Autore Topic: la pellicola digitale  (Letto 1076 volte)

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Offline Eros Penatti

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #30 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 09:50:24 »
Più mpx per il sottoscritto vuol dire maggior elasticità del file con maggiore possibilità di recupero di ombre e luci.
Crop sempre più spinti quando occorrono senza perdita di qualità.
Maggior pulizia del file
Il 99% dell volte scatto tra 100/200 iso, non uso i flash, non faccio foto in studio, non faccio video, non uso i jpg... mai.
Se solo mi venisse in mente di prendere una fotocamera per aver foto pronte all’istante senza dover passare da software di fotoritocco prenderei una compatta oppure userei il cell...
My two cents  :)
Ah... sono quasi sempre tutte qualità che ricercano i fotoamatori, ed essendo fotoamatore la fp L mi stuzzica...
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #31 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 10:33:06 »
Sergio, Eros, ho scritto quel che succede effettivamente quando l'immagine eccede la nostra possibilità di visione, perché è un aspetto su cui non si riflette. Non si riflette perché la possibiliità di risoluzioni impensabili e i dispositivi digitali di visualiizzazione hanno cambiato profondamente la fruizione dell'immagine. Quello che cerco è nel digitale ciò che cerca Guido Guidi stampando a contatto le foto prodotte dal banco ottico.

Se non si adotta questa logica non è che non abbiamo la fotografia, quindi si può anche non seguirla, e sulla questione del crop non posso che dare ragione a Eros. Personalmente non ho l'esigenza di croppare. E non ho problemi col file, cerco di usare a modino la macchina e i programmi, se c'è da correggere me la cavo. La competenza nel fotoritocco per me è fondamentale,  e avere uno schermo adeguato per farlo.
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #32 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 11:04:24 »
Andrea poter aprire le ombre due/tre volte consecutive senza veder disturbi digitali è un piacere per i miei occhi, percepire i dettagli nelle stesse come se guardassi con i miei occhi è impagabile.
Ovviamente nelle ombre prendo quello che mi serve.
Una delle cose che non sopporto in una foto di paesaggio è il nero assoluto... tollero le luci bruciate ma non si può mostrare una zona nera perché anche di notte i nostri occhi non percepiscono il nero.
Tollero il nero in una stampa in bw ma non più di tanto, assolutamente no in una stampa a colori.
La tecnologia mi ha aiutato da quando iniziai qualche anno fa con una Canon 7D che aveva file ostici, fino ad ora.
I file della GRIII sono migliori di quelli della T1 e T2, quelli della Z6 sono migliori di queste tre, quelli della 10R migliori su tutte.
Quelli della fp L saranno migliori di quelli della 10R e non credo di sbagliarmi.
Quelli delle MF ancora meglio.
Il termine “migliori” è ovviamente soggettivo e dipende da cosa ci si aspetta per le proprie esigenze.
Uno che non trova piacere nella fare post produzione, che non gli frega di curare un pochino il suo scatto, fatica anche a percepire la qualità del file... si limita a vedere cosa gli è venuto nel display posteriore, scarica, archivia e bona lì.
Non è sbagliato !! Semplicemente a lui va bene così.
Anche la stampa è una questione soggettiva, amo vedere tutte le sfumature di grigi, le
mie stampe assomigliano quasi a dei disegni, hanno zone nitide e zone sfumate a ma piacciono così.. non amo i forti contrasti tra il bianco è il nero.
La fotografia, in generale non è una regola, anzi....
È corretto studiare, ma una volta apprese le basi teoriche diamo sfogo anche alla nostra fantasia altrimenti faremmo tutte cose uguali.

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #33 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 11:32:29 »
Non si riflette perché la possibiliità di risoluzioni impensabili e i dispositivi digitali di visualiizzazione hanno cambiato profondamente la fruizione dell'immagine.

Cosa e' o cosa significa la 'fruizione dell'immagine' ?

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #34 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 13:02:39 »
Eros, quando leggo 'aprire le ombre', prendo l'espressione sempre molto sul serio e penso a cose così:
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Re_delle_Ombre

comunque che succede quando apri le ombre? il programma fa delle operazioni matematiche per schiarire i pixel. Nel tuo caso il risultato è convincente, segno che il file è adatto a questa operazione. Ma è anche segno che il programma è abbastanza sofisticato per riuscire a schiarire e che tu lo hai usato adeguatamente, che vuol dire anche compiere le operazioni nella sequenza giusta. Quindi il buon risultato è una combinazione di file programma competenza.

