Autore Topic: B&W 2 - LX100 - Ritratto  (Letto 336 volte)

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Offline Sardosono

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B&W 2 - LX100 - Ritratto
« il: Martedì, 06 Marzo 2018, 01:46:30 »
Anche la Lumix LX100 è in grado di restituire un ottimo bianco e nero, anche se di tipo completamente differente da quello della Digilux 2 (vedere il topic precedente).

Qui di seguito due ritratti, eseguiti in condizioni di luce che molti definirebbero pessime, ma che personalmente considero invece un'ottima opportunità per ritratti semi-ambientati all'aperto, a condizione di evitare lenti dure di contrasto, meglio ancora se sono leggermente morbide. Lo splendido obiettivo della  LX100 non è certamente duro, ma neanche morbido; volendo cercare il pelo nell'uovo, penso che se avessi avuto con me la Digilux 2 oppure il Porst 55/1.4 montato sulla Fuji X-T10, forse il risultato avrebbe potuto essere di ancor maggiore effetto. Comunque sono pienamente soddisfatto di entrambe le immagini.



Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

SDQ+SD15+SD10 50/1.4+17-70/2.8-4OS+17-35/2.8-4+Elmarit135/2.8
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X-T10 35/1.4+50/1.2+28/2.8+Sonnar90/2.8+135/2.5+16-50/3.5-5.6+70-200/4Macro
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #1 il: Martedì, 06 Marzo 2018, 08:04:09 »
MI piace la seconda, anche se molto morbida, ma ci sta.
SD10;SD14; SD1M; DP2s: DP2Merrill; 8-10mm;15-30mm;18-50mm;15mmFisheye;105macro;180macro;70-200f2.8; Samyang500cata;2xMultiplier. Eos50D; Kodak DCS Pro SLR/c+18-50Sigma+EF70-200f4.
Eos350D-IR;NikonD70-IR+Nikkor10-24;NikonD70-UVIR+18-55.
Analogiche...una vagonata, dalla Kodak Brownie alla Graflex Speedgraphic al banco ottico

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #2 il: Martedì, 06 Marzo 2018, 08:58:24 »
Belle entrambe...la morbidezza nelle foto non mi preoccupa, credo che sia più un problema che ci facciamo al giorno d'oggi per colpa dello sviluppo tecnologico, se guardiamo foto di qualche decennio fa sono magari mezze sfocate, morbide ecc. ma conta quel che hanno da dire/trasmettere...sbaglio?

Offline Sardosono

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #3 il: Martedì, 06 Marzo 2018, 17:13:48 »
Penso che nel testo mi son spiegato male: non soltanto NON mi lamento della morbidezza, ma anzi al contrario intendevo dire che avrei voluto avere a disposizione una lente ancora più morbida di questa della LX100!

Vorrei fare una domanda ad entrambi.
Da come parlate mi sembra di capire che tutti e due consideriate la morbidezza come "un difetto", per quanto tollerabile o forse persino appropriato in questo caso; al che non posso fare a meno di domandarmi: perché?  perché mai la morbidezza di una immagine dovrebbe costituire "un problema", reale o che ci facciamo?

Ci deve pur essere una ragione per questo diffusissimo punto di vista, ma non sono ancora riuscito a comprenderlo; quindi, visto che entrambi i vostri commenti si prestano, ne approfitto per vedere se riuscite ad aiutarmi a capire questo concetto per me misterioso (non sto scherzando, badate, dico sul serio).

Cerco di spiegarmi meglio con altre parole. Le due espressioni "ci sta" (@Silvercat56) e "ma conta quel che..." (@stenobox) fanno entrambe pensare che riteniate la morbidezza di una immagine un qualcosa che non dovrebbe esserci; cioè, anche se da un lato pensate che non sia un problema grave e ritenete che sia esageratamente sentito al giorno d'oggi, comunque lo state considerando anche voi un problema. Quindi riformulo anche la domanda in altro modo: perché per molti la morbidezza è un difetto, mentre per altri (come me) non lo è affatto, anzi è una sorta di "spezia" fotografica che sta bene quasi da per tutto?
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #4 il: Martedì, 06 Marzo 2018, 17:25:36 »
Io personalmente intendo dire che non è  proprio un elemento che considero nella lettura di una immagine. Non mi interessa proprio giudicare l'obiettivo e non penso nemmeno di esserne in grado. Solo questo. Poi che la morbidezza difesa da esso o dalla luce faccia parte del risultato e  dell'immagine lo cagisco.

