Autore Topic: Il bello del brutto - Toscani Circus  (Letto 110 volte)

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Offline pacific palisades

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Il bello del brutto - Toscani Circus
« il: Venerdì, 15 Maggio 2020, 16:59:54 »
Il bello del brutto
Toscani Circus (gratuito)
registrazione qui:

https://www.toscanicircus.com/

Zoom (che è un programma per webinar) dalle 21 alle 24 sabato 16 maggio.


vieni avanti, creativo!
Sabato 16 maggio Oliviero Toscani terrà un workshop sulla fotografia. È aperto a tutti, professionisti e no, ed è gratuito: avrete la possibilità di intervenire se parteciperete al contest “una foto bella di una cosa brutta”. Il tema è chiarissimo: solo la fotografia permette di realizzare una bella immagine di una cosa universalmente riconosciuta come brutta. Su questo concetto anni fa Toscani ha fatto un libro intitolato CACAS e abbiamo scelto proprio una fotografia di quel volume per rappresentare questa nuova sfida che lanciamo. Postate una fotografia, entro le 12 di sabato, sul vostro account Instagram (un post, non una storia) con l'hashtag #toscanicircuscosabrutta e spiegate in poche parole perché avete deciso di partecipare a questo contest. Sabato sera le vedremo e alcuni di voi avranno la possibilità di discuterne direttamente con Oliviero Toscani. La fotografia deve essere realizzata appositamente per questo contest, quindi negli ultimi giorni, e potete postare UNA SOLA IMMAGINE A TESTA. Chi ne mette di più, verrà escluso dal progetto. La crew della giornata sarà la stessa dell’altra volta: Nicolas Ballario, Settimio Benedusi, Michael Bertolasi, Marta Carelli, Susanna Crisanti, Fabrizio Spucches.
Vediamo di cosa siete capaci!
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Offline pacific palisades

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #1 il: Venerdì, 15 Maggio 2020, 17:08:59 »
Chi si iscrive ricordi che deve confermare l'iscrizione entrando nella propria mail, aprendo il messaggio dal Toscani Circus e cliccando sull'apposito pulsantino nel corpo del messaggio.

I Workshop di Oliviero Toscani hanno un taglio prettamente culturale, non si parla di attrezzatura, si parla di idee e basta.
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Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Online hobbit

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #2 il: Venerdì, 15 Maggio 2020, 18:23:28 »
L'oggetto misterioso che campeggia la pagina, da chi è stato prodotto e quale tecnica e materiali sono stati utilizzati per realizzare il manufatto?

Per quel che mi concerne l'obiettivo di fare “una foto bella di una cosa brutta” direi che proprio non gli è riuscita!
Francesco

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La vita dell'uomo consiste nell'affetto che principalmente lo sostiene e nel quale trova la sua più grande soddisfazione. San Tommaso D'Aquino

Offline pacific palisades

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #3 il: Venerdì, 15 Maggio 2020, 23:04:59 »
Non è un oggetto misterioso, è un'immagine dal libro Cacas di Oliviero Toscani.
Come dicevo sopra, questa è fotografia e la fotografia è cultura, in Cacas c'è Grammatica della fantasia di Rodari, Merda d'artista di Manzoni, i dipinti in cacca di elefante di Chris Ofili, le case africane impastate con la cacca di mucca, Merda e luce di Antonio Moresco, Via del campo di De André, eccetera.

Le fotografie sono fatte dalle idee non dalle fotocamere, quindi bisogna fare lo sforzo di aprirsi al mondo delle idee.
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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #4 il: Venerdì, 15 Maggio 2020, 23:15:18 »
Sempre detto di non essere un'artista .... e di avere la puzza sotto il naso! :P
Francesco

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Offline Joserri

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #5 il: Sabato, 16 Maggio 2020, 04:44:35 »
Non si può esaltare il bello dallo sporco. Solo dallo sporco si può trarre la bellezza. A questo servono gli artisti.

Offline Ginni

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #6 il: Domenica, 17 Maggio 2020, 13:39:59 »
Ho partecipato, tutto sommato divertente.
Penso di aver colto uno o due suggerimenti interessantiper migliorare.

Offline famarm

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #7 il: Martedì, 19 Maggio 2020, 17:31:30 »
Io purtroppo ho letto il post dopo le 12 quindi non ho potuto.
Grazie Andrea per la segnalazione.

Offline pacific palisades

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Re:Il bello del brutto - Toscani Circus
« Risposta #8 il: Martedì, 19 Maggio 2020, 19:56:21 »
Ginni la prossima volta se porti delle immagini ti sostengo dalla chat di Youtube  :si:

Qui ci sono i link alle tre parti in cui è stato registrato il workshop così Famarm e altr* che non hanno partecipato possono rivederlo con calma.

