Autore Topic: Antoine d’Agata  (Letto 531 volte)

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Offline pacific palisades

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Antoine d’Agata
« il: Venerdì, 28 Settembre 2018, 18:36:26 »
Antoine d’Agata è stato una recentissima scoperta e mi è arrivato addosso come il camion nella prima scena di Matrix. In francese si direbbe bouleverser. Mi sono sottratto all'impatto ma non senza conseguenze emotive, un senso profondo di mancanza in tutto quello che faccio. D’Agata realizza ciò che considero cacciarsi in una situazione e ciò che considero scendere nella verticalità. Il risultato è levare le convenzioni visive buttando lo spettatore in un territorio violento, beconiano. Un parallelo letterario potrebbe essere Canti del caos di Antonio Moresco, ma D’Agata direbbe certamente Céline.

Qui un'intervista in italiano su Rolling Stone

Qui una videointervista in inglese per Vogue Masters

Qui un'altra videointervista in inglese.


Una fotografia di Antoine D'Agata

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Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
Dario Voltolini Forme d'onda

Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Offline Rino

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #1 il: Venerdì, 28 Settembre 2018, 20:08:01 »
Tanto di cappello all'Autore ed alla ricerca anche se devo confessare che questo tipo di foto ormai mi fa lo stesso effetto che fa le acque setose ad altri.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #2 il: Venerdì, 28 Settembre 2018, 20:28:05 »
Tanto di cappello all'Autore ed alla ricerca anche se devo confessare che questo tipo di foto ormai mi fa lo stesso effetto che fa le acque setose ad altri.
Stai dicendo che doppia esposizione is the new "silky water" ?
Comunque apprezzo gli input di Andrea, l'intellettuale del Forum.   :si:

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #3 il: Venerdì, 28 Settembre 2018, 20:31:56 »
@ Rino
Strano, perché D'Agata è molto controverso per le sue immagini violente e esplicitamente sessuali, tollerabili se si tratta di pittura, molto meno sapendo che sono fotografie. Alcune sue immagini sembrano addirittura un'epica della droga (lui stesso è o è stato tossicodipendente). Immagino quanto sia difficile esporlo, come dimostra anche il disclaimer dell'intervista  a Vogue Masters.
Insomma non è certo uno che lascia indifferenti. Se Magnum l'ha accolto tra gli associati forse è proprio perché hanno capito che il suo è un modo di raccontare la realtà, certo non quella "retinica", ma come scrivevo sopra immergendosi nella dimensione verticale del mondo.
Non so, io sento come se mi puntasse un dito contro per accusarmi. Nessun altro ha avuto questo effetto, nemmeno Koudelka, anche se quest'ultimo è un fotografo che considero ancora più grande.
Qualcosa va riportato dal fondale, e consegnato agli umani, fosse anche una cosa minuscola. A quel punto non sarei più accusato.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #4 il: Venerdì, 28 Settembre 2018, 20:39:34 »
Tanto di cappello all'Autore ed alla ricerca anche se devo confessare che questo tipo di foto ormai mi fa lo stesso effetto che fa le acque setose ad altri.
Stai dicendo che doppia esposizione is the new "silky water" ?
Comunque apprezzo gli input di Andrea, l'intellettuale del Forum.   :si:

Grazie.
Comunque la foto che ho scelto era anche una tra le poche che fosse abbastanza rappresentativa del suo mondo poetico senza essere presa per pornografia o altro.
E' palesemente un omaggio ai corpi di Francis Bacon collocati su letti come in un teatro:


 
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Offline Lorenzo

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #5 il: Venerdì, 28 Settembre 2018, 23:35:41 »
Si può provare ribrezzo e senso di profondo disagio guardando una foto?  :-\
Boh, non capisco questo genere.
 :puke:
Pacific, ovviamente la tua ricerca continua è molto apprezzabile!  ;)
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Poi faccio pace...

Offline pacific palisades

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #6 il: Sabato, 29 Settembre 2018, 09:41:42 »
Si può provare ribrezzo e senso di profondo disagio guardando una foto?  :-\
Boh, non capisco questo genere.
 

