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Bach e autorialità del sensore

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agostino:
Quando ascoltiamo G. Gould suonare Bach, in registrazioni di pessima qualità, ce ne freghiamo dell'autorialità del mezzo di regiastrazione e, a volte, anche di quello di riproduzione (in auto, con mp3). Gli autori sono Bach e Gould che lo rilegge, l'autorialità.

Sono convinto però che Gould non suonasse pianoforti a caso ma scegliesse, tra i tanti, quello con cui esprimere la sua autorialità (profondità del suono, armonici, bellezza, feeling ecc.).

pacific palisades:
E' anche vero che nessuno, dopo aver ascoltato l'apertura delle Variazioni Goldberg, ha mai lodato il pianoforte...
Questa è tra tutte le arti una prerogativa dei soli fotoamatori (maschi) :D

Anzi ora che ci penso meglio, anche degli audiofili (maschi).
Infatti Ghirri lo scrive nelle Lezioni di fotografia:

Nelle riviste di fotografia, nei confronti della fotografia c'è lo stesso rapporto che c'è con la musica nelle riviste dedicate all'hi-fi: non sono riviste nelle quali si impara ad ascoltare la musica o a fare musica, si impara dell'esistenza di varie marche di strumenti, di amplificatori . . . non si parla mai delle cose più importanti, cioè della musica. In fotografia accade la stessa cosa: si parla più del mezzo che del fine, della rappresentazione.

Tra l'altro con la fotografia è tutto molto curioso perché i photophile hanno un rapporto strano con la tecnologia, è come se non la capissero - proprio loro che vogliono adorarla!
Per esempio, ieri sera ho sentito da Gerardo Bonomo un pensiero che anche io ho fatto tante volte (questo mi ha tirato su il morale perché mi sento un po' isolato nei miei pensieri): la tecnologia fotografica ha davvero lottato per ottenere riproduzioni esatte del mondo esterno, eppure oggi il photophile è attratto dalle parti sfocate di una fotografia e per queste ha inventato il nome favoloso di boke :D

agostino:
Io parlavo di altro. Come fotografi, anche pippe come me, quando devo scegliere un fp (forte piano) me lo capo per come penso mi aggradi la resa. Poi che io ci tiri fuori grandi cose è un'altra cosa.

pacific palisades:
E su questo sono d'accordo, per dire anche io prima di comprare un obiettivo guardo una valanga di foto su flickr con quell'obiettivo per capire se arrivare al fine, cioè la 'rappresentazione', sarà il meno problematico possibile.

Però finisce lì, non è che poi guardo una mia foto cercando la potenza dell'obiettivo (o di un corpo macchina eccetera), a quel punto è solo una questione di leggere il significato portato dall'immagine. Non mi sognerei mai di intitolare una fotografia col nome dell'obiettivo o del corpo macchina per sottolinearne l'autorialità. L'attrezzatura non ha autorialità, il mio distinguo è solo su attrezzatura che pone pochi problemi o molti problemi. La nostra fortuna è che oggi ogni marca produce buona attrezzatura, quello della 'resa' (cioè l'autorialità) è un problema illusorio e autoassolvente. Insomma le considerazioni sull'attrezzatura per me sono circoscritte al momento della scelta.

OneFromRM:
Ne potremmo parlare per giorni, ed è un bene. Magari davanti a una tavola.
Tanto cantiamo tutti variazioni della stessa canzone: quello che conta è l'idea. Un foto è bella perché è bella. Nemmeno ho idea di che strumenti utilizzasse Herbert List e non mi interessa assolutamente. Mi piace quella foto (e poi se sono curioso di me cerco di capire perché mi piace proprio quella foto e se posso imparare qualcosa e magari seminare una nuova idea nel rigoglioso terreno delle mie esperienze)
Ma se suono in un'orchestra e mi devo scegliere un violino, accidenti se mi preoccupo di come suona. E no, i violini non sono tutti uguali.
E se ho l'orecchio allenato, quando suona Perlman lo capisco che strumento sta utilizzando.
Ovviamente da passante che ascolta, chi se ne frega... Perlman suonerebbe benissimo anche con il Kiavik. Ma per un appassionato di strumenti, ogni violino ha una sua voce intima.
Bach su strumenti d'epoca non è proprio la stessa cosa di Bach su strumenti moderni. A prescindere da cosa piaccia a me ascoltatore. (Che tipo di corno esattamente usava Bach ai suoi tempi per i concerti brandeburghesi? Ce l'abbiamo noi oggi? Suona uguale?)

E un libro letto su carta non è lo stesso del medesimo libro letto elettronicamente. Autorialità della carta.

Non me ne frega niente di chi abbia prodotto la Sigma DP2 o di chi abbia fatto la Sony. Niente. Ma ho scattato la stessa foto con entrambe. Era la stessa foto. Però non era la stessa foto.
Sono io l'autore, Ho il diritto di dirlo esattamente come (si parva licet componere magna) Van Gogh ha il diritto di dire "quel celeste nella riproduzione non è il celeste del mio quadro"

Io vedo il mondo. Lo scatto. Lo rivedo. E quando vedo il mondo so che una macchina lo vedrà in un modo e un'altra macchina lo vedrà diversamente. Autorialità del mezzo? No.
Ma prova a chiedere a un disegnatore di fumetti se i pennini sono tutti uguali.

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