Autore Topic: la pellicola digitale  (Letto 1634 volte)

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Online hobbit

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #45 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 19:44:25 »
[Hobbit sfatiamo un mito, se la fotografia non è particolarmente problematica, e (come spero) non punti a fare color grading, cioè trasformare i colori per renderla interessante, bastano cinque minuti per fare ciò che serve col raw converter e le altre regolazioni su Photoshop. Però devi imparare a lavorare pulito con livelli di regolazione e maschere, quindi non duplicare il file, usare la gomma e altre cose da cui non si può tornare indietro. Non devi mai avere un file di cui dire 'non so più cosa ci ho fatto'. Metodo = velocità.
Ma conosco la post-produzione, non sarò un fenomeno, è che ho poca voglia di farla.
Devi anche considerare che le foto per me importanti sono quelle della mia famiglia, sono ricordi non capolavori, foto non immagini patinate, potrei farle con lo smartphone come dice Eros, ma preferisco farle con la fotocamera, sono cresciuto così.
Resta il fatto che faccio fatica a trovare una "pellicola" che mi piaccia!
Francesco

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La vita dell'uomo consiste nell'affetto che principalmente lo sostiene e nel quale trova la sua più grande soddisfazione.
San Tommaso D'Aquino

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #46 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 20:04:16 »
One, immagino che riportando la citazione vuoi dire che le tue parole la commentano, ma non capisco come. Forse hai dato un significato particolare a 'lavorare pulito' quando è solo un consiglio pratico e mi pare difficilmente criticabile. Non c'è dietro HCB, è solo la necessità di non passare cinque ore davanti al computer, ma solo cinque minuti.
"La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia."

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia.

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #47 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 20:23:25 »
One, immagino che riportando la citazione vuoi dire che le tue parole la commentano, ma non capisco come. Forse hai dato un significato particolare a 'lavorare pulito' quando è solo un consiglio pratico e mi pare difficilmente criticabile. Non c'è dietro HCB, è solo la necessità di non passare cinque ore davanti al computer, ma solo cinque minuti.

Il tempo è relativo. Diceva Einstein che un'ora con una bella donna passa velocissima e 5 minuti dal dottore possono essere lunghissimi.
Io credo che sia solo una questione di piacere e di scopo. Ovviamente un professionista che tratta centinaia di foto eper un book avrà bisogno di un workflow molto agile.
Ma chi scatta per pura passione forse trova altrettanto piacere nel guardare un'immagine con occhi diversi di quanta ne prova nello scattare.
Forse.

Offline pacific palisades

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #48 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 20:47:21 »
Pure Einstein...  ^-^
One, non capisco cosa vuoi dire. La mia esperienza è che facevo fotoritocco senza metodo, riempivo le cartelle di 'versioni' e siccome le versioni erano irripetibili impiegavo un sacco di tempo. Questo perché da anni usavo Photoshop per disegnare con la tavoletta grafica, quindi pensavo che il metodo 'illustrazione' potesse andare bene anche col fotoritocco. Essendo una pippa sono andato a boostarmi cercando in rete chi poteva spiegarmi le cose. Molto l'ho imparato da Paolo Buffa, allora per ringraziarlo gli scrissi:

Ho guardato le tue trentotto lezioni. Non dico che sono diventato un genio del fotoritocco, perché partivo da competenze basiche e soprattutto spesso sbagliate. Ma ora, quando vedo la mia finestra dei livelli, trovo una dignità prima impensabile, ci sono curve e maschere dove, fino a un mese fa, c'erano livellacci bucati con la gomma e correzioni colore largamente inconsapevoli, inutili, irreversibili, contraddittorie e probabilmente anche peggiorative :-D Quindi ti ringrazio per la generosità con cui hai condiviso questi ottimi contenuti.

Ti viene il dubbio che vederci il 'ministero della verità fotografica' sia un tantino esagerato?

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #49 il: Sabato, 01 Maggio 2021, 22:06:53 »
Pure Einstein...  ^-^
One, non capisco cosa vuoi dire. La mia esperienza è che facevo fotoritocco senza metodo, riempivo le cartelle di 'versioni' e siccome le versioni erano irripetibili impiegavo un sacco di tempo. Questo perché da anni usavo Photoshop per disegnare con la tavoletta grafica, quindi pensavo che il metodo 'illustrazione' potesse andare bene anche col fotoritocco. Essendo una pippa sono andato a boostarmi cercando in rete chi poteva spiegarmi le cose. Molto l'ho imparato da Paolo Buffa, allora per ringraziarlo gli scrissi:

Ho guardato le tue trentotto lezioni. Non dico che sono diventato un genio del fotoritocco, perché partivo da competenze basiche e soprattutto spesso sbagliate. Ma ora, quando vedo la mia finestra dei livelli, trovo una dignità prima impensabile, ci sono curve e maschere dove, fino a un mese fa, c'erano livellacci bucati con la gomma e correzioni colore largamente inconsapevoli, inutili, irreversibili, contraddittorie e probabilmente anche peggiorative :-D Quindi ti ringrazio per la generosità con cui hai condiviso questi ottimi contenuti.

