Autore Topic: Teoria e prassi delle acque setose  (Letto 298 volte)

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Online agostino

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Teoria e prassi delle acque setose
« il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 22:38:01 »
Sono qui a dimostrare che, a differenza di quello che dice il titolo (già mi contraddico, dunque), la fotografia di acque setose è una attitudine o vocazione dell'anima più che un tipo di composizione fotografica. La tecnica consegue, non ne è presupposto.
Il fotografo di acque setose (FAS) anela a produrre riproduzioni con quel particolare effetto di paesaggio, con acque ferme eppur mosse, dopo averne viste migliaia sui siti dei suoi consimili (raramente sui libri). Non  è invidia ma bisogno di appartenenza alla tribù dei FAS.
Non sappiamo chi per primo intuì e perseguì questa idea: fu frutto del caso o prodotto meditato e ricercato? Probabile una via di mezzo, una foto apparentemente mal riuscita che apre la strada a una nuova intuizione immaginifica, mai vista da occhio umano senza il supporto dell'otturatore.
Immaginiamo un Fondatore della Religione dei FAS.
Ma non divaghiamo.
Il FAS, dicevamo, persegue dopo aver bramato: ha acquistato per tempo, e con perizia, almeno un obiettivo grandangolare, dei filtri ND di varia densità e, se proprio è fermo nella sua determinazione, anche filtri digradanti. Non parliamo dell'ovvio cavalletto e del controllo remoto dello scatto, un tempo detto flessibile.
Si aggira guardingo, solitario o in piccoli gruppi (dove è spesso ospite un Iniziato) nella giusta ora pre-aurorale o post-tramontizia, in luoghi lacustri o marini: nel secondo caso è bene che abbia chiaro, come dimostrato in altro topic, la direzione dell'orizzonte marittimo, dovendo prediligere la mattina per i mari verso levante e la sera per quelli verso ponente. Il lago si presta a essere aggirato, dunque più propizio all'Evento.
Il FAS sviluppa velocemente la capacità sensoriale che gli permette di porsi all'opera quando la luce è della giusta qualità e quantità. Cerca uno o due sassi o scogli da porre presso il bordo inferiore dell'inquadratura (qualcuno oserà, in futuro, inquadrare la punta dei suoi piedi detersa dalle acque evanescenti); poi le acque dietro che appaiono mosse e indomite al suo sguardo ma che (e qui l'orgoglio) saprà domare e rendere melliflue; da ultimo un orizzonte di cielo variamente colorato. Tra tutto questo un qualsiasi soggetto può offrirsi a pretesto ulteriore per l'Imago.
Chiude senza esitazione il diaframma fino all'ultimo valore, per avere TUTTO a fuoco: forzerebbe oltre il lecito, ma la meccanica delle lamelle ha un limite che va rispettato; calcola velocemente il modo specifico di arrivare al fatico Tempo di Scatto da Acque Setose (TSAS) e arma la lente frontale dei fatali filtri ND (ma non dimentichiamo il digradante, se questo può render meglio servigio) in modo da evitare l'orrore che - in loro assenza - la giusta esposizione possa conseguire a tempi troppo veloci e alieni dalla ritualità della FAS. Poi, dopo un ultimo sguardo all'inquadratura, scatta trattenendo il fiato per tutto il tempo dell'apertura dell'otturatore, anche se il controllo remoto elettronico lo mette al sicuro da qualsiasi rischio di contaminazione vibratile (gesto apotropaico o involontarie eredità rituali di antichi gesti con comandi meccanici?).
Trepida è l'attesa del buffering e certo il risultato che vedrà nel display.
Ma solo la visione su schermo, a casa, renderà pienezza dell'impresa.
Che non sarà l'ultima.





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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #1 il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 22:40:10 »
Mi hai convinto, divento un Fas!  :))
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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #2 il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 22:41:41 »
Basta essere un FAN dei FAS
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Offline Ginni

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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #3 il: Lunedì, 15 Ottobre 2018, 23:35:36 »
Io sarò un ultra FAS.
Piccola comunitá eretica dei FAS che preschive uso di ND 400 minimo al tramonto per esaltare l'effetto seta.
Pediligendo inoktre una leggera sottoesposizione di 23 stop.

