Autore Topic: La città di sera cercando un colore possibile  (Letto 99 volte)

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Offline pacific palisades

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La città di sera cercando un colore possibile
« il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 15:32:23 »
Non riesco a trovare interessante il paesaggio urbano di Forlì, qui però c'è il chiostro dell'abbazia di San Mercuriale celebre tra i gamer perché è una delle ambientazioni del capolavoro videoludico Assassin's Creed II.

Non che queste foto mi convincano molto, diciamo che sono solo un esperimentino, ma è la prima volta che mi avvicino al centro con la fotocamera, inoltre è un tentativo di colore. Io non credo che il colore possa essere realmente reale, credo che il colore sia qualcosa che possa, in qualche modo (in qualsiasi modo) essere accordato col soggetto, che a sua volta presenta un colore non pienamente reale in quanto percepito (quindi coi limiti fisiologici/psicologici della percezione umana) e concettualizzato (quindi coi limiti delle convenzioni sociali sul vedere e narrare il colore). Mi piace che il colore sia qualcosa da accordare perché la parola fa pensare alla musica, e spesso mi viene anche da dire che ogni attrezzatura, in certe condizioni, si caratterizza per un timbro di colore (come esiste il timbro di uno strumento musicale o della voce).
Quindi, riassumo: a mio parere il colore non è semplicemente un dato, ma è il prodotto di un fare. Su Juza i commentatori "tecnico-tecnologici" sono particolarmente ignoranti, mi hanno sfottuto dicendo che in sostanza parlavo a sproposito di poesia dove invece si parlava di colore, come un ubriaco. Beh, "poesia" viene dal greco poíēsis, che deriva da poiéō "faccio, produco". Ma vaglielo a spiegare...















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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #1 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 16:44:38 »
 :si: :si: :si: interessanti le tue considerazioni. Le foto mi piacciono e anche il colore, soprattutto (ma non soltanto) la prima. Dovresti continuare ad avvicinarti al centro di Forlì (lo ammetto, non è uno dei paesaggi urbani che più mi hanno coinvolto ma se pensi che il mio paesaggio urbano in questi ultimi anni è quello di Paullo...)
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #2 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 17:08:49 »
Citazione
Ma vaglielo a spiegare...
Quando nell'inquadratura sono presenti sorgenti luminose con diversa emissione spettrale, come in questo caso, il WB ottimale è determinato dalla differenza cromatica coerente con l'emissione delle diverse sorgenti luminose.
A me pare che i colori riprodotti in queste immagini siano legittimi in quanto si ha in primo piano con evidente tonalità calda, probabilmente dipendente dal colore della pittura applicata su tutte le superfici murarie, e una tonalità fredda dovuta ad un'illuminazione con lampade fluorescenti (neon) negli esercizi / abitazioni sullo sfondo: una dominante avrebbe avuto la tendenza ad uniformare il colore delle varie sorgenti luminose e delle superfici ad esse prospicienti sottraendo contrasto cromatico all'intera inquadratura.

Una superficie dipinta costituisce un "filtro a riflessione" che predilige, in riflessione, la tonalità del proprio colore... l'ultima immagine conferma questa ipotesi: colore caldo a sinistra (dove massima è la riflessione per la prossimità della lampada al soffitto) e quasi neutro a destra (dove arriva solo la luce diretta della lampada).
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #3 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 17:19:17 »
Cioè una dominante avrebbe zittito una parte delle sorgenti luminose, che è un po' come zittire delle voci e perdere una parte del discorso.
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #4 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 17:23:14 »
se pensi che il mio paesaggio urbano in questi ultimi anni è quello di Paullo...)

Meglio, così vai a cercare i tuoi capitelli multimediali :si:

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #5 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 17:27:57 »
Citazione
Cioè una dominante avrebbe zittito una parte delle sorgenti luminose, che è un po' come zittire delle voci e perdere una parte del discorso.
Beh, per "zittire", la dominante dovrebbe essere forte... ma anche se fosse moderata si noterebbe comunque la tendenza all'assenza di contrasto cromatico (non sarebbe più caldo / freddo ma caldo / neutro o , al limite, molto caldo / caldo).
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #6 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 17:34:45 »
Nella mia ignoranza, non ci avevo nemmeno mai pensato che diverse temperature colore costituiscono un "contrasto cromatico".
E' un'idea molto utile per imparare a vedere.
Questo forum è un toccasana  :si:
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #7 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 17:42:47 »
Citazione
... non ci avevo nemmeno mai pensato che diverse temperature colore costituiscono un "contrasto cromatico".
Se il contrasto in bn è "il bianco più bianco e il nero più nero", quello cromatico è "il rosso più rosso, il blu più blu, etc.... cioè la "saturazione".
De-saturando (bn) azzeri il contrasto cromatico!  ;)
Per "temperatura colore", però, si intende solo la frequenza di massima ampiezza di una fonte luminosa, non una dominante fotografica! Incandescenza 2700°K, fluorescenza 5000°K, sodio 2000-2500°K, vapori di mercurio 3300-4200°K.
L'allegato (con dominante) non ti da l'impressione di minore contrasto cromatico?
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #8 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 18:00:39 »
Mi piace l'ultima, in particolare le due volte e il lento passaggio sfaccettato del colore dal caldo al freddo. Mi metto nei panni di un commentatore juzzino "tecnico-tecnologico" per chiederti come mai le foto siano prive del minimo sindacale di nitidezza?

