a valvole su schema "Williamson", con cui nel 58 ho realizzato una versione pseudo-stereo accoppiando due esemplari.
Nella foto: i due canali ai lati, il ricevitore FM al centro e il giradischi sopra. Altoparlanti nelle casse sia sopra che sotto, il tutto alto più di 2 metri.




Anche l'astronomia e l'astronautica stimolavano la fantasia sostenuta dai primi esperimenti di missilistica.
Il mio secondo telescopio autocostruito.




Il primo anno di liceo scientifico non mi convinse: troppo lungo l'iter per ingegneria, avevo fretta di fare! Oltretutto alcune materie umanistiche troppo ostiche per il mio carattere pratico mi spinsero decisamente ad un cambiamento di direzione e mi iscrissi all'ITI di Fermo (AP), rinunciando così al prestigio (per quei tempi) della laurea.
Per gli ormoni che in estate spingono tutti i riminesi sulle spiagge, mi accodai ad un amico che già bazzicava la zona di Rivazzurra come operatore di uno studio fotografico della riviera.
In quei tempi non erano molto diffusi i Lab professionali di stampa colore, inoltre l'esigenza di mostrare i provini il giorno dopo e consegnare la stampa il giorno successivo limitava la produzione al solo B/N da sviluppare e stampare in proprio.
Apprezzando già il mio lavoro in camera oscura casalinga, l'amico Vittorio mi propose ad un vicino negozio che stava cercando uno stampatore per la stagione: finalmente potevo occupare proficuamente il periodo estivo e avere un punto di appoggio per la stagione di "caccia".
Questo il mio look dell'epoca.




Ma la pacchia non era destinata a durare: era appena passato ferragosto che mi arrivò la cartolina precetto e mi ritrovai a Fossano in provincia di Cuneo per il corso di addestramento (CAR).
Per la mia destinazione al genio militare avevo in dotazione un leggero Winchester mentre la fanteria si trascinava gli stessi M1 Garand usati dagli alleati nell'ultima guerra che, quando al poligono sparavano di fianco a me, sembravano cannoni.
Qui due immagini nel giorno del giuramento in occasione della visita di mia madre e di Vittorio.









Pochi giorni dopo venivo spedito a S. Giorgio a Cremano (Napoli) per il corso trasmissioni.
Finito il corso dopo qualche mese ritornai al nord al reggimento di Bergamo con mansioni di marconista.
Dopo questi 15 mesi rubati alla mia gioventù, mi ci volle un po' per riallacciare i contatti con la vita civile. Tornai a Rivazzurra e l'amico, che già mi aveva procurato lavoro, mi fece nuovamente assumere come stampatore, ma questa volta nello stesso negozio insieme a lui e altri due "operatori" (così si definiva il dipendente che, con fotocamera dell'impresa, procacciava soggetti da fotografare).
Tra amici mi sentivo più a mio agio, a volte andavo in spiaggia a vederli lavorare, ma anche per usarli come "aggancio" e qualche volta scattavo anch'io, ma da un'insolita prospettiva.




Si respirava un'atmosfera goliardica e non si perdeva occasione per improvvisare, come in questa versione di "manichino".




Si aveva un amichevole e scherzoso rapporto anche con l'adiacente barbiere che ci preparava con estrema cura per l'uscita serale, nella peggiore ipotesi ci si ritrovava al Bar H (la H recuperata dal dismesso "Hotel Helvetia") dove con 500 lire si poteva avere una pizza e una birra alla spina, la benzina costava 100 lire al litro, un caffè 25 lire e in una settimana con quel lavoro si guadagnava dalle 50 alle 100 mila lire. Sono stati gli anni più spensierati ed indimenticabili della mia vita!