Ma c'è anche la variabile dell'uso della macchina, se tu in ripresa stai luminoso molto probabilmente ti troverai non a 'aprire le ombre', ma a ricostruire il contrasto che è un'operazione molto meno problematica di schiarire pixel scuri.
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #35 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 13:25:54 »
Non si riflette perché la possibiliità di risoluzioni impensabili e i dispositivi digitali di visualiizzazione hanno cambiato profondamente la fruizione dell'immagine.

Cosa e' o cosa significa la 'fruizione dell'immagine' ?

Esistono dizionari di due tpi, quelli che danno una definizione e quelli che documentano l'uso. Secondo me il significato va cercato nell'uso,  perché è qualcosa di pragmatico.
Tu come usi la parola 'fruire'?
Per esempio 'fruire di uno sconto'. Si fanno delle operazioni per ottenere lo sconto. Sono operazioni diciamo burocratiche. Fruire un'immagine è certamente diverso, ma sono comunque operazioni. Potremmo chiamarla, dato che l'immagine va guardata, le operazioni che si compiono per guardarla. Ma tornando a' fruire di uno sconto', c'è anche l'aspetto di ottenere un risultato, quindi operazioni compiute per ottenere qualcosa. Fruire si usa anche nel senso di godere. Fruire un'opera d'arte si usa nel senso del trarre piacere dall'opera, ma anche in un senso più tecnico di operazipni per ottenere un significato da quell'opera.
Ti ho fornito il metodo per rispondere alla tua domanda, ora sei autonomo.
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #36 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 14:11:00 »
Metto anche in evidenza un corollario non da poco sul discorso fatto fin qui.
Rino conosce molto bene il Foveon e tempo addietro confrontò delle ultra-high pixel camera con la SDQuattro H, mostrando che la Sigma non era certo inferiore nel riprodurre i dettagli.
Ma quelle macchine producevano immagini ipervisive mentre la Sigma restava su 25 milioni di pixel, questa è il dato sconcertante.

Sigma aveva  costruito una macchina pazzesca: immagine iperanalitica senza essere ipervisiva (o comunque in modo assai più contenuto).
E ora scrivono sul sito ufficiale:

"it offers users levels of image quality and creative range that are only possible with an ultra-high pixel camera."

È così ingenuo da parte mia stupirmi se hanno dissipato l'aspetto davvero rivoluzionario della loro tecnologia?

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #37 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 14:26:41 »

Ma c'è anche la variabile dell'uso della macchina, se tu in ripresa stai luminoso molto probabilmente ti troverai non a 'aprire le ombre', ma a ricostruire il contrasto che è un'operazione molto meno problematica di schiarire pixel scuri.

Dipende... ricostruire il contrasto sulle mie foto è più problematico che non aprire le ombre e trovarci dentro un mondo di cose da valorizzare
A 100/200 iso il trittico macchina, sensore, ottica non deve essere ingannato, deve rendere bene, solo bene...
gli ingegneri hanno sprecato del tempo per rendere questo processo preciso e puntuale, chi acquista il prodotto pretende che esso funzioni come deve funzionare, se così non fosse sarebbero guai..
per intenderci, usare i Summilux, non vuol dire cercare il bokeh lo sfocato da paragonare con i vari "ciofegon" come li chiama Notomb, lo sfocato è la conseguenza dell'apertura, la resa sul soggetto deve essere perfetta, nitida, pulita e i "ciofegon" questa cosa non la fanno, se chiudo di uno stop la foto cambia e cambia parecchio man man che si chiude ma in tanti non se ne accorgono e gli va bene così


