Autore Topic: Marco Vernaschi ed etica professionale  (Letto 566 volte)

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Offline BeSigma

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Marco Vernaschi ed etica professionale
« il: Martedì, 14 Maggio 2013, 01:35:40 »
Cosa pensate dell'etica nel fotogiornalismo? Fin dove è lecito spingersi.... riporto il caso di Marco Vernaschi per aprire il dibattito, io sto cercando di farmi un idea...

http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2010/04/27/limpossibile-scelta-di-marco/
come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
SD9 + SD10 + SD14 + SD15 + SD1 + Dp1s + Ottiche serene variabili

http://www.flickr.com/photos/matlin78/
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Offline cirillo

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Re:Marco Vernaschi ed etica professionale
« Risposta #1 il: Martedì, 14 Maggio 2013, 09:26:57 »
Hai fatto molto bene a lanciare questo argomento... veramente spinoso.
Purtroppo il fotogiornalismo vive costantemente in bilico sul problema etico da quando è nata la macchina a 35mm.
Non giudico questa vicenda, come molte altre in tutta la storia, perchè non ero li e non ne faccio parte... ma bisogna sempre tenere in mente che nel mondo in cui viviamo il senso etico non procura business.
Quando di una passione e una visione bisogna viverci, tirarci fuori il "grano", inizia il gioco dei compromessi.
Un fotoreporter è praticamente come un soldato armato e addestrato mandato in missione.

Il mio animo fotografico è nella street, perchè amo cogliere situazioni e persone.
Sono e mi sento un ladro... perchè quando vedo un'obbiettivo rivolto verso di me, l'istinto è quello di accoppare il fotografo.
Riempo il mio ego e la mia necessità visiva rubando con un'arma (la macchina fotografica) l'anima degli altri... ma qui interviene il "mio" senso etico... so che questi scatti sono per me e quindi non li pubblicherò mai, ne su un forum ne in una mostra.
Bene... e se invece questa diventasse la mia professione???
Se sono corretto dovrei iniziare a chiedere permessi, convincere e far firmare liberatorie, probabilmente vista la consapevolezza del culto dell'immagine da parte delle persone dovrei anche pagare.
Se me ne frego pubblico e via!
Questo semplicemente per dire che soltanto con la banale street si potrebbe mettere in moto la macchina dei compromessi e limiti etici.

Provate a spostare questo su un campo di battaglia e tragedie celate e tutto si amplifica all'ennesima potenza.
SD14 + 30mm 1.4 ART
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Offline aio_nonno

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Re:Marco Vernaschi ed etica professionale
« Risposta #2 il: Martedì, 14 Maggio 2013, 10:27:51 »
Molto complesso!  :-\

Penso che le foto "shock" creano notizie che fanno si che si determinino movimenti, prese di coscienza etc
Se un fotoreporter ha troppi paletti non ci fa vedere nella foto quello che crea disturbo ci scuote.
Un esempio:
Come se delle guerre ci facessero vedere prima dell'attacco e i festeggiamenti della vittoria.
Sigma SD15 - 17-50mm - 105mm

Offline BeSigma

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Re:Marco Vernaschi ed etica professionale
« Risposta #3 il: Martedì, 14 Maggio 2013, 11:16:17 »
dalle risposte vedo che questo è un problema sentito ed evidentemente che ci poniamo costantemente....
Io credo, nel caso specifico, che il problema non sia solo vendere..... ma se un report realmente vuole mostrarci realtà anni luce lontane da noi, se vuole mostrarci ingiustizia e inciviltà, non può fermarsi alla decenza e all'etica.... perchè gli eventi stessi non hanno nulla di etico e quindi questo è un ingrediente che non può essere aggiunto.....
Io credo che l'unica cosa che non si debba mai fare sia la costruzione esasperata dell'immagine e, chiaramente, il fotomontaggio che reputo vero accanimento per l'immagine, anche quella inesistente.
(vedi Francesco Cocco http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2012/05/07/confesso-che-ho-incollato/)
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Offline cirillo

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Re:Marco Vernaschi ed etica professionale
« Risposta #4 il: Martedì, 14 Maggio 2013, 13:47:55 »
Premetto che non giudico assolutamente il caso di Vernaschi, lo prendo solo come spunto per ragionare sulla globalità del problema.
La cosa importante è sempre la motivazione etica del reporter... se la cosa fondamentale è far conoscere la verità lo scatto va fatto... ma ci vuole empatia.

Perché deve essere vero!

Io credo che l'unica cosa che non si debba mai fare sia la costruzione esasperata dell'immagine e, chiaramente, il fotomontaggio che reputo vero accanimento per l'immagine, anche quella inesistente.
(vedi Francesco Cocco http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2012/05/07/confesso-che-ho-incollato/)

Concordo!
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Offline cirillo

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Re:Marco Vernaschi ed etica professionale
« Risposta #5 il: Martedì, 14 Maggio 2013, 14:24:26 »
Lo conoscete sicuramente, comunque vi segnalo James Nachtwey.

http://www.jamesnachtwey.com/



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