Autore Topic: Girasoli nella città di K.  (Letto 509 volte)

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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #30 il: Domenica, 22 Luglio 2018, 14:24:36 »

Per PP (e non PPP!)
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Hai esperienza persino con la pellicola, hai una meravigliosa SDQ, sei una persona colta, hai intorno a te ROMA che è bella dal centro fino all'ultima delle borgate pasoliniane e oggi forse casamonichesi, hai tutto, dall'imperatore Adriano al Canaro della Magliana, ma mettiamo anche che tu voglia ritirarti i in una dimensione intima famigliare, ebbene anche quella è raccontabile e documentabile, addirittura è un genere molto apprezzato. Qui a Forlì hanno portato la mostra di Elliott Erwitt. Ho amato due foto sopra tutte: quella famosa che denunciava il razzismo

Il problema che la fotografia, come tutte le cose articolate, richiede tempo e freschezza mentale. Ritrovarsi di notte a smanettare con il PC mi deprime. Con le dia mi sforzavo in ripresa .... e poi me le guardavo!
Comunque insisto, anche se la maggior parte delle volte che esco con la MF devo gestire tutto il gruppo famiglia (quando leggo di cartonicini grigi e esposimetri a luce incidente mi viene da piangere: già è un miracolo non far cadere la MF e concentrarsi i 15 secondi concessi dal pargolo).

Quaesto forum è cmq vitalizzante, vi seguo anche se non ho nulla da proporre.
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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #31 il: Domenica, 22 Luglio 2018, 16:41:42 »
Comunque insisto, anche se la maggior parte delle volte che esco con la MF devo gestire tutto il gruppo famiglia (quando leggo di cartonicini grigi e esposimetri a luce incidente mi viene da piangere: già è un miracolo non far cadere la MF e concentrarsi i 15 secondi concessi dal pargolo).

Sono nato e cresciuto fotograficamente con cartoncini grigi, scale di colore, termocolorimetri ed esposimetri per luce incidente (i miei favoriti mentre la maggior parte dei miei colleghi preferiva gli esposimetri super spot... e sbagliavano spesso e volentieri!), ma con le mirrorless davvero se ne può fare a meno ed evitare di complicarsi la vita. Leggo che hai la Contax G2: non riuscivi ad esporre correttamente le diapositive utilizzando solo il suo esposimetro interno una volta che sapevi come reagiva alle luci? Be', se sopravvivevi ai tempi dell'analogico e delle diapositive, oggi è impossibile sbagliare con le mirroirless visto che puoi controllare l'immagine che stai per ottenere nel mirino o fare uno scatto di prova e controllarlo subito a costo zero. I display della sd Quattro e delle dp Quattro sono ottimi e fedeli, gli esposimetri molto validi, non è impossibile capire la foto che stai per ottenere ed eventualmente aggiustare il tiro. Se impari a valutare ciò che vedi, difficilmente sbaglierai una foto e, al massimo, necessiterà di minimi aggiusti in fase di sviluppo del RAW, opportunità che non avresti avuto con le diapositive. ;)

In studio con la luce flash continuo a misurare la luce incidente, ma con alcune foto particolari la verifica finale è sempre l'immagine sul display o gli scatti di prova.
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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #32 il: Domenica, 22 Luglio 2018, 18:24:11 »
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Sono nato e cresciuto fotograficamente con cartoncini grigi, scale di colore, termocolorimetri ed esposimetri per luce incidente (i miei favoriti mentre la maggior parte dei miei colleghi preferiva gli esposimetri super spot... e sbagliavano spesso e volentieri!), ma con le mirrorless davvero se ne può fare a meno ed evitare di complicarsi la vita. Leggo che hai la Contax G2: non riuscivi ad esporre correttamente le diapositive utilizzando solo il suo esposimetro interno una volta che sapevi come reagiva alle luci? Be', se sopravvivevi ai tempi dell'analogico e delle diapositive, oggi è impossibile sbagliare con le mirroirless visto che puoi controllare l'immagine che stai per ottenere nel mirino o fare uno scatto di prova e controllarlo subito a costo zero. I display della sd Quattro e delle dp Quattro sono ottimi e fedeli, gli esposimetri molto validi, non è impossibile capire la foto che stai per ottenere ed eventualmente aggiustare il tiro. Se impari a valutare ciò che vedi, difficilmente sbaglierai una foto e, al massimo, necessiterà di minimi aggiusti in fase di sviluppo del RAW, opportunità che non avresti avuto con le diapositive. ;)

In studio con la luce flash continuo a misurare la luce incidente, ma con alcune foto particolari la verifica finale è sempre l'immagine sul display o gli scatti di prova.