Il principale aveva dato al negozio il nome della sua giovanissima figlia Jenny, la cui scritta non è stata inquadrata nella foto.
Negli ultimi tempi, dopo l'apertura stagionale, ritornava al suo paese per occuparsi di un altro punto vendita lasciando un gestore finanziario che ci concedeva piena libertà di movimento: praticamente i 3 operatori e lo stampatore (io) si comportavano come soci di un'attività che procedeva autonomamente.
Avendo le chiavi della porta e serranda non era raro vedere nottetempo qualcuno uscire con un plaid diretto alla spiaggia o qualche altro entrare in compagnia e chiudersi all'interno per poi sparire nel retro (camera oscura).
C'erano anche i periodi fortunati in cui i miei andavano in vacanza per una quindicina di giorni, allora potevo disporre senza timori di tutto l'appartamento.
Non era nemmeno più necessario andare in "caccia" esterna, erano le "prede" a venirci a cercare nel tardo pomeriggio per visionare i provini, "attaccar bottone" era estremamente facile e c'era vasta possibilità di scelta.




Si viveva in simbiosi con il barbiere colmando i reciproci vuoti occupazionali. Lui studiava chitarra e nei momenti di relax sopportava senza lamenti i miei tentativi di strimpellare "Apache" dell'allora noto complesso "The Champs".
Da pochi anni era sbarcato in Italia attraverso un film al cinema Fulgor la prima espressione del Rock & Roll, e nel repertorio dei dancing non poteva mancare "Tequila".




Il servizio fotografico serale comprendeva la passeggiata del dopocena e, in più tarda ora, una capatina al dancing "13" (così chiamato perché realizzato grazie ad una vincita al totocalcio).
Non era la solita discoteca ma suonava un complesso strumentale con tanto di cantante o animatore.
Oramai tutti noi eravamo conosciuti dalla cassa come collaboratori professionisti e godevamo di libero accesso.
Nella foto il mio amico operatore e vicino di casa (Vittorio) impegnato in un cha-cha con un'olandese prima di progettare uno sconfinamento in territorio francese per fine stagione. Ma questo sarà l'argomento della prossima puntata!

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #1 il: Sabato, 23 Marzo 2013, 16:47:48 »
qst reportage è sempre bello da vedere :)
come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #2 il: Domenica, 24 Marzo 2013, 15:18:42 »
Io non l'avevo letta, una bella narrazione per immagini.
Ciao,
Massimo
Il Foveon non è tutto, però aiuta.

Offline Douglas Mortimer

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #3 il: Giovedì, 28 Marzo 2013, 15:05:11 »
Bello! Un'autobiografia per immagini che, partendo dall'epoca di tuo nonno e tuo papà, ci fa un po' rivivere la storia del '900 italiano. A quando il prossimo capitolo?
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"A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento ?"
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Offline Italo

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #4 il: Giovedì, 28 Marzo 2013, 19:16:27 »
Bello! Un'autobiografia per immagini che, partendo dall'epoca di tuo nonno e tuo papà, ci fa un po' rivivere la storia del '900 italiano. A quando il prossimo capitolo?
L'hai già letto un'ora prima, ma ci sono ancora le vacanze 2006 e le 2009!  ;)
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Offline naphtha

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #5 il: Mercoledì, 15 Ottobre 2014, 22:45:05 »
 :san: un tuffo nel passato...commovente
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Offline Sergio Leone

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #6 il: Giovedì, 16 Ottobre 2014, 06:21:44 »
Stupendo,adoro queste foto in b/n. :si: :si: :si: :si:
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Offline leleros

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #7 il: Giovedì, 16 Ottobre 2014, 08:52:54 »
Affascinante, l'ho letto tutto d'un fiato :bat: :bat: :bat:
ma davvero la levetta del sellino, come la conosciamo oggi, è un brevetto del tuo babbo?
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Offline albertux

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #8 il: Giovedì, 16 Ottobre 2014, 08:59:27 »
Ah... il passato rievoca tanti ricordi... :P Complimnti per l'idea e per le foto!
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Offline Italo

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #9 il: Giovedì, 16 Ottobre 2014, 10:00:02 »
Citazione
... ma davvero la levetta del sellino, come la conosciamo oggi, è un brevetto del tuo babbo?
Si... non posso mostrare il documento ma ricordo che mio padre me ne aveva parlato e da bambino ci giocavo con quelle levette prodotte in serie.
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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #10 il: Giovedì, 16 Ottobre 2014, 11:29:08 »
Complimentoni! tempi in cui c'era molto da scoprire e le necessità aguzzavano l'ingegno ....di chi lo aveva ;)
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Offline Foveanus

