Autore Topic: 26 Aprile 1986  (Letto 183 volte)

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Offline BeSigma

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26 Aprile 1986
« il: Lunedì, 21 Maggio 2018, 15:03:32 »
Vi vorrei raccontare una storia... e parto da qui, da una data impressa nella mia memoria... non so perchè... eppure è li come un monito...
Un monito che, per chi fa il mio mestiere, dovrebbe essere parte del bagaglio culturale, quasi d'obbligo direi, invece siamo i prima a dimenticare...
Parto da qui e lascio a voi le prime considerazioni...
Non so se avete idea di cosa vi attende... ma so bene cosa ho portato con me...





come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
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Offline DANYZ

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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #1 il: Lunedì, 21 Maggio 2018, 15:29:23 »
Siamo pronti, partiamo :si:
ALOHA

Offline Simone67

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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #2 il: Lunedì, 21 Maggio 2018, 20:11:29 »
Eri in comitiva con dei ragazzi di Como/Macugnaga?
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(ex SD15 - DP1 Merrill - SD4+30mm ART)
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Offline BeSigma

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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #3 il: Lunedì, 21 Maggio 2018, 22:11:43 »
Eri in comitiva con dei ragazzi di Como/Macugnaga?

no... però mi ha contattato una ragazza per info... è partita dopo di me... io ero con comitiva di stranieri...
come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
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Offline conla

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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #4 il: Lunedì, 21 Maggio 2018, 23:46:58 »
Racconta com'è andata? Il contatore cosa diceva?
CRISigma :si:

Offline BeSigma

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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #5 il: Sabato, 26 Maggio 2018, 15:15:31 »
...si parte...

Dopo anni di preparativi, documentari, attese, rinvii e cambi di programma riesco a partire in solitaria per i luoghi resi noti dal più grande disastro Nucleare della storia, a tutti noto più o meno come "Centrale Nucleare di Chernobyl"...

Parto e con me ho tutto ciò che ritengo necessario... passaporto, biglietti, prenotazioni, qualche informazione sul tuor... Un rosario e un braccialetto portafortuna che dice che, da qualche parte, qualcuno mi aspetta...




nelle cuffie una canzone che, al di la dei gusti musicali, rappresenta emotivamente ciò che successe quel 26 Aprile 1986, mette in evidenza il più grande limite della natura umana... rappresenta la "presunzione" in grado di mettere in discussione la nostra stessa esistenza... vi prego di ascoltare la canzone senza pregiudizzi... ascoltatene le parole...



Arrivato a Kiev raggiungo il punto di incontro con il mio tour operator che mi accompagnerà, insieme ad un gruppo misto di stranieri, all'interno delle aree contaminate, evacuate e abbandonate a seguito dell'incidente...
Mi viene consegnata una mappa delle aree e un Contatore Gaiger con dosimetro per valutare il livello di esposizione e individuare le aree ancora inagibili...



Scoprirò cosi alcuni dettagli a me poco chiari sino ad oggi... intanto Chernobyl è a circa 30 Km dalla Centrale, il paese più vicino e colpito è Pripyat a circa 2 Km e, all'epoca, circa 50.000 abitanti, una cittadina residenziale all'epoca civilmente ed economicamente all'avanguardia...
Per accedere alle aree si parte da Chernobil, compresa nell'area Buffer di salvaguardia... oggi abitata da tutte le persone che si occupano della bonifica delle aree e del controllo delle stesse... Chernobil è evidentemente una cittadina sospesa in un passato andato... usando le parole della mia guida posso confermare... "nessun futuro, nessuna prospettiva, nessuna vita"...

Qui si fanno i conti con la memoria... I VIVI CHIEDONO PERDONO AI MORTI...
























Superate queste immagine, dove ancora si pensa quasi di essere in un museo, qualcosa di accettabile, io vengo per la prima a contatto con la realtà dei fatti, la realtà umana, dove qualcuno si mette in cammino per andare a compiere un compito da cui sa che non farà ritorno... un compito che non può essere lasciato ad altri... questa è stata la scelta dei "Liquidatori", le prima persone, operai, vigili del fuoco, soccorritori, intervenuti per arginare in qualche modo il disastro e, credetemi, hanno salvato l'Europa e a loro dobbiamo il fatto che le nostre case non siano oggi luoghi inabitabili...

Questra strada, lungo circa 1 km, è identificata dai nomi delle persone che da Chernobil si diressero verso il luogo del disastro per prestare i primi soccorsi...




Quando a metà tragitto mi sono voltato ho capito la verità, dura come un pugno in faccia... diregendosi da Chernobil alla centrale i cartelli che riportano i nomi sono bianchi e indicano le persone che partirono... voltandosi il cartello riporta lo stesso nome su sfondo nero con una barra rossa... nessuno di loro compii il percorso inverso per far ritorno a casa...



Ora lasciamo le aree cittadine di Chernobil e attraversiamo la sbarra che ci porta all'interno dell'Exclusion Zone, le aree ancora non del tutto bonificate dove è praticamente impossibile portare avanti una vita normale, da qui in poi le cose cambiano, dovrete star seduti e valutare bene questi luoghi, un tempo pieni di vita, oggi ancora pieni di vita ma non adatti alla permanenza umana...

In questi luoghi la natura ha ripreso i suoi spazi, ironicamente ha escluso solo l'uomo da questa rinascita, quasi a punirlo giustamente degli errori commessi...




























Per ora vi chiedo di riguardare tutto questo, ascoltare ancora la conzone... ancora tanto deve arrivare... e con ben altro peso...
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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #6 il: Domenica, 27 Maggio 2018, 22:39:53 »
questa frase mi ha colpito

Citazione
In questi luoghi la natura ha ripreso i suoi spazi, ironicamente ha escluso solo l'uomo da questa rinascita, quasi a punirlo giustamente degli errori commessi...


grazie per la condivisione
CRISigma :si:

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Re:26 Aprile 1986
« Risposta #7 il: Lunedì, 28 Maggio 2018, 20:03:49 »
Questa storia mi fa pensare a un romanzo di Guido Morselli che sto leggendo in questi giorni, Dissipatio H.G.
Mette in scena la dissipazione, come una evaporazione, di tutto il genere umano, eccetto il protagonista che cammina per le città svuotate, descrivendo oggetti, spazi, paesaggi nel vuoto umano. Morselli era culturalmente onnivoro, forse l'idea venne pensando alla cosiddetta bomba al neutrone (ucciderebbe le persone lasciando intatti gli edifici). Poi c'è un'altra lettura che si sovrappone: Morselli si suicidò poco dopo aver terminato il romanzo, così quella storia potrebbe anche essere rovesciata: non è l'umanità a mancare ma è il protagonista in una sorta di altra vita, forse un inferno vuoto. Purtroppo la finzione narrativa, come al solito, è superata dalla realtà.


http://www.nuoviargomenti.net/11191/
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Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
Dario Voltolini Forme d'onda

Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
Antonio Moresco Lettere a nessuno