Mi riferivo a un topic in cui Antonello spiegava bene come l'esposizione ottimale si ottiene con la misurazione della luce incidente o riflessa su cartoncino grigio.
Io espongo come faccio con le analogiche: uso la media ponderata* (se posso, puntando la macchina sulla fonte di luce che considero di riferimento come fosse uno spot - senza le insidie dello spot - oppure inquadro la scena e ne derivo i necessari aggiustamenti vedendo come si compongono le luci) ma mi avvalgo molto dell'istogramma per vedere se sfondo le alte luci (laddove siano significative e non elementi marginali) che sono poco recuperabili in fase di elaborazione RAW (in realtà punto a un jpeg diretto ottimale e intervengo in SPP solo per foto veramente da correggere). Mi fido meno della visione in sé dal mirino perché, se c'è molta luce ambiente che arriva all'occhio, non sempre riesco a capire la leggibilità - tendo a sottostimarla - delle parti in ombra.
Comunque ho ancora tutto da imparare.


*la uso anche per non perdere la mano con la Contax G (la uso dal 2015, un regalo nostalgico: ho usato per 15 anni la Yashica e il suo esposimetro era comunque a media ponderata e oramai sono un po' "tarato" anche io così)
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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #33 il: Domenica, 22 Luglio 2018, 20:07:49 »
Mi riferivo a un topic in cui Antonello spiegava bene come l'esposizione ottimale si ottiene con la misurazione della luce incidente o riflessa su cartoncino grigio.

E' un validissimo consiglio: cartoncino grigio e misurazione a luce incidente, se bene interpretati, sono la perfezione. Inutile dire che se il cartoncino grigio viene posizionato male o si misura la luce incidente con l'angolazione sbagliata, non servono a niente. La scelta dei punti dove effettuare la lettura e l'interpretazione dei dati sono la cosa fondamentale e, purtroppo, qui casca (spesso) l'asino, o meglio il fotografo.

Citazione
Io espongo come faccio con le analogiche: uso la media ponderata* (se posso, puntando la macchina sulla fonte di luce che considero di riferimento come fosse uno spot - senza le insidie dello spot - oppure inquadro la scena e ne derivo i necessari aggiustamenti vedendo come si compongono le luci) ma mi avvalgo molto dell'istogramma per vedere se sfondo le alte luci (laddove siano significative e non elementi marginali) che sono poco recuperabili in fase di elaborazione RAW (in realtà punto a un jpeg diretto ottimale e intervengo in SPP solo per foto veramente da correggere).

La media ponderata era l'unico metodo di misurazione nelle reflex della generazione Contax 139, Nikon FE, Pentax ME Super, etc. Poi cominciarono ad aggiungere anche la misurazione spot e, infine, la rivoluzione con il Matrix. Con le reflex dell'epoca non c'erano istogrammi da poter esaminare o la possibilità di fare scatti di prova (per quanto riguarda le luci, li facevo con la Polaroid, ma la verifica termina qui). Tutti questi metodi, anche la mitica "media ponderata al centro", dovevano essere interpretati dal fotografo che sapeva dove e quando la lettura poteva sbagliare e, alla fine, ci riuscivano tutti. Probabilmente era indispensabile impararlo o tanto valeva rinunciare a fotografare con le dia.

Citazione
Mi fido meno della visione in sé dal mirino perché, se c'è molta luce ambiente che arriva all'occhio, non sempre riesco a capire la leggibilità - tendo a sottostimarla - delle parti in ombra.

Esperienza. E' solo questione di esperienza. Più scatti e più sai cosa stai ottenendo e come sarà il file.

