Autore Topic: Mare d'inverno, luce fredda.  (Letto 257 volte)

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Offline andrea948

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Mare d'inverno, luce fredda.
« il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 10:25:16 »
Due scatti dopo il tramonto, nel freddo di un vento gelido per queste latitudini.
Foto nr. 1 f/13 6sec. 100ISO a 15mm
Foto nr. 2 f/14 4sec. 100ISO a 15mm
P.S. il tramonto non era niente di che, sia come luci che come movimento di nuvole, in questo periodo non si presentano tramonti particolarmente belli...


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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #1 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 12:54:59 »
Due scatti dopo il tramonto, nel freddo di un vento gelido per queste latitudini.
P.S. il tramonto non era niente di che, sia come luci che come movimento di nuvole, in questo periodo non si presentano tramonti particolarmente belli...

Hanno un loro fascino proprio per i toni freddi, ma la seconda pende leggermente a sinistra, facile rimediare. ;)
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Offline andrea948

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #2 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 13:40:01 »
Grazie Rino, hai ragione è "fuori quadro", non sono abituato ad usare focali così spinte, non sono molto semplici.....
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #3 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 17:25:09 »
Grazie Rino, hai ragione è "fuori quadro", non sono abituato ad usare focali così spinte, non sono molto semplici.....

E' una cosa che sento dire molto spesso, ma che non riesco a capire del tutto perché a me è sempre riuscito molto naturale gestire i supergrandangolari più dei tele, questo al di là dell'avere la reale necessità degli uni o degli altri. Infatti ricordo quando, oltre 40 anni fa, comprai la mia prima reflex con il classico 50mm (focale suggeritami dal solito amico esperto) e mi trovai immediatamente a disagio con questa lunghezza focale amata ed utilizzata da tanti illustri fotografi mentre per me, come focale standard, con il senno del poi, sarebbe andato bene il 35mm. Feci grandi sacrifici per poter comprare il 25mm mentre gli amici insistevano "Compra prima un bel 135mm e poi, eventualmente, un 28mm". Questa volta non li ascoltai e divenni il felice possessore del 25mm, focale che ho tanto amato anche se non era sufficiente per tutte le mie "visioni allargate". Inutile dire che mi rivendetti il 50mm nuovo di zecca per un 35mm d'occasione e, con il successivo acquisto, il 90/2.5 Tamron Macro, le mie necessità di fotoamatore furono soddisfatte per un bel po'. :)
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #4 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 20:31:28 »
Belle queste foto. Pro-pendo per la seconda…

Anche secondo me il 35 mm, per il formato classico, è il vero standard: il 50 mm rispetta le "proporzioni prospettiche" dell'occhio, ma il 35 corrisponde bene al campo visivo degli occhi - così come si presenta nella zona più chiaramente percepita intorno al punto di mira - ed è ancora sufficientemente fedele nei rapporti visivi tra gli oggetti inquadrati.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #5 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 21:15:00 »
Niente male queste due foto, specie la seconda.
Mi piacciono sia i toni che la composizione.
Sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura.

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #6 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 22:31:34 »
Le inquadrature mi piacciono entrambe ma il tono freddo limita l'estensione dei colori di cui queste immagini sono ricche.
Sono sempre quello che "rompe" sulle preferenze cromatiche, ma nella versione allegata mi pare ci siano maggiori, più coerenti e più godibili sfumature... a meno che il mio CRT, o i miei occhi, non "scazzino" di brutto!  ::)
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #7 il: Venerdì, 04 Gennaio 2019, 23:43:30 »
Si in effetti un aumento di temperatura della luce ammorbidisce maggiormente l’immagine nel suo insieme.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #8 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 11:14:37 »
Le inquadrature mi piacciono entrambe ma il tono freddo limita l'estensione dei colori di cui queste immagini sono ricche.
Sono sempre quello che "rompe" sulle preferenze cromatiche, ma nella versione allegata mi pare ci siano maggiori, più coerenti e più godibili sfumature... a meno che il mio CRT, o i miei occhi, non "scazzino" di brutto!  ::)

Credo che ci vediate benissimo entrambi e la tua versione è senz'altro più corretta di quella originale dai colori freddi, ma, per questo tipo di soggetto, le possibilità interpretative sono numerose e spaziano dai toni freddi a quelli caldi (anche più caldi, perché no?) a seconda degli intenti dell'autore. Volendo enfatizzare il senso del freddo, come nella dichiarazione iniziale, la dominante azzurrina ci sta benissimo e mi fa pensare "Brrr, che freddo!".

