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La più grande immagine ipervisiva al mondo,

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pacific palisades:
o almeno credo, di sicuro è immane sia nella grandezza che nell'angolo di campo.
Davanti a questa fotografia è impossibile non capire che cosa significa 'ipervisivo', la risoluzione dell'immagine eccede la risoluzione dell'occhio, per cui va vista a pezzi. Questo accade anche quando superiamo una semplice risoluzione intorno ai 16-17 milioni di pixel, soltanto che qui è tutto più evidente e spero comprensibile.

Allora qual è l'immagine vera? Purtroppo è quella che non possiamo vedere, cioè quella in cui ogni dettaglio si offre simultaneamente, è quella in cui la composizione e il dettaglio sono allo stesso tempo percepibili dall'occhio.

Stampare in grande questa immagine non è certo la soluzione per renderla percepibile, perché l'occhio umano ha il massimo del potere di risoluzione a una distanza molto ravvicinata dall'oggetto, circa trenta centimetri, ma se stampassimo grande questa immagine, dovremmo arretrare per vederla tutta e ancora una volta perderemmo il dettaglio.

Ulteriori considerazioni vanno fatte su ciò che succede nel ridurla applicando un qualche algoritmo (per vederne finalmente la composizione) che è quello che fa per esempio ogni scheda grafica per adattare un'immagine al monitor: è vero si vedrebbe meno il 'rumore' annidato nelle ombre, ma tutta l'immagine diventerebbe un artefatto, e poi, purtroppo, il dettaglio fine miniaturizzato è assai fastidioso per l'occhio.

http://sh-meet.bigpixel.cn/?from=groupmessage&isappinstalled=0


Ginni:
Interessante ma mi concedi un paio di riflessioni.
1 non é una foto, nel senso che non é un immagine piana su due dimensioni  x e y ma vi é una terza dimensione rappresentata dalla rotazione
2 se apri al massimo supponendo che siamo al 100% non abbiamo un immagine sempre nitidissima

Stai parlando di immagini ipervisive collegate al mondo virtuale, se fosse stampata supposto che fosse possibile trovare una stampante con adeguara densità di pixel I dettagli fini invisibile all occhio umano non sarebbero percepiti, con una lente forse potrebbero emergere , ma allo stesso modo con un microscopio potrebbe essere possibile vedere le fibre della stampa su una qualunque foto la realtà é ipervisiva? .

Completo con una altra domanda é possibile secondo te produrre immagini ipervisibili non digitali.

L'unico modo che io mi immagino é quello di produrre un immagine, enorme, piatta o circolare se vuoi mantenere l'analogia, da guardare nell'insieme da lontano per poi avvicinarsi. Un parco giochi ma a questo punto facciamolo 3 D.

Eros Penatti:
Che figata  :-\

Marco_M:
Io le trovo spettacolari. Un Massimo Vitali alla sfera!

pacific palisades:

--- Citazione da: Ginni - Mercoledì, 05 Maggio 2021, 21:02:03 ---Interessante ma mi concedi un paio di riflessioni.
1 non é una foto, nel senso che non é un immagine piana su due dimensioni  x e y ma vi é una terza dimensione rappresentata dalla rotazione
2 se apri al massimo supponendo che siamo al 100% non abbiamo un immagine sempre nitidissima

Stai parlando di immagini ipervisive collegate al mondo virtuale, se fosse stampata supposto che fosse possibile trovare una stampante con adeguara densità di pixel I dettagli fini invisibile all occhio umano non sarebbero percepiti, con una lente forse potrebbero emergere , ma allo stesso modo con un microscopio potrebbe essere possibile vedere le fibre della stampa su una qualunque foto la realtà é ipervisiva? .

Completo con una altra domanda é possibile secondo te produrre immagini ipervisibili non digitali.

L'unico modo che io mi immagino é quello di produrre un immagine, enorme, piatta o circolare se vuoi mantenere l'analogia, da guardare nell'insieme da lontano per poi avvicinarsi. Un parco giochi ma a questo punto facciamolo 3 D.

--- Termina citazione ---

L'idea di 'ipervisivo' è legata al frame fotografico. Il problema è poter percepire la composizione (quindi abbracciare con lo sguardo tutto il frame) + tutto il dettaglio. La realtà in se non è ipervisiva, diventa tale solo quando viene isolato un frame, allora abbiamo composizione + dettaglio. Nell'immagine ipervisiva possiamo percepire soltanto o l'una o l'altro. Questo è l'aspetto di paradosso diciamo cognitivo.

Poi c'è un aspetto pratico: quando ho file ipervisivi devo necessariamente:
o ritagliarli e allora l'immagine torna alla congruità percettiva rispetto all'occhio umano (ciò che ha fatto sopra Marco)
o ridurli che è un'operazione di 'interpolazione' (dammi tu una parola più esatta se esiste), quindi col sensore Bayer oltre i 17-18 megapixel abbiamo una interpolazione per colmare le lacune della matrice, e poi un secondo passaggio di calcolo matematico per ridurre i pixel costruendo delle medie dei loro valori. Mi chiedo di quel 33% di dato reale (e nel caso abbia filtro AA 25%) che cosa resta di informazione reale?

Le immagini ipervisive, credo, possono teoricamente essere prodotte anche con la pellicola, perché può essere composta di particelle finissime, più piccole dei pixel, ma nel fotografare qualcosa di reale si uniscono. Però per questo discorso serve una competenza che non è mia.

L'immagine che ho usato possiede anche un angolo di campo stupefacente, forse le immagini che sono arrivate dalle sonde su marte sono un po' più contenute, e più simili alle normali fotografie, ma ora non ho link.

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