Autore Topic: Oggi sono tornato all'albero  (Letto 2045 volte)

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Offline pacific palisades

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Re:Oggi sono tornato all'albero
« Risposta #75 il: Mercoledì, 29 Aprile 2020, 20:24:40 »
Grazie, siete gentili.
Devo spiegare una cosa che ho appena capito ascoltando Damiano Durante:
https://www.youtube.com/watch?v=IM9i2FngFxw

Questa ultima foto è in quella condizione che Damiano giustamente chiama "fotogenica", e lui dice che bisogna prendersi del tempo proprio per trovare la condizione fotogenica.

Però, alla base di questo progetto c'era certamente l'idea di prendersi del tempo, ma per realizzare  per così dire una stretta di mano. Il poeta Paul Celan il 18 maggio 1960 ha scritto a Hans Bender: Io non vedo nessuna differenza tra una stretta di mano e un poema*. La stretta di mano è un gesto che avvicina le persone, è un gesto simbolico molto bello.
I gesti quindi possono avere una loro bellezza, che non dipende però dalla fotogenia, ma dalla natura del gesto. Io facevo questa cosa - che vista da fuori è ridicola - di tornare a fare la stessa ripresa in momenti che di solito non avevano nulla di fotogenico. E' il gesto della devozione rivolta al mistero del paesaggio che non potrà mai essere fissato dalla ripresa fotografica, perché è uno scorrere. Nella storia della fotografia italiana c'è già stato un gesto simile di Luigi Ghirri: riprendere per trecentosessantacinque giorni di seguito il cielo, sequenza intitolata Infinito. Le foto di Infinito prese singolarmente non hanno nulla di fotogenico, ma presentate tutte assieme diventano l'immagine della devozione al paesaggio e della scoperta dell'infinito. Il gesto non è certo prerogativa dell'arte, anzi l'arte lo ha preso dalla vita, dove è chiamato testimonianza.

*Oggi si può leggere qui.
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.