1 - https://www.youtube.com/watch?v=jH8YHpR5zkg
2 - https://www.youtube.com/watch?v=bCUt31OOgjY
3 - https://www.youtube.com/watch?v=ZbIKk8cM6eQ

Poi copio un testo da Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari, che è un libro bellissimo, un capolavoro della saggistica sull'arte di inventare storie.
Qui Rodari parla delle Storie tabù

Citazione
Chiamerò «tabù» un certo gruppo di storie che personalmente trovo utile raccontare ai bambini, ma di fronte alle quali molti arricceranno il naso. Esse rappresentano un tentativo di discorrere col bambino di argomenti che lo interessano intimamente ma che l'educazione tradizionale relega in generale tra le cose di cui «non sta bene parlare»: le sue funzioni corporali, le sue curiosità sessuali. S'intende che la definizione di «tabù» è polemica e che io faccio appello all'infrazione del «tabù».
Credo che non solo in famiglia, ma anche nelle scuole si dovrebbe poter parlare di queste cose in piena libertà e non solo in termini scientifici, perché non di sola scienza vive l'uomo. Conosco anche i guai che toccano agli insegnanti, sia di scuola materna che di scuola elementare e media, i quali vogliano portare bambini e ragazzi a esprimere totalmente i loro contenuti, a liberarsi di tutte le paure, a sconfiggere ogni eventuale senso di colpa. Quella parte dell'opinione pubblica che rispetta i «tabù» fa presto ad accusare di oscenità, a far intervenire le autorità scolastiche, a sventolare il codice penale. Che un bambino osi disegnare un nudo, maschile o femminile, completo del suoi attributi, e facilmente contro il suo maestro si scateneranno la sessuofobia, la stupidaggine e la crudeltà del prossimo. Ma quanti insegnanti riconosceranno ai loro scolari la libertà di scrivere, se occorre, la parola «merda»?
Le fiabe popolari, in proposito, sono olimpicamente aliene da ogni ipocrisia. Nella loro libertà narrativa, esse non esitano a far uso di quello che si chiama «gergo escrementizio», a suscitare il riso cosiddetto «indecente», a dar notizia chiara di rapporti sessuali, eccetera. Possiamo far nostro quel riso, non indecente, ma liberatorio? Penso onestamente di sì.
Sappiamo quanta importanza abbia nella crescita del bambino la conquista del controllo delle funzioni corporali. La psicanalisi ci ha veramente reso un servizio quando ci ha insegnato che a quella conquista è associato un intenso e delicato lavorio emotivo. Del resto fa parte dell'esperienza di ogni famiglia il lungo periodo in cui il bambino ha rapporti del tutto speciali con il «vasino», coinvolgendo in essi, e nei rituali in cui prendono forma, i familiari stessi. E sono minacce se «non la fa», promesse se si decide a «farla», premi e trionfi se «l'ha fatta» e la va mostrando orgogliosamente come una prova della sua bravura. E attente ispezioni, discorsi tra adulti sul significato di determinati indizi, Gli adulti, per dire che una cosa non è buona, non va toccata, non va guardata, dicono che è «cacca». Nasce intorno alla «cacca» un mondo di cose sospette, proibite, forse colpevoli. Ne sorgono tensioni, preoccupazioni, incubi. L'adulto se le porta dentro, senza saperlo, come oggetti misteriosi nascosti in uno stanzino vietato. Ma lui almeno può cercare e trovare un compenso nel comico dello sporco, dell'osceno, del proibito, di cui vi sono ampie tracce nelle fiabe, e più ampie ancora nel repertorio delle barzellette che non si raccontano in presenza dei bambini e che i viaggiatori di commercio diffondono di paese in paese, come i mercanti di una volta diffondevano il racconto di meravigliosi avvenimenti lontani o le leggende dei santi. Questo riso al bambino è vietato. Ed è invece proprio lui ad averne bisogno più dell'adulto...
Niente come il riso lo può aiutare a sdrammatizzare, a equilibrare le sue relazioni con l'argomento, a uscire dalla prigione delle impressioni inquietanti, delle teorizzazioni nevrotiche. C'è un periodo in cui è quasi indispensabile inventare per lui e con lui storie di «cacca», di «vasetti» e affini. Io l'ho fatto. Conosco molti altri genitori che l'hanno fatto e non se ne sono pentiti.
Tra i miei ricordi di padre - almeno in questo - senza tabù, ci sono molte rime e canzoni sull'argomento in oggetto, improvvisate a uso dei bambini del parentado. Le canzoni si cantavano in automobile, non so per quale riflesso condizionato, la domenica mattina (la sera, al ritorno, i bambini erano troppo stanchi per cantare). Se non fossi anch'io, come tutti quanti, più o meno succube delle convenzioni, avrei compreso quelle canzoni «escrementizie» nelle mie raccolte di filastrocche. Credo che solo dopo il Duemila avremo autori abbastanza coraggiosi per farlo...
Il fatto dell'automobile ha direttamente influito sulla mia "Storia del Re Mida": il quale, liberato dal dono di dover trasformare in oro tutto ciò che tocca, per un certo contrattempo viene costretto a trasformare ciò che tocca in «cacca», e la prima cosa che tocca è giusto la sua automobile...
La storiella non ha niente di speciale ma spesso, quando vado in una scuola, me la sento chiedere, mentre in tutta la classe serpeggia un'attesa maliziosa. I bambini vogliono sentirmi pronunciare la parola «cacca» in tutte lettere, e da come ridono a quel punto si capisce benissimo, poveretti, che non hanno mai potuto sfogarsi a pronunciarla di persona, fino a levarsene la voglia.
Una mattina in campagna, con un gruppo di figli della nostra tribù, inventammo un intero romanzo escrementizio, che durò un paio d'ore ed ebbe un successo straordinario. Cosa non meno straordinaria, dopo averne riso fino ad avere il mal di pancia, nessuno in seguito vi fece più allusione. La storia aveva adempiuto alla sua funzione, spingendo alle conseguenze estreme, con tutta l'aggressività del caso, la contestazione delle cosiddette «convenienze».
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.