Ammetto che sono nato fotografica mente col digitale e con i forum bayer dove si tende a valutare tutto in base alla nitidezza...questo può aver influenzato le mie parole...ma ne sto uscendo 😊

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #5 il: Martedì, 06 Marzo 2018, 23:16:28 »
Ammetto che sono nato fotografica mente col digitale e con i forum bayer dove si tende a valutare tutto in base alla nitidezza...questo può aver influenzato le mie parole...ma ne sto uscendo 😊

lo stavo per scrivere  ^-^
chi di noi è nato col digitale cade spesso vittima di questa "distorsione", credo che dipenda dai canoni estetici attuali. Mi è capitato di vedere fotografie di avio-fauna molto belle, ma i commenti sotto sapevano di bocciatura solo perchè non era iper dettagliata.
www.moroph.eu

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #6 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 14:41:14 »
In effetti, il discorso si è incanalato nella direzione che prevedevo.

Tuttavia vi è da dire che la questione della "nitidezza" come sorta di "sacro graal" e di "desiderio confessabile e confessato" vissuto da gran parte della fotografia amatoriale, non è affatto figlio dell'era del digitale, ma risale addirittura ai primi anni '50 del secolo scorso, quando cioè la fotografia diventa veramente alla portata dell'amatore. Negli anni '60 e '70 era nata l'espressione "la nitidezza in fotografia è un concetto borghese", che non voleva dire assolutamente nulla, ma che proprio per questo metteva in evidenza che si trattava di una idea campata per aria, per cui usare questa espressione era un modo elegante per dare dell'incompetente a qualche sostenitore della nitidezza.

L'avvento del digitale ha semplicemente reso avverabile quel desiderio (nel senso che l'ha reso alla portata di tutti), desiderio che fino ad allora era stato considerato una semplice "fissazione da principiante"; col tempo e con la progressiva sostituzione della "vecchia guardia fotografica", questa fissazione è diventata un vero e proprio parametro di valutazione, fino ad acquistare piena dignità fotografica, sigh.  :cry:

Tutto questo lo capisco, nel senso che comprendo che nel tempo le cose abbiano seguito questa dinamica. Ciò che continuo a non capire, oggi come allora quando ero ragazzo, è "perché mai ci sia questa attrazione verso la nitidezza", che cosa "spinga dall'interno del sentire umano" per anelare alla nitidezza di una immagine. Per me è altrettanto privo di senso e suona alle mie orecchie altrettanto ridicolo, come se qualcuno posto di fronte ad un dipinto ne venisse fuori esclamando: "Peccato, mi piacerebbe anche, ma non è abbastanza nitido!..." ecco, io non saprei se mettermi a ridere o a piangere e mi cadrebbero le braccia in terra, a voi no?!....

Il fatto è che è impossibile contro-argomentare circa questo "desiderio di nitidezza" senza comprenderne le ragioni e la natura, ecco perché vorrei capire! Ma a quanto pare, fino ad oggi nessuno è mai riuscito ad argomentare "fotograficamente" in difesa e giustificazione della nitidezza, pertanto mi sono personalmente convinto che... non ci sia dietro nessuna ragione "fotografica", ma che avessero pienamente ragione i fotografi del secolo scorso che consideravano la cosa soltanto una "fissazione da principiante"; l'unica differenza è che al giorno d'oggi tale fissazione si è diffusa ben al di là dei principianti, ma sempre di fissazione si tratta.

Citazione
...ma ne sto uscendo 😊
Ecco, questo mi rincuora veramente tanto!  :D

Penso anche io che chi è nato nel digitale abbia semplicemente sempre sentito considerare la nitidezza come qualcosa di importate ed essenziale e di conseguenza non abbia neanche mai posto in dubbio la questione. Penso anche che per "uscirne" basti una semplice riflessione, ossia domandarsi perché mai la nitidezza dovrebbe essere essenziale o anche soltanto importante; se non si riesce a trovare una "solida" argomentazione "fotografica ed estetica" per giustificare tale importanza ed essenzialità, allora diventa evidente che si tratta soltanto di una "ideina balzana" senza fondamento e quindi dovrebbe essere semplice gettare questa "ideina" alle ortiche una volta per tutte e senza rimpianti.  8)

IMO, certamente!  ;)
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #7 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 15:02:06 »
Provo a riassumere:

- la fotografia amatoriale è per lo più vissuta in chiave "tecnica", cioè faccio una bella foto se imparo a usare bene la parte tecnico/tecnologica della fotocamera o se posseggo il mezzo più avanzato, da qui la nitidezza come parametro che poi appunto dipende dalla qualità dell'obiettivo, dall'assenza di micromosso, dalla precisione dell'AF, dagli ISO ecc.