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #9 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 18:46:10 »
L'allegato (con dominante) non ti da l'impressione di minore contrasto cromatico?

Assolutamente sì.
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #10 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 19:12:01 »
Mi piace l'ultima, in particolare le due volte e il lento passaggio sfaccettato del colore dal caldo al freddo. Mi metto nei panni di un commentatore juzzino "tecnico-tecnologico" per chiederti come mai le foto siano prive del minimo sindacale di nitidezza?

Perché: La nitidezza è un concetto borghese (H. C. Bresson) :D
Le foto non sono nitide per colpa di mia nonna oltre che di Bresson. Recentemente mi è capitato di riguardare degli album di mia nonna, fotografie degli anni settanta a colori e anche precedenti in bianco e nero. Nitidezza non ce n'é, ma sono bellissime. Mi sono convinto che sono bellissime (anche) perché non c'è nitidezza. Quindi mi sono attrezzato, in questo caso apertura F1.4, mano libera, iso alti, sensore piccolo. Invece alcune foto col Foveon (SD4) per deteriorarle le rimpicciolisco e poi le ingrandisco, un procedimento che ho battezzato Tzimtzum, finché non ottengo dei bordi un po' seghettati (ammetto che è una scelta un po' radicale e non lo farò sempre).
Allora si potrebbe pensare che per coerenza dovrei disfarmi della SD4. Invece no, perché le macchine Bayer hanno una qualità dell'immagine che semplifica, quasi plastifica le cose; questo succede specialmente con le fotocamere Bayer più potenti (infatti Leica M opportunamente resta sui 20 megapixel e si usa con lenti mai chirurgiche, ma delicate e eleganti). Invece i sensori Foveon hanno qualcosa di incredibile nella qualità dell'immagine per cui non ho l'impressione di trovarmi nel museo delle cere, ma di vedere le cose come fossero vive (e la fragilità, la difficoltà talvolta del colore, le sfumature creano in me il senso dell'esistenza). Di solito non uso l'espressione qualità dell'immagine perché trovo che sia soltanto il modo per imporre delle convenzioni tutte riconducibili a caratteristiche "muscolari" della fotocamera. Ma in questo caso, la differenza tra simulacro plastico e immagine viva è davvero una differenza qualitativa. Certo, sono mie impressioni.
In chiusura, mi va bene il Foveon (e probailmente i più belli sono quelli da pochissimi megapixel), e allo stesso tempo mi va bene una macchinina Bayer che non genera nitidezza (perlomeno usandola con poca luce, senza cavalletto ed evitando come la peste gli obiettivi chirurgici).
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Offline maxtolardo

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #11 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 19:50:57 »
Mi piace l'ultima, in particolare le due volte e il lento passaggio sfaccettato del colore dal caldo al freddo. Mi metto nei panni di un commentatore juzzino "tecnico-tecnologico" per chiederti come mai le foto siano prive del minimo sindacale di nitidezza?