Ti viene il dubbio che vederci il 'ministero della verità fotografica' sia un tantino esagerato?

No, nell'apprendimento mai. Arricchirsi di nuove competenze e ampliare i propri strumenti è qualcosa che spero tutti riescano a fare costantemente.
Ma non era quello il punto.
Il punto è che a volte tendiamo a sollevare i nostri bisogni e le nostre pulsioni in un metro di valutazione della realtà che ci circonda.
Se io sono alla ricerca della luce perfetta e ammiro e apprezzo chiunque marci nella mia direzione, non per questo, incontrando un adepto della luce sporca, devo ritenere i suoi sforzi meno meritevoli di interesse dei miei.
Qualcuno croppa scatti ipervisivi? Dio lo assista!
Qualcuno investiga le ombre? Che trovi il fotone dimenticato!

Se c'è una bellezza nell'espressione artistica è che più la costringi nelle regole e più scivola nelle pieghe della reazione e controreazione.
Magari è la realtà che irrompe nel fotogramma, imprevista e sorprendente.
Altre volte è la vanità che caccia la realtà dalla finestra per sedersi beata al suo posto a suon di esagerazioni e spacconate.
Qual è la foto migliore?
Quella che racconta la storia più interessante a chi la ascolta. E non tutte le storie sono vere, ma da tutte si impara qualcosa.

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #50 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 09:30:52 »

Col digitale avanzato succede questo. La fotografia a 40 - 50 - 60 - 80 - 100 milioni di pixel e oltre viene aperta sullo schermo. La scheda grafica adatta la dimensione alla misura dello schermo, quindi la fotografia si vede interamente, ma non si può vedere tutto ciò che c'è davvero nella foto.
E' un paradosso, ma quando usiamo risoluzioni ipervisive non possiamo più vedere la composizione dell'immagine, si può dire che l'iperdefinizione fa a pezzi la fotografia.

Però a questo si stanno abituando un po' tutti, poi l'immagine si può sempre ridurre e nessuno sente come problematico che il dettaglio venga manipolato. Ma in stampa te ne accorgi.

e alla fine, quattro pagine di pipponi, per risolvere il problema dell' "ipervisività" con una semplice stampa?
che poi, io in tutti quelli che conosco, non ho mai trovato una persona che si metta a vedere a schermo un immagine come dici tu. se affascinati dalla fotografia, la guardano semplicemente per quel che è, una foto, raramente se c'è qualche dettaglio in qualche foto che lo permetta, zoomano un pò più vicino.
quindi abbiamo 4 pagine di menate su tue personali considerazioni, che non necessariamente risultano una verità universale.
credo mi sfugga qualcosa probabilmente  :-\ ::)
PS: ma inoltre, hai avuto modo di stampare una foto di una macchina con molti Mpx? io ne ho fatte di stampe, anche confrontate con altre di fotocamere con sensore e risoluzione diverse, e non mi pareva ci fossero tutte queste "problematiche visive"

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #51 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 10:06:35 »

quindi abbiamo 4 pagine di menate su tue personali considerazioni, che non necessariamente risultano una verità universale.
credo mi sfugga qualcosa probabilmente  :-\ ::)
PS: ma inoltre, hai avuto modo di stampare una foto di una macchina con molti Mpx? io ne ho fatte di stampe, anche confrontate con altre di fotocamere con sensore e risoluzione diverse, e non mi pareva ci fossero tutte queste "problematiche visive"


Tino tranquillo, non ti renderai mai conto di tutte le cose che ti sfuggono.
Ovviamente ho ripreso e stampato anch'io  immagini ipervisive, precisamente a ottanta megapixel.
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #52 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 10:11:20 »
Tino tranquillo, non ti renderai mai conto di tutte le cose che ti sfuggono.
Ovviamente ho ripreso e stampato anch'io  immagini ipervisive, precisamente a ottanta megapixel.