- Non ce nessun approfondimento culturale sulla Fotografia, in poche parole io sono in grado di giudicare una immagine solo dall'aspetto tecnico e rimango "limitato" a quello, convincendomi che sia la parte più di sostanza dell'attività fotografica quando non è così.

Credo dipenda da questo.




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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #8 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 17:22:01 »
Beh questo di Gabriele Basilico è un elogio della nitidezza: <<Ho scoperto "la lentezza dello sguardo". Uno sguardo lento, come era stato per Eugène Atget o Walker Evans, uno sguardo che mette a fuoco ogni cosa, che porta a cogliere tutti i particolari, a leggere la realtà in un modo assolutamente diretto: quindi il grande formato, il cavalletto, un ritmo rallentato, la luce così com'è, senza filtri, guardare e basta.>> [da Architetture, città, visioni. Riflessioni sulla fotografia, Bruno Mondadori, p. 47].

Certo non sta proponendo quella schiavitù verso la nitidezza così ricorrente nei discorsi di professionisti/fotoamatori, è una nitidezza-strumento che sta dentro un progetto fotografico.
Personalmente mi sembra che la nitidezza sia il più delle volte un problema, che tolga poesia all'immagine (pensate in pittura se Leonardo fosse stato costretto a togliere i suoi famosi sfumati), che sia una schiavitù funzionale alla vendita di macchine sempre più potenti.
Poi c'è il banco ottico di Basilico, d'accordo, e ci sono progetti e ambiti in cui la nitidezza ha un senso (penso per esempio all'astrofotografia).

Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
Dario Voltolini Forme d'onda

Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #9 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 19:17:49 »
La resa morbida (dal punto di vista del contrasto) della foto mi piace, anche se invece fatico un po' con il viraggio. Anche quando scattavo con il B/N prediligevo i viraggi leggeri, ma acidi, verso il magenta. Ho molte foto stampate così oltre al B/N, poche seppia. Il problema era la poca costanza del viraggio, era un'impresa trovare uno che lo facesse bene e in maniera uniforme.

Relativamente alla piega che ha assunto il topic vorrei chiedere che cosa si intende per nitidezza. In che relazione sta con il microcontrasto e con la risolvenza.


Offline Lorenzo F.

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #10 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 19:24:09 »
Ritengo che l'attenzione vada posta in funzione dell'ambito, un ritratto oppure un paesaggio morbido è pura poesia, invece alcuni tipi di lavori richiedono accuratezza risolvenza, buon contrasto e nitidezza***

Io invece mi focalizzerei sulla corsa alla nitidezza ad ogni costo, poichè questa deriva oltre che dalla poca capacita di poesia [nel fare] ....in virtú del tecnicamente perfetto, dal fatto che molti ora non stampano piú, si limitano a guardare a video, ingrandendo e fermandosi al pixel...per esclamare, ecco è sfocata, se avessi avuto il modello nuovo!


Inoltre, complice il marketing ** e quindi la voluta ignoranza concettuale, ora al concetto di nitidezza vengono unite o sostituire parole come microcontrasto, risolvenza o grana e rumore, tutto perchè ciò avvantaggia i produttori di mpixel che in tal modo possono sfoggiare l'ultimo ritrovato tecnologico.
Ora sono passati a deturpare la parola Boken, e creano algoritmi per far fare alle app degli smartphone un automatismo che di norma è solo ottico, in modo che sia alla portata di tutti, e non sia necessario per i produttori inserire buone lenti negli smartphone (dato che impossibile) e spiegare ai consumatori come si usano, ma basti un app studiata adhoc perchè essi dicano (wooooooow che bella fotocamera).




*Il concetto di distanza di visione non lo sanno e nessuno lo spiega altrimenti ci si renderebbe conto della vera inutilitá della corsa ai megapixel

** Piú la gente è colta e meno il marketing ha successo!



*** Nel suo vero significato




Parlando invece delle tue foto Antonello, nella prima adoro i punti luce presenti nella scena, ci vuole buon occhio e una buona dose di c.....
E la seconda vorrei averla scattata io.