Probabilmente provo il tuo stesso disagio davanti alle immagini di D'Agata. La mia scoperta è di un mese fa, ho tergiversato fino a ora prima di inserirlo sul forum.
Per un po' ho frequentato persone che scrivono, cioè per un po' abbastanza lungo una decina d'anni. Una volta qualcuno mi spiegò che il problema di raccontare il male si risolve attraverso lo specchio: non si guarda il male (racconta) il male direttamente, occorre vederlo riflesso altrimenti ti annichilisce. E' il mito di Medusa che si può affrontare soltanto guardandola riflessa sullo scudo lucido. La pittura è di per sé una forma mediata della visione, perché c'è invenzione formale di segno, di colore, di organizzazione compositiva: allora il male in pittura è tollerabile - emblematici sono i dipinti splendidi di Francis Bacon. Nella fotografia invece tutto è più diretto. Quel che ho notato in D'Agatà è che tenta con alcuni lavori, forse i più recenti, di ottenere un linguaggio pittorico pittorialista, allontanando quindi l'immagine fotografica dal risultato "retinico". Credo che sia un processo più complesso dell'esposizione multipla, ma ad ogni modo questa è soltanto tecnica, quindi non mi interessa, interessante è il significato dell'immagine, come l'immagine pensa - perché è questo che accade con la fotografia, si produce pensiero. Ecco perché Mulas diceva che le fotografie non sono belle/brutte, ma sono buone/non buone, infatti del pensiero non diciamo che è bello, ma che è buono.
Questa è la suggestione che ci lascia D'Agata di là dall'effetto diretto che hanno le sue immagini su di noi: il problema della rappresentazione (fotografica) del male.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #7 il: Sabato, 29 Settembre 2018, 09:46:33 »
Si può provare ribrezzo e senso di profondo disagio guardando una foto?  :-\
Boh, non capisco questo genere.
 :puke:
Pacific, ovviamente la tua ricerca continua è molto apprezzabile!  ;)

Anche a me trasmette un forte senso di disagio questa foto ma vedrei volentieri una mostra
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #8 il: Sabato, 29 Settembre 2018, 09:56:07 »

Anche a me trasmette un forte senso di disagio questa foto ma vedrei volentieri una mostra

Come ho scritto sopra condivido il disagio.

Silvia ciao, scusami ti ho lasciato un messaggio alle foto del deserto che può risultare aggressivo. In realtà cerco di essere cattivo perché mi interessa quel che fai e per onorarlo credo si deve essere critici cattivi. Purtroppo non modulo molto bene, e temo che più che cattivo sembro scemo: non trovo le parole giuste :ohi:
Hai visto che c'è un omaggio a te e Frihet qui? http://forum.foveon.it/index.php?topic=7159.msg56785#msg56785
Era stato fatto anni fa, quando non sapevo niente di fotografia (cioè anche adesso non so nulla ma almeno ho una fotocamera), l'idea è che sullo sfondo ci fosse una fotografia e il personaggio esprimesse un pensierino su ciò che vedeva  ^-^
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Offline Silvia V

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #9 il: Sabato, 29 Settembre 2018, 14:37:45 »

Anche a me trasmette un forte senso di disagio questa foto ma vedrei volentieri una mostra

Come ho scritto sopra condivido il disagio.

Silvia ciao, scusami ti ho lasciato un messaggio alle foto del deserto che può risultare aggressivo. In realtà cerco di essere cattivo perché mi interessa quel che fai e per onorarlo credo si deve essere critici cattivi. Purtroppo non modulo molto bene, e temo che più che cattivo sembro scemo: non trovo le parole giuste :ohi:
Hai visto che c'è un omaggio a te e Frihet qui? http://forum.foveon.it/index.php?topic=7159.msg56785#msg56785
Era stato fatto anni fa, quando non sapevo niente di fotografia (cioè anche adesso non so nulla ma almeno ho una fotocamera), l'idea è che sullo sfondo ci fosse una fotografia e il personaggio esprimesse un pensierino su ciò che vedeva  ^-^

Ma figurati! tanto poi mi vendico, sono Scorpione  :sm:) ....Esprimi tranquillamente quello che pensi, per cosa dovrei prendermela, pubblico per condividere in questo "salotto" di amici in cui mi trovo a mio agio, eventuali critiche sono solo spunti di riflessione semmai  ;)
Non avevo visto il post, ora guardo!
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Offline Rino

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #10 il: Sabato, 29 Settembre 2018, 17:20:20 »
@ Rino
Strano, perché D'Agata è molto controverso per le sue immagini violente e esplicitamente sessuali
...
Insomma non è certo uno che lascia indifferenti. Se Magnum l'ha accolto tra gli associati forse è proprio perché hanno capito che il suo è un modo di raccontare la realtà, certo non quella "retinica", ma come scrivevo sopra immergendosi nella dimensione verticale del mondo.

