Autore Topic: Alice Seeley Harris  (Letto 81 volte)

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Offline pacific palisades

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Alice Seeley Harris
« il: Venerdì, 09 Febbraio 2018, 14:37:18 »
Alice Seeley Harris è indubbiamente la più importante fotografa documentarista di tutti i tempi, e preciso che quando scrivo "fotografa" includo ovviamente anche i fotografi. La più alta vetta del documentarismo è stata toccata da lei. Questo giudizio è dovuto a tre motivi:
- l'efficacia delle sue fotografie nella campagna internazionale per porre fine alla violentissima schiavitù imposta alla fine dell''800 in Congo dal re Leopoldo II del Belgio - nessuna opera fotografica è mai riuscita a tanto, nemmeno le foto del Vietnam
- l'esposizione al pericolo lavorando nel Congo sottoposto alla legge marziale
- l'umanità delle sue immagini dei nativi, ovvero non era il pietismo ma la dignità delle persone a essere rappresentata.

Eppure di Alice Seeley Harris non c'è traccia nel canone della grande fotografia documentaristica, canone perlopiù maschile. Alice non solo era una donna, ma addirittura era una "semplice" missionaria. Non aveva rapporti con élite intellettuali. Non era un'artista. Non le interessava vivere di fotografia. Le interessavano unicamente la dignità, i diritti umani dei nativi del Congo. Documentava le atrocità del colonialismo europeo che ebbero origine con il commercio della gomma fatta estrarre dagli schiavi. Quelle fotografie finirono in pubblicazioni di denuncia, e attraverso conferenze raggiunsero il grande pubblico proiettate con la lanterna magica.

Tra coloro che si mobilitarono contro il colonialismo ci fu anche lo scrittore Mark Twain che scrisse un immaginario discorso di Leopoldo II intitolato King Leopold’s Soliloquy. A Defense of His Congo Rule (Warren, Boston 1905). Eccone un brano che riporto da un ottimo paper di Bruna Bianchi: “La gomma è morte” I crimini in Congo nell’obiettivo di Alice Seeley Harris (1898-1912):

La kodak è stata una dolorosa calamità, il nemico in assoluto più potente che ci siamo trovati
di fronte. Nei primi anni non abbiamo avuto alcuna difficoltà a indurre la stampa a presentare
i racconti delle mutilazioni come calunnie, menzogne, invenzioni [...] e con l’aiuto della
stampa siamo riusciti a far sì che tutte le nazioni cristiane non prestassero ascolto a quei racconti
[...]. Poi, improvvisamente, la rottura, ovvero l’incorruttibile kodak, e tutta l’armonia
andò al diavolo. La sola testimone che, in tutta la mia lunga esperienza, non sono riuscito a
corrompere.
  - Mark Twain

Il paper di Bruna Bianchi può essere letto interamente, e ne vale davvero la pena, qui.

Il lavoro della Seeley è stato pubblicato in The Camera and the Congo Crime (Congo Reform Association, London 1906).

Le sue fotografie sono conservate dalll'International Slavery Museum di Liverpool; qui è disponibile un'interessante intervista di Rachel Segal Hamilton al direttore del museo Richard Benjamin.

Qui potete vedere il cortometraggio Kodak in the Congo: The Untold Story of Alice Seeley Harris.

Questa è una delle sue fotografie


“Nsala di Wala, con la mano e il piede della sua figlioletta di cinque anni – tutto ciò che rimaneva
dall’incursione delle sentinelle cannibali” [Nelle didascalie la Seeley si preoccupava di inserire il nome della persona, anche questo era segno del suo grande rispetto per la dignità umana.]


  • andrea
     
Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
Dario Voltolini Forme d'onda

Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Offline famarm

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Re:Alice Seeley Harris
« Risposta #1 il: Venerdì, 09 Febbraio 2018, 19:32:47 »
Grazie pacific palisades per la condivisione.
Molto interessante.

Online agostino

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Re:Alice Seeley Harris
« Risposta #2 il: Venerdì, 09 Febbraio 2018, 20:35:52 »
Grazie, anche se non riesco a stare più dietro a tutte le sollecitazioni di esplorazione/lettura!
  • Agostino
     
Fuji xe1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 50 +90 mm; sigma sd4 + 17-50 mm f 2,8 Ex.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Offline Lorenzo

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Re:Alice Seeley Harris
« Risposta #3 il: Sabato, 10 Febbraio 2018, 21:14:29 »
 :wow:
Non conoscevo.

Provo un misto di nausea, rabbia, ammirazione e stupore.
Ovviamente emozioni suscitate dalle immagini, dalla lettura e da elucubrazioni... L'ammirazione rimane per il coraggio dimostrato da questa donna. Non ho parole.
  • Lorenzo
     
Litigo con Sd15 da settembre 2015.

Poi faccio pace...