Autore Topic: THREE HEARTS ON A TREE  (Letto 171 volte)

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Offline pacific palisades

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Re:THREE HEARTS ON A TREE
« Risposta #15 il: Sabato, 17 Novembre 2018, 10:35:00 »
Io credo che la cosa migliore sia avere uno strumento che può fare cose pulite: poi si sceglie quanto sporcarle, che magari può significare renderle più pulite (vere). Credo di essere stato molto chiaro, dunque scuro

Mi piace questo "fare cose sporche", è molto peccaminoso  :D
Ok, ma lo strumento fa quel che fa, ovvero fa sia cose pulite sia cose sporche, dipende dalle condizioni di ripresa.

La grande parte del processo di produzione di un'immagine è dietro alla fotocamera, è nella la nostra mente:
la scelta dell'immagine da riprendere
la scelta delle condizioni di ripresa tra ipotesi concrete (compresa la scelta dell'attrezzatura)
la scelta del trattamento nello sviluppo
La scelta di cosa pubblicare e cosa no.
La scelta del modo di presentarlo.

Quindi quando vediamo un'immagine, la più piccola parte di quel che vediamo dipende dalla fotocamera, che è insomma la punta dell'iceberg. Sotto ci sono scelte umane, che dipendono da quel che pensiamo, e quel che pensiamo dipende in larga parte dalla nostra cultura, che a sua volta dipende in larga parte dalla cultura della comunità in cui viviamo.
Se siamo bombardati da mattina a sera da regole sulla cosiddetta "qualità dell'immagine" cioè da valori misurabili di rapporto tra segnale e cosiddetto "rumore", o da valori misurabili di microcontrasto, di intervallo dinamico, di recupero delle ombre eccetera, tutto questo bombardamento influirà su ciò che produrremo. Sarebbe irrealistico pensare il contrario.

Questo è un caso emblematico di come la "regola" piomba sull'immagine fino a ottenerne addirittura a posteriori una "rettifica". Un'immagine interessante per un elegante accostamento di colori (perdonatemi ma non è interessante per l'analogia tra foglie e cuori), diventa un'immagine desaturata. Secondo me è una cosa su cui riflettere.
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Offline Rino

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Re:THREE HEARTS ON A TREE
« Risposta #16 il: Sabato, 17 Novembre 2018, 12:20:20 »
Io credo che la cosa migliore sia avere uno strumento che può fare cose pulite: poi si sceglie quanto sporcarle, che magari può significare renderle più pulite (vere). Credo di essere stato molto chiaro, dunque scuro

Quello che hai scritto mi trova d'accordo, ma solo come concetto generale. Per intenderci, dico sempre che preferisco avere un obiettivo nitido rispetto ad uno non nitido perché, se la nitidezza è troppa, posso abbassarla, viceversa, se non c'è, non posso inventarla. Però ci sono le volte in cui decido di partire con immagini sfocate, poco nitide, granulose e con tutti i difetti del mondo e, in questi casi, preferisco partire con lo strumento adeguato, cioè scadente (o con la pellicola ad alta sensibilità o quello che vuoi, dipende da ciò che voglio ottenere). Trovo che le immagini scadenti di una Holga o di una Polaroid siano sempre più affascinanti delle finte corrispondenti versioni digitali.

Nel 2012 feci una ricerca ed una mostra sulle "Memorie del Tempo" e preferii, appunto, partire da scatti già "sporchi" all'origine anche se non dubito che persone più brave di me con Photoshop potevano arrivare agli stessi risultati anche con file digitali:
http://www.nadir.it/MEMORIE/galleria/galleria1/galleria1.htm
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Offline Rino

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Re:THREE HEARTS ON A TREE
« Risposta #17 il: Sabato, 17 Novembre 2018, 12:23:00 »
Ok, ma lo strumento fa quel che fa, ovvero fa sia cose pulite sia cose sporche, dipende dalle condizioni di ripresa.

La grande parte del processo di produzione di un'immagine è dietro alla fotocamera, è nella la nostra mente:
la scelta dell'immagine da riprendere
la scelta delle condizioni di ripresa tra ipotesi concrete (compresa la scelta dell'attrezzatura)
la scelta del trattamento nello sviluppo
La scelta di cosa pubblicare e cosa no.
La scelta del modo di presentarlo.

Quindi quando vediamo un'immagine, la più piccola parte di quel che vediamo dipende dalla fotocamera, che è insomma la punta dell'iceberg. Sotto ci sono scelte umane, che dipendono da quel che pensiamo, e quel che pensiamo dipende in larga parte dalla nostra cultura, che a sua volta dipende in larga parte dalla cultura della comunità in cui viviamo.
Se siamo bombardati da mattina a sera da regole sulla cosiddetta "qualità dell'immagine" cioè da valori misurabili di rapporto tra segnale e cosiddetto "rumore", o da valori misurabili di microcontrasto, di intervallo dinamico, di recupero delle ombre eccetera, tutto questo bombardamento influirà su ciò che produrremo. Sarebbe irrealistico pensare il contrario.

Questo è un caso emblematico di come la "regola" piomba sull'immagine fino a ottenerne addirittura a posteriori una "rettifica". Un'immagine interessante per un elegante accostamento di colori (perdonatemi ma non è interessante per l'analogia tra foglie e cuori), diventa un'immagine desaturata. Secondo me è una cosa su cui riflettere.

Sempre ottimi spunti di riflessione, grazie! ;)

(mi piace la parte delle cose sporche e peccaminose, forse dovremmo iniziare a pubblicarne qualcuna!)
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Offline DANYZ

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Re:THREE HEARTS ON A TREE
« Risposta #18 il: Martedì, 20 Novembre 2018, 20:20:39 »
...ma lo stesso Daniele l'avrebbe preferita più pulita (il tipo di soggetto ispira questo...)....

Esattamente!

Grazie a tutti  8)
ALOHA

Offline agostino

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Re:THREE HEARTS ON A TREE
« Risposta #19 il: Martedì, 20 Novembre 2018, 21:33:34 »
Citazione
Nel 2012 feci una ricerca ed una mostra sulle "Memorie del Tempo" e preferii, appunto, partire da scatti già "sporchi" all'origine anche se non dubito che persone più brave di me con Photoshop potevano arrivare agli stessi risultati anche con file digitali:
http://www.nadir.it/MEMORIE/galleria/galleria1/galleria1.htm

Quello che dici è vero ma, nell'epoca del digitale, io voglio una macchina precisa da cui "sottrarre".
Con la pellicola è tutto un altro discorso.
Le foto che hai linkato mi sembrano fatte con grana grossa (alti iso) ma con obiettivo molto inciso, preciso, niente Holga! Sono molto belle e dalla collezione degli almanacchi Fotografare vicini alla sedia in paglia similviennese deduco che è casa tua!
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Fuji xe1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 50 +90 mm; sigma sd4 + 17-50 mm f 2,8 Ex.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)