Autore Topic: Le buone fotografie si fanno coi piedi!  (Letto 306 volte)

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Offline Sardosono

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Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 00:36:30 »
La "riscoperta" di concetti che negli anni '60 e '70 erano patrimonio comune (e senza paternità alcuna) della maggior parte dei fotografi (come la differenza tra una "buona" foto ed una "bella", o espressioni del tipo "le buone fotografie si fanno coi piedi") è... commovente!  ^-^ O, quantomeno, a me fa questo effetto....

Il detto "le buone fotografie si fanno coi piedi" aveva un intento educativo-fotografico, tanto semplice quanto evidente, poiché racchiudeva in sé il principio ispiratore di una intera scuola di pensiero fotografico, solitamente rappresentata da HCB (ma, secondo me, ancor più da William Eugene Smith); tale principio lo possiamo sintetizzare come segue: "le buone immagini le devi andare a cercare, non puoi aspettare che ti capitino davanti; quando finalmente ne scovi una, soltanto allora tiri fuori la macchina fotografica e scatti; poi la rimetti nella borsa e riprendi a camminare in cerca della prossima buona foto." Tutto qui, non vi erano altri significati "cervellotici" legati a questo modo di dire; in pratica, era un tormentone che si ripeteva a tutti i "pivelli" della fotografia.

La differenza tra "bella" e "buona" fotografia era anch'essa molto semplice, non vi è niente da "elucubrare": una "bella" foto è quella che in qualche modo soddisfa almeno un po' il senso estetico di chi la osserva, il quale dunque si sofferma volentieri ad osservarla; la "buona" foto è invece quella che fa venir voglia all'osservatore di soffermarsi a prescindere, diciamo "per cercare di capirla".

In entrambi i casi, dunque, l'osservatore si sofferma, ma i motivi che lo spingono a soffermarsi sono completamente differenti: nel primo caso per semplice soddisfazione estetica, mentre nel secondo perché "un qualcosa" non meglio identificato lo spinge a continuare ad osservare quell'immagine, senza "apparentemente" una ragione specifica. Questo "qualcosa" può essere genericamente espresso come "il cercare di capire l'immagine", ma non deve essere inteso alla lettera (altrimenti ogni immagine cervellotica e/o incomprensibile sarebbe una "buona" foto, cosa che ovviamente non è, sarebbe una sciocchezza). Insomma, per dirla in modo ancor più semplice, una "buona" foto è quella che fa venir voglia di guardarla a prescindere dalla semplice gradevolezza estetica, ma senza riuscire ad identificare chiaramente il perché.

Una conseguenza di quanto sopra è che una "bella" foto si dimentica presto, mentre una "buona" foto si ricorda per decenni. Anzi, possiamo aggiungere, a mo' di corollario, che se una "bella" foto supera la prova del tempo, allora è evidente che non era soltanto "bella" ma anche "buona". Tuttavia, l'esperienza insegna (altro corollario) che "è davvero assai raro che una foto sia allo stesso tempo entrambe le cose; anche perché - qualora fosse - di solito la bontà prevale sulla bellezza". Un altro paio di corollari ancora: "la bellezza di una foto colpisce a caldo, mentre la sua bontà si apprezza a freddo" e "se ti senti soddisfatto dal produrre belle foto, è soltanto perché ancora non sei riuscito a scattarne una buona" (quest'ultima è lo stesso pensiero espresso da Berengo Gardin, che a sua volta rispecchia il sentire della maggior parte dei fotografi del secolo scorso: quando assapori una tua buona foto, realizzata per ricerca e non per caso, da quel momento in poi le belle foto non ti interessano più).