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #11 il: Sabato, 18 Ottobre 2014, 14:44:19 »
Complimenti. Proprio una bella storia la tua vita. Le foto arricchiscono notevolmente il racconto. Hai mai pensato a racchiudere il tutto in un libro?
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Offline Italo

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #12 il: Sabato, 18 Ottobre 2014, 15:42:28 »
Citazione
Hai mai pensato a racchiudere il tutto in un libro?
No.... ho sempre odiato le materie umanistiche per cui non credo di saper scrivere in modo interessante e, oltretutto, sono di poche parole.  ;)
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Offline Foveanus

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #13 il: Sabato, 18 Ottobre 2014, 18:18:11 »
No, sbagli. Scrivi bene...forse è perché sei di poche parole. Non c'entra niente l'odio con le materie umanistiche: non stiamo parlando di materie scolastiche. Ciò che hai scritto non erano SOLO didascalie alle foto ma hai raccontato un pezzo della tua vita accompagnandolo con dei frammenti di ricordi: le tue foto.
Un gesto bello e coraggioso.

Grazie per averci mostrato un po' di te.

Mò però la prossima puntata eh..... ;)
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Offline Italo

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #14 il: Sabato, 18 Ottobre 2014, 19:26:42 »
Citazione
Mò però la prossima puntata eh.....
La puntata seguente sarebbe questa http://forum.foveon.it/index.php?topic=49.0 ma il sito hosting (imageshack) mi ha perso le immagini.


Poi ci sono anche le "vacanze" 2006...  http://forum.foveon.it/index.php?topic=50.0

... e le "vacanze" 2009... http://forum.foveon.it/index.php?topic=52.0
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Offline clax

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #15 il: Martedì, 21 Ottobre 2014, 11:16:15 »
Che bellezza!!
Ora devo cuocere i broccoli, ma stasera mi godo il seguito.
Stracomplimenti!  ^-^
Sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura.

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Offline Lucaa

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #16 il: Domenica, 07 Febbraio 2016, 07:53:51 »
...vedo solo ora e grazie al link che hai postato: rimango sempre basito nel vedere la "enorme qualità" delle pose formato ritratto che un tempo si facevano. Pose "plastiche" mi pare si dicesse, non so' bene, ma di questi tempi a rivedere con "calma", davvero... straordinarie, belle e molto belle!
 (Complimenti a tutta la tua famiglia... non so' perché ma mi è passato per la mente il film del Maestro Fellini, quel "Amaracord"   :si: )

Ciao.


P.S. Ho conosciuto un tizio tempo fà che ricerca nei mercatini domenicali vecchi negativi impolverati che più suduci sono e meglio è... diceva. Poi li lava e... li ristampa. Si possono trovare "testimonianze" molto particolari e straordinarie di luoghi e tempi andati, specie nei nostri territori d'Europa, sempre così... "attivi" in passato.
E se... comprassi uno scanner e...  :rol:

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Offline Silvia V

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #17 il: Martedì, 15 Novembre 2016, 10:07:00 »
Bellissima e molto interessante questa narrazione Italo. Davvero complimenti!!!
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Offline conla

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #18 il: Martedì, 15 Novembre 2016, 13:06:04 »
bella davvero ...
CRISigma :si:

Offline Italo

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« Risposta #19 il: Martedì, 15 Novembre 2016, 15:00:11 »
Vorrei porre l'accento sulla mia fortuna di aver vissuto un periodo in cui si stampavano le proprie immagini famigliari con l'inconscio intento di una futura testimonianza.
Non mi sono mai sentito un artista ma un testimone di eventi e di luoghi mutati nel tempo: per me, l'unico significato e valore di una fotografia.
Che eredità lascerà l'attuale "moda" dell'immagine di scambio "vista e bruciata" ?
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« Risposta #20 il: Mercoledì, 16 Novembre 2016, 13:38:30 »
vero italo alla fine le immagini più belle sono quelle stampate ... tenerle in un telefono (o metterle sui social) purtroppo non serve; tra 20 anni quel telefono non sarà in un cassetto e quelle online magari non ci saranno più.... stampate gente stampate anche solo 10x15 ma stampate.
CRISigma :si:

Offline Italo

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« Risposta #21 il: Mercoledì, 16 Novembre 2016, 15:59:55 »
Citazione
.... stampate gente stampate anche solo 10x15 ma stampate.
Qualche anno fa andavano alla grande quelle a sublimazione a partire da 50€, le stampe sono meno lucide di quelle chimiche ma di risoluzione ne hanno da vendere, ne ho anche comprata una usata fino al 20x30... tutte con una buona scorta di consumabili... manutenzione zero anche dopo mesi di inattività... accendi e stampi!
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Offline sergiozh

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #22 il: Sabato, 01 Aprile 2017, 15:39:21 »
Tu italo hai anche fatto fotografie su lastre di vetro come negativo ?