Comunque, ottimo intervento! ;)
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Offline andrea948

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #9 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 11:26:31 »
In effetti quello che volevo trasmettere nei due scatti era l’effettivo clima della scena. Non ho modificato la temperatura colore , ho mantenuto la lettura AWB della fotocamera, mi sono limitato a saturare il blu primario in calibrazione su camera raw.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #10 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 15:12:06 »
Anni fa, prima che inventassero NG in italiano ma già con il digitale alle porte, una rivista italiana di natura/geografia (Airone, non quello che c'è ora in edicola) si pose il problema di poter distinguere le foto pubblicate "così come erano state scattate" da quelle anche sottilmente modificate (ad es: primo piano di un leone in cui venivamo rimossi ramuscoli che peggioravano la pulizia del ritratto): per un po' di tempo adottarono un simbolo che distingueva le seconde dalle prime.
Era il tentativo di salvaguardare eticamente i fotografi e i lettori: poter dire questa foto è bella ed è così come mamma la ha fatta, quest'altra pure ma è rivista dal chirurgo plastico...

A me sembra che la tensione etica va sempre salvaguardata e in questo Italo è prezioso (regola: sia la fotografia il più possibile vicina alla realta che rappresenta e di cui gli occhi sono stati testimoni).
Quindi, anche le interpretazioni del colore della luce/temperatura devono essere, nel loro specifico, "oggetto" di critica e osservazione.

Nel caso specifico direi però che, visto che il titolo rimandava alla luce fredda, fosse anche stata ulterirormente raffreddata ad arte...ci trovo dell'onestà e dunque la apprezzo così (perché è bella).


Forse per ogni foto che pubblichimo dovremmo dichiarare: "il taglio, i ritocchi e l'interpretazione cromatica/wb sono personali, consapevoli e volute ma non strettamente attinenti alla scena vista ad occhio". Ciò apposto, sarebbe comunque utile vedere come gli altri re-interpreterebbero la scena (siamo un forum di discussione non una galleria d'arte, giusto?)
Qualcosa di simile lo abbiamo fatto qui in cui abbiamo dichiarato di giocare sull'iper-enfasi luce calda e luce fredda non certo "naturale" ma molto sensore/pellicola dipendente:
http://forum.foveon.it/index.php?topic=7474.0

A me è successo che, con la foto di Roma e il 1977,
http://forum.foveon.it/index.php?topic=7536.0
grazie a voi ho recuperato una fetta di foto che avevo tolto malgrado avessi inquadrato in un altro modo (io che non ritaglio mai!!), una fetta che fa la differenza perché ridà aria alla foto e la caratterizza meglio.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #11 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 16:40:47 »
Oddio, ma quale realtà: sono quadretti colorati! :D :rofl:
La fotografia non è la realtà.
Quella della realtà è una retorica che come ogni retorica si stampella su qualche discorso. La fotografia è uno strumento (con l'implicazione che funziona o non funziona, non che è vera o falsa).
Ha la natura di un cacciavite, non la natura della natura (beato chi la coglie). Lo so è dura da accettare eppure è così.

Guarda che anche Italo non scrive che la foto su cui è intervenuto è falsa, ma scrive che col suo sviluppo si ottengono più sfumature di colore ("il tono freddo limita l'estensione dei colori di cui queste immagini sono ricche"), ovvero una finalità appunto pratica.


"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #12 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 16:42:52 »
Era inizialmente mia abitudine specificare con quale SW, e in alcuni casi, quali modifiche (almeno le più salienti) avevo apportato. Poi mi pareva di essere noioso o quanto meno inutilmente prolisso... Sta di fatto che se scatti in RAW lo sviluppo lo devi fare e qui inevitabilmente ci metti del tuo, anche perché a volte utilizzi PS dopo un pò di tempo che hai scattato e dovresti avere una buona memoria per ricordare perfettamente l'immagine (colori e luci) nel momento dello scatto. L'alternativa....scattare solo in Jpeg utilizzando se presenti l settaggi più o meno complessi che la fotocamera che si possiede mette a disposizione, in questo caso si rispetterebbe almeno in parte una visione più "purista" della riproduzione dell'immagine.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #13 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 16:56:23 »
A me è successo che, con la foto di Roma e il 1977,
http://forum.foveon.it/index.php?topic=7536.0
grazie a voi ho recuperato una fetta di foto che avevo tolto malgrado avessi inquadrato in un altro modo (io che non ritaglio mai!!), una fetta che fa la differenza perché ridà aria alla foto e la caratterizza meglio.


La vedo diversamente. La tua fotografia voleva essere strumento per ricordare/far conoscere una canzone e il suo autore tramite il nome della strada che corrisponde al titolo. Ampliando l'inquadratura in quel modo è vero che hai dato "aria" cioè hai ampliato lo spazio, ma è anche vero che la tua finalità poteva essere raggiunta facendo cadere lo sguardo sulla targa col nome della via-titolo della canzone (ovviamente serve anche la didascalia) - invece prendendo dentro interamente i cartelli sulla destra lo sguardo finisce su quelli, cioè il cacciavite non avvita più (fa altro, mostra una caratteristica strada romana). L'unica era ampliare un po' ma tagliando in parte i cartelli - ma poi la visione classica costruttivista avrebbe reclamato l'interezza del soggetto e le linee perpendicolari.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #14 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 17:01:24 »
la riproduzione dell'immagine.

Ma l'immagine è prodotta, non ri-prodotta. Una volta che è prodotta dalla fotocamera tramite quadretti colorati, può poi essere riprodotta all'infinito in file e stampe.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #15 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 17:09:42 »
Quindi...? Interpretazione personale? O riproduzione esatta dell’immagine al momento dello scatto a prescindere dalla percezione personale del momento?
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #16 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 17:22:39 »
Quindi...? Interpretazione personale? O riproduzione esatta dell’immagine al momento dello scatto a prescindere dalla percezione personale del momento?

L'interpretazione può avere anche una dimensione condivisa. Non so, le radiografie per esempio sono oggetto di una lettura interpretativa in cui tra l'altro possono essere indicate delle ambiguità, ma queste interpretazioni avvengono secondo protocolli condivisi fra i medici, cioè stanno in un ambito sociale. Faccio l'esempio delle radiografie, perché è più facile per capire che ogni immagine deve essere "letta"; per una fotografia "comune" la lettura opera a un livello talmente veloce e inconsapevole da sembrare inesistente; eppure quel passaggio c'è ed è produttivo della realtà che riconosciamo nell'immagine.
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #17 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 17:29:23 »
Era inizialmente mia abitudine specificare con quale SW, e in alcuni casi, quali modifiche (almeno le più salienti) avevo apportato. Poi mi pareva di essere noioso o quanto meno inutilmente prolisso...

Non è questione di essere noiosi o prolissi: dipende dallo scopo per cui si pubblica una foto. Per quanto mi riguarda, se non ci sono motivazioni tecniche da mostrare/dimostrare/spiegare/discutere, faccio a meno anche di scrivere la fotocamera e l'obiettivo usati. Un po' come l'inutilità della solita richiesta dei dati EXIF: se non ci sono motivi tecnici particolari ("Vediamo come va la Sigma a 1600 ISO" o "Vediamo come rende il 35/1.4 a TA") sono una pignolaggine inutile che non aiuta certo a capire la foto ed a permettere di scattarne una simile. La qualità (estetica) di una foto è un mix di tante caratteristiche messe insieme ("Sì, ok, ero ad F/8 ma c'è tanto sfocato perché ho messo a fuoco il soggetto che stava a meno di un metro da me"). Al di sopra di tutto c'è la luce, diversa ogni volta, e la capacità del fotografo di gestirla ed interpretarla già in fase di ripresa prima di passare alla stampa (oggi alla post produzione). Quanto è importante sapere che diaframma e che tempo d'esposizione ha adoperato Ansel Adams per la sua Moonrise a Hernandez? E poi, che carta ha adoperato? Con quali chimici?
Queste domande hanno ragione di essere fatte all'interno di una specifica discussione tecnica o di una lezione di camera oscura, altrimenti rischiano di essere dettagli inutili e noiosi.

Citazione
Sta di fatto che se scatti in RAW lo sviluppo lo devi fare e qui inevitabilmente ci metti del tuo, anche perché a volte utilizzi PS dopo un pò di tempo che hai scattato e dovresti avere una buona memoria per ricordare perfettamente l'immagine (colori e luci) nel momento dello scatto. L'alternativa....scattare solo in Jpeg utilizzando se presenti l settaggi più o meno complessi che la fotocamera che si possiede mette a disposizione, in questo caso si rispetterebbe almeno in parte una visione più "purista" della riproduzione dell'immagine.

Il RAW è davvero come il negativo di una volta: è impossibile stabilire quale fosse l'immagine "vera" se non quella previsualizzata ed interpretata da chi l'ha scattata. Ogni versione che si tira fuori dal RAW è vera come una volta era "vera" ogni stampa in bianconero a prescindere dal contrasto della carta, dall'esposizione e dal numero di bruciature e mascherature che si effettuavano.

Vorrei concludere che i puristi dovrebbero continuare a fotografare solo in diapositiva, ma anche questo sarebbe errato perché tra una Kodachrome 25, una Velvia 50 ed una Agfa 100 ci sono differenze incredibili. Nel 1982 Agfa organizzò il concorso fotografico "Il colore è un'opinione" per il lancio delle nuove dia Agfachrome e, a distanza di oltre 35 anni, questo titolo è quantomai indovinato.

https://www.nadir.it/NEX/libri/agfa.htm
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Offline andrea948

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #18 il: Sabato, 05 Gennaio 2019, 17:41:22 »
Sono d’accordo, bisognerebbe però capire quale è la definizione di “purista” nell’ambito fotografico . E inoltre quale vantaggio può dare il “purismo” nel l’evoluzione nel settore fotografico , anche in funzione dell’aspetto prettamente “artistico”. Ma forse è un discorso troppo complesso...
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #19 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 14:15:17 »
Scusate ma, se ogni volta che si affronta l'argomento della vicinanza/distanza del risultato fotografico dalla realtà da cui si parte (area del mondo inquadrata in date condizioni) bisogna ributtarla sul relativismo del tutto, è impossibile dialogare.

Le fotografie sono ritagli colorati o bianconeri che richiamano qualcosa che è stato posto davanti l'obiettivo: bene.


Ora possiamo porci 2 strade di base, da intendersi come linea di tendenza che inevitabilmente violeremo o a cui saremo fedeli sempre in modo parziale: dati i limiti invalicabili della tecnologia e del mezzo in sé, 1. PROVARE a riprodurre quella realtà di quel momento in modo che chi vede la foto possa averne una esperienza visiva/emotiva analoga a quella da noi avuta nel VEDERE** prima di fotografare; 2. Inventare qualcosa da quella realtà per produrre una esperienza visiva/emotiva pilotata verso altro. Pellicola o sensore poco cambia: la pellicola dia va tendenzialmente* manipolata prima, sia per percorrere 1 (ad esempio - per restare al tema colore/temperatura - correggere il più possibili le dominanti di colore) sia per percorrere 2 (ad esempio incrementare le dominanti per fini creativi), il Raw dopo (sempre per arrivare a 1 o a 2: se setto bene la macchina in fase di scatto, soprattutto con lo scopo 1, il jpeg può essere un buon appunto visivo: ricordati cosa è bianco, il rosso era proprio vivido ecc..)

** so benissimo che Vedere per fotografare è già un altro modo di vedere

* le foto di Rino su Venezia ricavate in post produzione di dia ci dicono che si può fare anche dopo, per non parlare delle correzioni in fase di stampa foto o tipografica da dia.

Questo è un processo base che va anche al di là del fatto che la fotografia parte dalla realtà. Voglio dire che riguarda tutti i processi creativi.


Se io INVENTO un racconto posso scegliere di seguire la strada 1 per cui, rimanendo comunque la narrazione un artifizio bello e buono (scelta delle parole, del narratore, del punto di vista, ecc.), chi legge prova un senso di agio immaginando quella storia in quel contesto in cui è inserita (Lucia e Renzo calzano bene nel racconto manzoniano, due perfetti poveretti della campagna lumbard della loro epoca; ma anche il marziano immaginato da uno scrittore di fantascienza, se  ben armonizzato al contesto narrativo, può avere la stessa valenza).
Se scelgo la strada 2 posso andare verso il surreale, l'iperreale, lo strambo, il realismo magico e tutte le amenità che preferisco, portando il lettore in un territorio più straniato.

Le foto con dominanti calde + fredde sono processi di tipo 2, ma anche quello con inquadrature che per prospettiva e rapporti tra gli oggetti si allontanano molto dalla visione a occhio nudo (a mio avviso - sempre tendenzialemte - le riprese grandangolari che includono molto "straniano" di più che le riprese selettive con il teleobiettivo perchè nella visione a occhi siamo abituti, non certo ad avvicinare gli oggetti o a sfocare i piani che si allontanano dall'oggetto di interesee, ma comunque a focalizzare la visione su poche cose per volta.

Non parlerò mai più di tutte queste cose, peggio che andar di notte per acque setose


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« Risposta #20 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 15:22:49 »
Grande Agostino.....! Sintesi e sostanza come sempre.
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« Risposta #21 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 16:37:32 »
Per Andrea948
Grazie per l'immeritato complimento


Per Rino
Citazione
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Sempre interessanti le tue produzioni "analogiche".
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« Risposta #22 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 17:15:10 »
Sono d’accordo, bisognerebbe però capire quale è la definizione di “purista” nell’ambito fotografico . E inoltre quale vantaggio può dare il “purismo” nel l’evoluzione nel settore fotografico , anche in funzione dell’aspetto prettamente “artistico”. Ma forse è un discorso troppo complesso...

Non è un discorso troppo complesso, ma è il classico discorso che non giunge mai da nessuna parte, almeno per quello che riguarda la mia esperienza. Li ho sentiti fare anche ai tempi dell'analogico in tutti i circoli fotografici e, dopo essere intervenuto con passione, ho preferito lasciarli fare agli altri non curandomi di cosa fossero le mie foto e, soprattutto, non ponendomi limiti per realizzare le foto che avevo in mente.

Ottimo l'intervento di Agostino, ma si potrebbe discutere per ore anche sulle sue parole e sarei ben contento di farlo dal vivo, magari a tavola e con un buon bicchiere di vino davanti. Sono argomenti che periodicamente tornano alla ribalta! ;)
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #23 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 17:22:53 »
Citazione
magari a tavola e con un buon bicchiere di vino davanti

questo è parlare
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #24 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 18:02:48 »
Scusate ma, se ogni volta che si affronta l'argomento della vicinanza/distanza del risultato fotografico dalla realtà da cui si parte (area del mondo inquadrata in date condizioni) bisogna ributtarla sul relativismo del tutto, è impossibile dialogare.


E' difficile da capire, tutto qui. Non si tratta affatto del cosiddetto "relativismo", inteso come una drammatizzazione assoluta che porta a una sorta di "nulla esiste". Niente di tutto questo e addirittura io sostengo il contrario di questo relativismo drammatizzato. Sostengo il pragmatismo: la mia conoscenza della cosiddetta realtà sta in un "fare".
Mi è capitato a volte di dire una cosa di assoluto buon senso e vedere sguardi sbigottiti. Dicevo: la conoscenza scientifica del mondo, cioè quella a cui si tributa il più alto grado di (chiamiamola) verosimiglianza (così non ci sbilanciamo), avviene dentro la dimensione dell'esperimento, cioè un fare.
Quindi aggiungevo un esempio. Newton ha torto o ha ragione? Se ci muoviamo a velocità prossime a quella della luce, se abbiamo a che fare con masse enormi come quelle di un pianeta o addirittura di una stella, Newton ha torto; ma se sperimentiamo le sue leggi sui nostri movimenti quotidiani Newton ha ragione. La grandezza in gioco diventa dirimente rispetto alla verità, la grandezza in gioco è la possibilità pratica del movimento. Le leggi quantistiche non ci servono a nulla come esseri umani, ma se andiamo nell'ambito della nanotecnologia diventano fondamentali. Oltre questa dimensione del fare c'è la metafisica, che a me non interessa.
Ora se tu, Agostino, mi dici: usiamo la fotografia per ricostruire rapporti spaziali sperimentabili, io, Pacific Palisades, ti dico: ok, accetto la premessa del tuo discorso.
Ma se tu, Agostino, invece fai della metafisica incardinata in una sorta di etica che in sostanza è moralismo, io, Pacific Palisades, ti dico: ehi bro' non posso accettare la premessa del tuo discorso.

ESERCIZIO
Provate a ingrandire l'immagine fino alla rete di pixel, devono diventare ben visibili, mentre ingrandite spostando il cursore ripete questa domanda: la fotografia è la realtà? (continuate a ripeterla finché i pixel non saranno visibili, schiarirà le idee sullo strumento che state utilizzando).
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Online Italo

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #25 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 18:37:25 »
Citazione
Quindi...? Interpretazione personale? O riproduzione esatta dell’immagine al momento dello scatto a prescindere dalla percezione personale del momento?
Il mio è stato, ed è sempre, un discorso tecnico che prescinde sia dalle personali interpretazioni che dall'utopica pretesa di ottenere un'immagine coerente con la realtà, visto che la realtà può essere diversa per ognuno di noi (di quest'ultima affermazione mi sono da tempo reso conto anche senza avere una cultura filosofica di base).

In fase di sviluppo / trattamento delle immagini a colori, ci si può accorgere che ad un WB ottimale (non ho scritto "corretto" perché sarebbe improprio) corrisponde sempre una percezione di massima separazione dei colori e massimo contrasto di colore (saturazione), mentre una dominante (di qualsiasi sfumatura) restituisce un'immagine smorta (apparentemente priva di contrasto). Tutto qui!
Capisco che l'intento possa essere quello di trasmettere una sensazione di "fredda" tristezza, ma su un tramonto abbondantemente policromatico non lo trovo opportuno.

Si postano immagini per avere commenti o solo per collezionare gratificanti pollici alzati?  ::)  O:-)
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #26 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 18:44:33 »
In questo momento vivo (a meno 8 non so quanto vivrò  :P).Senza un grosso PC davanti  mi limito a leggere questo topic interessante.

Offline andrea948

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #27 il: Domenica, 06 Gennaio 2019, 18:58:36 »
Si postano immagini per avere commenti o solo per collezionare gratificanti pollici alzati?  ::)  O:-)
[/quote]

La prima che hai detto.... O:-)
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Offline Lorenzo F.

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #28 il: Mercoledì, 09 Gennaio 2019, 12:35:34 »
Gli scatti mi piacciono, concordo con l'intervento interpretativo di correzione eseguito da Italo per le motivazioni per le quali lo ha eseguito.


In merito al fotorealismo, apprezzo quanto scritto da Agostino ed aggiungo, senza scomodare troppo i fratelli wachowski, che la realtá è un utopia, in quanto figlia di un processo mentale di valutazione basato su esperienze pregresse accumulate dall'individuo nonchè dalla struttura fisica e fisiologica dello stesso, quindi anche dalle  sue specifiche e personalissime funzioni cognitive.


Ciò implica che la "realtá' può essere simile ma non è e non sará mai uguale nemmeno per due gemelli omozigoti educati dagli stessi genitori.


Figuriamoci quando si parla di rappresentarla o "catturarla", dato che in quel caso entrano in gioco anche schemi percettivi, processi di formazione cognitiva dell'immagine intesa come struttura compositiva ed altro ancora.


Ecco perché ritengo che la fotografia sia sempre frutto di un interpretazione piú o meno accentuata, che ciò avvenga per propria volontá o meno.


La fotografia può essere funzionale o meno e può funzionare o no, il resto sono aggettivi personali e cose da critico d'arte che vuole (sapercela!) piú lunga di altri.


Ovviamente tutto IMHO
{[(1:1:1) + (1:1:4)] /3} > 33% = True

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #29 il: Mercoledì, 09 Gennaio 2019, 21:02:34 »
senza scomodare troppo i fratelli wachowski

Sorelle Wachowski.
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Offline Lorenzo F.

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #30 il: Giovedì, 10 Gennaio 2019, 09:28:52 »
{[(1:1:1) + (1:1:4)] /3} > 33% = True

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #31 il: Giovedì, 10 Gennaio 2019, 09:56:17 »
Io sono rimasto alle sorelle Bandiera...
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Offline Rino

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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #32 il: Giovedì, 10 Gennaio 2019, 10:17:50 »
Io sono rimasto alle sorelle Bandiera...

 :)) :)) :))
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Re:Mare d'inverno, luce fredda.
« Risposta #33 il: Giovedì, 10 Gennaio 2019, 20:39:21 »
Io sono rimasto alle sorelle Bandiera...

L'altra domenica è un capolavoro anche oggi! :si:
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