Quindi direi ottimo lavoro  :si:
Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani

Offline Sardosono

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #11 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 22:18:11 »
Alèeeee, grande, abbiamo avviato una discussione "fotografica" partendo da un paio di fotografie, invece che da un tema accademico. Bene, adesso vi dico la mia e rilancio la palla. Tutto rigorosamente IMO, ovviamente, lo dico subito e non ci penso più! ;)

Va da sé che la nitidezza, pur essendo difficile da definire rigorosamente ed ancor più difficile da misurare, è comunque una idea che tutti comprendiamo almeno in senso ampio e generale e tanto basta per il nostro discorso. Essa è semplicemente una "grandezza" (tanto è vero che si cerca di misurarla al meglio) e finché rimane tale non c'è problema. Penso sia del tutto evidente che in certi contesti la nitidezza cade come il classico cacio sui maccheroni e la sua mancanza o carenza costituisce un limite reale, mentre in altri contesti è peggio dell'aglio nella cioccolata ed è impensabile sentirne la mancanza. Insomma, la nitidezza è un "ingrediente fotografico" che di per sé stessa non è né buona né cattiva, ma tutto dipende dall'uso che se ne fa caso per caso, contesto per contesto. Per quanto mi riguarda, non ho proprio nulla contro la nitidezza e ritengo non abbia alcun senso esserne nemici, esattamente come non ha senso esserne fanatici.

Certamente nel contesto della fotografia come strumento di documentazione, la nitidezza ha una valenza sostanzialmente positiva,  come ha giustamente puntualizzato Italo, perché maggiore è la nitidezza tanto più c'è contenuto visibile e da vedere nella fotografia.

Insomma, per farla breve, nella fotografia intesa come documentazione, più informazione c'è e meglio è, dunque la nitidezza è SEMPRE la benvenuta. Questo è un fatto e come tale è indiscutibile, non c'è spazio per opinioni.

Fin qui tutto bene.

Ma come la mettiamo quando la fotografia NON è intesa come semplice strumento di documentazione, bensì come veicolo per trasmettere una semplice sensazione estetica? oppure per provocare una altrettanto semplice reazione emotiva? Beh, dovrebbe essere altrettanto evidente che in tal caso il discorso cambia completamente. Infatti, se è vero che "maggiore è la nitidezza tanto più c'è contenuto visibile e da vedere", è conseguentemente vero anche il rovescio della medaglia, ossia che se tutta questa valanga di contenuto NON concorre al risultato fotografico, allora tale maggior contenuto diventa soltanto un elemento di disturbo, che fa confusione e distrae l'attenzione dell'osservatore. In una fotografia "estetica" oppure "emozionale" (non stiamo adesso a scomodare l'arte), tutto ciò che è superfluo è NEMICO GIURATO DEL RISULTATO.

Questo non lo dico soltanto io, ma lo afferma la scuola fotografica dell'intero '900! Per un intero secolo, i fotografi di tutto il mondo, famosi o meno che fossero, hanno sostenuto la necessità di rimuovere dalla foto tutto il superfluo, tutto ciò che non fosse essenziale, tutto ciò che non concorresse DIRETTAMENTE E CHIARAMENTE all'ottenimento del risultato finale. Ed hanno sostenuto tale necessità non soltanto in sede di ripresa, ma anche dopo, in sede di trattamento, per tutto ciò che non poteva essere rimosso direttamente sulla scena. Nei decenni che ho praticato la fotografia, non ricordo neanche un solo fotografo cha "cantasse fuori dal coro", che sostenesse il contrario (e se ci fosse stato, poco ma sicuro che mi sarebbe rimasto impresso). Che tutti costoro non avessero capito nulla di fotografia?!... Qualcuno potrebbe sostenere questo?!...

Ecco che siamo giunti al punto cruciale della questione: al di fuori della documentazione fotografica, il contenuto di informazione dell'immagine non è più una qualità positiva, non è più sempre ben accetto incondizionatamente, ma è soltanto un "ingrediente" e come tale deve essere "dosato" in funzione del risultato. Il sale ci vuole praticamente in tutte le pietanze, ma se ve ne si mette troppo si finisce per sentire solo quello e la pietanza scompare. Pertanto, poiché la nitidezza aggiunge un valanga di informazione in modo del tutto indiscriminato, è chiaro che se non la si tiene sotto stretto controllo finisce per rovinare qualunque fotografia.