Se lo dici tu che sei un ipervisivo, mi fido.
Direi che la maggior parte sono su questo forum  :rofl:

Offline pacific palisades

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #53 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 10:24:12 »
Pure Einstein...  ^-^
One, non capisco cosa vuoi dire. La mia esperienza è che facevo fotoritocco senza metodo, riempivo le cartelle di 'versioni' e siccome le versioni erano irripetibili impiegavo un sacco di tempo. Questo perché da anni usavo Photoshop per disegnare con la tavoletta grafica, quindi pensavo che il metodo 'illustrazione' potesse andare bene anche col fotoritocco. Essendo una pippa sono andato a boostarmi cercando in rete chi poteva spiegarmi le cose. Molto l'ho imparato da Paolo Buffa, allora per ringraziarlo gli scrissi:

Ho guardato le tue trentotto lezioni. Non dico che sono diventato un genio del fotoritocco, perché partivo da competenze basiche e soprattutto spesso sbagliate. Ma ora, quando vedo la mia finestra dei livelli, trovo una dignità prima impensabile, ci sono curve e maschere dove, fino a un mese fa, c'erano livellacci bucati con la gomma e correzioni colore largamente inconsapevoli, inutili, irreversibili, contraddittorie e probabilmente anche peggiorative :-D Quindi ti ringrazio per la generosità con cui hai condiviso questi ottimi contenuti.

Ti viene il dubbio che vederci il 'ministero della verità fotografica' sia un tantino esagerato?

No, nell'apprendimento mai. Arricchirsi di nuove competenze e ampliare i propri strumenti è qualcosa che spero tutti riescano a fare costantemente.
Ma non era quello il punto.
Il punto è che a volte tendiamo a sollevare i nostri bisogni e le nostre pulsioni in un metro di valutazione della realtà che ci circonda.
Se io sono alla ricerca della luce perfetta e ammiro e apprezzo chiunque marci nella mia direzione, non per questo, incontrando un adepto della luce sporca, devo ritenere i suoi sforzi meno meritevoli di interesse dei miei.
Qualcuno croppa scatti ipervisivi? Dio lo assista!
Qualcuno investiga le ombre? Che trovi il fotone dimenticato!

Se c'è una bellezza nell'espressione artistica è che più la costringi nelle regole e più scivola nelle pieghe della reazione e controreazione.
Magari è la realtà che irrompe nel fotogramma, imprevista e sorprendente.
Altre volte è la vanità che caccia la realtà dalla finestra per sedersi beata al suo posto a suon di esagerazioni e spacconate.
Qual è la foto migliore?
Quella che racconta la storia più interessante a chi la ascolta. E non tutte le storie sono vere, ma da tutte si impara qualcosa.

One non capisco se ci sei o ci fai. Vuoi farmi passare per qualcuno che impone delle idee quando sono semplicemente uno che aggiunge delle idee. Quella dell'ipervisivo non è un'idea mia, basta fare qualche calcolo e già altri lo hanno fatto. Ho solo svolto alcune implicazioni sulla base del limite di 300dpi come limite fisiologico dell'occhio:
- che cosa consideriamo vera fotografia
- un nuovo modo di fruire le immagini
- gli effetti della riduzione.

In un mondo normale sarebbero idee utili. Invece sono sentite come non convenzionali, allora c'è la levata di scudi, tu che mi bracchi con post assurdi, un altro che si rivolge a me con una retorica al limite dell'offensivo, un altro che vuole far passare tutto come opinione personale.

Dai anche no...
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #54 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 10:27:19 »
Insomma XXXX sta'  sereno e lascia che qualcuno possa fare una critica.

 :))

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #55 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 10:52:22 »
One non fa una critica, sta dipingendo come pare a lui mie supposte intenzioni che lui intuisce con la macchinetta per leggere il pensiero.
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Re:la pellicola digitale
« Risposta #56 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 12:43:56 »
One non fa una critica, sta dipingendo come pare a lui mie supposte intenzioni che lui intuisce con la macchinetta per leggere il pensiero.

Può darsi, naturalmente.
Questo è il problema con le intenzioni: si vorrebbero chiare ed elevate ma a volte rimangono solo supposte.

 :)

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #57 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 12:54:42 »
In un mondo normale sarebbero idee utili. Invece sono sentite come non convenzionali, allora c'è la levata di scudi, tu che mi bracchi con post assurdi, un altro che si rivolge a me con una retorica al limite dell'offensivo, un altro che vuole far passare tutto come opinione personale.
Dai anche no...

Ti confermo che sono idee e contaminazioni utili, che apprezzo. Spunti di riflessioni su cui meditare.
Quanto al "braccare" e ai "post assurdi", mi scuso se ti senti braccato e mi scuso se non condividi (comprendi?) i miei post.
Mai braccato nessuno. Sono dalla parte dei felini.

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #58 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 13:09:15 »
Citazione
supposte.
Segnalo termine ambiguo e foriero di ulteriori incomprensioni.
  • Agostinocantastorie?
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

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Re:la pellicola digitale
« Risposta #59 il: Domenica, 02 Maggio 2021, 13:53:52 »
Citazione
supposte.
Segnalo termine ambiguo e foriero di ulteriori incomprensioni.

Potremmo usare ipotetiche?