Autore Topic: colori foveon  (Letto 1914 volte)

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Offline Lorenzo F.

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Re:colori foveon
« Risposta #120 il: Giovedì, 14 Marzo 2019, 13:04:43 »
Gnam gnam, Silva ma caz...! non puoi postare ste cose mentre ci di avvicina a mezzogiorno, ecco ora ho un fiotto di saliva che non riesco piú a bloccare e lo stomaco brontola.... Grazie!!!!


 :si: :)) :))   :))





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Offline pacific palisades

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Re:colori foveon
« Risposta #121 il: Giovedì, 14 Marzo 2019, 19:24:04 »
Allora, spiego perché l'impressione di nitidezza (microcontrasto) mi è parsa appena più alta nella fotografia di destra (SDQ), basandomi ovviamente sull'immagine ridotta/impoverità postata in origine da Valgrassi.
Ad occhio vedendo le due immagini nella dimensione dello schermo mi pareva più "apparentemente nitida" quella di sinistra (Merril), forse perché ha ricevuto più luce. Poi dato che è chiamato "microcontrasto" ho aperto l'immagine in Photoshop e iniziato a guardarla magnificata all'inverosimile come il peggiore dei pixellari, confrontando piccoli dettagli, per esempio questo che ho ingrandito:



e lì che vi devo dire, ho visto più roba a destra, un poco più di ricchezza nel contrasto ma anche nelle sfumature del colore. Può dipendere anche dalla diversa esposizione, o dall'impoverimento, non è detto sia la macchina in sè.

Tutto questo non ha senso, guardare un'immagine così ingrandita non ha senso. L'immagine è un sistema e andrebbe guardata nella totalità e guardata stampata.

Ma la cosa che mi colpisce è che confrontando i due piatti di frutta avevo la sensazione che entrambi avessero quella che chiamo "fragilità dell'immagine" e riconosco come meravigliosa peculiarità dei sensori Foveon.
Sbagliato: le immagini postate da Silvia non hanno quella fragilità, sono trattate in modo stra-stra-professionale e avrei detto tranquillamente che erano uscite da un macchinone Nikon Canon ecc.
Sia chiaro, Silvia fa benissimo a trattarle in quel modo stra-stra professionale - e tenersi la FF (fragilità Foveon) quando racconta gli umani i viventi.
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

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Offline valgrassi

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Re:colori foveon
« Risposta #122 il: Giovedì, 14 Marzo 2019, 21:54:44 »
Purtroppo non c'erano più gli originali nel cloud, avevo dovuto fare snipping. Un'immagine Foveon senza micromosso "tiene" fino al 500% Lanczos sotto IrfanView, inutile ingrandire oltre il classico 100% sotto SPP e Adobe perché non interpolano.

Offline pacific palisades

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Re:colori foveon
« Risposta #123 il: Giovedì, 14 Marzo 2019, 22:22:26 »
Photoshop interpola alla grande (purtroppo). Ci ho messo un po' da autodidatta a capire come dovevo fare per ottenere gli ingrandimenti che preferisco, quelli appunto senza interpolazione, quelli che mostrano la vera struttura dell'immagine uscendo dall'illusione di copiare la realtà. I quadrati sono la realtà.
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Offline valgrassi

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Re:colori foveon
« Risposta #124 il: Venerdì, 15 Marzo 2019, 08:13:09 »
https://flic.kr/p/FQVkq1 l'idea era di confrontare la dp2M con la Contax G2 e Sonnar T* 45/2.0, il problema è stato 30mm contro 45 e la difficoltà di trovare laboratori che non digitalizzino il negativo. Per cui mi sono imbarcato nella riproduzione negativi via macro.
Date due foto della stessa scena dp2M e Bayer, ingrandire al 500% le discrimina immediatamente quasi sempre, a meno che si usi una Canon 5DSR con un ottimo obiettivo. Adobe ultimamente fa Resize migliorato (cmq non Lanczos). Lo zoom interattivo a schermo non interpola.
Qui si vede poco (è uno snip), ma la situazione al 500% potete controllarla sull'originale con IrfanView e FastStone che girano solo sotto Win:

Offline Silvia V

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Re:colori foveon
« Risposta #125 il: Venerdì, 15 Marzo 2019, 08:35:42 »
Il microcontrasto del Merrill era abbastanza evidente nonostante la bassissima risoluzione, la perdita d'informazione nei passaggi tonali che abbiamo a dx (con conseguente distruzione della tridimensionalità), col Merrill lo si ottiene solo se si fanno casini con la PP agendo sui toni al di fuori di SPP.

sono d'accordo  :si:


e lì che vi devo dire, ho visto più roba a destra, un poco più di ricchezza nel contrasto ma anche nelle sfumature del colore. Può dipendere anche dalla diversa esposizione, o dall'impoverimento, non è detto sia la macchina in sè.

Tutto questo non ha senso, guardare un'immagine così ingrandita non ha senso. L'immagine è un sistema e andrebbe guardata nella totalità e guardata stampata.

Ma la cosa che mi colpisce è che confrontando i due piatti di frutta avevo la sensazione che entrambi avessero quella che chiamo "fragilità dell'immagine" e riconosco come meravigliosa peculiarità dei sensori Foveon.
Sbagliato: le immagini postate da Silvia non hanno quella fragilità, sono trattate in modo stra-stra-professionale e avrei detto tranquillamente che erano uscite da un macchinone Nikon Canon ecc.
Sia chiaro, Silvia fa benissimo a trattarle in quel modo stra-stra professionale - e tenersi la FF (fragilità Foveon) quando racconta gli umani i viventi.

Faccio un passo indietro eliminando le mie foto caricate in questo post perché mi rendo conto che sono foto che dimostrano qualcosa solo a me che avevo davanti la scena ed i colori reali.
Premesso che non sono foto trattate (sviluppate in spp in maniera neutra e ridimensionate in ps, altrimenti non avrebbe avuto senso inserirle in questo post), non sono foto che ho fatto ad uso comparativo, che a me non interessa più molto. Ho scattato migliaia di foto con dp3m e credo altrettante con sdq, da conoscerle un pochettino e sapere cosa aspettarmi da loro. io le amo entrambe per motivi diversi, hanno però una resa molto differente, non solo sul microcontrasto (parlo di resa generale, non mi interessano gli ingrandimenti) ma anche sul colore (infatti pur avendo stessa fonte di luce il colore dei pomodori, per esempio, era decisamente diverso). Quindi forse sono sempliciotta io, sicuramente tecnicamente incompetente, ma da appassionata utilizzatrice mi dico: se sono già così differenti le rese del colore tra merril e q, che senso ha parlare, in generale, di colore foveon?
Per quanto riguarda la resa delle foto postate da me simili al bayer non posso essere proprio d'accordo: scattavo con bayer, prima dell'innamoramento per il Foveon, e ti assicuro Andrea che a quella tridimensionalità si arriva(va) -non ho avuto le ultime ff come nikon d850 per esempio, vicini solo dopo aver post prodotto. Quelle invece sono uscite così dalla macchina  ;)

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Re:colori foveon
« Risposta #126 il: Venerdì, 15 Marzo 2019, 10:08:10 »
Il microcontrasto del Merrill era abbastanza evidente nonostante la bassissima risoluzione, la perdita d'informazione nei passaggi tonali che abbiamo a dx (con conseguente distruzione della tridimensionalità), col Merrill lo si ottiene solo se si fanno casini con la PP agendo sui toni al di fuori di SPP.

sono d'accordo  :si:


e lì che vi devo dire, ho visto più roba a destra, un poco più di ricchezza nel contrasto ma anche nelle sfumature del colore. Può dipendere anche dalla diversa esposizione, o dall'impoverimento, non è detto sia la macchina in sè.

Tutto questo non ha senso, guardare un'immagine così ingrandita non ha senso. L'immagine è un sistema e andrebbe guardata nella totalità e guardata stampata.

Ma la cosa che mi colpisce è che confrontando i due piatti di frutta avevo la sensazione che entrambi avessero quella che chiamo "fragilità dell'immagine" e riconosco come meravigliosa peculiarità dei sensori Foveon.
Sbagliato: le immagini postate da Silvia non hanno quella fragilità, sono trattate in modo stra-stra-professionale e avrei detto tranquillamente che erano uscite da un macchinone Nikon Canon ecc.
Sia chiaro, Silvia fa benissimo a trattarle in quel modo stra-stra professionale - e tenersi la FF (fragilità Foveon) quando racconta gli umani i viventi.

Faccio un passo indietro eliminando le mie foto caricate in questo post perché mi rendo conto che sono foto che dimostrano qualcosa solo a me che avevo davanti la scena ed i colori reali.
Premesso che non sono foto trattate (sviluppate in spp in maniera neutra e ridimensionate in ps, altrimenti non avrebbe avuto senso inserirle in questo post), non sono foto che ho fatto ad uso comparativo, che a me non interessa più molto. Ho scattato migliaia di foto con dp3m e credo altrettante con sdq, da conoscerle un pochettino e sapere cosa aspettarmi da loro. io le amo entrambe per motivi diversi, hanno però una resa molto differente, non solo sul microcontrasto (parlo di resa generale, non mi interessano gli ingrandimenti) ma anche sul colore (infatti pur avendo stessa fonte di luce il colore dei pomodori, per esempio, era decisamente diverso). Quindi forse sono sempliciotta io, sicuramente tecnicamente incompetente, ma da appassionata utilizzatrice mi dico: se sono già così differenti le rese del colore tra merril e q, che senso ha parlare, in generale, di colore foveon?
Per quanto riguarda la resa delle foto postate da me simili al bayer non posso essere proprio d'accordo: scattavo con bayer, prima dell'innamoramento per il Foveon, e ti assicuro Andrea che a quella tridimensionalità si arriva(va) -non ho avuto le ultime ff come nikon d850 per esempio, vicini solo dopo aver post prodotto. Quelle invece sono uscite così dalla macchina  ;)


Silvia, forse non mi sono espresso bene.
Io non ragiono sull'attribuire a una macchina cose come "tridimensionalià" "nitidezza" "microcontrasto", perché tutto ciò ha definizioni vaghe e non è verificabile/falsificabile.
Ciò che faccio è semplicemente attribuire alla mia impressione "tridimensionalià" "nitidezza" "microcontrasto". Oltretutto ritengo - e questa è un'idea radicale mi rendo conto - che la fotografia al di fuori degli scopi commerciali non è nulla di diverso dalla scrittura, e molto difficilmente attribuirei una diversa qualità - sto per fare un esempio iperbolico - a un testo per la calligrafia con cui è scritto o per il colore della carta su cui è stampato: mi interessa il senso (poi è anche vero che il mezzo è il messaggio, ma io per come la vedo sono molto orientato a il mezzo è il mezzo e il messaggio è il messaggio). Ovvero "tridimensionalià" "nitidezza" "microcontrasto" me le filo poco essendo per me come la calligrafia/colore della carta in un testo.

Tra le mie impressioni quella a cui tengo di più è la fragilità dell'immagine (che ora non riesco a definire e forse è una cosa non definibile ma soltanto mostrabile).
Quindi io ho l'impressione di discernere le immagini riprese da un sensore Foveon riconoscendo la fragilità dell'immagine.
Ricapitolo:
- la fragilità dell'immagine è una mia impressione, una mia percezione non pretendo sia qualcosa di oggettivo;
- la fragilità dell'immagine credo non interessa a nessun*, infatti nessun* ha mai fatto un discorso simile, perlomeno io non l'ho mai letto/sentito e considera che sento e leggo parecchio;
- l'impressione di fragilità dell'immagine - questo me lo hanno fatto capire le tue foto - dipende anche  da come viene trattata la fotografia, intendo trattata non solo rispetto allo sviluppo ma anche e soprattutto rispetto alla ripresa: le tue foto sono stra-stra professionali, con questo intendo nell'uso della luce, nella gestione del colore (anche del soggetto), nella scelta dell'esposizione eccetera. E' chiaro che tutto ciò va ad incidere sull'unica cosa che a me interessa del Foveon la fragilità dell'immagine per come io soggettivamente la percepisco perché sono bandite quelle incertezze nell'immagine che commercialmente non devono (giustamente) esistere. Non incide sulla (impressione di) tridimensionalità che a te interessa (e a me per nulla), quindi sicuramente nelle tue foto postate qui c'è la tridimensionalità peculiare del Foveon come tu rilevi, solo che a me non interessa. Non mi interessa perché non la riconosco come necessaria dato che la pittura senza conoscere la prospettiva ha prodotto cose meravigliose e nel novecento finalmente ha potuto dimenticare nuovamente la prospettiva geometrica portando tutto su un unico piano misterioso dove tutto accade dalle stanze in prospettiva appiattita di Francis Bacon ai ritratti di Dubuffet alle superfici grafiche di Matisse eccetera - sebbene riconosco che commercialmente la (impressione di) tridimensionalità sia assolutamente un valore.
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Re:colori foveon
« Risposta #127 il: Venerdì, 15 Marzo 2019, 10:56:14 »
La frafgilità dell'immagine rimanda alla fragilità della vita e dunque alla verità. Le foto "imaging" a cui siamo stati abituati negli ultimi venti anni hanno poco da spartire con la realtà a cui si rivolgono, sono come carezze date a un bimbo con la carta vetrata.
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Offline pacific palisades

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Re:colori foveon
« Risposta #128 il: Venerdì, 15 Marzo 2019, 15:49:35 »
La fragilità dell'immagine rimanda alla fragilità della vita e dunque alla verità. Le foto "imaging" a cui siamo stati abituati negli ultimi venti anni hanno poco da spartire con la realtà a cui si rivolgono, sono come carezze date a un bimbo con la carta vetrata.

Sento le cose esattamente come hai detto. Chiaro è un discorso che si può fare per le fotografie prese con l'idea "queste devono piacere prima di tutto a me", non certo quando hai davanti un committente.
Allora la mia fissa attuale sono la fragilità e la delicatezza espresse dall'immagine nel suo complesso. Queste due cose. A dire la verità sento la cosiddetta tridimensionalità dell'immagine come qualcosa di volgare. Quando i pittori hanno scoperto le regole della prospettiva, facevano quadri in parte uguali, le stanze, gli spazi erano uguali e se i dipinti si salvavano artisticamente è soltanto perché per fortuna quello era un teatrino in cui ambientare la loro immaginazione. Poi è arrivata la fotografia che ha liberato la pittura dalla tridimensionalità portandosela fieramente sulla schiena (bel bottino eh...). Il pittore più nobile del novecento è stato Francis Bacon, lui era la divinità della pittura più di Picasso e tutti gli altri, e nonostante dipingesse personaggi in una stanza, la profondità è assente, i corpi stessi, proprio per questo sono così belli, sono privi di tridimensionalità, la loro dimensione è puramente immaginativa quindi potentissima. Persino la scienza novecentesca si è liberata da quell'idea sbudellata della tridimensionalità, quella sciocchezza cubica, euclidea, l'universo come uno scatolone vuoto immaginato da Newton. No no, lo spazio è tutt'altro, si piega su se stesso si buca è uno spazio sfondato e fuso è un gruviera mescolato col tempo, non è proprio l'orrenda piazza della Città ideale.
Jacopo Benassi dice Uso il flash perché ho capito che questa è la mia luce. La fragilità e la delicatezza non sono esattamente una luce, però sono qualcosa che, come la luce, pervade tutta l'immagine.
 
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Offline valgrassi

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Re:colori foveon
« Risposta #129 il: Venerdì, 15 Marzo 2019, 16:12:35 »
https://medium.com/ice-cream-geometry/an-ode-to-the-sigma-merrill-506dd0864169
Questo sembra che abbia tenuto solo la dp3M! È arrivato ad un pelo dal dire che lunghezze d'onda maggiori (il rosso cioè) penetrano di più nel silicio. In rete ne sono convinti quasi tutti quelli che parlano dei Foveon.

Offline notomb

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Re:colori foveon
« Risposta #130 il: Sabato, 16 Marzo 2019, 09:20:41 »
https://medium.com/ice-cream-geometry/an-ode-to-the-sigma-merrill-506dd0864169
Questo sembra che abbia tenuto solo la dp3M! È arrivato ad un pelo dal dire che lunghezze d'onda maggiori (il rosso cioè) penetrano di più nel silicio. In rete ne sono convinti quasi tutti quelli che parlano dei Foveon.
Ha fatto bene a tenere la Merril, sia mai. L'ha confrontata con una foto sfocata della Quattro mettendoci pure il profilo colore Ritratto che ammorbidisce ancor di più. Infatti gli sembra morbida e con foschia la foto della Quattro  :) :) :) :)
Era solo per precisare come si manipola a piacimento l'informazione. Non partecipo più a elucubrazioni mentali sul foveon ed eventuali Merrilisti. Vi sembrerà strano ma io la Sigma la uso con piacere per fare foto. Saluti
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Offline Lorenzo F.

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Re:colori foveon
« Risposta #131 il: Sabato, 16 Marzo 2019, 12:18:45 »
Non partecipo più a elucubrazioni mentali sul foveon ed eventuali Merrilisti. Vi sembrerà strano ma io la Sigma la uso con piacere per fare foto. Saluti


Non serve aggiungere altro, Notomb sei stato limpido.
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M.Villani

Offline hobbit

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Re:colori foveon
« Risposta #132 il: Sabato, 16 Marzo 2019, 13:36:01 »
In effetti sembra che ce l'abbia messa tutta per "screditare" la Quattro. La foto fatta con la Quattro rispetto le altre dà proprio l'impressione di essere mal riuscita.
Ho presenti i bellissimi ritratti realizzati da Rino, tutt'altro che bidimensionali, realizzati con la Quattro.

Al momento attuale se dovessi scegliere tra una DP Merrill e una DP Quattro penso che prenderei la seconda, perché mi sembra che l'inferiorità del sensore venga ben compensata da una maggiore usabilità, una maggiore probabilità di portare a casa la foto, cosa non scontata con una Sigma! E comunque spesso rimpiango di essermi disfatto della vecchietta DP2X.

Riguardo le foto proposte da Silvia, non so come era la scena reale, ma a me soddisfano pienamente sia la versione Merrill, che la versione Quattro.

Panasonic GX7 + PanaLeica 12-60 + PanaLeica 25mm + Sigma 60mm + Lumix 45-175 (sistema principale)
Panasonic GH1 + 14-45 (per il video)

"Molti di quelli che vivono meritano la morte, e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti." (J.R.R. Tolkien)

Offline Silvia V

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Re:colori foveon
« Risposta #133 il: Sabato, 16 Marzo 2019, 14:08:24 »
Le elucubrazioni mentali su tecnicismi non interessano nemmeno me (oltretutto non ho le competenze per discuterne), tuttavia credo che il mezzo sia importante anche per esprimere il senso così come lo sia il feeling tra fotografo e strumento.  A me piace la resa di entrambe, sono molto diverse tra loro e le uso con amore e soddisfazione in situazioni diverse tra loro.
  • Silvia
     
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Re:colori foveon
« Risposta #134 il: Sabato, 16 Marzo 2019, 14:52:46 »
il feeling tra fotografo e strumento

E' amore, per cui i discorsi diventano irrazionali. Ma l'amore ha anche dei lati positivi  ;)
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Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.