Morale della favola, le cose a mio avviso stanno così:
- da un lato capisco benissimo e, anzi, condivido in toto la posizione di chi come Italo è interessato unicamente alla fotografia come documentazione, per cui l'informazione in generale - e quindi la nitidezza nello specifico - è SEMPRE una qualità positiva e dunque auspicabile;
- dall'altro lato NON capisco minimamente come possa considerare la nitidezza come una qualità positiva in sé, chi INVECE addirittura PRETENDE (o PRETENDEREBBE ) di praticare una fotografia "estetica" o addirittura "emotiva"!!! Ecco, questo proprio non riesco a comprenderlo, perché non ha proprio alcun senso logico!

Mi domando: ma è possibile che non si comprenda che tanto più è nitida una immagine, tanto più invoglia l'osservatore a soffermarsi sui particolari?!... è davvero così difficile da capire?... è davvero così difficile rendersi conto che se il mio scopo NON è quello di portare l'attenzione PROPRIO sui particolari, allora quei particolari sono di troppo e sarebbero da eliminare invece che metterli in mostra?... ma se sto fotografando due fidanzati seduti abbracciati davanti al camino, è davvero funzionale alla fotografia che si contino i peli del tappeto sul quale sono seduti?!... è davvero così difficile rendersi conto che contare i peli del tappeto interessa soltanto ad altri fotoamatori altrettanto fissati?!... è davvero così difficile rendersi conto che ai due fidanzati, come ad ogni altro "normale" osservatore della foto, non importa proprio nulla di poter contare i peli del tappeto o le venature dei ciocchi di legno nel camino?!...

In altre parole e per concludere, la sostanza del discorso è racchiusa nella seguente domanda, che mi pongo da alcuni anni a questa parte: è davvero così difficile per un fotoamatore fare il salto di qualità, smettendo una volta per tutte di fotografare per altri fissati come lui e riuscire finalmente a fotografare mettendosi nei panni del normale fruitore delle sue fotografie, ossia di una persona comune?!...

Ecco, a quanto pare la risposta a questa domanda è sì, evidentemente è davvero difficile, visto che in pochi arrivano da soli a comprenderlo e di fotografi di vecchia scuola che si prendano la briga di star lì instancabilmente a spiegarlo e ripeterlo ne sono rimasti troppo pochi, purtroppo...  ::)

L'ho già detto IMO?!... ah sì, l'avevo già detto all'inizio...  O:-)
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #12 il: Mercoledì, 07 Marzo 2018, 23:11:40 »
Però... esperimento mentale.

Kazuto mi ha inviato la nuova fotocamera verde godzilla con sensore Foveon UP, caratterizzato dalla possibilità di rappresentare grandezze dell'ordine delle unità di Planck.
Sono felice di questo nuovo aggeggio, e decido di farla vedere a Agostino, il quale mi suggerisce di documentare con quella macchina prodigiosa la pietà di Michelangelo <Vedrai farai delle foto da lasciare Italo a bocca aperta!>
Quindi entriamo in San Pietro, Agostino sgambetta un gruppo di suore ungheresi che ostacolano la mia ripresa. Finalmente posso scattare.
Saluto Agostino, torno a casa, sviluppo, e non vedo il capolavoro artistico che volevo documentare, ma un enorme vuoto popolato da qualcosa.
Allora scrivo una mail a Kazuto: Amico mio la tua nuova fotocamera non permette di documentare il mondo degli umani, a chi la venderai?

Ovvero l'idea che aumentando la nitidezza aumentiamo l'informazione incontra un limite pratico: dipende da cosa vogliamo rappresentare. Il pragmatismo non si leva mai dalle scatole.


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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #13 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 12:07:40 »
Citazione
Relativamente alla piega che ha assunto il topic vorrei chiedere che cosa si intende per nitidezza. In che relazione sta con il microcontrasto e con la risolvenza.
La sensazione di "nitidezza" è la fisiologica conseguenza della risoluzione + micro-contrasto, dove la prima (intesa in modo generico) dipende dal numero dei pixel per unità di superficie, che però subisce un notevole degrado nel sistema Bayer per effetto della necessaria interpolazione, mentre il micro-contrasto ("acutanza" nell'analogico) è determinato dalla possibilità di distinguere ottimamente il contrasto tra le varie zone del dettaglio e (zoomando nel digitale) la forma degli elementi sensibili alla luce: la grana nell'analogico, la forma dei singoli pixel nel digitale.
Così può accadere che un sensore a bassa risoluzione (limitata dimensione originale dell'immagine) possa mostrare un alto micro-contrasto: http://forum.foveon.it/index.php?topic=1826.0 
Zoomando oltre il 100%, sia un'immagine Bayer che una foveon, si può notare la diversa resa del micro-contrasto nel dettaglio dell'immagine.
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #14 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 12:29:50 »
Sardosono:

capirlo non è difficile, farlo è difficile.

