Autore Topic: qulche strumento del mio lavoro  (Letto 139 volte)

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Offline edecapitani

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qulche strumento del mio lavoro
« il: Domenica, 22 Marzo 2020, 16:03:19 »
La ricerca musicologica finalizzata all'attività concertistica è una delle mie attività professionali. Il mio lavoro parte con la trascrizione dai manoscritti e si conclude con l'esecuzione di programmi concertistici o discografici.
Il primo step si svolge (soprattutto in passato), girando per le biblioteche d'Europa: per esempio, partivo solo o in compagnia di un'amica paleografa con un treno notturno, trascorrevo la giornata a trascrivere dai manoscritti in Biblioteca Nazionale di Francia (munito di guanti di cotone), a sera salivo a Mont-Martre per una zuppa di cipolle e delle ostriche con champagne, poi di nuovo il treno notturno e il mattino successivo ero a scuola ad insegnare. A volte dispongo invece dei facsimili in mio possesso e lavoro in casa, oggi poi molti manoscritti sono consultabili nella rete.
Propongo due fotografie da due facsimili, una di un manoscritto copiato nel monastero di Santa Sofia di Benevento nel sec. XI, una di un manoscritto della basilica di San Pietro a Roma, del XII secolo. Nella prima foto si vede tra l'altro l'antifona greco-latina "Panta ta etni", nel cosiddetto canto beneventano, nella seconda, in fondo alla foto, l'inizio di un responsorio in canto romano antico, "Petre amas me?" che si cantava tutti i giorni in S. Pietro.
Infine una foto scatta in condizioni di scarsa luce lo scorso anno, proprio nella chiesa di S. Sofia a Benevento, dopo un concerto: si vede l'arcangelo Gabriele che annuncia, particolare di un affresco romanico frammentario. Tutte fatte col 18-35 (i puntini neri sono note, non macchie su sensore).
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Offline agostino

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #1 il: Domenica, 22 Marzo 2020, 17:26:50 »
Notevoli la qualità e la quantità dei tuoi impegni lavorativi.
Grazie per la condivisione
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Fuji xe1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 50 +90 mm; sigma SDQuattro + 18-35 Art + 17-50 mm f 2,8 Ex.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

Offline pacific palisades

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #2 il: Domenica, 22 Marzo 2020, 18:06:00 »
Raga Enrico spacca, a parte questa vita degna del personaggio di un racconto di Daniele Del Giudice, cioè lui è il capoccia del gregoriano (si può dire il Sinopoli del gregoriano? se no, dico che sei lo Springsteen), c'ha un sacco di incisioni ganzissime come direttore (però ho capito che canta anche, no?), sentite che roba pazzesca questo bellissimo Panta ta etni (che io non sapevo nemmeno cosa fosse):

https://www.youtube.com/watch?v=aIfTBtYrv2Q&list=PLwlsmefTDzeK9bxYMm2Et82RKR5Ypl7R1&index=34
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Offline Rino

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #3 il: Domenica, 22 Marzo 2020, 18:51:38 »
Propongo due fotografie da due facsimili, una di un manoscritto copiato nel monastero di Santa Sofia di Benevento nel sec. XI, una di un manoscritto della basilica di San Pietro a Roma, del XII secolo.

Bravo Enrico!
Hai scritto che i libri sono due facsimili, ma quello a colori è perfetto (almeno in foto lo prenderei per autentico), mentre quello in bianconero sembra una fotocopia. Come mai una così notevole differenza di qualità?
  • Rino
     