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Re:la pellicola digitale
« Risposta #38 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 14:58:51 »
Più mpx per il sottoscritto vuol dire maggior elasticità del file con maggiore possibilità di recupero di ombre e luci.
Crop sempre più spinti quando occorrono senza perdita di qualità.
Maggior pulizia del file
Il 99% dell volte scatto tra 100/200 iso, non uso i flash, non faccio foto in studio, non faccio video, non uso i jpg... mai.
Se solo mi venisse in mente di prendere una fotocamera per aver foto pronte all’istante senza dover passare da software di fotoritocco prenderei una compatta oppure userei il cell...
My two cents  :)
Ah... sono quasi sempre tutte qualità che ricercano i fotoamatori, ed essendo fotoamatore la fp L mi stuzzica...
Il mio modo di procedere e le mie esigenze sono proprio all'opposto.
Ho sempre poco tempo e passo così tante ore davanti al PC che non mi va di mettermi a post-produrre.
Tanti pixel significano per me maggiore pesantezza nel processo.
Anche a me piace avere un'immagine pulita, ma non iperdefinita. Potessi avere il sensore del Foveon di 2^ generazione su un corpo funzionante anziché su delle schifezze.

A volte ho la tentazione di rimettere le pellicole in macchina e di prendere il necessario per una camera oscura, in maniera da post-produrre senza la necessità di stare al PC.

Con questo capisco benissimo le tue esigenze.
Francesco

Foveon: DP1Q, DP3Q
4/3: E-1, 14-54, 70-300
m4/3: E-M1 25 f/1.4, 60 DN, 100-300

La vita dell'uomo consiste nell'affetto che principalmente lo sostiene e nel quale trova la sua più grande soddisfazione.
San Tommaso D'Aquino

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #39 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 15:26:13 »
Citazione
A volte ho la tentazione di rimettere le pellicole in macchina e di prendere il necessario per una camera oscura, in maniera da post-produrre senza la necessità di stare al PC.

Anche a me ogni tanto vien voglia, meno male che non ho spazio a casa  :))
Non saprei da dove partire ma è un’arte affascinante  :si:
Francesco, hai troppe cose  :D :D vai dove ti porta il cuore, oppure scegli pragmaticamente...  ne abbiamo già parlato...
Siccome anche tu sei fotoamatore, ti capisco e so che qualsiasi scelta potrebbe essere dolorosa  :)
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #40 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 15:46:31 »
Tu come usi la parola 'fruire'?

Fruire e' un vocabolo che io non uso mai anche se intuisco il significato. Accostato a un'immagine mi lascia un po' spiazzato perche' un'immagine per me la guardi e basta.

Il fatto poi che tu affermavani che le immagini digitali permttono un maggiore fruimento mi lascia ancor piu' spiazzato perche' mi chiedo come mai le immagini digitali fanno fruire diversamente da quelle analogiche e non trovo una spiegazione.

Piu' precisamente dici che i dispositivi di visione di immagini digitali hanno cambiato il fruimento. Ora: quali dispositivi ? Schermi o carta con stampata sopra l'immagine digitale

Se come alcuni dicono le foto sono tali solo su carta che cambia tra digitale e anaologico nel fruirle su carta ?

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #41 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 17:43:56 »
...i vari "ciofegon" come li chiama Notomb, lo sfocato è la conseguenza dell'apertura, la resa sul soggetto deve essere perfetta, nitida, pulita e i "ciofegon" questa cosa non la fanno...

Visto che mi sembri attratto dal termine...  :))

https://www.nadir.it/pandora/CIOFEGON/ciofegon.htm
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #42 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 18:05:55 »

Fruire e' un vocabolo che io non uso mai anche se intuisco il significato. Accostato a un'immagine mi lascia un po' spiazzato perche' un'immagine per me la guardi e basta.

Il fatto poi che tu affermavi che le immagini digitali permettono un maggiore fruimento mi lascia ancor piu' spiazzato perche' mi chiedo come mai le immagini digitali fanno fruire diversamente da quelle analogiche e non trovo una spiegazione.

Piu' precisamente dici che i dispositivi di visione di immagini digitali hanno cambiato il fruimento. Ora: quali dispositivi ? Schermi o carta con stampata sopra l'immagine digitale

Se come alcuni dicono le foto sono tali solo su carta che cambia tra digitale e analogico nel fruirle su carta?

La possibilità di visualizzare l'immagine a schermo ha cambiato tutto, perché permette di vederla al 100% scorrendola.

Prima del digitale avevi la foto stampata, la ripresa aveva una risoluzione compatibile col tuo occhio, potevi vedere l'immagine integralmente per quella che era. Si parlava di 'composizione' della fotografia proprio perché nello stesso istante vedevi tutto quel che c'era da vedere.