Citazione
*la uso anche per non perdere la mano con la Contax G (la uso dal 2015, un regalo nostalgico: ho usato per 15 anni la Yashica e il suo esposimetro era comunque a media ponderata e oramai sono un po' "tarato" anche io così)

Ho ancora da parte sia la Contax G che la Yashica FX3 mentre ho venduto tutte le reflex Contax e la Contax G2 come atto d'amore: non sopportavo di vederle inutilizzate nel cassetto.
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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #34 il: Lunedì, 23 Luglio 2018, 18:37:21 »
Vorrei porre l'attenzione sul non semplificare troppo il discorso, perché si rischia di confondere due differenti questioni. Partiamo dall'esposizione cosiddetta "ottimale", sulla quale ci sono due differenti scuole di pensiero, entrambe legittime:

A) l'esposizione cosiddetta "da diapositiva" o "definitiva", ossia il compromesso ottimale per un risultato già definitivo, come appunto era/è indispensabile operare per chi scatta in diapositiva, in quanto non è poi più possibile intervenire;

B) l'esposizione cosiddetta "per la massima informazione" o "per le alte luci", ossia quella che consente di registrare sul supporto la maggior quantità possibile di informazione, la qual cosa non sempre corrisponde con l'esposizione ottimale per la stampa (o proiezione).

La seconda si ottiene nella quasi totalità dei casi (ossia quando la luce principale è una sola ed anche uniforme) misurando la luce incidente sulla scena, in uno dei seguenti modi: 1) mediante un esposimetro a mano dotato di calotta ed orientato verso la direzione di provenienza della luce principale, oppure 2) mediante la misurazione della luce riflessa da un cartoncino cromaticamente neutro di riflettenza 18% che sia orientato perpendicolarmente alla direzione di provenienza della luce principale.

Ricordo anche che i due metodi sono assolutamente equivalenti per definizione, quindi si tratta solo di preferenze personali e/o di disponibilità di attrezzatura.

Come si può notare, non faccio mai alcun riferimento circa la scelta del PUNTO in cui eseguire la misura perché questo è indifferente e tale deve essere. Detto in altre parole, è dato il presupposto implicito e tassativo che la luce principale sia uniforme su tutta la scena. Infatti, soltanto in presenza di questa condizione di illuminazione uniforme si verifica che la lettura della luce incidente ci garantisce di registrare la massima informazione.

Viceversa, quando la scelta del punto dove effettuare la rilevazione della luce incidente diventa rilevante, allora vuol dire che l'illuminazione non è affatto uniforme, e quindi il discorso cade. In tal caso, il metodo per calcolare l'esposizione che cerchiamo (cioè quella per la massima informazione) si complica notevolmente: non solo perché richiede letture multiple, ma soprattutto perché diventa necessario un "discernimento fotografico" che richiede esperienza. In questi caso io suggerisco - per semplificarci la vita - di ripiegare sul metodo A, ossia puntare direttamente all'esposizione definitiva, oppure usare ugualmente il metodo B ma facendo la lettura sul soggetto principale ed ignorando tutte le altre luci (a meno che non sappiate già come eseguire una misurazione ponderata multispot ed abbiate anche un valido motivo tecnico che ne giustifichi il tempo speso).

In conclusione, io ritengo che con luce principale UNIFORME - tranne in caso di diapositive o esigenze equivalenti - sia SEMPRE preferibile il metodo B, perché ci assicura la massima lavorabilità dello scatto unitamente alla minor quantità possibile di rumore.

Ovviamente è sensato lavorare col metodo A anche solo per semplice preferenza personale e senza esigenze particolari, purché si faccia in modo rigoroso, cioè come se davvero ci fosse in camera una diapositiva e quindi senza MAI intervenire in post-produzione. Trovo invece abbia meno senso operare col metodo A in modo approssimativo, finendo quindi con intervenire quasi sempre in post, ma avendo però inutilmente perso informazione in ripresa. Anche se dobbiamo/vogliamo/preferiamo approssimare, è sempre meglio farlo col metodo B (io lo faccio sempre).

