Autore Topic: SdQ+18-35 Art diga del Gleno  (Letto 235 volte)

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Offline Lorenzo F.

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SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« il: Giovedì, 23 Agosto 2018, 20:25:30 »
Eccomi qua, vi propongo alcuni scatti della diga del Gleno in valle di Scalve


Vorrei solo sottolineare un quesito:
Che senso ha conoscere la storia se poi si commettono i medesimi errori del passato?





Buona visione














Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani

Offline gobbo

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #1 il: Giovedì, 23 Agosto 2018, 20:28:31 »
la 3 mi piace particolarmente!  :si:

Offline andrea948

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #2 il: Giovedì, 23 Agosto 2018, 20:30:51 »
La 4° mi piace molto, perfetta e equilibrata... :si: :si: :si:
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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #3 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 08:30:26 »
Bella resa della luce e dei colori (poi mi sveli i tuoi segreti...)
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Offline Silvia V

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #4 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 09:23:13 »
mi piacciono soprattutto la 1 e la 4, la seconda a mio avviso è quella più debole e faccio fatica ad "inquadrarla". Bella serie Lorenzo  :)
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Offline Lorenzo F.

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #5 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 10:06:33 »
Grazie a tutti.
Questi scatti acquistano valore solo se contestualizzati, in special modo lo scatto che mostra la sezione ossia il numero 2.
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M.Villani

Offline Rino

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #6 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 10:29:24 »
Che senso ha conoscere la storia se poi si commettono i medesimi errori del passato?

A quanto pare è una caratteristica tipica degli esseri umani visto che facciamo sempre gli stessi errori e la storia si ripete.
Bella serie, ovviamente impreziosita dal messaggio legato alle foto.
La leggera sottoesposizione ci sta bene.
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Offline Sardosono

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #7 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 13:46:52 »
La terza e la quarta hanno una chiara struttura compositiva, che purtroppo manca nelle altre due (nella prima rimane non definita in varie zone e quindi abbandona l'occhio a sé stesso, mentre nella seconda è quasi assente, in quanto a parte il "percorso" determinato dalla "linea di confine" tra la forma ed il cielo, non vi è alcun elemento di prima attenzione).

La terza, dal canto suo, ha una struttura assai più semplice della quarta e di conseguenza risulta più forte e molto più efficace.  :si:
IMO, naturalmente...  :D

Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Offline Italo

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #8 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 15:14:07 »
Premetto che non so nulla di questo fatto e nemmeno ho cercato di documentarmi in merito ma..... dalla seguente sezione della diga, resa leggibile dal recupero ombre, si può facilmente intuire la causa del crollo: almeno questa sezione della diga è stata eseguita con colate di calcestruzzo successive completamente indipendenti, senza prevedere un legame con la sezione adiacente per mezzo di gabbie in acciaio nelle colate, ma confidando unicamente nella forza di gravità sull'intera struttura.

La superficie inquadrata non presenta la minima traccia di "strappi" casuali né la presenza di spezzoni d'acciaio che fuoriescono dai blocchi, ma la parte mancante sembra piuttosto slittata senza sforzo alcuno come se l'apertura fosse predisposta in quel punto... si vedono perfino i segni delle tavole di contenimento che si applicano sul perimetro delle colate, ergo: le colate finivano lì... e quella adiacente sarebbe stata iniziata in modo del tutto scollegata da quella che vediamo: pessimo progetto!

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #9 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 15:35:40 »
Secondo me ha ragione Italo.
Le foto sono belle ma c'è un errore concettuale, lo suggerisce il testo che le accompagna: si dà per scontato che la "storia" sia perfettamente conosciuta da chi guarda le foto, mentre lo scopo è - potrebbe essere - proprio raccontare questa storia documentandola con le immagini. Italo sopra ha scavato nella storia e ha lavorato l'immagine per documentare un aspetto della vicenda: la causa.
Trovo straordinario quello che hai fatto: registrare un fatto storico, ovvero il disastro del Gleno (tra l'altro hai dovuto raggiungere quel luogo, non sarà semplicissimo). Però le informazioni a me che sono ignorante sulla vicenda non arrivano.
Tu potresti anche rispondermi: ma io ho già fatto quel che volevo: ti ho incuriosito così hai cercato su google scoprendo che la vicenda è il "disastro del Gleno".
E' vero, ma ugualmente trovo che se tu non solo incuriosisci ma fai anche arrivare a me ignorante l'informazione con uno scavo personale tuo dentro i fatti, questo si ripercuote sulle immagini (come suggerisce Italo) e vale un Nobel e un Oscar insieme  :si:
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Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Offline Lorenzo F.

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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #10 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 16:10:57 »
L'intento era quello! ed Italo ci ha azzeccato.