Ho esordito dicendo "tanto di cappello" e non ho nulla da contestare alla sua bravura come alle sue immagini violente, esplicitamente sessuali, scure, mosse, con le esposizioni multiple, etc. La sua maestria è il motivo del suo successo insieme all'utilizzo degli altri elementi che trovo scontati e già visti (almeno per me lo sono: quel tipo di foto andava molto in voga negli anni '70 presso i "sessantottini impegnati", ma quasi sempre le loro foto sono andate perse quando hanno messo su famiglia e sono andati a lavorare in qualche ufficio). Poi non tutti sono stati bravi o fortunati come lui, ma questa è una storia di sempre.
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Offline pacific palisades

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #11 il: Sabato, 29 Settembre 2018, 23:50:14 »
Rino macchenesò, me lo hai paragonato alle acque setose, che effetto fanno? a me fanno dormire, D'Agata invece è un incubo!
Sai cosa penso? che D'Agata ti stia tenendo strette le trippe tra le ditacce sue da strangolatore e minacci di farci uno scooby doo per tener meglio la macchina in mezzo a un'orgia di prostitute caraibiche che sorridono digrignando gli occhì, sì li digrignano! gli occhi! come delle bocche! così...  :boi:  :boi:
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #12 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 08:19:48 »
Visto i vari link. Un maledetto a tutti i costi. Direi che l'idea fotografica ha un suo fascino, lui non mi convince. Se stai male, una strada è quella che ha scelto lui
: mettersi sul bordo delle altrui disperazioni, immergersi tenendo l'elastico attaccato al piede ( brivido del rischio, controllato però: siam mica fessi) e poi venirne fuori per fare l'artista.
Il suo è un gesto strabico e dunque furbetto, come il suo sguardo divergente e fin troppo serio. Lasci stare Celine, è altra cosa.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #13 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 12:11:48 »
Rino macchenesò, me lo hai paragonato alle acque setose, che effetto fanno? a me fanno dormire, D'Agata invece è un incubo!

Da questa tua risposta credo di aver capito le tue successive e non ci siamo capiti. Provo a scrivere la mia prima frase in maniera migliore:

Tanto di cappello all'Autore (quindi riconosco che è bravo) ed alla ricerca anche se devo confessare che questo tipo di foto ormai mi fa lo stesso effetto che fa le acque setose ad altri (cioè sono ripetitive, venute a noia perché se ne sono viste tante, ma noia non è sinonimo di soporifere - è ovvio che le acque setose infondano serenità e rilassatezza mentre le sue danno sensazioni inquietanti - e molto ruffiane nella realizzazione che sa bene funzionerà).

Alla fine le sue immagini non riescono neanche più ad inquietarmi perché le vedo "costruite a tavolino" quanto le foto con le acque setose. I reportage di gente sporca, misera, drogata, ubriaca, sballata, dalle facce tormentate, spesso mosse ed in BN drammatico, cicche di sigarette, siringhe, preservativi, topi, avanzi di cibi e bottiglie vuote, mi hanno davvero stufato almeno quanto quelle dei poveri bambini africani o di quelli indiani con i grandi occhi sgranati che allungano le mani imploranti verso i turisti. Non c'è nessun fotografo che non le abbia scattate, spesso durante un tour organizzato. Trovo fin troppo facile e ruffiano fare un reportage ed un libro sui bambini indiani, sui tossici di Berlino, sugli abitanti di Scampia, sui senzatetto sdentati, sui barconi dei migranti, all'interno delle prigioni (ovviamente quelle brutte, sporche e degradate), etc. Mi sembra un approfittare delle situazioni di degrado umano per proprio interesse personale gestito con maestria (dalla scelta dei soggetti, delle riprese e della postproduzione), che poi le foto siano anche belle è un valore aggiunto non sempre presente.

Bada bene, non sto parlando nello specifico di D'Agata che non conosco e non mi permetterei mai di giudicare, ma solo delle sue foto e di quello che mi trasmettono.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #14 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:04:34 »
Citazione da: Rino
... Trovo fin troppo facile e ruffiano fare un reportage ed un libro sui bambini indiani, sui tossici di Berlino, sugli abitanti di Scampia, sui senzatetto sdentati, sui barconi dei migranti, all'interno delle prigioni (ovviamente quelle brutte, sporche e degradate), etc. Mi sembra è un approfittare delle situazioni di degrado umano per proprio interesse personale gestito con maestria (dalla scelta dei soggetti, delle riprese e della post-produzione), che poi le foto siano anche belle è un valore aggiunto non sempre presente.