Offline edecapitani

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #4 il: Lunedì, 23 Marzo 2020, 00:01:25 »
Grazie a tutti.
Andrea, la mia vita non è così interessante, si divide tra la famiglia, l'educazione di disabili mentali (ma anche cucinare e fare la doccia a qualcuno di loro… stesera sono in comunità e sto indossando guanti e mascherina), l'attività di ricerca, quella concertistica, assai ridotta rispetto ad un tempo in cui ero più giovane e scapolo, il turismo culturale e - per mio diletto - la lettura la montagna la bicicletta e fotografare (non dico "la fotografia" perché è un livello superiore). Per risparmiare sul tempo la macchina fotografica me la porto sempre, al lavoro, ai concerti, in montagna… ma il meglio è quando esco da solo per fotografare.
Sì, canto anche, il Panta ta etni nei concerti è molto più affascinante perché è accompagnato dall'ison (bordone) in stile bizantino, ma l'editore discografico avrebbe storto il naso.
Cantare e dirigere mi permette di risparmiare sul budget; in genere, soprattutto per i dischi tengo per me alcuni pezzi che mi permettono di chiudere la produzione quando si presentano difficoltà e di lavorare alla fine delle sessioni di registrazione quando gli altri se ne devono andare. A quel punto sono stanco morto, il che dà un retrogusto di vissuto alla voce. Inoltre cantare mi permette, nell'attività didattica, di fare esempi dal vivo e, nell'attività turistica, di fare visite guidate con musica dal vivo. Detto questo ho un patto di non aggressione con la mia voce, la utilizzo perché in certi casi funziona bene ma difficilmente mi riascolto, se non nell'estenuante lavoro di montaggio dei dischi. Infine le concedo totale libertà d'azione sotto la doccia, dove però canto canzoni milanesi.

Rino, la differenza qualitativa tra i facsimili può essere anche molto grande. Questi di carattere musicologico sono realizzati con costi contenuti: lo scopo è mettere a disposizione strumenti di studio.
Il facsimile di un codice prezioso come la Bibbia del Monte Amiata, invece, costa alcune decine di miglia di euro, non credo meno di 50 o 60.000. Se però avessi tutti questi soldi… prenderei una ricca serie di obiettivi art e magari una flexicam Silvestri con adeguato dorso e obiettivi e sarei uno di quei fotoamatori che hanno attrezzature sproporzionate alle loro vere necessità e qualità.
Comunque, oggi per studiare si trova una gran quantità di manoscritti online, per esempio gran parte di quelli della Biblioteca Nazionale di Francia, non solo musicali. Certo è meno romantico di quel che facevo un tempo.
La foto a colori mi ha fatto impazzire perché l'editore, per tirarsela ha fatto il facsimile su carta patinata molto lucida, ho dovuto cercare una situazione che non desse troppi riflessi ed ero tentato di provare anche col polarizzatore. Supporto a parte le foto dell'edizione sono davvero belle e il 18-35 è una garanzia. Ho fotografato anche col 150 ma si vedeva persino la struttura della carta (del libro, non della pergamena) e non mi piaceva
  • Enrico
     

Online hobbit

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #5 il: Lunedì, 23 Marzo 2020, 00:59:25 »
Cavolo .... bravissimo. Complimenti! Non so come altro commentare.  :si:
Attualmente scatto con il sistema m4/3: Panasonic GX7, GH1 (raramente), PanaLeica 12-60 e PanaLeica 25mm, Sigma 60mm, Lumix 100-300.
e la compatta: Olympus xz-1
ma vorrei riprendere una Sigma!

"Molti di quelli che vivono meritano la morte, e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti." (J.R.R. Tolkien)

Offline Lorenzo F.

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #6 il: Mercoledì, 25 Marzo 2020, 22:22:24 »
Complimenti vivissimi  :)
{[(1:1:1) + (1:1:4)] /3} > 33% = True

Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si vuole è rischioso. Non capire con chi si sta parlando può essere drammatico.
M.Villani

Offline edecapitani

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #7 il: Mercoledì, 25 Marzo 2020, 22:23:46 »
Grazie Lorenzo!
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Offline FabioBassTrbn

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #8 il: Venerdì, 27 Marzo 2020, 06:21:08 »
Complimenti vivissimi Enrico!!!
Chissà se ci siamo mai inconsapevolmente incontrati in passato, in qualche chiesa?  :con:
Speriamo capiti in futuro,
sarebbe un grande piacere.
Fabio
Dp2M

Offline edecapitani

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Re:qulche strumento del mio lavoro
« Risposta #9 il: Venerdì, 27 Marzo 2020, 12:08:54 »
I complimenti sono tutti per te, Fabio, che suoni uno strumento difficile e straordinario, con cui ho avuto spesso a che fare quando facevo tanta musica rinascimentale e barocca (ma anche l'Ars Antiqua e l'Ars Nova).
  • Enrico