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La stalla del Modesto

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edecapitani:
Una stalla fienile, una ghiacciaia, una pozza artificiale per produrre il ghiaccio, una carreggiabile bordata di ‘laste’ come si usa in Lessinia: questa è l’opera compiuta in anni a cavallo tra Otto e Novecento da Modesto Pagani, contadino e tagliapietre. Nei libri, nelle carte e nella memoria popolare è semplicemente “la stalla del Modesto”, come se il Modesto - nato prima delle guerre d'indipendenza quando da queste parti si era ancora nel Sacro Romano Impero e morto nel 1928 - fosse ancora qui ad occuparsi del suo podere. Non so nient’altro del Modesto, tranne la sua stalla che in questi anni sono già tornato tre volte a vedere e che è testiamone dell’ingegno, dell’originalità, della visione del suo creatore. E molto di più.

Ma cos’ha di particolare questa stalla? Ce ne sono di stalle interessanti in Lessinia, da quella condominiale di Biancari alle innumerevoli ‘tede’ con i tetti a doppia pendenza a quelle scandite all’interno da archi gotici come fossero navate di chiese, e poi i baiti e le casare. Perché allora la stalla del Modesto merita un’attenzione speciale, fino a vincere un premio internazionale di architettura vernacolare?
È che la stalla del Modesto è un unicum e al tempo stesso la memoria di una secolare cultura.

La stalla è costruita in pietra – rosso ammonitico (c’è n’è in abbondanza nel territorio) – tagliata in grandi lastre lunghe e spesse, simili ad assi di legno. Le lastre sono sovrapposte de cortèl, a coltello, cioè disposte di taglio in piedi, in modo da farle aderire l’una con l’altra lungo il loro spessore, formando così le pareti.
Le lastre sono  sagomate alle estremità per creare degli incastri ad angolo così che le pareti perimetrali s'intrecciano sui quattro spigoli esterni. Questo dispositivo lega tra loro le lastre. Devo verificare la presenza o meno di malta come legante.

È la traduzione in pietra della tecnica costruttiva degli edifici in legno, detta blockbau, a lungo praticata dai Cimbri della Lessinia: fino a metà dell’800 erano costruiti in questo modo i 'casoni' di alpeggio. Ne esistevano ancora alcuni negli anni '50 del Novecento e sono documentati da fotografie. Oltre la stalla del Modesto non ci sono altri edifici in pietra costruiti a blockbau, mentre è diffuso in tutta la Lessinia l'utilizzo di lastre monolitiche accanto a quello dei conci.
Il Modesto, ottimo conoscitore del legno e della pietra, del loro utilizzo nella tradizione costruttiva della Lessinia, seppe operare una sintesi ed una ibridazione straordinaria. Anche i pavimenti e il tetto sono composti da lastre in rosso ammonitico. L'edificio è una rosea scatola di pietra.

Sul lato corto orientale c'è un portico con tetto e pilastri in pietra, pareti non portanti e travi in legno. Non è un’aggiunta successiva ma una parte del progetto originale come dimostra la geniale soluzione ideata dal Modesto: una delle lastre di pietra della parete meridionale è più lunga delle altre in modo da sporgere sullo spigolo formando una mensola su cui poggia un elemento ligneo a forcella, una sorta di fionda che aiuta a sostenere le travi lignee su cui poggia il tetto di lastre.

Sull'opposto lato occidentale una porcilaia in conci di pietra.

A nord della stalla il Modesto costruì una bellissima giassara in pietra e sassi, anch'essa con le caratteristiche costruttive della stalla, anche se meno evidenti all'occhio inesperto per la conservazione del ghiaccio da vendere in estate; a fianco della ghiacciaia si riconosce ancora la possa del giàsso, la pozza artificiale, con il fondo sigillato per trattenere l’acqua piovana e produrre così il ghiaccio in inverno.

Qual è lo stato attuale del complesso? Le intemperie, l’incuria ed eventi traumatici lo stanno purtroppo minacciando gravemente. La pozza fu danneggiato a metà del '900 da pescatori che usarono esplosivo da cava per pescare le tinche, rendendola inutilizzabile. Recentemente è crollato il tetto del portico e parte della sua struttura. Chi giungesse sul luogo potrebbe essere tentato di salire sull’ampio tetto della ghiacciaia ma è una cosa sconsigliabile e rischiosa visto che i tetti privi di manutenzione possono crollare, come è accaduto l’estate scorsa proprio ad una ghiacciaia della Lessinia, incidente costato la vita a due bambini.
La bellezza e il pregio dei manufatti sono amplificati dal contesto ambientale, essendo il complesso rurale immerso in un bellissimo bosco di faggi. Per giungervi bisogna percorrere la bella strada che collega Roverè alla sua frazione S. Francesco, provenendo a seconda dei casi dall’uno o dall’altro abitato. Sulla strada si può visitare il bellissimo nucleo di contrada Sartori. Ad un incrocio, presso contrada Gardun, si svolta ad angolo retto verso occidente (si viaggia su un crinale e si distingue l’ovest dalla posizione del sole anche senza Manuale delle Giovani Marmotte) e poco dopo si lascia l’automobile a bordo strada e si imbocca a piedi il sentiero bordato di laste che porta a nord verso la stalla. Camminando si gode di una bella vista sulla media montagna lessina e sul cono vulcanico della Purga di Velo. Chi volesse semplificarsi le cose può anche impostare “Stalla del Modesto” come destinazione su Google.

Le foto sono scattate con Sigma sdq + 18-35 art e Canon + decentrabili.

Avrei coluto tornare alla stalla domani mattina per realizzare dei close-up e per fotografare il lato orientale non in controluce ma ora mi ritrovo con la schiena bloccata, così devo rimandare una nuova visita alla stagione invernale.

Foto 1 e 2, la stalla del Modesto vista da Sud

edecapitani:
Foto 3-5 La giassàra del Modesto.
In alto la porta di carico del ghiaccio, in basso quella di scarico.

edecapitani:
Foto 6-7, gli spigoli Sud-Ovest e Nord-Ovest. Nella prima delle due foto si nota la porcilaia.

edecapitani:
Foto 8-9, scorcio del portico semicrollato sul lato Est. Si notano la mensola e l'elemento ligneo a forcella

Rino:
Grazie per le foto ed i testi Enrico, entrambi ottimi.
Io continuo a trovare assurdo che questi eccellenti contenuti (come ho detto anche ad altri) vadano dispersi all'interno di un Forum o di Facebook e non vengano pubblicati, con un impaginato senz'altro più gradevole, in un blog personale.

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