Perdonatemi se dico la mia fuori dai denti senza mezzi termini, ma su certi argomenti non conosco altro modo.

Per me i casi sono soltanto due: o si tratta di "falsa espressione artistica" (ossia di un "approccio" artificialmente costruito per fini commerciali, proprio come descritto da Rino), oppure nella remota ipotesi che si trattasse davvero di espressione artistica (non credo proprio, ma non posso escluderlo), ossia di espressione genuina di quel che il fotografo "ha dentro di sé"... beh, allora questo fotografo è solo un poveretto che sta davvero messo male, ma molto male...  :(

IMO, ovviamente...
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

SDQ+SD15+SD10 18-35/1.8+50/1.4+17-70/2.8-4OS+17-35/2.8-4+Elmarit135/2.8
GX7+GX1+GH1 20/1.7+25/1.4+45/1.8+60/2.8+70/2.8+20-40/2.8+Vario-Elmarit-14-50/2.8
X-T10 35/1.4+50/1.2+28/2.8+Sonnar90/2.8+135/2.5+16-50/3.5-5.6OS+70-200/4Macro
LX100  GXR+evf 50/2.5Macro+28/2.5  Alpha65  S3Pro  Digilux-2

Offline pacific palisades

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #15 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:11:55 »
@ Rino
Va bene, è l'argomento dell'inautenticità (che porta anche Agostino) articolato con varie retoriche. Tutto ciò però non ha nulla a che fare con l'opera, è prettamente un discorso sull'autore.
 
Paradossalmente l'unica critica all'opera in questo colonnino è venuta proprio da me che ho scritto "pittorico pittorialista" perché ho un dubbio sul portare la fotografia nella dimensione pittorica, cioè fare del pittorialismo. E' stucchevole? è riuscito? Un dubbio che potrei sciogliere soltanto stando davanti alle stampe.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #16 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:22:14 »
nella remota ipotesi che si trattasse davvero di espressione artistica (non credo proprio, ma non posso escluderlo), ossia di espressione genuina di quel che il fotografo "ha dentro di sé"... beh, allora questo fotografo è solo un poveretto che sta davvero messo male, ma molto male...  :(

IMO, ovviamente...

«Homo sum, humani nihil a me alienum puto», è questo il sentimento.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #17 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:37:02 »
Ho scoperto D'Agata grazie a questo video di Mirko Errigo

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #18 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:37:44 »
Citazione
è l'argomento dell'inautenticità (che porta anche Agostino)

Io non credo nell'inautenticità però, se con una faccia ti immergi nella tua dannazione (non è un giudizio morale: è lui che ne parla in questi termini)e con l'altra ti interfacci con le gallerie d'arte, vuol dire che c'è qualcosa di perverso con cui giochi.

Tu mi dirai: non giudicare il testo con l'extratesto. Io ti rispondo: allora, tu, autore d'arte, sparisci dal mondo e che non si sappia niente di te se non quel che produci. Giudicherò il valore della tua arte senza sciropparmi le tue menate sulla dannazione degli ultimi che, tu dici, dalla dannazione, a differenza di te, non possono neanche distrarsi un pochino. La tua distrazione (fosse anche soltanto l'aperitivo all'inaugurazione di una tua mostra in una qualsiasi galleria fighetta) dalla tua dannazione è il commercio che fai del contatto tra te e i dannati.
Tutto qua.

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #19 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:39:12 »
E comunque, PP, ti ringrazio per tutti gli stimoli e le scoperte che condividi. Buona domenica
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #20 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 13:59:27 »
Agostino sono tutti discorsi ad hominem.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #21 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 14:45:41 »
Citazione
Direi che l'idea fotografica ha un suo fascino

No, la mia premessa è quella sopra. Ma se il tipo ci tiene a parlare di sé allora io includo TUTTO nel giudizio.

Che i film di Zeffirelli siano capolavori del Festival del Cinema Parrocchiale (è solo una definizione, niente contro le Parrocchie) lo capisco da me, anche senza conoscere un solo pensiero verbale dell'autore; se poi l'autore mi deve pure raccontare le sue contraddizioni (le sue= quelle che lui reputa tali, in questo caso parlo di Z.) di peccatore dalla carne tremula allora il mio giudizio si fa impietoso. E i film rimangono comunque sempre da Cinema Parrocchiale. Così come le foto del nostro tipo, a loro modo interessanti.
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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #22 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 15:20:58 »
Citazione
Direi che l'idea fotografica ha un suo fascino

No, la mia premessa è quella sopra. Ma se il tipo ci tiene a parlare di sé allora io includo TUTTO nel giudizio.

