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Nella Koseska Korita (Slovenia)

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Tino84:
La scorsa settimana, complice l’allineamento dei pianeti e la bella giornata, siamo andati con degli amici poco sopra Tolmino, nella valle della Koseska Korita.
Dal piccolo paese di Kosec ci aspettano una chiesetta (purtroppo chiusa al nostro arrivo), un paio di valli, parecchie cascate, ed un ponte in pietra! I km non sono tanti, ma le cose (e le foto  :D ) da vedere sono tante, quindi armatevi di spirito e pazienza, si comincia!

Tino84:
Arrivo a Kosec

Se non siete abituati alle bellezze della Slovenia, Kosec vi sorprenderà per la sua “sospensione” in un mondo contadino di altri tempi, dove il tempo passa diversamente.





Praticamente di colpo, scendendo la piccola stradina a lato del paese, si arriva alla Chiesa di st. Just (San Giusto), risalente a circa metà del 300! Dalla guida che avevamo consultato, scopriamo che gli affreschi vengono datati metà 400 e restaurati negli anni 70. Purtroppo al nostro arrivo la chiesa è chiusa e non c’è modo di vedere alcunché al suo interno  :cry: (una scusa per tornarci  ^-^ )





Da lì non possiamo fare altro che proseguire per il sentiero che ci porta alla prima vallata






Tino84:


Incontriamo subito lo Stopnik, che ci delizia con ben 2 cascate









Arriviamo in fondo, dove il torrente Brsnik, scavando nel calcare, ha creato la valle circostante





Proseguiamo risalendo il sentiero, tra cascate, rovi e strapiombi







Proseguiamo così verso la Glavica, il centro del bosco, dove poter rifiatare un attimo








Tino84:
Dalla Glavica risaliamo ancora, fino a tornare ai campi di Kosec, dove ci sistemiamo per recuperare le energie spese con un pranzo veloce.



Anche da qui il panorama resta incantevole





Da qui torniamo in strada e scendiamo verso la seconda vallata, dove risaliremo per vedere le cascate di Sopot e Krampez

Lungo la strada..



Prima cascata (Sopot)





Passiamo il ponticello e proseguiamo risalendo il sentiero verso Krampez



La cascata si presenta da subito in tutto il suo splendore





Ci si ferma un attimo ad ammirare il tutto, vedendo così che al di sopra della cascata si crea una piccola insenatura. Notiamo quindi che, salendo e costeggiando la roccia, ci sono dei gradini in ferro con una catena a lato: chi si sente di provare la salita?



Io ovviamente  :))
Da sopra lo spettacolo è difficile da riassumere



Voltandomi, scorgo l’ultima piccola cascata



Ed è già tempo di scendere! (E se soffrite da “vertigine da rientro” come me, starete il doppio del tempo a farlo  :)) )


Tino84:
Ormai è tempo di rientrare, lasciamo la vallata e torniamo sulla strada.

Prima di accomiatarci dal paese però, rendiamo omaggio alla vista del vecchio ponte in pietra, dove passava la vecchia strada



Ponte che a leggere la guida, venne utilizzato dall’esercito italiano nella prima guerra mondiale, e dove infatti viene riportata un’ insegna commemorativa in pietra



Exilles è il nome del battaglione alpino impegnato in queste terre

A lato del ponte inoltre si trova una vecchia casa, che utilizza ancora il vecchio mulino! Sfortunatamente il mulino è completamente adombrato dalla casa, quindi non posso far altro che rinunciare allo scatto. Resta la “miniatura” a descrizione della casa  :D




Così si chiude la nostra scampagnata. Il paese non è difficile da raggiungere, circa un oretta da Gorizia; il percorso non è complicato, tanto che noi senza allenamento siamo riusciti a completarlo senza grosse difficoltà. Sono circa 4km tra una valle e l’altra. Ovviamente in mezzo ci sono risalite e bosco, quindi onde evitare scivolate e piccole difficoltà, meglio un abbigliamento e calzature adeguate   ;)


PS: essendo foto “ricordo”, anche se ho i raw, tutte le immagini sono lavorate da jpeg a mio gusto. Anche per questo mi sono portato il solo 17-70, scontrandomi con le diverse condizioni di luce (si passa dalla luce forte di mezzogiorno, a quella più moderata del tardo pomeriggio). Non ho fatto il conteggio delle foto prima di caricarle, ma sono quelle che a mio avviso aiutavano a descrivere il racconto, non le considero né tante, né troppe né poche: per me sono “giuste”.
Spero pércio da questa storia possiate apprezzare i luoghi e le sensazioni, descrivendole sufficientemente per chi non è di strada per poter visitare questi posti, ed incuriosendo un minimo chi invece potrebbe arrivarci senza grossi problemi  :wel: :wel:

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