Insomma, queste espressioni erano/sono tutte "perle di saggezza fotografica", ossia "sintesi istruttive" che entravano rapidamente a far parte del bagaglio educativo dell'aspirante fotografo; oggi vengono riscoperte con gran meraviglia come fossero "archeologia fotografica" e ciò da un lato mi commuove, perché mi riporta indietro nel tempo, ma dall'altro, ahimè... mi fa sentir più vecchio di quel che sono...  ::)

Ma forse la più istruttiva di tutte - almeno per me - era ed è tuttora questa: le belle fotografie si fanno col dito indice, ma le buone foto si fanno coi piedi!  :si:
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Offline conla

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #1 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 09:06:58 »
a questo punto ti faccio una richiesta mi posti una foto bella e una foto buona per piacere ? grazie :si:
CRISigma :si:

Offline stenobox

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #2 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 12:31:50 »
Secondo me per estremizzare:

- foto belle ce ne sono na marea, basta andare su internet e trovi di tutto, dai tramonti ai paesaggi alle lunghe espozioni ecc. tutte tecnicamente ed esteticamente stupende.

- foto buone son quelle che oltre a tutto questo, dicono/servono a qualcosa. E quelle sono molto più rare.

Offline Sardosono

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #3 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 15:47:42 »
Citazione da: stenobox
foto buone son quelle che oltre a tutto questo, dicono/servono a qualcosa.
Spesso le foto "buone" non sono affatto anche "belle", anzi talvolta esteticamente possono essere persino discutibili. Anche il principio "utilitaristico" è escluso, così come è escluso - ancor più in generale - l'eventuale interesse di natura "documentaria" della foto. Parimenti escluso è il coinvolgimento "personale" dell'osservatore (per esempio, è chiaro che le foto di famiglia superano la prova del tempo conservando interesse per "quella" famiglia, ma non per questo sono anche "buone" foto; per esserlo bisognerebbe che suscitassero vero interesse anche per un osservatore estraneo).

Citazione da: stenobox
E quelle sono molto più rare.
Ad ogni fotografo/fotografante capita ogni tanto di prendere una "buona" foto per puro caso. Considerata singolarmente è impossibile dire se sia casuale o meno, ma basta osservare l'insieme di immagini prodotte dal fotografo ed è subito MOLTO evidente se questi va d'abitudine in cerca di buone foto, oppure di semplicemente belle come il 99% dei fotografi: su questo non si può barare!!!  :no: :)) Sia ben chiaro che non vi è niente di male nel cercare di prendere soltanto belle immagini anche per tutta la propria vita fotografica, anzi, per la stragrande maggioranza dei fotografi questa è l'unica aspirazione, il proprio "abito fotografico". Per alcuni, però, questo è un abito che col tempo diventa troppo stretto e non riescono più a starci dentro!  ;)

Ve ne voglio dare un esempio nei prossimi post, ricorrendo alle immagini di un utente del forum...  :wow: ... così accontentiamo anche chi giustamente vorrebbe vedere degli esempi concreti per chiarire questi concetti.
Citazione da: conla
a questo punto ti faccio una richiesta mi posti una foto bella e una foto buona per piacere ? grazie :si:
Vedremo appunto alcune immagini di un fotografo che va sistematicamente in cerca di buone foto, la qual cosa comporta per chiunque il produrre poche "buone" fotografie e molte "belle" immagini, ma la maggior parte di queste ultime mostrano chiaramente di essere "buone foto mancate", il che è la norma.
NOTA: le immagini sono selezionate da me, non da lui.
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #4 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 16:14:44 »
Il fotografo in questione è Andrea (aka @aio_nonno), che io prenderei volentieri a "bussi" in testa per le scritte di copyright gigantesche che mette sulle proprie foto, cosa che in genere vien fatta dai fotografanti o dai fotografi mediocri, mentre lui è invece un eccellente fotografo.

Cominciamo quindi da una breve serie di "belle" immagini di Andrea, senza aggiungere commenti, perché non servono. Le immagini sono scelte da me, ma NON le più belle, bensì, quasi al contrario, in quanto nella norma della produzione di Andrea, ed anche in modo da evidenziare la versatilità di questo fotografo.











