Autore Topic: Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri  (Letto 1056 volte)

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Offline pacific palisades

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Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« il: Mercoledì, 05 Agosto 2020, 22:25:47 »
Iniziamo da qui, da questo riassunto:
un tizio di mezza età camminando in montagna incontra gente
cioè la Commedia di Dante.

Il riassunto in un certo senso scopre la verità dell'opera ma quella verità è anche una estrema banalizzazione che distorce tutto.

Ora pensiamo al gesto del mio maestro il fotografo immaginario Italo Ghirri, egli prende una fotografia all'apparenza misteriosa e aggiustando colore o toni (quelli che strapazzano l'italiano scriverebbero 'il colore piuttosto che i toni)  toglie il mistero.

Questa operazione è la stessa del riassumere banalizzando?
Secondo me assolutamente no, lo dico pensando che la fotografia ha la possibilità di farsi 'pittorica' ma possiede una peculiarità rispetto alla pittura: può raccontare il mondo con un linguaggio estremamente realista.

Riflettiamo un attimo su quel che significa raccontare il mondo con un linguaggio estremamente realista.
Significa che la fotografa, il fotografo racconta usando, come parole, le cose per quel che sono nella percezione, insomma non inventa le parole (applicando filtri, dominanti, riserve e bruciature, enfatizzazioni tonali o cromatiche, collage eccetera) ma le prende dal mondo.

Riflettiamo anche sull'aspetto morale di questa scelta espressiva: si è obbligati a guardare fuori di se, ad avere attenzione per le cose - per questo il fotografo Guido Guidi (che è vicino idealmente a Italo Ghirri) dice che la fotografia è un atto di devozione, e addirittura a volte dice che è una preghiera.
Con questo non intendo sostenere che la fotografia 'manipolata' è senza valore, dico invece: considerate che esiste anche un altro tipo di ricerca che è possibile percorrere soltanto rinunciando alla cosmesi dell'immagine.

"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

Offline pacific palisades

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #1 il: Giovedì, 06 Agosto 2020, 11:16:10 »
Italo mannaggia, hai tolto il tuo commento con la Lomo!!!  :D
Il problema è che sono abbastanza ignorante e la Lomo non so bene cosa sia, mi sembra sia una cosa un po' complicata perché per alcuni è una sorta di 'filosofia'. Comunque che con le macchine a pellicola la manipolazione sia molto più limitata è certo.

Perché mi sono inventato questo fotografo immaginario che si chiama Italo Ghirri?, ecco questo volevo aggiungerlo.
Perché l'operazione che ogni tanto fa Italo (quello vero) di correggere l'immagine riportandola al dato percettivo è una cosa molto profonda, è come se ogni volta affermasse: non dimenticate che la fotografia, e solo la fotografia, è capace di rappresentare percettivamente il reale.
E Luigi Ghirri la pensava allo stesso modo.

E' chiaro che affrontando questo confronto con il reale (Luigi Ghirri lo chiama 'l'esterno') spesso le fotografie perdono quell'appeal che era dato dalla cosmesi dell'immagine. E' una sfida non usarla. Il premio è riuscire a raccontare il mondo con la sua voce, invece che sovrapporre la nostra.

Non so se si capisce, ma questo vuole essere un manifesto estetico. E anche un omaggio al mondo.
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Offline Italo

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #2 il: Giovedì, 06 Agosto 2020, 14:36:06 »
Citazione
Italo mannaggia, hai tolto il tuo commento con la Lomo!!!
La Lomo è (era) una fotocamera in plastica con lenti in plastica ed infiltrazioni di luce esterna, che era divenuta di moda per i suoi difetti estetici sulle immagini come simbolo di un "partito fotografico" anticonformista e anti perfezionista.

Ho cancellato il mio post perché, a posteriori, ho ritenuto inutile discutere di perfezione partendo da presupposti imperfetti.
Per me, la fotografia vera, è quella irripetibile.... come quella di circa 100 anni fa che mostrava una misera famiglia indiana davanti alla propria tenda o il soldato mentre cade, ferito a morte, sul campo di battaglia: in questi casi la qualità intrinseca dell'immagine ha un'importanza molto ridotta.
In altre parole: se le mie immagini sono simili a miliardi di altre foto sparse sul pianeta "cheffotografoaffà" se nessuno è disposto a pagarle perché di nessun valore? Arrovellarsi per ottenere costose nullità non è affatto conveniente, si asseconda soltanto il gioco delle case produttrici!