Traduco: rendersi conto che questa nitidezza non serve per forza (vedi esempio che hai fatto tu dei fidanzati) non è difficile, ma difficile è fare il passo successivo, cioè scattare foto con un perché, con un progetto, con un qualcosa da dire e comunicare ecc.

FARE VERA FOTOGRAFIA RIMANE DIFFICILE ANCHE SE LA TECNOLOGIA SEMBRA AVER SEMPLIFICATO MOLTE COSE.

Offline hobbit

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #15 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 12:37:35 »
Grazie per le risposte.

Il Foveon presenta un micro contrasto elevato rispetto i sensori comuni, da cui deriva anche una elevata sensazione di nitidezza.
Se la nitidezza come Antonello ha sottolineato non è necessariamente sempre una caratteristica da ricercare, anzi sembra quasi confinata a fotografie di tipo documentale, perché utilizzare il Foveon con tutti gli effetti collaterali che si porta dietro?

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #16 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 12:56:45 »
Perché ha una resa formidabile nel bianco e nero. E mi pare che, imparando a usarlo, questo sia vero anche per il colore.
Quando scelsi il foveon fu perché da un confronto tra le immagini Bayer e Foveon, le prime mi apparivano -diciamo così perché non mi viene di meglio- di plastica. Nel foveon credo per la ricchezza del file, forse determinata proprio dall'assenza di interpolazione, il colore (e il B/N) lo vedevo -diciamo così perché non mi viene di meglio- vivo.
Non è insomma una differenza quantitativa (risoluzione più alta), ma qualitativa (un mondo diverso, vivo, naturale).

Naturalmente quando non conoscevo il Foveon, non potevo fare alcun confronto e la qualità Bayer mi pareva l'unica possibile.
Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #17 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 14:06:06 »
Citazione
Se la nitidezza come Antonello ha sottolineato non è necessariamente sempre una caratteristica da ricercare, anzi sembra quasi confinata a fotografie di tipo documentale.....
È appunto l'unico genere di fotografia che mi interessa: eventi in ambito privato e pubblico, astronomia, microscopia, didattica, mentre non ho nessun interesse né competenza in campo artistico... anche se a volte posso manifestare preferenze.
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #18 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 14:43:08 »
OT dell' OT
Italo, quando dici di non avere competenze in ambito artistico, menti alla grande.
Ho visto una tua foto anzi 2, a tema floreale scattate con la SD10 che sono impressionanti, se altri non avessero competenze quante non ne hai tu, la fotografia amatoriale sarebbe un mondo migliore è comunque a tutt'altro livello rispetto ad ora.
Piuttosto non ti interessa, peccato....per noi fruitori!
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #19 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 15:17:54 »
Non conosco Italo ma penso anch'io che si sminuisca.

Sul vantaggio cromatico del Foveon concordo.

La questione nitidezza a questo punto dipende (a mio modo di vedere) dai generi praticati. Quelli più artistici che fruiscono del minimalismo non necessitano di nitidezza che diventa spesso distraente se non addirittura nociva, mentre per i generi più tecnici invece la nitidezza diventa una risorsa (penso ad esempio alla caccia fotografica molto diffusa su forum come Juza).

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #20 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 15:19:47 »
OT dell' OT
Italo, quando dici di non avere competenze in ambito artistico, menti alla grande.
Ho visto una tua foto anzi 2, a tema floreale scattate con la SD10 che sono impressionanti, se altri non avessero competenze quante non ne hai tu, la fotografia amatoriale sarebbe un mondo migliore è comunque a tutt'altro livello rispetto ad ora.
Piuttosto non ti interessa, peccato....per noi fruitori!
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OT dell'OT dell'OT
Sono d'accordo e precisamente Fiori alla finestra pubblicata su Juza.
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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #21 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 16:02:01 »
Citazione da: hobbit
Se la nitidezza come Antonello ha sottolineato non è necessariamente sempre una caratteristica da ricercare, anzi sembra quasi confinata a fotografie di tipo documentale, perché utilizzare il Foveon con tutti gli effetti collaterali che si porta dietro?
PRECISAZIONE
L'utilità della quantità di informazione (quindi nitidezza e dettaglio) non è affatto confinata alla foto documentale, ma semplicemente in tal caso è SEMPRE utile per definizione. Ma al di fuori di tale ambito la gran quantità di informazione NON è più SEMPRE utile, bensì dipende dal contesto e - soprattutto! - da quel che ha in testa il fotografo nello specifico e caso per caso.