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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #5 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 16:40:40 »
Saggezza meravigliosa, che funziona molto bene. Oh, grazie.  :D

Offline Sardosono

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #6 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 16:41:37 »
Proseguiamo adesso con una serie di immagini che a mio giudizio sono sicuramente "buone" fotografie. Anche in questo caso non ho cercato le migliori, ma mi premeva evidenziare la grande versatilità di Andrea, che è capace di "riconoscere" (questo è fondamentale) le "buone" foto e quindi di catturarne nelle situazioni più diverse; la qual cosa è ovviamente possibile soltanto perché Andrea è perennemente in caccia di foto buone e non si accontenta di quelle semplicemente belle; ovviamente, il più delle volte ti devi accontentare di portare a casa "soltanto" (si fa per dire) "belle" immagini, ma questo è nella natura delle cose.

Dal confronto fra queste due serie di immagini, dovrebbe essere evidente che la ricerca di Andrea è continua e che, pertanto, i risultati che ottiene sono tutt'altro che frutto del caso.
















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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #7 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 17:02:54 »
le belle fotografie si fanno col dito indice, ma le buone foto si fanno coi piedi!  :si:

non la conoscevo ma in qualche modo avevo già fatto mio questo pensiero...
Fare "buone foto" è una parola grossa, ma a chi mi chiede "cosa usi per fare tutte quelle foto?", rispondo "un buon paio di scarpe da trekking"...

PS: La prima foto della seconda serie avrei voluto scattarla io, ottima.
www.moroph.eu

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #8 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 17:44:10 »
Qui potete leggere una pubblicazione gratuita di Lens Culture intitolata Indossa scarpe comode. Consigli dai fotografi di Magnum, che appunto già dal titolo rimanda a quella frase sapienziale per cui le foto, le buone foto, si fanno con i piedi.


Qui invece il sito di Lens Culture che consiglio caldamente.
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #9 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 18:11:53 »
Grazie per il link, mi mancava e l'ho già scaricato!  8)


NOTA TEMPORANEA DA LEGGERE CON ATTENZIONE (poi la cancello io tra qualche giorno)

Colgo l'occasione per ricordare a tutti di porre molta attenzione quando inserite dei link nei post, preoccupandovi di RIPULIRLI dai parametri di navigazione/monitoraggio.  Tra l'altro, al di là dei vari inconvenienti che un link "sporco" può comportare, vi è anche da tener conto che spesso finisce per essere classificato come spam.  :azz:

Per esempio, il link al PDF che hai inserito è il seguente:

https://content-lensculture-prod.s3.amazonaws.com/static/Magnum-Guide-2017-IT.pdf?AWSAccessKeyId=ASIAJF4ZTA2IQGHEVDAQ&Expires=1517849233
&Signature=Q21PvOhvTrnoxT4MWLp9QDIciiw%3D&x-amz-security-token=FQoDYXdzEJD%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaDNJTIVsaUWCHwpnMOCK3A7KwLZO0JobUwb
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42xjijn7PTvAJ7bzuka6Ptgnt3AoUU9N4Gfr3isQh91iiRo3NXNwjk8WUJgo8Ofh0wU%3D

ma, in realtà avresti dovuto inserire soltanto questo:
https://content-lensculture-prod.s3.amazonaws.com/static/Magnum-Guide-2017-IT.pdf
tutto il resto non soltanto è inutile ma può impedire il corretto funzionamento del link (o persino diventare pericoloso in alcune circostanze, come potrebbe essere proprio in questo caso perché riporta un tuo token di sicurezza, che adesso è ormai scaduto diventando del tutto inutile, ma che al momento del tuo inserimento era probabilmente ancora attivo).

Ovviamente l'ho già ripulito io e adesso è a posto e funziona.
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Offline pacific palisades

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #10 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 19:45:59 »
 @ Sardosono :si:

Personalmente parteggio molto per questa osservazione di Alex Majoli che si legge nella pubblicazione:

Consiglierei di leggere molta letteratura e
guardare il meno possibile al [lavoro] di altri
fotografi. Lavora ogni giorno anche senza
incarichi o compensi, lavora, lavora per
disciplinarti e non per redattori o premi. E
collabora anche con persone che non sono
necessariamente fotografi ma persone che
ammiri. La parola chiave per imparare è
‘partecipazione’!