Perché: La nitidezza è un concetto borghese (H. C. Bresson) :D
Le foto non sono nitide per colpa di mia nonna oltre che di Bresson. Recentemente mi è capitato di riguardare degli album di mia nonna, fotografie degli anni settanta a colori e anche precedenti in bianco e nero. Nitidezza non ce n'é, ma sono bellissime. Mi sono convinto che sono bellissime (anche) perché non c'è nitidezza. Quindi mi sono attrezzato, in questo caso apertura F1.4, mano libera, iso alti, sensore piccolo. Invece alcune foto col Foveon (SD4) per deteriorarle le rimpicciolisco e poi le ingrandisco, un procedimento che ho battezzato Tzimtzum, finché non ottengo dei bordi un po' seghettati (ammetto che è una scelta un po' radicale e non lo farò sempre).
Allora si potrebbe pensare che per coerenza dovrei disfarmi della SD4. Invece no, perché le macchine Bayer hanno una qualità dell'immagine che semplifica, quasi plastifica le cose; questo succede specialmente con le fotocamere Bayer più potenti (infatti Leica M opportunamente resta sui 20 megapixel e si usa con lenti mai chirurgiche, ma delicate e eleganti). Invece i sensori Foveon hanno qualcosa di incredibile nella qualità dell'immagine per cui non ho l'impressione di trovarmi nel museo delle cere, ma di vedere le cose come fossero vive (e la fragilità, la difficoltà talvolta del colore, le sfumature creano in me il senso dell'esistenza). Di solito non uso l'espressione qualità dell'immagine perché trovo che sia soltanto il modo per imporre delle convenzioni tutte riconducibili a caratteristiche "muscolari" della fotocamera. Ma in questo caso, la differenza tra simulacro plastico e immagine viva è davvero una differenza qualitativa. Certo, sono mie impressioni.
In chiusura, mi va bene il Foveon (e probailmente i più belli sono quelli da pochissimi megapixel), e allo stesso tempo mi va bene una macchinina Bayer che non genera nitidezza (perlomeno usandola con poca luce, senza cavalletto ed evitando come la peste gli obiettivi chirurgici).
Non posso che darti ragione. Recentemente ho visto una delle ultime mostre di McCurry, forse l'ultima. La maggior parte delle fotografie erano stampe da analogico. Alcune, più recenti, di chiara derivazione digitale, molto più nitide. Inutile dire che c'era un abisso, almeno per quello che mi riguarda, in termini di appagamento e godimento tra le analogiche, imperfette e le digitali molto "elettriche" se mi passi il termine.   

Offline edecapitani

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #12 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 20:07:59 »
Bisognerà fare una collazione dei post di PP e pubblicare, a nome di Spinoza, un Trattato contro la nitidezza
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #13 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 21:54:38 »
Bravi per questo topic. Non credo però che l'appagamento da pellicola vs digitale derivi dalla minore nitidezza della prima: è che le pellicole, negli ultimi anni, avevano raggiunto un ottima capacità di dare immagini complessivamente godibili, per colore, irregolarità della grana (che è meglio di una regolarità posticcia: l'occhio non vede a puntini, anche se finissimi, e se glieli propini li apprezza più quando sono irregolari. I puntinisti non usavano reticoli per applicare il colore, avrebbero potuto farlo)
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Offline pacific palisades

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #14 il: Lunedì, 04 Febbraio 2019, 23:56:42 »
Bisognerà fare una collazione dei post di PP e pubblicare, a nome di Spinoza, un Trattato contro la nitidezza

Eh, quello della nitidezza è un argomento spinozissimo.

:D
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #15 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 00:00:45 »
Non credo però che l'appagamento da pellicola vs digitale derivi dalla minore nitidezza della prima: è che le pellicole, negli ultimi anni, avevano raggiunto un ottima capacità di dare immagini complessivamente godibili, per colore, irregolarità della grana (che è meglio di una regolarità posticcia: l'occhio non vede a puntini, anche se finissimi, e se glieli propini li apprezza più quando sono irregolari. I puntinisti non usavano reticoli per applicare il colore, avrebbero potuto farlo)

Purtroppo hai ragione (pessimismo della ragione).
Ma noi troveremo ugualmente una soluzione (ottimismo della volontà).
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Offline Joserri

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #16 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 05:12:52 »
Bisognerà fare una collazione dei post di PP e pubblicare, a nome di Spinoza, un Trattato contro la nitidezza


Amico costoso, Enrico, non chiamare un grande mostro come PP (Andrea). Penso e credo nell'amicizia tra i popoli e le nazioni. Un Nuovo Terzo Mondo Occidentale sta già mangiando i nostri piedi e dobbiamo adattarci: alcuni hanno dodici anni, altri ventidue..., ecc. A noi spagnoli non piace disprezzare, con singolare perdono, nessuna persona. Detto questo, voglio solo chiarire la mia concezione del colore. Il colore NON ESISTE; è trattato solo, come molti hanno detto, e soprattutto Andrea (il supposto PP), e come io stesso ho insegnato nei corsi di Fotografia: Dipende dalle condizioni di illuminamento e illuminazione, come generale che comanda le sue truppe, si presta a combattere. E' un'illusione ottica del cervello e del pensiero intimo. Ho un figlio, il mio piccolo, che è daltonico. L'ho notato quando in un parcheggio di un grande centro commerciale, con tre piani e cinque colori: "Papà, questo non è il verde e tu hai parcheggiato nel verde. "No, tesoro, ho parcheggiato nel ciano." Beh, non sono stato breve o pigro, l'ho portato ovunque, perché è così che sono, e gli ho insegnato i colori. Ora vedi la differenza? "Ora lo so, papa'." C'est-à-dire, non esiste un modello monocolore, nemmeno migliaia di mondi cromatici. E' un mondo che viene creato poco a poco. E poiché i colori sono come sapori, non riesco a capire che la prapika è del tutto eccellente, né del tutto negativa. Mio nipote è, meno di un mese fa scoprendo le luci, solo le luci; ma mio figlio, suo padre, sa già che scopre i contrasti: ho dato loro un quadro con un solo bianco e uno nero.
Dannazione la mia fortuna, a volte, perché il testo era più ampio, mediterraneo, ma il browser è stato messo in ulega. Alzo gli occhi verso le montagne? Dove troverò aiuto?

