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Le mie vacanze, anni "60.

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Italo:
Oggi viaggiare non ha più il sapore dell'avventura.. è diventato solo stress!
Negli anni 60 si partiva solo con una vaga idea di dove andare: fiat 500 giardiniera, 50.000 lire in tasca, benzina 100 lire/litro, strade deserte, ci si arrestava dove capitava, si pranzava e cenava con ottimi piatti caratteristici del luogo a prezzi da trattoria camionisti, si dormiva per 4 soldi in pensioni sulla strada, senza rendersi conto si poteva anche finire in Francia per una settimana e poi tornare a casa con ancora dei soldi in tasca e qualche rullino da sviluppare e stampare (di persona ovviamente).

Partenza a 32 denti



Venezia 1



Venezia 2


Padova-Venezia-Vittorio Veneto-Pieve di Cadore e qui, nel tardo pomeriggio io e Vittorio prenotiamo l'alloggio per una notte in una piccola abitazione sulla strada per Cortina d'Ampezzo appena fuori dal paese, dove una vecchietta ci accoglie con estrema gentilezza.
Dopo cena usciamo per visitare quei luoghi e, scendendo verso la diga, ci appare sulla sinistra un cinema che sta proiettando il film "Help!" di cui i Beatles sono i protagonisti. Ho visto per la prima volta le facce di un complesso non ancora famoso in Italia. Ci siamo divertiti molto ma ad essere sincero, rivisto con gli occhi di oggi, mi pare una cag**a pazzesca!
Il giorno successivo continuiamo a seguire la catena alpina giungendo a Longarone, appena cancellato dalla valanga d'acqua traboccata dalla diga, poi sfiorando alcuni passi arriviamo ai margini di valle Susa e ci avviamo verso il Moncenisio per entrare in Francia. 

Passo Falzarego



Passata la dogana francese, la prima città che ci appare è Chambery. Non so come, arriviamo ad una piazza con una fontana nel mezzo costituita da una scultura raffigurante la metà anteriore di 4 elefanti disposti in croce che si fondono insieme nel centro comune, conosciuti nella zona sotto l'appellativo di "Les quatre sans cul".
Girovaghiamo nelle vie del centro cercando zone con traffico più tranquillo, quando il conducente di un'auto sorpassandoci ci urla dal finestrino: " à droite.. curé!" Evidentemente la guida italiana non è abbastanza a destra per quel signore che ci vede come uno smarrito prete di campagna per la prima volta alle prese col traffico cittadino.

Francia (vicino Chambery)


Non a caso abbiamo pernottato a Chambery: dovevamo trovare il collegio femminile per un appuntamento con una francese conosciuta dall'amico Vittorio a Rimini durante l'estate.
Nell'ultima lettera la ragazza aveva promesso di portare un'amica (per me).
Troviamo il collegio ma, vedendo l'amica un po' "cozza", preferisco rinunciare, così ci avviamo in 3 alla ricerca di un albergo per qualche giorno e lo troviamo nell'hotel del lago di...

Aiguebelette-le-Lac



Il lago con l'hotel sullo sfondo.



Ritorno con doveroso bacio di riconoscenza al mezzo.
Notare la strada deserta.
Mitici anni 60! Un periodo pervaso di una diffusa fiducia nel prossimo e speranza nel futuro, in cui tutto era in pieno sviluppo e "disoccupazione" era un termine senza significato!

pa.ro:
Davvero un gustoso racconto. La terza foto mi ricorda gli scatti di Gianni Berengo Gardin.
Ciao,
Massimo

Gibo51:
Bel Fotoracconto :si: .......... La 500 familiare di mio babbo credo fosse del 63, di un colore grigietto chiaro. La targa la ricordo benissimo Fo 82789 (più anziana della tua) mi sembra costasse 580.000 lire contro i 480/ 500.000 della versione normale. Una domenica andammo in gita a Loreto, totale componenti di  due famiglie 8, 4 grandi e 4 bambini. Babbo alla guida, mia mamma con la sorellina in braccio sui sedili anteriori, i miei zii e figlia di 10 anni sul divanetto posteriore, io e mio fratello (12e 6 anni) seduti uno contro l' altro sul pianele che copriva il motore con ingresso dalla terza porta posteriore, però erano bellissime avventure con traffico quasi nullo. Ricordo i rientri notturni (9-10 di sera) delle domeniche in cui ci recavamo da mia nonna a circa 10 km. nel' entroterra Riminese, se si incontavano 2 oppure 3 macchine seppure fosse la strada maestra (come si diceva a quei tempi) erano gia troppe. Ricordo il procedimento di  avvistamento di mio babbo e degli altri automobilisti quando si avvistavano 2 fanali in lontananza, subito si mettevano gli abbaglianti, poi quando l' altro in lontananza ti rispondeva con le alte luci, si tornava alle mezze luci di entrambe le vetture, che tempi :)

Douglas Mortimer:
Concordo con chi mi ha preceduto, gradevolissimo fotoracconto.
Italo, il Kerouac di Rimini!  ;)

Capitanoachab:
Non manca nemmeno il mitico palo proprio dietro la testa, sempre lo stesso per tutte le foto scattate da chiunque nell'ultimo secolo, disponibile sia in b/n che a colori, che ha superato senza traumi la trasmigrazione al digitale; una specie di Paolini ante litteram. O forse un totem di una divinità divertita.
Bel racconto.

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