Autore Topic: Galleria Felicità  (Letto 691 volte)

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Offline Rino

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Re:Galleria Felicità
« Risposta #15 il: Giovedì, 18 Marzo 2021, 11:19:25 »
SIGMA FP CON SIGMA 24/3.5 DG DN SERIE I

Il motivo per cui affiggo queste nuove fotografie è semplice: le cose non sono le cose. Ciò che sta sotto il naso smette di parlare alla nostra meraviglia, le cose diventano comuni. Invece le cose non sono le cose, dovremmo sempre aspettarci che siano sorprendenti, grandi, significanti. Ecco che un autolavaggio ci ricorda questa dimensione verticale del mondo. Le bambine e i bambini lo sanno ancora, infatti adorano gli autolavaggi.

Mi sono dato la regola di riportare il titolo dell'autrice/autore, regola seguita anche questa volta. Si pone un problema filosofico, ovvero se dovessi dare retta al titolo cercherei nell'immagine non ciò che ho scritto sopra, ma degli strumenti tecnici. Io mi rifiuto perché possiedo il talento del Waldgang, e guardo questa serie di fotografie sotto l'ordine della meraviglia.

Grazie Andrea, in fondo si gira sempre intorno a "L'arte del vedere" ed a non smettere mai di stupirci. :)
La fotocamera viene sempre dopo lo sguardo del fotografo.
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Offline pacific palisades

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Re:Galleria Felicità
« Risposta #16 il: Domenica, 04 Aprile 2021, 17:26:17 »
Sono rimasto indietro, prima di dissiparmi per un po', avendo concluso e consegnato al commentarium tutti i punti critici sul fotoamatore photophile drogato di tecnologia, alimentato forzatamente dal lessico del marketing, disinteressato alla cultura fotografica, incapace di pensiero critico, e che persino una cozza aggrappata allo scoglio sopravanza in volontà progettuale e attitudine a raccontare il mondo attraverso l'immagine, appendo quel che è da appendere:

Palazzoni milanesi

Invito a guardare le prime quattro fotografie come una serie che racconta quel che succede al paesaggio quanto quel che succede allo sguardo del fotografo.


e anche:

La meraviglia della stampa! CMYK

Questa fotografia, che a mio parere ha il potere di autoritrarre Joserri, è stata stampata, rifotografata, visualizzata su un monitor, ripresa nuovamente con una fotocamera e visualizzata nuovamente su un monitor, il nostro. Un singolare gioco che ci fa pensare al modo in cui percepiamo la realtà in questa età del dominio tecnologico.

"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.