Autore Topic: Stampando s'impara  (Letto 319 volte)

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Offline pacific palisades

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Stampando s'impara
« il: Domenica, 14 Ottobre 2018, 16:30:35 »
Ieri per la prima volta ho provato la carta Pro Luster Lu-101 di Canon (ritirata sabato mattina comodamente nell'Amazon Locker "Fiordalisa" non senza un certo senso di colpa per le condizioni di lavoro in Amazon poiché ho pensato che comperando le assecondavo).

Questo tipo di carta è satinata, quindi è meno lucida della Pro Platinum PT-101, la finitura ha una leggerissima texture (mentre la Pro Platinum è liscia). Il tipo di finitura mi ricorda le stampe che ho visto alla Mostra Andante di Alex Majoli a Ravenna, le immagini erano esposte senza il vetro (immagino che il vetro vanifichi l'eleganza della satinatura e della leggerissima texture). Il contrasto resta comunque ottimo, mentre con una carta opaca sarebbe calato un po'.
Ho stampato con Canon Pro10-S, inchiostri a pigmento. Mi pare che la cartuccia del Chroma Optimizer (che applica un velo trasparente lucido sui colori) sia stata usata molto poco.
Stampo 189,78 x 126,51 mm (misure magiche ricevute in sogno), quindi due immagini ogni foglio A4 (ne stampo prima una poi lascio asciugare e stampo la seconda).
La Canon Pro10-S ha un apposito plug-in di stampa che si apre, per esempio, da Photoshop, da lì poi si seleziona il tipo di carta e il profilo per la stampa: essendo carta e stampante Canon tutto funziona con una certa facilità e precisione. Il monitor che uso non è niente di speciale, il Dell U2413, che è tarato quando esce dalla fabbrica ma andrebbe ritarato periodicamente, cosa che non ho mai fatto pensando che sono già abbastanza tarato di mio; ho solo portato la temperatura colore a 5000K come consigliato nelle istruzioni e abbassato parecchio la luminosità. Stampo con l'impostazione "percettiva", la corrispondenza tra monitor e stampa direi che c'è, cosa che mi rallegra visto il prezzo dei consumabili.

Stampando s'impara, questo è la buona notizia, la cattiva è che per forza si impara passando attraverso gli errori.

Stampare è un sapere fondamentale di cui si parla davvero troppo poco nel mondo fotoneamatoriale.
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Offline Sardosono

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #1 il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 20:04:45 »
Detto en-passant, se la stampa deve finire sotto vetro, allora la carta deve essere tassativamente opaca. Le ragioni sono di natura fisica, quindi il discorso vale per qualunque stampa, sia chimica sia digitale. In più, nel caso del getto di inchiostro, anche eventuali finiture lucide (inchiostri "laccanti") devono essere assolutamente evitate. La stampa a sublimazione (quella vera) essendo intrinsecamente semi-lucida non è adatta ad essere messa sotto vetro.

Come ho detto, le ragioni sono di natura fisica (una doppia rifrazione ha conseguenze disastrose, è palese), e ciò esclude(rebbe) lo spazio per le opinioni, anche se poi, come sempre, vi è ugualmente chi fa esattamente il contrario; ma questo sappiamo bene che è un altro discorso...  ::)
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto, o non soltanto, per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Offline pacific palisades

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #2 il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 21:50:37 »
Da quel che ho capito Canon produce due tipi di inchiostro:
- ad acqua
- a pigmenti
Il primo è diciamo 'naturalmente' lucido, imbeve la carta, dà una grande soddisfazione nel fare stampe ultra lucide, non è durevole come il secondo.
Il secondo è 'naturalmente' tendente all'opaco, quindi ha bisogno nel caso di stampa su carta lucida di un apposito nero lucido e di un inchiostro laccante sui colori ("laccante": Antonello sei l'Accademia della Crusca del linguaggio tecnico-fotografico! come quando avevi usato l'elegantissimo "riservare" per "schermare"). E' anche più durevole.

Sapendone davvero poco di fotografia posso dire soltanto che ho l'impressione che gli inchiostri lucidi non siano belli quanto quelli tendenti all'opaco, che le stampe lucide e ultra-lucide siano un po' "chiassose".

Per ora la carta satinata mi è piaciuto, ma vorrei provare anche quella opaca che dovrebbe avere un tono più caldo che fa sentire a casa sua il bianco e nero (però perde un po' di contrasto).

La questione del vetro.
A me non convince per la rifrazione - salvo non ci sia la ragione di proteggere da aria e raggi UV foto superpreziose. Ora fanno anche vetri costosissimi antiriflesso, ma insomma, ho quasi il sospetto che il vetro lo mettano non per proteggere una foto preziosa ma per far diventare preziosa una foto :)

Secondo me ci sono tre fondamentali saperi:
- fotografare
- stampare
- accrochage.
con questi si abbraccia tutto, quindi adesso cerco di girare intorno a tutti e tre.
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Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.