Autore Topic: La città di sera cercando un colore possibile  (Letto 100 volte)

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Offline pacific palisades

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #15 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 00:00:45 »
Non credo però che l'appagamento da pellicola vs digitale derivi dalla minore nitidezza della prima: è che le pellicole, negli ultimi anni, avevano raggiunto un ottima capacità di dare immagini complessivamente godibili, per colore, irregolarità della grana (che è meglio di una regolarità posticcia: l'occhio non vede a puntini, anche se finissimi, e se glieli propini li apprezza più quando sono irregolari. I puntinisti non usavano reticoli per applicare il colore, avrebbero potuto farlo)

Purtroppo hai ragione (pessimismo della ragione).
Ma noi troveremo ugualmente una soluzione (ottimismo della volontà).
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Se come so sei un marinaio che osserva l’arrivo del tifone, allora aggrappati stretto e forte all’elemento libero che liberamente voli.
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Non tentare di adattarti a questi delicati palati. Puoi tagliare certo, puoi far fuori qualche ridondanza qua e là, ma sei 'raffinato' così, quando sei te stesso. Non farci caso quando ti danno del rozzo, non hanno nient'altro da opporti. Non sei come blateri di tanto in tanto una ciocchetta!
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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #16 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 05:12:52 »
Bisognerà fare una collazione dei post di PP e pubblicare, a nome di Spinoza, un Trattato contro la nitidezza


Amico costoso, Enrico, non chiamare un grande mostro come PP (Andrea). Penso e credo nell'amicizia tra i popoli e le nazioni. Un Nuovo Terzo Mondo Occidentale sta già mangiando i nostri piedi e dobbiamo adattarci: alcuni hanno dodici anni, altri ventidue..., ecc. A noi spagnoli non piace disprezzare, con singolare perdono, nessuna persona. Detto questo, voglio solo chiarire la mia concezione del colore. Il colore NON ESISTE; è trattato solo, come molti hanno detto, e soprattutto Andrea (il supposto PP), e come io stesso ho insegnato nei corsi di Fotografia: Dipende dalle condizioni di illuminamento e illuminazione, come generale che comanda le sue truppe, si presta a combattere. E' un'illusione ottica del cervello e del pensiero intimo. Ho un figlio, il mio piccolo, che è daltonico. L'ho notato quando in un parcheggio di un grande centro commerciale, con tre piani e cinque colori: "Papà, questo non è il verde e tu hai parcheggiato nel verde. "No, tesoro, ho parcheggiato nel ciano." Beh, non sono stato breve o pigro, l'ho portato ovunque, perché è così che sono, e gli ho insegnato i colori. Ora vedi la differenza? "Ora lo so, papa'." C'est-à-dire, non esiste un modello monocolore, nemmeno migliaia di mondi cromatici. E' un mondo che viene creato poco a poco. E poiché i colori sono come sapori, non riesco a capire che la prapika è del tutto eccellente, né del tutto negativa. Mio nipote è, meno di un mese fa scoprendo le luci, solo le luci; ma mio figlio, suo padre, sa già che scopre i contrasti: ho dato loro un quadro con un solo bianco e uno nero.
Dannazione la mia fortuna, a volte, perché il testo era più ampio, mediterraneo, ma il browser è stato messo in ulega. Alzo gli occhi verso le montagne? Dove troverò aiuto?

Bah, continuo. «Non ho mandato le mie navi a combattere contro gli elementi», Filippo II dixit, nella grande battaglia contro l'Inghilterra.

Per esempio, quando vedo le mie pentole e padelle nella "luce" della cucina del mio ufficio, vedo colori che non sono né nel JPEG né nel RAW. Com'è possibile? Semplicemente, i colori sono, in Fotografia, solo nella tua visione momentanea. Non ci sono MAI stati veri colori fino ad ora, né la tua vista ha mai visto alcun colore "vero". Per quella piccola domanda lavoriamo in RAW; per contornare, uomini che siamo, il colore che si avvicina, di più, al nostro sordido o bello inquetud. La fotografia non è 2x2=quattro; né la stessa aritmetica digitale, dove la numerazione inizia a zero (0...9).
Anche i diecenni sanno che il relativo ha sempre bisogno di un'anticedente (o conseguente).


Offline Silvia V

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #17 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 07:51:12 »
Io di foto ne vedo solo una  :con:la terza, le altre due le vedo "bianche"...forse hai tolto nitidezza ed anche desaturato un po'? :)) Scherzi a parte i colori mi piacciono ed il fatto che ci sia o meno nitidezza lo considero una scelta espressiva. Io amo la nitidezza nella maggior parte delle foto ma non capisco perché ci si debba limitare a fare foto che siano solo tecnicamente corrette. A volte la nitidezza può togliere espressività ad una foto e allontanarla dall'intento del fotografo.
Il foveon aiuta a poter scegliere: ho foto con una nitidezza commovente ed ho alcune serie (in parte pubblicate anche qui come quelle sul mare in inverno) in cui ho tolto abbondantemente nitidezza. Ho frequentato molto molto poco juza ma abbastanza per vedere troppa omologazione.

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Offline Lorenzo F.

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #18 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 09:58:07 »
Gli scatti mi piacciono molto, benché forse taglierei un filino l'inquadratura della prima a dx, ma é una questione personale.
Per il resto concordo sul ragionamento delle dominanti e sul fatto che i tuoi scatti non ne abbiano (li apprezzo anche perché si notano le varie temperature della luce)
Concordo con il ragionamento della nitidezza ed in conseguenza a questi due fattori sul fatto che siano più croccanti e godibili, scatti analogici o Foveon rispetto a scatti sciapi filobayer che frullano tutto.
A tal proposto io anziché ridimensionare più volte per togliere nitidezza, semplicemente la ridurrei da SPP


In ultimo concordo con l'inutilitá della folle corsa immotivata all'armamento fotografico, a meno che esso non sia giustificato da un motivo ossia quasi mai.


In merito a Juza, li vedo moltissime foto belle, ma pochissime foto che abbiano un 'anima e la motivazione al di là delle preferenze non va ricercata nella strumento ma nell' occhio di chi lo usa.


Rimango convinto che si possa fotografare l'anima sia con Bayer che con Foveon ed allo stesso modo non si riesca a farle con nessuna delle due, dipende. ...  dal percorso personale del fotografo, non dallo strumento utilizzato, il resto é una mia preferenza personale.


IMHO

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Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani

Offline edecapitani

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Re:La città di sera cercando un colore possibile
« Risposta #19 il: Martedì, 05 Febbraio 2019, 12:18:17 »
Completamente d'accordo con Silvia.
Il ritratto del cardinale Albergati di Jan van Eyck è dettagliatissimo, di un dettaglio quasi disperato, diciamo che è dipinto con un sensore bigpixel.
Certi italiani avevano altre idee, meno dettaglio e più "bellezza".
Io apprezzo entrambe le scelte, anche in fotografia (le scelte degli altri, intendo... le mie per ora non contano), se attraverso le scelte di stile si comunica qualcosa di coerente e che ha senso sotto qualche riguardo.
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