Che i film di Zeffirelli siano capolavori del Festival del Cinema Parrocchiale (è solo una definizione, niente contro le Parrocchie) lo capisco da me, anche senza conoscere un solo pensiero verbale dell'autore; se poi l'autore mi deve pure raccontare le sue contraddizioni (le sue= quelle che lui reputa tali, in questo caso parlo di Z.) di peccatore dalla carne tremula allora il mio giudizio si fa impietoso. E i film rimangono comunque sempre da Cinema Parrocchiale. Così come le foto del nostro tipo, a loro modo interessanti.

Ho capito, ma io invece tengo assolutamente distinta l'opera dai discorsi ad hominem. I film di Zeffirelli sono brutti (se raffrontati alla grande storia del cinema) indipendentemente da quel che faceva a casa sua.
Un'opera può essere eticamente discutibile, le opere di Spinoza sono meravigliose ma disseminate di sessismo, questo va detto. Ma stando dentro l'opera, isolando i blocchi infelici, non argomentando che Spinoza era un deluso d'amore che si vendicava scrivendo.
Poi i discorsi ad hominem finiscono sempre per essere strutturati come interpretazione del pensiero altrui o mind reading, e non so, per me leggere il pensiero è problematico almeno quanto piegare le chiavi con la forza della mente :))

Detto questo la discussione anche un po' scomposta, l'accalorarsi mi fa piacere, segno che qualcosa quell'opera la muove a livello di pancia.

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #23 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 15:32:03 »
Citazione da: pacific palisades
«Homo sum, humani nihil a me alienum puto», è questo il sentimento.
Certamente, comprendo bene quel che intendi portare come elemento di riflessione e figurati se non lo condivido, essendo io - per di più e come ben sai - cristiano evangelico: chiamarsi fuori dal male del mondo ritenendolo qualcosa di estraneo al proprio animo è l'Errore per eccellenza dell'Uomo, quello che lo porta alla perdizione eterna.

Mi è quindi chiaro il tuo intento, al punto che l'ho dato per scontato e ciò potrebbe aver reso poco comprensibile quel che ho scritto, quindi provo ad esprimerlo più esplicitamente: sono ben consapevole che in fondo al mio animo si celano gli stessi istinti di un killer seriale o il sentire di un Hitler; ma - perdona l'estremizzazione dell'esempio che scelgo, ma è finalizzata alla chiarezza - non per questo ritengo di dover né apprezzare né solo considerare l'espressione artistica delle mutilazioni inferte da Jack lo squartatore alle sue vittime, non ostante il suo intento fosse probabilmente proprio questo.

Pertanto, l'opera dell'uomo NON è MAI separabile dall'uomo che la compie/produce, IMO, perché l'uomo si manifesta mediante le proprie opere. L'unica separazione la faccio quanto al giudizio morale: il giudizio lo esprimo sempre e soltanto sull'opera e mai sull'uomo, perché il giudizio sull'uomo lo lascio ben volentieri a Dio cui solo spetta!  ;)
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #24 il: Domenica, 30 Settembre 2018, 18:21:52 »
Ho riguardato molte delle sue foto pubblicate e trovate in rete e l'impressione che mi hanno trasmesso non è tanto quella di situazioni create ad arte per essere sfruttate con maestria ma quella di un uomo che tenta di esorcizzare il dolore, il male, guardandolo negli occhio, sbattendoci la faccia.
Tra le tante foto, una mi è rimasta particolarmente impressa e mi viene da associarla all'idea che mi sono fatta dell'autore:

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Offline pacific palisades

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Re:Antoine d’Agata
« Risposta #25 il: Sabato, 27 Ottobre 2018, 21:46:09 »
Oggi mi è arrivato Antibodies un volume antologico che raccoglie tanti aspetti del lavoro di D'Agata pur essendo molto unito, e alla fine pare un unico discorso dell'esorcizzare il dolore, il male, guardandolo negli occhio, sbattendoci la faccia, come scrive Silvia.

Il libro è caro, 62 euro, tuttavia è bellissimo e vale assolutamente la pena, non ho capito come ho fatto a vivere fino a oggi senza questo sole nero che brilla dalle pagine. Ma bisogna pur comprarlo il materiale tecnico fondamentale per fare foto: fotocamere, obiettivi, libri di fotografia.

Qui c'è il libro sfogliato gentilmente in sei minuti da Matej Sitar:

https://vimeo.com/115052443
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