—Alex Majoli
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #11 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 20:18:57 »
Sul tema avevo letto questo articolo con un link interno che rimanda ad un articolo da scaricare:

http://www.nadir.it/pandora/RIGGI_LEGGERE-UNA-FOTOGRAFIA/leggere-una-fotografia.htm

spero di non aver fatto il bordello che segnala Antonello in merito al modo di postare il link!!
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Offline conla

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #12 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 20:48:46 »
Vedremo appunto alcune immagini di un fotografo che va sistematicamente in cerca di buone foto, la qual cosa comporta per chiunque il produrre poche "buone" fotografie e molte "belle" immagini, ma la maggior parte di queste ultime mostrano chiaramente di essere "buone foto mancate", il che è la norma.
NOTA: le immagini sono selezionate da me, non da lui.

grazie della risposta la praticità del vedere ciò che hai scritto mi ha aiutato.
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #13 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 21:07:07 »
Personalmente parteggio molto per questa osservazione di Alex Majoli che si legge nella pubblicazione:

Consiglierei di leggere molta letteratura e
guardare il meno possibile al [lavoro] di altri
fotografi...

—Alex Majoli

Su questo discorso ho dibattuto tempo fa con un noto fotografo spiegandogli che personalmente non gradisco partecipare a mostre o eventi simili proprio perchè una sorta di contaminazione è inevitabile, lui sosteneva il contrario.
Grazie per aver condiviso la citazione  ;)

Offline Sardosono

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #14 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 21:20:11 »
Citazione da: pacific palisades
Consiglierei di leggere molta letteratura e
guardare il meno possibile al [lavoro] di altri
fotografi. Lavora ogni giorno anche senza
incarichi o compensi, lavora, lavora per
disciplinarti e non per redattori o premi. E
collabora anche con persone che non sono
necessariamente fotografi ma persone che
ammiri. La parola chiave per imparare è
‘partecipazione’!

—Alex Majoli

Mah, c'è del vero, indubbiamente, ma è da prendere con le pinze. Mi spiego (o almeno ci provo).

Se si è stati dotati dal Padre Eterno di indipendenza di pensiero ed almeno un minimo di buona creatività, allora osservare il lavoro di altri fotografi (di qualsiasi livello, da eccellenti a pessimi) è comunque utilissimo perché stimola la creatività che già possediamo, molta o poca che sia (quindi, anche se siamo carenti di creatività, rimane comunque proficuo), mentre il rischio di rimanere in qualche modo "contaminati" proprio non esiste; ma se siamo carenti di indipendenza di pensiero (e tra le due carenze questa è la peggiore), allora la situazione si capovolge, perché osservare quel che fanno gli altri diventa un vischio infido e pericoloso, che imbriglia la creatività invece di stimolarla. Tuttavia, in tal caso c'è comunque ben poco da fare, perché senza indipendenza di pensiero come autodidatti non si va da nessuna parte, non soltanto in fotografia ma quasi in nessun campo, pertanto anche il suddetto suggerimento di Majoli è fonte di delusione certa.

Per quanto mi riguarda, la mia visione dell'apprendimento fotografico è riassumibile come segue.

La tecnica si può certamente apprendere molto bene anche come autodidatta, purché si abbia l'umiltà di studiare e non di cercare "regolette" da seguire e "pappe pronte" da mangiare. Una volta appresa la tecnica, anche la fotografia intesa come "documentazione" può essere appresa da autodidatta, senza particolari difficoltà, in quanto la documentazione è per sua natura schematica. In altre parole, se la meta che ci prefiggiamo è quella comune al 99% almeno dei fotografi (professionisti e non), ossia diventare degli "artigiani" della fotografia, allora l'unica altra cosa che ci serve (oltre alla tecnica e ad un minimo di indispensabile indipendenza di pensiero) è la pratica ed in tal caso il suggerimento di Majoli è dunque pertinente.

Ma se la nostra meta è, invece, "il fotografare" vero e proprio, ossia imparare ad usare il mezzo fotografico NON per documentare il mondo che ci circonda, ma per coglierlo PRIMA e ri-esprimerlo POI come NOI lo vediamo e/o immaginiamo, allora - a mio dire - l'idea di poter raggiungere questo mediante la pratica è decisamente ingenua e rischia di rivelarsi soltanto una illusione. Il motivo è semplice: la sensibilità fotografica (estetica, espressiva e artistica) richiede di essere coltivata, sviluppata ed affinata (a meno di non avere un talento naturale fuori dal comune), la qual cosa può avvenire solo e soltanto attraverso il confronto diretto e continuo con altri fotografi (naturalmente NON "documentari") e possibilmente non sempre gli stessi; non basta osservare i loro lavori, occorre dialogare e discutere con essi, ma non in modo accademico, bensì ponendosi su posizioni antitetiche (e discutendo, se possibile, anche animatamente, che è molto più proficuo). MA sia ben chiaro che lo scopo di questo confronto NON è quello di apprendere IL LORO SENTIRE, bensì quello di riuscire a sviscerare IL NOSTRO, perché questa è una cosa che è difficilissimo fare da soli, ed è proprio questo il punto. Ergo, con la "partecipazione" non si va da nessuna parte, ma si rimane lì a girare in tondo, intorno al punto di partenza; con la "partecipazione" si impara - forse - il mestiere di fotografo, ma la sensibilità fotografica non soltanto non si sviluppa, ma anzi finisce per mortificare anche quella che abbiamo.

Tutto IMO, naturalmente! ;)
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #15 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 22:14:57 »
Il pensiero sui fotografi che ho citato è sicuramente discutibile, e io faccio il mio mestiere di fan di Majoli* attribuendogli il miglior significato possibile: non cercare uno stile occhieggiando cose di moda - che ha come corollario: fa' una tua ricerca personale anche se piccola, umile, sarà sempre più grande che assorbire maniere soltanto perché di successo (per esempio le foto a effetto fatte per i premi).

Dentro questo tipo di lettura delle parole di Majoli trova a mio parere posto ciò che chiami confronto con gli autori di fotografia, perché il dialogo che auspichi trasforma le loro immagini in materiale umanistico, in pensiero, quindi in un certo senso torno ad avere a che fare con la "letteratura", scritta diciamo così con la luce. Infatti non solo mi interrogo su quel che fanno e perché lo fanno ma li ascolto anche volentieri nelle conferenze.

*Sono un fan di tipo geografico: l'attuale presidente della Magnum è nato a Ravenna e io sono di Forlì. La stessa distanza in linea d'aria mi spinge a tifare per Marco Pesaresi (Torre Pedrera) e Guido Guidi (Cesena).
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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #16 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 23:09:00 »
Sì, capisco. Infatti non ho scritto che quel che dice è sbagliato, ma che va preso con le pinze. Provo a spiegare cosa intendo.

Innanzitutto, non soltanto Majoli NON è affatto un autodidatta, ma è andato anche "a bottega" di fotografi con la F maiuscola (quando ancora questa possibilità esisteva), e per di più aveva la possibilità di confrontarsi quotidianamente con fior di fotografi già maturi (fotograficamente parlando). In pratica, ha fatto esattamente il tipo di percorso che ho sottinteso nel post precedente e che ritengo ideale per raggiungere vera comprensione "espressiva" del mezzo fotografico.

Leggendo la citazione che hai riportato, mi vien da pensare che, in conseguenza di questa sua estrazione formativa, lui dia per scontata nel destinatario di quel suggerimento una sensibilità fotografica minima di base che l'autodidatta invece non ha. In altre parole, il suo "target" di riferimento non è il fotografo amatore che vorrebbe crescere, bensì il fotografo di primo pelo (magari già professionista) che quel percorso di confronto formativo che ho indicato l'ha già fatto, e che adesso deve trovare la propria strada. Se questo è il target cui si rivolge Majoli (cosa che ritengo altamente probabile), allora il discorso che presenta appare perfettamente sensato e condivisibile, anche se chiaramente comprensibile solo a quel target. Lo si potrebbe esprimere in maniera forse più lunga, ma più semplice ed esplicita in questo modo:

Caro fotografo, adesso che hai più o meno completato la tua formazione di base, non commettere l'errore di buttarti subito nel mondo del lavoro, perché ti manca ancora una cosa fondamentale: una tua peculiare "personalità" di fotografo. D'ora in poi lascia perdere il lavoro degli altri (che pure hai osservato e studiato finora): adesso non ti sarebbe d'aiuto, perché il tuo scopo non è di "costruirti" uno "stile", ma quello di "sviluppare" una "personalità".
Ma la personalità di un fotografo, come di qualunque artista, si sviluppa soltanto lavorando, dunque lavora, lavora e lavora: non per soddisfare committenti, non per un compenso, non per partecipare a mostre, ma soltanto per te stesso, collaborando con chiunque ritieni che meriti la tua attenzione. E continua a lavorare in questo modo fin quando tu stesso vedrai cominciare ad emergere la tua personalità: allora e soltanto allora sarai completo e pronto per cimentarti nel mondo del lavoro fotografico, non come un artigiano ma come un artista.
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #17 il: Martedì, 06 Febbraio 2018, 00:20:57 »

Caro fotografo, adesso che hai più o meno completato la tua formazione di base, non commettere l'errore di buttarti subito nel mondo del lavoro, perché ti manca ancora una cosa fondamentale: una tua peculiare "personalità" di fotografo. D'ora in poi lascia perdere il lavoro degli altri (che pure hai osservato e studiato finora): adesso non ti sarebbe d'aiuto, perché il tuo scopo non è di "costruirti" uno "stile", ma quello di "sviluppare" una "personalità".
Ma la personalità di un fotografo, come di qualunque artista, si sviluppa soltanto lavorando, dunque lavora, lavora e lavora: non per soddisfare committenti, non per un compenso, non per partecipare a mostre, ma soltanto per te stesso, collaborando con chiunque ritieni che meriti la tua attenzione. E continua a lavorare in questo modo fin quando tu stesso vedrai cominciare ad emergere la tua personalità: allora e soltanto allora sarai completo e pronto per cimentarti nel mondo del lavoro fotografico, non come un artigiano ma come un artista.


Essì.
Ho letto in Sergio Nelli un'espressione felice, il capitale invisibile, per nominare proprio questo lavoro su di sé che è "invisibile" perché fuori dalle logiche immediate che il mondo spinge a seguire, quindi non riconosciuto o addirittura socialmente avversato. Eppure il capitale invisibile ripaga sempre, occorre solo un po' di pazienza.
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #18 il: Martedì, 06 Febbraio 2018, 17:50:24 »
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #19 il: Mercoledì, 07 Febbraio 2018, 22:00:27 »
non come un artigiano ma come un artista.


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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #20 il: Mercoledì, 07 Febbraio 2018, 22:09:12 »
Mi sembra che l'argomento del topic suggerisca una domanda: ma... le buone fotografie di illustri fotografi del presente (che si vorrebbero imitare nello stile) sono stampe o meri "fantasmi" in qualche server?
In altre parole, ha ancora senso definire "fotografia" un'immagine su un monitor, che non può essere toccata né appesa, ma che (come un ologramma) certamente svanirà da sé nel tempo?  ::)
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Offline pacific palisades

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #21 il: Giovedì, 08 Febbraio 2018, 13:33:26 »
Mi sembra che l'argomento del topic suggerisca una domanda: ma... le buone fotografie di illustri fotografi del presente (che si vorrebbero imitare nello stile) sono stampe o meri "fantasmi" in qualche server?
In altre parole, ha ancora senso definire "fotografia" un'immagine su un monitor, che non può essere toccata né appesa, ma che (come un ologramma) certamente svanirà da sé nel tempo?  ::)

Tra l'altro non c'è nessuna garanzia che la foto trovata in rete corrisponda a quella originale per colore, dimensioni, eccetera.
Per esempio non ho nessuna garanzia di aver lincato la foto esatta qui:
http://forum.foveon.it/index.php?topic=4855.msg50345#msg50345
dato che in rete se ne trovano con tagli diversi e diversi chiaroscuri.

Poi le foto viste a schermo a me fanno una certa tristezza.
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