In attesa di un UFO che mi si mostri nelle tre proiezioni ortogonali, mi sono così convertito alla funzione di tecnofilo dell'immagine sperando di aiutare qualcuno ad ottenere dalle proprie immagini l'aspetto desiderato.
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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #3 il: Venerdì, 07 Agosto 2020, 09:13:47 »
Invece io sono ancora in una fase ingenua di ottimismo, probabilmente perché la prima fotocamera l'ho presa nemmeno tre anni fa, sono in preda a una gioiosa megalomania.
Per esempio, prima dicevo preferisco fotografare in luce naturale, ora dico preferisco fotografare alla luce di una stella, perché è indubitabile che chi fotografa in luce naturale sta appunto usando una stella, e allora vado in giro e dico: sai, io uso le stelle!

Ma il punto forte del mio entusiasmo è questo: la mia è una fotografia di tipo radicalmente scientifico.
Perché?
Perché sono convinto che prima o poi aprendo il file troverò una rivelazione sul mondo. Questa è la stessa convinzione delle scienziate e degli scienziati che fotografano lo scontro tra particelle dentro il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra (miliardi di file ma non c'è mai una mazza, però loro continuano).
Non lo dico scherzando.
Sono a caccia di segreti ultimi.
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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #4 il: Venerdì, 07 Agosto 2020, 11:12:58 »
Citazione
Invece io sono ancora in una fase ingenua di ottimismo, probabilmente perché la prima fotocamera l'ho presa nemmeno tre anni fa, sono in preda a una gioiosa megalomania.
L'andamento della curva del fotografo dilettante ha, più o meno, sempre lo stesso andamento come in ogni altro hobby: ad un iniziale entusiasmo nel desiderio di esplorare le possibilità offerte dalla tecnologia disponibile segue il massimo impegno nella personale interpretazione dell'attività secondo il proprio gusto e con i mezzi che si ritengono più idonei... il picco si raggiunge dopo alcuni anni di attività e di progressi, in parte dipendenti dalle possibilità finanziarie nelle varie fasi, per poi scemare (nel mio caso) quando ci si accorge che i valori dell'attività non hanno l'importanza che si credeva.
Come già raccontato da qualche parte, la mia curva ha iniziato negli anni 50 con la stampa a contatto del mio dito pollice su un foglio di carta fotografica 7x10cm, ha raggiunto il culmine negli anni 75 con ingranditore universale con testa colore 6x9, vasche  per sviluppo carta 50x60, trattamento / consumabili cibachrome e vari corpi analogici di pregio... ma tutto si "sgonfiò" rapidamente quando mi accorsi che quello che mi guidava non era tanto l'interesse per l'arte fotografica quanto la curiosità tecnologica in sé.... infatti ben presto riversai i miei interessi nella meccanica, nell'elettronica, e nell'ottica di precisione dedicata alla fotografia astronomica.
In conclusione, sono solo uno sperimentatore, nell'intento di acquisire la massima esperienza in campo tecnologico... prevedendo, tra l'altro, gli sviluppi di cui godranno le prossime generazioni in settori di primaria importanza. 
Non dimentichiamo che il progresso, tecnologico in particolare, ha un andamento esponenziale, per cui non so immaginare cosa si vedrà nei prossimi cento anni.
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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #5 il: Venerdì, 07 Agosto 2020, 12:33:42 »
Bellissimo questo post  :)
Io credo di essere nella fase del '75 di Italo  :)) però non ho ancora capito se mi piace di più fotografare o se mi piacciono di più i mezzi per fotografare. Bo, prima o poi capirò  :con:
In questo momento sto fotografando per me stesso, per mia pura soddisfazione personale.
In questo periodo, mi stanno un po' annoiando i social ed i forum in genere, soprattutto quelli pieni di autoconclamati artisti o pseudo professionisti "dei miei stivali"  :))
Forse sono affetto da bulimia di immagini ( non fotografie sia ben inteso ).
Un caro saluto a tutti
Eros
 