Offline Italo

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« Risposta #23 il: Sabato, 01 Aprile 2017, 15:56:59 »
Citazione
.... hai anche fatto fotografie su lastre di vetro come negativo ?
No, la mia non è una passione fotografica storica ma tecnologica, per cui tende ad escludere il passato, rappresentato dal banco ottico... però, per lavoro, ho sviluppato pellicole piane fotomeccaniche bn fino al 20x25cm.
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Offline sergiozh

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« Risposta #24 il: Sabato, 01 Aprile 2017, 20:33:10 »
Credo che i negativi su vetro hanno una gamma dinamica / latitudine di posa (non so quale dei due termini sia il corretto) superiore alla pellicola.

In questo senso si puo' considerare la pellicola un regresso tecnologico rispetto alle lastre a vetro ma piu' comodo da usare, esattamente come il bayer rispetto al foveon.

Nei dintorni di dove io abito c'e' un fotografo che fa foto bianco e nero anche con lastre di vetro ma in positivo (non in negativo) credo.

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #25 il: Venerdì, 05 Ottobre 2018, 13:04:33 »
Ottimo racconto, quasi un Amarcord con in più la consapevolezza di stare leggendo la storia vera di una persona che conosco e non un film. Grazie per aver condiviso con noi questa parte della tua vita e di averci permesso di conoscerti meglio.
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Offline agostino

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #26 il: Venerdì, 05 Ottobre 2018, 13:24:50 »
Ogni volta che qualcuno fa riemergere questo topic lo riscorro: non so se ho mai lasciato un mio apprezzamento, lo faccio ora. Non solo alla narrazione di foto e testo ma sopratutto all'Italo che ne emerge, alla sua biografia e alle sue vocazioni.
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Offline Sardosono

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #27 il: Venerdì, 05 Ottobre 2018, 16:03:50 »
Anche io non l'ho mai commentato... e non lo faccio neanche adesso: questo topic è bellissimo da "sfogliare", ma ogni apprezzamento che mi possa venire in mente mi sembra non solo inadeguato ma persino fuori luogo, come i commenti a voce alta durante una "intensa" proiezione di diapositive...  in questo caso, quindi, il mio personale apprezzamento per le immagini, per Italo, per la sua storia, sta nel rispettoso silenzio con cui le "sfoglio"...
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Offline Italo

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #28 il: Venerdì, 05 Ottobre 2018, 22:10:58 »
Citazione
Anche io non l'ho mai commentato... e non lo faccio neanche adesso...
Io non ho mai ringraziato... e non lo faccio neanche adesso.
Non so dirvi perché, ma è una cosa che sento ipocrita, come se l'autore di un libro o di una galleria fotografica dovesse ringraziare tutti i lettori o i visitatori della mostra per aver letto / osservato / commentato le sue opere.
Suppongo che poi il lettore / visitatore, sentendosi ringraziato, debba a sua volta ringraziare nuovamente l'autore per contraccambiare la cortesia................
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Offline sergiozh

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #29 il: Venerdì, 05 Ottobre 2018, 22:41:37 »
Quel che a me stupisce molto e ammiro e' il fatto che italo si e' costruito le sue elevate conoscenze tecniche da autodidatta.

Offline Lorenzo F.

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Re:"Homo tecnologicus" ovvero: una vita di sfide.
« Risposta #30 il: Lunedì, 08 Ottobre 2018, 00:35:21 »
Quel che a me stupisce molto e ammiro e' il fatto che italo si e' costruito le sue elevate conoscenze tecniche da autodidatta.


Mi unisco a quanto scritto.


Storia bella e quasi incredibile.

Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani