Autore Topic: Le buone fotografie si fanno coi piedi!  (Letto 310 volte)

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #15 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 22:14:57 »
Il pensiero sui fotografi che ho citato è sicuramente discutibile, e io faccio il mio mestiere di fan di Majoli* attribuendogli il miglior significato possibile: non cercare uno stile occhieggiando cose di moda - che ha come corollario: fa' una tua ricerca personale anche se piccola, umile, sarà sempre più grande che assorbire maniere soltanto perché di successo (per esempio le foto a effetto fatte per i premi).

Dentro questo tipo di lettura delle parole di Majoli trova a mio parere posto ciò che chiami confronto con gli autori di fotografia, perché il dialogo che auspichi trasforma le loro immagini in materiale umanistico, in pensiero, quindi in un certo senso torno ad avere a che fare con la "letteratura", scritta diciamo così con la luce. Infatti non solo mi interrogo su quel che fanno e perché lo fanno ma li ascolto anche volentieri nelle conferenze.

*Sono un fan di tipo geografico: l'attuale presidente della Magnum è nato a Ravenna e io sono di Forlì. La stessa distanza in linea d'aria mi spinge a tifare per Marco Pesaresi (Torre Pedrera) e Guido Guidi (Cesena).
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Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #16 il: Lunedì, 05 Febbraio 2018, 23:09:00 »
Sì, capisco. Infatti non ho scritto che quel che dice è sbagliato, ma che va preso con le pinze. Provo a spiegare cosa intendo.

Innanzitutto, non soltanto Majoli NON è affatto un autodidatta, ma è andato anche "a bottega" di fotografi con la F maiuscola (quando ancora questa possibilità esisteva), e per di più aveva la possibilità di confrontarsi quotidianamente con fior di fotografi già maturi (fotograficamente parlando). In pratica, ha fatto esattamente il tipo di percorso che ho sottinteso nel post precedente e che ritengo ideale per raggiungere vera comprensione "espressiva" del mezzo fotografico.

Leggendo la citazione che hai riportato, mi vien da pensare che, in conseguenza di questa sua estrazione formativa, lui dia per scontata nel destinatario di quel suggerimento una sensibilità fotografica minima di base che l'autodidatta invece non ha. In altre parole, il suo "target" di riferimento non è il fotografo amatore che vorrebbe crescere, bensì il fotografo di primo pelo (magari già professionista) che quel percorso di confronto formativo che ho indicato l'ha già fatto, e che adesso deve trovare la propria strada. Se questo è il target cui si rivolge Majoli (cosa che ritengo altamente probabile), allora il discorso che presenta appare perfettamente sensato e condivisibile, anche se chiaramente comprensibile solo a quel target. Lo si potrebbe esprimere in maniera forse più lunga, ma più semplice ed esplicita in questo modo:

Caro fotografo, adesso che hai più o meno completato la tua formazione di base, non commettere l'errore di buttarti subito nel mondo del lavoro, perché ti manca ancora una cosa fondamentale: una tua peculiare "personalità" di fotografo. D'ora in poi lascia perdere il lavoro degli altri (che pure hai osservato e studiato finora): adesso non ti sarebbe d'aiuto, perché il tuo scopo non è di "costruirti" uno "stile", ma quello di "sviluppare" una "personalità".
Ma la personalità di un fotografo, come di qualunque artista, si sviluppa soltanto lavorando, dunque lavora, lavora e lavora: non per soddisfare committenti, non per un compenso, non per partecipare a mostre, ma soltanto per te stesso, collaborando con chiunque ritieni che meriti la tua attenzione. E continua a lavorare in questo modo fin quando tu stesso vedrai cominciare ad emergere la tua personalità: allora e soltanto allora sarai completo e pronto per cimentarti nel mondo del lavoro fotografico, non come un artigiano ma come un artista.
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #17 il: Martedì, 06 Febbraio 2018, 00:20:57 »

Caro fotografo, adesso che hai più o meno completato la tua formazione di base, non commettere l'errore di buttarti subito nel mondo del lavoro, perché ti manca ancora una cosa fondamentale: una tua peculiare "personalità" di fotografo. D'ora in poi lascia perdere il lavoro degli altri (che pure hai osservato e studiato finora): adesso non ti sarebbe d'aiuto, perché il tuo scopo non è di "costruirti" uno "stile", ma quello di "sviluppare" una "personalità".
Ma la personalità di un fotografo, come di qualunque artista, si sviluppa soltanto lavorando, dunque lavora, lavora e lavora: non per soddisfare committenti, non per un compenso, non per partecipare a mostre, ma soltanto per te stesso, collaborando con chiunque ritieni che meriti la tua attenzione. E continua a lavorare in questo modo fin quando tu stesso vedrai cominciare ad emergere la tua personalità: allora e soltanto allora sarai completo e pronto per cimentarti nel mondo del lavoro fotografico, non come un artigiano ma come un artista.


Essì.
Ho letto in Sergio Nelli un'espressione felice, il capitale invisibile, per nominare proprio questo lavoro su di sé che è "invisibile" perché fuori dalle logiche immediate che il mondo spinge a seguire, quindi non riconosciuto o addirittura socialmente avversato. Eppure il capitale invisibile ripaga sempre, occorre solo un po' di pazienza.
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #18 il: Martedì, 06 Febbraio 2018, 17:50:24 »
Ho una sola parola da dire: Grazie
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #19 il: Mercoledì, 07 Febbraio 2018, 22:00:27 »
non come un artigiano ma come un artista.


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Offline Italo

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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #20 il: Mercoledì, 07 Febbraio 2018, 22:09:12 »
Mi sembra che l'argomento del topic suggerisca una domanda: ma... le buone fotografie di illustri fotografi del presente (che si vorrebbero imitare nello stile) sono stampe o meri "fantasmi" in qualche server?
In altre parole, ha ancora senso definire "fotografia" un'immagine su un monitor, che non può essere toccata né appesa, ma che (come un ologramma) certamente svanirà da sé nel tempo?  ::)
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Re:Le buone fotografie si fanno coi piedi!
« Risposta #21 il: Giovedì, 08 Febbraio 2018, 13:33:26 »
Mi sembra che l'argomento del topic suggerisca una domanda: ma... le buone fotografie di illustri fotografi del presente (che si vorrebbero imitare nello stile) sono stampe o meri "fantasmi" in qualche server?
In altre parole, ha ancora senso definire "fotografia" un'immagine su un monitor, che non può essere toccata né appesa, ma che (come un ologramma) certamente svanirà da sé nel tempo?  ::)

Tra l'altro non c'è nessuna garanzia che la foto trovata in rete corrisponda a quella originale per colore, dimensioni, eccetera.
Per esempio non ho nessuna garanzia di aver lincato la foto esatta qui:
http://forum.foveon.it/index.php?topic=4855.msg50345#msg50345
dato che in rete se ne trovano con tagli diversi e diversi chiaroscuri.

Poi le foto viste a schermo a me fanno una certa tristezza.
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