Col digitale avanzato succede questo. La fotografia a 40 - 50 - 60 - 80 - 100 milioni di pixel e oltre viene aperta sullo schermo. La scheda grafica adatta la dimensione alla misura dello schermo, quindi la fotografia si vede interamente, ma non si può vedere tutto ciò che c'è davvero nella foto. Per ottenere questo devi aprirla al 100% e guardarla a pezzi. Allora scopri che la foto è diversa.
Qual è la foto vera, quella ridimensionata o quella al 100%?
Ovviamente è quella che mostra tutto. A volte sento il consiglio di non aprire le immagini al 100%, ma perché mai non dovrei guardare l'immagine vera al posto dell'immagine ricostruita dalla scheda grafica facendo medie tra i pixel?

E' un paradosso, ma quando usiamo risoluzioni ipervisive non possiamo più vedere la composizione dell'immagine, si può dire che l'iperdefinizione fa a pezzi la fotografia.

Però a questo si stanno abituando un po' tutti, poi l'immagine si può sempre ridurre e nessuno sente come problematico che il dettaglio venga manipolato. Ma in stampa te ne accorgi. Non c'è più, come un tempo, il problema della dimensione massima di stampa, ma di quella minima. Le fotografie sono iper analitiche già a 15 milioni di pixel, sotto A4 vedi implodere il dettaglio (parlo di stampe fine art), d'altra parte se stampi oltre A3+ devi allontanarti dall'immagine per vederla correttamente e allontanandoti perdi potere di risoluzione, quindi ancora una volta il dettaglio implode.
Oggi non si stampa più, quindi poco male, ma io sono cresciuto tra i quadri, so quanto è bella l'immagine materializzata davanti a noi come una soglia su un mondo ulteriore. Per quanto sia affascinante la possibilità offerta dal digitale di navigare dentro le immagini, non posso rinunciare all'immagine che ha un corpo, come un quadro appunto.
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #43 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 18:26:46 »

Il mio modo di procedere e le mie esigenze sono proprio all'opposto.
Ho sempre poco tempo e passo così tante ore davanti al PC che non mi va di mettermi a post-produrre.


Hobbit sfatiamo un mito, se la fotografia non è particolarmente problematica, e (come spero) non punti a fare color grading, cioè trasformare i colori per renderla interessante, bastano cinque minuti per fare ciò che serve col raw converter e le altre regolazioni su Photoshop. Però devi imparare a lavorare pulito con livelli di regolazione e maschere, quindi non duplicare il file, usare la gomma e altre cose da cui non si può tornare indietro. Non devi mai avere un file di cui dire 'non so più cosa ci ho fatto'. Metodo = velocità.
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #44 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 18:44:03 »
Hobbit sfatiamo un mito, se la fotografia non è particolarmente problematica, e (come spero) non punti a fare color grading, cioè trasformare i colori per renderla interessante, bastano cinque minuti per fare ciò che serve col raw converter e le altre regolazioni su Photoshop. Però devi imparare a lavorare pulito con livelli di regolazione e maschere, quindi non duplicare il file, usare la gomma e altre cose da cui non si può tornare indietro. Non devi mai avere un file di cui dire 'non so più cosa ci ho fatto'. Metodo = velocità.

Esiste una tendenza irrefrenabile, da che mondo è mondo. Di fronte alla complessità del reale, scegliamo un sottoinsieme di regole intese a depurarlo dei costrutti non necessari, per quanto ci è possibile.
Questo metodo lo eleviamo a mito di purezza: ovvero a Dogma.(Ogni riferimento a Lars Von Trier è chiaramente voluto).
Il procedimento si chiama "eliminiamo le scorciatoie, gli orpelli, gli abbellimenti, le sovrastrutture".
Combattiamo contro la cafonaggine dei preset, dei cieli blu innaturali, delle gradazioni a membro di segugio.
E' cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza.

HCB vult!!

E ci incamminiamo in crociate, rigorosamente perse, sulla via della purezza, alla ricerca della nuova Gerusalemme del pixel, lontano dal deserto delle tentazioni diaboliche di filtri e artifizi.
Tutto giusto, spesso apprezzabile.
Ma è la mano e non lo strumento.
Ci sono foto ultraiper ritoccate e meravigliose. Non sono foto? Ok, chiamale immagini.

Ma il Ministero della Verità Fotografica ha detto...