Bah, continuo. «Non ho mandato le mie navi a combattere contro gli elementi», Filippo II dixit, nella grande battaglia contro l'Inghilterra.

Per esempio, quando vedo le mie pentole e padelle nella "luce" della cucina del mio ufficio, vedo colori che non sono né nel JPEG né nel RAW. Com'è possibile? Semplicemente, i colori sono, in Fotografia, solo nella tua visione momentanea. Non ci sono MAI stati veri colori fino ad ora, né la tua vista ha mai visto alcun colore "vero". Per quella piccola domanda lavoriamo in RAW; per contornare, uomini che siamo, il colore che si avvicina, di più, al nostro sordido o bello inquetud. La fotografia non è 2x2=quattro; né la stessa aritmetica digitale, dove la numerazione inizia a zero (0...9).
Anche i diecenni sanno che il relativo ha sempre bisogno di un'anticedente (o conseguente).


Offline Silvia V

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #17 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 07:51:12 »
Io di foto ne vedo solo una  :con:la terza, le altre due le vedo "bianche"...forse hai tolto nitidezza ed anche desaturato un po'? :)) Scherzi a parte i colori mi piacciono ed il fatto che ci sia o meno nitidezza lo considero una scelta espressiva. Io amo la nitidezza nella maggior parte delle foto ma non capisco perché ci si debba limitare a fare foto che siano solo tecnicamente corrette. A volte la nitidezza può togliere espressività ad una foto e allontanarla dall'intento del fotografo.
Il foveon aiuta a poter scegliere: ho foto con una nitidezza commovente ed ho alcune serie (in parte pubblicate anche qui come quelle sul mare in inverno) in cui ho tolto abbondantemente nitidezza. Ho frequentato molto molto poco juza ma abbastanza per vedere troppa omologazione.

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Offline Lorenzo F.

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #18 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 09:58:07 »
Gli scatti mi piacciono molto, benché forse taglierei un filino l'inquadratura della prima a dx, ma é una questione personale.
Per il resto concordo sul ragionamento delle dominanti e sul fatto che i tuoi scatti non ne abbiano (li apprezzo anche perché si notano le varie temperature della luce)
Concordo con il ragionamento della nitidezza ed in conseguenza a questi due fattori sul fatto che siano più croccanti e godibili, scatti analogici o Foveon rispetto a scatti sciapi filobayer che frullano tutto.
A tal proposto io anziché ridimensionare più volte per togliere nitidezza, semplicemente la ridurrei da SPP


In ultimo concordo con l'inutilitá della folle corsa immotivata all'armamento fotografico, a meno che esso non sia giustificato da un motivo ossia quasi mai.


In merito a Juza, li vedo moltissime foto belle, ma pochissime foto che abbiano un 'anima e la motivazione al di là delle preferenze non va ricercata nella strumento ma nell' occhio di chi lo usa.


Rimango convinto che si possa fotografare l'anima sia con Bayer che con Foveon ed allo stesso modo non si riesca a farle con nessuna delle due, dipende. ...  dal percorso personale del fotografo, non dallo strumento utilizzato, il resto é una mia preferenza personale.


IMHO

{[(1:1:1) + (1:1:4)] /3} > 33% = True

Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani

Offline edecapitani

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #19 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 12:18:17 »
Completamente d'accordo con Silvia.
Il ritratto del cardinale Albergati di Jan van Eyck è dettagliatissimo, di un dettaglio quasi disperato, diciamo che è dipinto con un sensore bigpixel.
Certi italiani avevano altre idee, meno dettaglio e più "bellezza".
Io apprezzo entrambe le scelte, anche in fotografia (le scelte degli altri, intendo... le mie per ora non contano), se attraverso le scelte di stile si comunica qualcosa di coerente e che ha senso sotto qualche riguardo.
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