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Approccio al Foveon

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pacific palisades:
Il legame tra tecnica e cultura dipende da questo: le regole tecniche della fotografia - che sono di una semplicità disarmante e per sbagliare una ripresa occorre dedizione assoluta alla disattenzione - sono esse stesse parte del linguaggio fotografico. Per esempio serve capire le conseguenze del valore di apertura del diaframma perché non varia soltanto il ripreso ma anche il suo significato.
Perché la cultura è così fondamentale nella fotografia? e per cultura non intendo necessariamente i libri, può essere benissimo costruita sulla propria esperienza di vita, anzi chi è autodidatta ha spesso una marcia in più, e chi è 'semplice' ne ha due in più, mentre chi è 'intellettuale' ne ha tre in meno.
Fotografare è essenzialmente questo, cioè riquadrare una parte del mondo esterno. Ciò che conosciamo determina l'inquadratura, e l'inquadratura determina ciò che conosciamo: fotografare è questo processo circolare di conoscenza del mondo.
Bisognerebbe poi allargare il discorso agli affetti perché possiamo amare solo ciò che conosciamo.
Allora si capisce quanto poco peso abbia la fotocamera scelta, se non per la propria comodità.

Italo:
Ho cominciato a fotografare i primi bn nel 1950 con la 6x9 a soffietto di mio padre, che poi stampavo a contatto con un bromografo "autocostruito" in legno.... ma, per me, la fotografia rappresentava solo uno degli argomenti nella mia ampia esplorazione del settore tecnologico, che comprendeva modellismo (volante e navigante), radiocomandi con valvole miniatura, esperimenti in campo elettrico ed elettrostatico con la realizzazione di una macchina di Wimshurst
Negli anni 70 la prima reflex 35mm fu la Fujica ST701, che conservai fino all'acquisto di una Leicaflex SL e in seguito, come ultima analogica, una Rollei SL66.
Non ho mai mantenuto un parco macchine ma una sola: l'ultima acquistata.
Da quanto scritto in precedenza si evince che mio intento fotografico non è mai stato artistico ma tecnico, nella speranza di ottenere un'alta risoluzione per definire, anche con l'impiego di focali medio-lunghe, dettagli utili per comprendere l'uso di particolari strutture o eventuali presunti fenomeni (anche ufologici di cui già si parlava e scriveva negli anni 50).
Nel 2005 venni a conoscenza del foveon che reputai, nel principio di funzionamento del sensore, il più adatto ai miei scopi, così sostituii la SL66 con una SD10.... e nacque un amore sempiterno!

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