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #6 il: Venerdì, 07 Agosto 2020, 23:16:28 »
Anche a me piace questo post/manifesto. Le mie fotografie non hanno alcun valore e so di non avere talento. Mi ritrovo nel discorso di Ghirri sulla 'devozione' e questo è il movente delle mie fotografie, imperfette come ogni delitto.
Tra tutte le realtà, un certo insieme di architettura scultura e pittura è il movente più forte dei miei delitti. Muove tante cose in me e lo fa ininterrottamente dal 1985, per cui sono ragionevolmente convinto di poter resistere alle curve del fotografo dilettante, perché la scarsa qualità delle mie foto non toglie il loro grande potenziale per la mia esperienza di ciò che amo e le rendono non meno indispensabili per me di quelle prodotte dai migliori professionisti e che trovo nei libri di cui è piena la mia biblioteca.
Anche il resto lo fotografo per devozione, perché lo spettacolo del mondo mi interroga mi commuove e mi inquieta. Fotografo poco le persone perché sono persone e non mi sento in diritto di entrare con la mia fotografia nel loro mistero ma ammiro chi lo sa fare. Lo farei anch'io se valesse la pena, se una mia foto fosse all'altezza di uno sguardo o di un gesto umano. Quelli che fotografarono l'indiano fuori dalla sua tenda hanno reso un servizio all'umanità. Infine, il ruolo che gioca Italo in questo forum ha un valore che io sperimento in prima persona, però mi scuserà se dico che mi piacciono anche le sue foto e sarei contento di vederne altre.
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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #7 il: Domenica, 09 Agosto 2020, 14:41:44 »
Ci ho “sbattuto contro”, non so se l'ho trovata casualmente o è l'immagine che mi ha cercato, comunque grazie Pacific palisades...

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #8 il: Domenica, 09 Agosto 2020, 20:16:12 »
Citazione
Infine, il ruolo che gioca Italo in questo forum ha un valore che io sperimento in prima persona, però mi scuserà se dico che mi piacciono anche le sue foto e sarei contento di vederne altre.
Purtroppo, la mia curiosità innata nell'esplorazione della fotografia, come in altri settori tecnologici, si è esaurita.
Ora, finché avrò vita, starò alla "finestra" cercando di seguire ed immaginare i prossimi sviluppi dell'umana creatività... che purtroppo è la stessa sia nel bene che nel male.
Se i piloti degli UFO, come sembra da inoppugnabili testimonianze, possono viaggiare con i loro mezzi alla velocità della luce e, molto discretamente ci fanno visita e ci osservano da molto tempo senza mire di conquista del pianeta, evidentemente posseggono un senso morale molto superiore al nostro, comportamento che non sono sicuro sarebbe imitato da un avamposto umano in cerca di nuovi territori. 
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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #9 il: Domenica, 09 Agosto 2020, 21:21:09 »
Ci ho “sbattuto contro”, non so se l'ho trovata casualmente o è l'immagine che mi ha cercato, comunque grazie Pacific palisades...

Credo sia del primo periodo di Ghirri, quando frequentava Guerzoni, Vaccari, lui all'inizio fotografava per la scena degli artisti concettuali modenesi.

A quel pensiero

chiunque possieda un apparecchio fotografico, anche il più modesto, potrà pervenire, talvolta, a grandi risultati, d'arte, di poesia

direi che è sempre restato fedele.


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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #10 il: Lunedì, 10 Agosto 2020, 12:07:32 »
Per me ogni fotografia è un una visione che si proietta secondo delle regole geometriche-ottiche dall'obiettivo al mondo esterno ma allo stesso tempo avviene una proiezione speculare che cattura colei o colui che fotografa, quindi ogni fotografia è questa doppia ripresa di ciò che esiste e di ciò che è pensato, o più precisamente di ciò che esiste in ciò che è pensato.
Riconoscere che il pensiero sta a monte della visione ha l'enorme implicazione di costringere a interrogarsi su ciò che pensiamo e su come questo pensiero determina l'atto di inquadrare una parte di mondo. Questa interrogazione per me è un'avventura.

Questo per dire che secondo me anche un filo d'erba può essere una visione sconvolgente, anzi trovo che tanto più le cose sono vicine a noi, quanto più possono nascondere il senso più profondo.

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #11 il: Mercoledì, 12 Agosto 2020, 08:55:31 »
Quanta realtà c'è in un romanzo di Tolstoj? Cosa è reale in un sonetto di Petrarca? La realtà è il mondo esterno, la percezione del mondo esterno o il l'elaborazione del pensiero del mondo esterno?
"L'oggettività è l'illusione che possa esistere un'osservazione priva di un osservatore" - Heinz Von Foerster
La fotografia, come mezzo di espressione artistica, è un veicolo. Ogni scelta estetica riflette una poetica. L'uso consapevole di una poetica, nella padronanza di un mezzo tecnico, distingue l'artista dal dilettante.
Naturalmente ci sono pessimi artisti e straordinari dilettanti.
Quanta realtà c'è in un ritratto di Antonello da Messina? E cosa è reale nelle foto di Doisneau? Basti pensare a Le Baiser de l'Hotel de Ville...

La Tempesta - Atto IV

Questi nostri attori,
Come ti avevo detto,
Erano tutti spiriti
E si sono dissolti nell’aria,
Nell’aria sottile.
E, come l’edificio senza fondamenta
Di questa visione,
Le torri ricoperte dalle nubi,
I palazzi sontuosi,
I templi solenni,
Questo stesso vasto globo, sì,
E quello che contiene,
Tutto si dissolverà.
Come la scena priva di sostanza
Ora svanita
Tutto svanirà
Senza lasciare traccia.

Noi siamo della materia
Di cui son fatti i sogni
E la nostra piccola vita
È circondata da un sonno.

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #12 il: Mercoledì, 12 Agosto 2020, 09:54:33 »
Molto interessanti gli ultimi interventi, grazie!... Beh, Shakespeare, poi...
Per quanto riguarda i ritratti di Antonello da Messina, mi viene in mente una suggestione che mi accompagna da qualche anno, leggendo molte discussioni sul ritratto fotografico, sugli obiettivi troppo definiti o troppo morbidi: guardate i ritratti di Antonello, di Piero della Francesca e di Jan Van Eyck... il "rapporto con la realtà" nei tre casi, la poetica sottesa...
Di nuovo grazie
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Offline pacific palisades

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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #13 il: Venerdì, 14 Agosto 2020, 10:09:09 »
La realtà è il mondo esterno, la percezione del mondo esterno o il l'elaborazione del pensiero del mondo esterno?
"L'oggettività è l'illusione che possa esistere un'osservazione priva di un osservatore" - Heinz Von Foerster

Oggi per capire cosa è "realtà" oppure "oggettività" potremmo, invece di porci una domanda metafisica alla Heidegger, semplicemente ragionare sull'uso che facciamo di queste due parole, sulle pratiche concrete che implicano. 


Quanta realtà c'è in un romanzo di Tolstoj? Quanta realtà c'è in un ritratto di Antonello da Messina? E cosa è reale nelle foto di Doisneau? Basti pensare a Le Baiser de l'Hotel de Ville...

Qui usiamo "realtà" nel senso che riconosciamo nei loro romanzi dipinti fotografie un mondo governato dalle leggi del mondo di cui noi stessi abbiamo esperienza: "reale" nel senso di plausibile. Ma è normale riconoscere nella fotografia una "plausibilità" superiore rispetto a un dipinto o romanzo, perché riproduce con precisione gli oggetti, gli spazi.
Per questo mi viene da pensare che il "talento" della fotografia sia appunto il realismo: lo raggiunge con grandissima facilità, mentre nella pittura è molto faticoso (per esempio secoli per ottenere le leggi della rappresentazione prospettica); per non dire della scrittura che ha una capacità descrittiva infinitamente meno potente dell'immagine (ma anche meno dispersiva e concettualmente potentissima).
Ogni medium ha il proprio talento  ;)



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Re:Discorso scritto in cinque minuti sulle idee del mio maestro Italo Ghirri
« Risposta #14 il: Venerdì, 14 Agosto 2020, 12:43:42 »
Citazione
Con questo non intendo sostenere che la fotografia 'manipolata' è senza valore, dico invece: considerate che esiste anche un altro tipo di ricerca che è possibile percorrere soltanto rinunciando alla cosmesi dell'immagine.

Io ritengo che il lavoro sul RAW è una "contromanipolazione": il tentativo di ricondurre dei dati grezzi elettronici a una immagine rappresentativa della realtà per come la abbiamo percepita/sentita/vissuta. Un atto di fedeltà.
In questo il tipo di macchina fotografica non è indifferente. A mio avviso il Foveon è quello che permette meglio questa operazione perché i "dati grezzi" li prende bene. Si predispone al lavoro a ritroso: dal dato grezzo all'imagine.
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