Autore Topic: Stampando s'impara  (Letto 2511 volte)

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Offline Italo

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #30 il: Martedì, 23 Giugno 2020, 09:37:41 »
Se volessero migliorare la resa cromatica di quel tipo di stampanti per i pro potrebbero aggiungere dei colori base supplementari.
Come i 3 strati del foveon fanno tutte le sfumature di colore, così fanno i 3 colori complementari sovrapposti della sublimazione. Aggiungere strati per colori supplementari non avrebbe senso.
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Offline sergiozh

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #31 il: Giovedì, 25 Giugno 2020, 07:59:58 »
E allora perche' le stampanti buone per foto a getto di inchiostro hanno piu' di 4 colori ?

Offline Italo

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #32 il: Giovedì, 25 Giugno 2020, 09:51:58 »
E allora perche' le stampanti buone per foto a getto di inchiostro hanno piu' di 4 colori ?
Perché così ogni colore aggiunto aumenta / cambia la gamma di sfumature cromatiche.
Le gocce di colore sulla stampa a getto sono adiacenti e non possono essere miscelate insieme prima di essere spruzzate per ottenere diverse sfumature ma possono solo essere dosate in gocce più grandi o più piccole per cambiare l'aspetto cromatico dell'immagine.
"Sublimazione" significa "trasformazione di uno stato solido in stato gassoso per mezzo del calore".  https://www.alessandrobidoli.com/tipi-di-stampa-digitale-fotografica/
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Offline pacific palisades

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #33 il: Lunedì, 01 Marzo 2021, 21:04:23 »
Ho profilato il monitor.
Faccio fatica a entrare nella logica della profilazione perché per me la fotografia è quella stampata, il semplice file per quanto visualizzabile a schermo è un fantasma.
Quando si profila ci sono dei target costruiti in un certo modo (in fondo sono dei consigli rispetto a un certo scopo di lavoro, diciamo: dei valori utili per...), questi target si possono modificare manualmente. Il target per la stampa mi darebbe un bianco a 6500°K, luminosità 80 cd/m2 (il valore del contrasto per ora lasciamolo stare).

Poi però ho trovato un video di un Eizo ambassador che impostava (manualmente quindi) 60 cd/m2 (se ricordo bene) e valore del bianco 5800°K. Questi valori li otteneva confrontando l'immagine a schermo (soft proof) con l'immagine stampata (hard proof). Come dicevo ritengo la fotografia vera e propria quella stampata, quindi questo tipo di confronto è per me fondamentale, e diventano i valori per definire la realtà dell'immagine.

Perché si abbassa la temperatura del bianco? ovviamente perché la carta tende al giallo*, specialmente le carte fine art senza sbiancanti chimici; e la luminosità del monitor va abbassata perché la stampa non è retroilluminata.

La logica della profilazione è invece quella di visualizzare una fotografia da fotoritoccare che ha la temperatura del bianco e la luminosità diversa da quella di qualsiasi stampa, e poi lavorare sul file di stampa con un diverso profilo adeguato alla stampa, che oltretutto va modificato manualmente. Questa logica un po' mi sfugge forse per il semplice motivo che non tutti credono che la fotografia reale sia quella stampata.


*O meglio, le stampe vengono esaminate con luce che ha un valore CIE D50 standard ovvero una luce più calda.
Sul blog di Boscarol trovo questa citazione dal blog di Parker Plaisted:

Citazione
The printing industry would continue to use D50 illumination as the standard for viewing contract proofs. The graphic artists would use color CRT monitors calibrated to a D65 white point because the D65 white point would allow them to achieve complete chromatic adaptation. However, in order for this to work, the image on the monitor could not be directly compared to a print under D50 illumination in a side-by-side viewing environment.

http://www.boscarol.com/blog/?p=8014

http://color-image.com/2012/02/monitor-calibration-d65-white-point-soft-proofing/

p.s.
Quando si approfondisce la questione colore ci si accorge di quanto sia tutto evanescente. Allora si torna con la memoria ai discorsi sulla 'fedeltà cromatica' della tale o tal altra fotocamera, ed è come se appartenessero a un loro mondo.

"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Offline pacific palisades

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Re:Stampando s'impara
« Risposta #34 il: Venerdì, 30 Aprile 2021, 10:39:25 »
In realtà io, fotoamatore, sono ancora più drastico di Davide, lui parla del Foveon da 15mpx. Io ne vorrei meno, me me basterebbero quanti ne servono a stampare le normali cartoline e qualche ingrandimento ogni tanto.

Il problema è che 15 mpx sono già troppi per essere stampati sul formato di una cartolina, perché sono molto vicini alla risoluzione massima dell'occhio umano (di un generico occhio umano che funziona benino), quindi la misura del foglio deve essere più grande, altrimenti l'immagine risulta ridotta*, che è un'operazione matematica con medie tra pixel, e questa operazione, per quanto gli algoritmi siano intelligenti, modifica l'immagine, e ridurre un'immagine con dettagli fini non è come ridurre un cielo azzurro. Per esempio un uccello che vola sovrano nell'aria diventa uno sporchino.

*Non ci si accorge di questo perché sono operazioni fatte automaticamente dai dispositivi di visualizzazione o dal programma di stampa, ciò non toglie che sono manipolazioni dell'immagine.
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