RISPOSTA
Il punto è che l'informazione si può sempre ridurre, se e quando si ritiene che ve ne sia troppa, mentre non si può mai aggiungere se si ritiene che ne manchi. Voglio quindi essere io come fotografo a decidere caso per caso e preferisco evitare, fin quando è possibile, di trovarmi in carenza di informazione. In parole povere, è SEMPRE meglio ritrovarsi con informazione in eccesso (che può facilmente essere ridotta), piuttosto che in carenza (perché è impossibile aggiungerne).

Insomma, il nocciolo della discussione NON verte sull'utilità del contenuto di informazione in sé stessa, perché in sé stessa può SEMPRE tornar utile; il nocciolo della discussione verte invece sulla insensatezza della prassi consolidata di lasciare nell'immagine valanghe di informazione in modo indiscriminato, anche quando ci sta come il cavolo a merenda.

Quanto poi al fatto che personalmente impiego il Foveon anche quando so già in partenza che non mi interessa avere grande dettaglio, beh, sottoscrivo in pieno quanto ha detto @palizzate-pacifiche, perché non saprei esprimerlo meglio: non si tratta di una differenza QUANTITATIVA (risoluzione più alta), ma QUALITATIVA, ossia una resa complessiva (non soltanto cromatica) favolosa, che per me vale sicuramente assai più di tutte le seccature collaterali che il Foveon può portarsi appresso. Anzi, ritengo che chi del Foveon vede soltanto la grande definizione del dettaglio si sta perdendo il 90% delle potenzialità di questo sensore.
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #22 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 16:39:43 »
Citazione
Italo, quando dici di non avere competenze in ambito artistico, menti alla grande.
Posso aver avuto passati entusiasmi all'epoca della SD10, ma prima non fotografavo vasi di fiori: andavo in giro nei dintorni in cerca di paracadutisti con fumogeno che scendevano in mezzo allo stadio o deltaplani che si lanciavano da San Marino, uscivo di notte con mezzo metro di neve e treppiede... mi è sempre piaciuto fotografare stranezze, non la normalità!
Mi è molto difficile riconoscere il lato artistico soprattutto nei bn che vedo sul forum, ma anche negli scatti a colori su oggetti domestici di uso comune: la luce e l'inquadratura saranno importanti ma, per me, la circostanza di ripresa lo è di più!
Ormai sono vecchio, "divento sempre più verde" e non ho più tempo per uscire... d'altronde, la mia più importante passione non è la fotografia ma "il futuro": vorrei solo assistere, il più a lungo possibile, al progresso tecnologico dell'umanità.
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #23 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 22:26:53 »
Ringrazio PP per avermi portato a fare fotografie con la nuova Sigma a S.Pietro (virtualmente). Ciao
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #24 il: Giovedì, 08 Marzo 2018, 22:27:57 »
Ringrazio PP per avermi portato a fare fotografie con la nuova Sigma a S.Pietro (virtualmente). Ciao

 :)) :si:
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #25 il: Venerdì, 09 Marzo 2018, 01:18:02 »
In questa pur breve discussione mi premeva giungere a fissare un punto fermo, che è il seguente: in una qualsivoglia immagine il dettaglio (*) è soltanto un ingrediente come tanti altri. Ci sono certamente alcune tipologie fotografiche (come quelle documentali) nelle quali di questo ingrediente si può abbondare quanto si vuole senza rischiare mai di esagerare; ma al di fuori di queste situazioni specifiche il dettaglio deve essere mantenuto sotto stretto controllo, sia come quantità sia come qualità sia come collocazione.

Se quanto sopra è sufficientemente chiaro, allora possiamo dire che questa discussione è stata certamente utile: bene! Tuttavia, non mi basta, non mi sento ancora soddisfatto. Penso, infatti, che a questo punto nasca spontaneamente in tutti (o quasi) la seguente domanda: ma COME si dovrebbe "dosare" questo dettaglio e, soprattutto, in base a quali criteri?!....

Vi dico subito che se cercate generalizzazioni o regolette spicce potete metterci una pietra sopra perché non esistono. Tuttavia la buona notizia è che la gestione del dettaglio non è scienza spaziale, ma è soltanto uno degli aspetti della "architettura dei contenuti", comunemente nota come "composizione". Sì, avete letto bene, il dettaglio è soltanto uno degli elementi della composizione dell'immagine fotografica, né più né meno come il punto di MaF, il diaframma, e quant'altro concorra al risultato fotografico finale. Non a caso, per tutte queste cose si parla di "scelte compositive", perché è esattamente quello che sono: sono tutte scelte operate dal fotografo; così come egli sceglie il punto di MaF, il diaframma, ecc., così sceglie anche quanto dettaglio ritiene opportuno e funzionale che ci sia, nonché dove collocarlo.

Adesso, però, finiamo inevitabilmente per toccare un punto dolente, molto dolente, forse troppo per alcuni.

Infatti, se vi sembra strano che elementi come dettaglio, MaF, diaframma o altro, siano parte STRETTAMENTE integrante della composizione, permettetemi di dirvi che probabilmente avete ricevuto un'idea erronea di cosa la composizione realmente sia. Se ritenete che la composizione sia solo una questione geometrica, oppure se pensando alla composizione la prima cosa che vi viene in mente è la "regola dei terzi" o cose simili, beh, allora - perdonatemi se lo dico schiettamente e senza mezzi termini - dovete fare "tabula rasa" e gettare alle ortiche tutto quello che ritenete di sapere sulla composizione e su cosa essa sia, altrimenti non vi schioderete mai dallo "stato fotografico" nel quale vi trovate (a meno che non vi sentiate già appagati e soddisfatti del punto in cui siete, e in tal caso buon per voi).

Ecco, adesso mi sento soddisfatto, adesso mi sento di poter dire che abbiamo messo il dito sul vero punto dolente della fotografia amatoriale: la composizione; perché la fotografia è sostanzialmente questo; perché in fotografia tutto (o quasi) è composizione.

Ora, è evidente che sarebbe assurdo pretendere di migliorare la propria fotografia senza migliorare la propria composizione; ma ancor più assurdo sarebbe pretendere un qualsiasi progresso avendo della composizione un'idea vaga e/o (molto probabilmente) anche sostanzialmente sbagliata.

Se ritenete che valga la pena approfondire il discorso, allora potrei aprire - tempo permettendo - un topic apposito, nel quale non ho proprio la minima intenzione di imbarcarmi in lunghi discorsi, ma dove invece mi vorrei limitare ad una indispensabile (ma quanto più breve possibile) introduzione e poi portare una serie di esempi fotografici di "scelte compositive", mediante le quali illustrare concretamente che cosa effettivamente sia la composizione, IMO.

_________
(*) dettaglio, risoluzione, informazione, nitidezza, microcontrasto, ecc, non sono affatto la stessa cosa ed ancor meno sono sinonimi, tuttavia, condividono un denominatore comune che non è facile definire e che non ha un nome; personalmente preferisco riferirmi a questo fattore comune col termine di "dettaglio", perché pur non essendo tecnicamente corretto, è comunque la miglior approssimazione e riduce quanto possibile il rischio di equivoco.
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« Risposta #26 il: Venerdì, 09 Marzo 2018, 06:49:00 »
Se lo apri io lo leggo molto volentieri

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #27 il: Venerdì, 09 Marzo 2018, 07:50:13 »
Anche per me.

Io ho una visione molto limitata della composizione, che passa attraverso questi semplici passi: scelta del pdv, della prospettiva, proporzione dell'immagine (anche regola dei terzi), scelta del punto di maf, scelta della pdc.

Mi rendo conto che c'è molto di più perciò ben venga.

Offline pacific palisades

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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #28 il: Sabato, 10 Marzo 2018, 08:48:58 »
Se ritenete che valga la pena approfondire il discorso, allora potrei aprire - tempo permettendo - un topic apposito, nel quale non ho proprio la minima intenzione di imbarcarmi in lunghi discorsi, ma dove invece mi vorrei limitare ad una indispensabile (ma quanto più breve possibile) introduzione e poi portare una serie di esempi fotografici di "scelte compositive", mediante le quali illustrare concretamente che cosa effettivamente sia la composizione, IMO.


Certamente che ne vale la pena, e anche la penna.
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Re:B&W 2 - LX100 - Ritratto
« Risposta #29 il: Sabato, 10 Marzo 2018, 20:31:34 »
OK, allora proseguirò a parlare in modo organico di composizione nella sezione "Fotografi", nel topic dal titolo:
La Composizione Fotografica (secondo Sardosono)
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