Offline Lorenzo

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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #4 il: Mercoledì, 17 Ottobre 2018, 23:40:23 »
Ormai è moda essere no Vax, no Tav, no Fas...
Io aspetto solo il momento in cui le persone dicano quello che gli piace, invece di decantare quello che non gli garba.
Bel poemetto comunque, sarcastico al punto giusto!  :ohi:
Però... Sai quanto importa ai Fas di quelli che gridano "No Fas"? Esattamente nulla. Come quelli che gridano arroganti "Vax", ed altri rispondono silenziosi "No Vax".
Alla fine di tutto, una bella mano di cera, una lucidatina, ed all'apparenza è tutto a posto.
Non è tutto a posto.

P.s. La religione è ben altro.

Buona serata a te, No Fas.

P.s.2 Nel mio dialetto No Fas vuol dire Tu non fai.


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Offline pacific palisades

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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #5 il: Mercoledì, 17 Ottobre 2018, 23:48:50 »
Immagine ripresa dal regista Fassbinder, si nota sul fondo l'acqua setosa in orario tramontizio.




 :D
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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #6 il: Giovedì, 18 Ottobre 2018, 08:27:40 »
@Lorenzo

Ho scritto questo "divertimento" dopo aver visto la foto di Rino "Acque (quasi) setose" e letto i relativi commenti (e tutto ciò rimandava ad altri topic sull'argomento).
Mi sono soffermato a pensare alla differenza tra un fotografo che incontra nel mondo una buona occasione per un immagine con acque di per sé immobili (che magari il tempo di scatto imposto dalla situazione, in senso tecnico, rende ancora più immobili) e un altro che persegue, immagino con fatica, passione e una certa ferocia, la foto delle acque setose (che non sono immobili ma immobilizzate nella soffusione). Ho immaginato così lo spirito che lo anima e ho scritto questo pezzo che vuole far sorridere più che irridere.

Però non mischierei, come fai nella legittima tua critica a questa mia iniziativa, categorie che omogenee non sono. I FAS, come categoria, sono una mia invenzione e il giudizio che ne emerge (che tu chiami NOFAS) una mia opinione che nulla vale se non come opininione di gusto.
I vaccini e i loro uso nella sanità pubblica sono argomenti molto seri e le posizioni da stadio che ne derivano dimostrano più la deriva (mi scuso per la cacofonia della doppia accezione) della nostra società dove l'opinione viena applicata alla scienza (quando decideremo a maggioranza la temperatura di ebollizione dell'acqua?) e non riservata a questioni di gusto o di gradimento.
Ma questo è un sito di fotografia e mi fermo qui.


@ per PP

Bella la foto di Fassbinder dove le acque sono setolizzate dal piano di fuoco, più che da tecniche sopraffini.
Colgo l'occasione per alimentare la tua insaziabile curiosità: se non lo hai visto precipitati a procurarti di Fass la riduzione televisiva (si fa per dire: 10 ore) di Berlin Alexander Platz tratto da Doblin: un capolavoro e un miracolo di restauro della versione pellicolara in 16 mm.

Qui aprirei una discussione sui quanto è penoso il cinema girato in digitale (con l'attuale tecnologia, aspettiamo il Foveon video!) e quanto meraviglioso quando è girato in pellicola e trasposto e proiettato in digitale. Ma mi fermo qui.

Ciao
  • Agostinocantastorie?
     
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Offline Lorenzo

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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #7 il: Giovedì, 18 Ottobre 2018, 09:31:51 »
Agostino, voglio credere alla tua non intenzione di irridere, ma ai miei occhi traspare tuttavia del dileggio. Leggendo non ho provato divertimento, ma un certo fastidio; da qui deriva la mia critica che non vuole mettere sullo stesso piano argomenti diversi, ma l'attitudine più o meno diffusa a dichiararsi NoQualcosa tout court.
In breve, mi scuso se la mia critica è suonata tranciante, ma è la mia personale reazione e quando provo un'emozione non posso fare altrimenti se non esprimerla.
Un saluto
  • Lorenzo
     
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Re:Teoria e prassi delle acque setose
« Risposta #8 il: Giovedì, 18 Ottobre 2018, 09:45:19 »
Lorenzo, la tua critica è ottima e te ne ringrazio.
Spiegavo solo la genesi del pezzo che non voleva essere dileggio ma divertimento; temevo poi che No FAS e No Vax cadessero nello stesso calderone per questo ho precisato. Tutto qua.
Buone foto (di qualsiasi tipo) e a presto
Non tornerò mai più sull'argomento setoso, rischio di diventare quantomeno noioso.
  • Agostinocantastorie?
     
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