Anzi, voglio puntualizzare una cosa che forse non ripeto abbastanza spesso: personalmente io approssimo praticamente sempre! Pur avendo sempre in borsa un cartoncino neutro tarato 18% (non perdo spazio per portarmi un esposimetro), raramente lo tiro fuori per eseguire materialmente la misurazione per luce incidente, perché raramente ne ho bisogno. Sia chiaro, quindi, che io raccomando di usare SEMPRE questo metodo perché più lo si usa e più rapidamente si fa esperienza e tanto prima si sarà in grado di farne a meno, PUR MANTENENDO LO STESSO LIVELLO DI RISULTATI.
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #35 il: Lunedì, 23 Luglio 2018, 20:58:47 »
Grazie a Rino e ad Antonello per gli articolati interventi.
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« Risposta #36 il: Mercoledì, 08 Agosto 2018, 20:22:54 »


























































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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #37 il: Giovedì, 09 Agosto 2018, 10:54:28 »
Bella la prima, le altre da sole mi dicono poco, ma rientrano bene all'interno della serie.
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« Risposta #38 il: Giovedì, 09 Agosto 2018, 19:39:24 »
Bella la prima, le altre da sole mi dicono poco, ma rientrano bene all'interno della serie.


Infatti vorrei farmi una piccola fanzine dove la serie diventa un racconto iconografico, all'inizio una pagina di testo e dieci-dodici immagini. Vorrei produrre come è nella tradizione delle vere fanzine qualcosa di sconvolto, sgomento, anche doloroso (tanto non la deve comperare nessuno)... avevo pensato per esempio a questa copertina e titolo:


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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #39 il: Giovedì, 09 Agosto 2018, 20:48:19 »

Infatti vorrei farmi una piccola fanzine dove la serie diventa un racconto iconografico, all'inizio una pagina di testo e dieci-dodici immagini. Vorrei produrre come è nella tradizione delle vere fanzine qualcosa di sconvolto, sgomento, anche doloroso (tanto non la deve comperare nessuno)... avevo pensato per esempio a questa copertina e titolo

Perché vuoi per forza fare qualcosa di sconvolto/sgomento/doloroso? :)
Ok, il servizio in bianconero contrastato con l'uso del flash si presta molto, comunque il titolo mi piace.
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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #40 il: Giovedì, 09 Agosto 2018, 22:33:46 »

Perché vuoi per forza fare qualcosa di sconvolto/sgomento/doloroso? :)
Ok, il servizio in bianconero contrastato con l'uso del flash si presta molto, comunque il titolo mi piace.

Parto dall'alto :D
La forma libro perché per lo più si è intesa e si intende la fotografia come equivalente del quadro, che è certamente una possibilità, ma la fotografia può essere anche  l'equivalente di una pagina scritta, cioè essere un libro; ragione per cui amo le stampe piccole, a misura di pagina, e sospetto che Ghirri con le sue stampe ostinatamente piccole intendesse appendere alla parete dei racconti ovvero lasciare dei libri aperti verticalmente.
La fanzine perché essendo autoprodotta e poco costosa può permettersi il lusso di essere radicale nella forma-contenuto.
Toccare con emozione e con rispetto l’esistenza, lo spettacolo meraviglioso e terribile che abbiamo davanti agli occhi - come scrive José Muñoz*, - perché evita sia la rappresentazione neoromantica o neoleggera dei paesaggisti contemporanei, sia la neoepica levigata e indecente dei reporter contemporanei (per esempio World Press Photo of the Year).
Lo stile poco attento alla tecnica perché bisogna fare di necessità virtù...  :D


*Lo scrive qui https://www.nazioneindiana.com/2004/06/21/cosi-devi-fare/
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« Risposta #41 il: Venerdì, 10 Agosto 2018, 03:45:09 »
la prima dell' ultima serie...la ritengo la migliore!...ok l'idea...ma avrei cercato ugualmente di estendere la gamma tonale, pur lasciando un discreto contrasto, praticamente inevitabile usando un flash senza grandi diffusori!