Un pochino di info:
La diga del Gleno, iniziata nel 1916 e terminata nel 1923, è stata nel breve periodo (circa 30 giorni) lo sbarramento ad archi multipli a gravitá piú grande mai realizzato, anche considerando la quota 1500 slm.
Dal 1907 al suo completamento si susseguirono vari progetti/concessioni/approvazioni/revoche ect ect
Di fatto i lavori vennero interrotti piú volte perchè si scoprí che i basamenti a gravitá poggiati sulla roccia della parte centrale (che ora non esiste piú) ed  il sistema di archi multipli erano inadeguati al contenerr l'acqua del bacino retrostante qualora avesse raggiunto anche solo la metá della capienza prevista.
Il progetto venne modificato ed i lavori poterono riprendere ma dato che i costi erano stati troppi elevati, si decise di risparmiare sui materiali, arrivando ad utilizzare calcina e ció che si trovava nei paraggi da riempitivo come legno, paglia mista  sabbia meno costosa come inerte, rispetto alla malta cementizia perchè troppo costosa eedifficile da far giungere in modo continuativo;  per le armature invece (che si notano, anzi di cui non v'è traccia ! dalla mia pseudo-sezione) venne utilizzato il ferro proveniente dai residuati bellici lasciati sul campo nella 1 guerra mondiale, che interessò quei territori solo 1 lustro prima.
Gli ispettori del genio civile che ormai erano di casa (inspiegabilmente) non ci eseguirono mai i test di rito sui campioni di (cemento) prelevati in loco ed i lavori vennero considerati conclusi nonostante la diga avesse infiltrazioni sin dai primi giorni della sua realizzazione, eseguita ad opera degli abitanti dei paesi circostanti, gli stessi abitanti che ne denunciarono le problematiche ma vennero minacciati di licenziamento (quel lavoro per molti era l'unico vero sostentamento) ed in alcuni casi messi proprio a tacere (alcuni rifugi della zona portanono i loro nomi).


L'1 dicembre 1923 a seguito delle piogge autunnali abbondanti dei mesi precedenti, il bacino si colmò e la diga cerette di schianto riversando nella vallata il contenuto dei 40ha del bacino sovrastante; complice uno sperone naturale sottostante la diga, l'acqua saltò di volata il primo paese sul suo tragitto e rase completamente al suolo gli altri 5 in 2 valli differenti.
La conta dei morti fu bassa e rimane ad oggi un mistero causa i censimenti anagrafici non attendibili dell'epoca.


Per tornare alle vostre risposte, vi ringrazio  :)


Antonello: Hai ragione e concordo con te, nella prima foto cercavo il contrasto fra la luce ed il mostro scuro in cemento, purtroppo la luce con quel particolare taglio è giunta solo nel tardo pomeriggio quando stavamo tornando anzi  ancora mezz'ora e sarebbe stata perfetta ma la salita l'avevamo giá fatta sotto un acquazzone inimmaginabile, tuttavia volevamo arrivare perché il meteo parlava chiaro ...sole... e cosí infatti è stato,  ma non era salutare fare anche la discesa rischiando un altro acquazzone, inoltre attorno a me era pieno di ostacoli e di gente in fila su di un sentiero strettissimo, obbligato ed a picco sulla vallata, avrei potuto fare di meglio solo con un tele ed avendo la possibilitá di spostarmi notevolmente verso sinistra  poiché non potevo variare l'inquadratura senza trovarmi ostacoli di fronte, comunque concordo con ciò che hai scritto.
Nella seconda, l'intento era di fotografare lo spaccato della diga per vedere la stratigrafia, senza nemmeno pubblicare lo scatto, ma complice il sole e soprattutto gli ostacoli rappresentati da ponti sostesi, persone recinzioni di sicurezza e cartelli di segnalazione, l'intento è stato raggiunto ma la foto in se non è né carne né pesce.


Aneddoto
Una signora ignorante, deficiente e poco empatica (nel senso letterale dei termini) spiegava a sus figlia quanto fosse bello che la diga fosse caduta poichè cosí potevano godere del panorama retrostante.!!!!


Comunque benchè sia storia "antica" anche oggi i problemi non sono affatto e vengono generati dalle stesse identiche mancanze e ciò vale anche per la sensibilitá di molte gente.


Scusate per gli errori, non ho riletto e scrivo da smartphone, sistemerò appena possibile.
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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #11 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 17:50:17 »

Tu potresti anche rispondermi: ma io ho già fatto quel che volevo: ti ho incuriosito così hai cercato su google scoprendo che la vicenda è il "disastro del Gleno".
Il mio intento era quello, ed ora, solo ora, valeva la pena che vi raccontassi la storia completa.
Italo ovviamente ha un animo scientifico, quindi come testa gli suggeriva ha osservato ed osservato bene, benchè la foto con la stratigrafia fosse stata tenuta volutamente scura per lasciar vedere solo a chi avesse voluto osservare.
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Re:SdQ+18-35 Art diga del Gleno
« Risposta #12 il: Venerdì, 24 Agosto 2018, 20:24:59 »
 :si:
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