@Sardorosso...tutto corretto, però fai riferimento a diapositive, mentre questo topic è stato aperto con bianco e nero!...qui siamo nell' esposizione mista, ed i giochi cambiano parecchio, ma anche se fossimo nella "naturale" ...avremmo dovuto pensare al valore da noi scelto e farlo cadere in una determinata zona! questo non si fa con le media di più esposizioni...perchè altrimenti finiamo verosimilmente in una ponderata o media sia essa per le luci o per le ombre!
usare l'incidente o la riflessa sul maledetto cartoncino equivale ad andare ad occhio sul retro delle vecchie confezioni Kodak dove erano espressi perfettamente i valori in base ai din/iso
il bello del bianco e nero è poter variare questa base!  :si:
scusa se mi sono permesso...ma purtroppo, pur essendo due anni che non bagno le mani nel rivelatore...ho una deformazione  :))

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« Risposta #42 il: Venerdì, 10 Agosto 2018, 04:24:21 »
Citazione da: gobbo
@Sardorosso...tutto corretto, però fai riferimento a diapositive, mentre questo topic è stato aperto con bianco e nero!...qui siamo nell'esposizione mista, ed i giochi cambiano parecchio, ma anche se fossimo nella "naturale" ...avremmo dovuto pensare al valore da noi scelto e farlo cadere in una determinata zona! questo non si fa con le media di più esposizioni...perché altrimenti finiamo verosimilmente in una ponderata o media sia essa per le luci o per le ombre!
Dovresti leggere con attenzione quel che intendi commentare prima di farlo ed essere anche ben sicuro di averlo compreso: a parte il fatto che "FORSE" ti sfugge la differenza tra media e media pesata, in ogni caso non c'è nulla in quel che ho scritto che possa far pensare che io mi stessi riferendo alle immagini di questo topic. Comunque grazie per la lezioncina, quando sarò rimbambito potrebbe tornarmi utile...
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Re:Girasoli nella città di K.
« Risposta #43 il: Venerdì, 10 Agosto 2018, 07:31:58 »
la prima dell' ultima serie...la ritengo la migliore!...ok l'idea...ma avrei cercato ugualmente di estendere la gamma tonale, pur lasciando un discreto contrasto, praticamente inevitabile usando un flash senza grandi diffusori!


Gobbo, scusa non ne so tanta sono neofotoamatore, estendere la gamma tonale come?

Nella prima non c'è flash, è "naturale". A parte il crop è quasi così com'è uscita, ho solo schiarito appena la parte bassa del fiore, i semi, ma appena appena, è presa col treppiede perché non c'era tanta luce dato che vado tardi per via delle api, e l'esposizione è per luce incidente presa con l'esposimetro.
Nemmeno la seconda è col flash, solo che in quell'occasione non avevo il treppiede allora ho aperto il diaframma del tutto ed è a fuoco solo un piccolo piano. Ma tanto è tutto scrauso di queste fotografie quindi va bene così (mi sono autoconvinto  :D).

Quelle col flash, ecco io non lo so usare, non calcolo l'esposizione, mi chiedo solo quanta notte voglio e chiudo di conseguenza il diaframma, poi spero e chiedo alla macchina di darmi ugualmente un'immagine guardabile  :))  (per fortuna la tecnologia è così avanzata che esce qualcosa comunque).

Però sono contento perché nemmeno Van Gogh dipingendo i girasoli ha pensato che poteva rappresentare un moncherino, nemmeno lui si è spinto a tanto (ora qualcun* penserà che se non si è spinto doveva esserci una buona ragione :D)
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« Risposta #44 il: Venerdì, 10 Agosto 2018, 13:43:08 »
mi sono espresso male io!....la migliore è la prima dell'ultima serie....non mi piacciono i risultati, di altre con flash invasivo (siamo sempre nel soggettivo)
mentre...ropeto l'idea è interessante, ha un progetto!  :si:

@Sardorosso... pensavo che in un topic con foto BW si facesse riferimento ...
detto ciò noto un certo astio...del tutto inutile nei miei confronti! non ti ho mancato di rispetto...però mi hai risposto come se lo avessi fatto, ovvero come quando a scuola il Profe si sente contraddetto, cosa che NON ho fatto! ho solo notato che si faceva riferimento a metodi espositivi in luce naturale quando in mezzo alle foto ci sono pure le miste! quindi lungi da me farti lezioncine!  :pax: