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L'altare romanico di Avenas

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edecapitani:


Foto 1. L’altare visto da nord-ovest


Nostra Signora dell'Assunzione di Avenas è una piccola chiesa romanica sui monti del Beaujolais – territorio dove si produce il noto vino che ne porta il nome – nel dipartimento del Rodano, quello di Lione, nella cui diocesi Avenas è compresa. Il paesino è assai vicino al confine con la Borgogna e la sua chiesa fu fondata nel Medioevo da un non ben identificato Re Luigi – forse il carolingio Luigi il Pio – e dipendeva dai canonici di San Vincenzo di Macon, in Borgogna appunto.

Alla Borgogna, e alla sua straordinaria fioritura romanica, rimanda poi il vero gioiello che la chiesina custodisce: un altare del XII secolo, scolpito intorno al 1120, forse da uno scultore collegabile al cantiere di Cluny III – cioè l’apice del romanico borgognone – e al timpano di San Vincenzo di Macon (ancora sussistente ma gravemente mutilato durante la Rivoluzione).

Visitai Avenas tanto tempo fa, quando ero ancora giovane, negli anni ’80, con i miei amici Maria e Stefano, in quel tempo vittime delle mie dettagliate ricerche romaniche; ci sono tornato il giugno scorso, nel mio solitario viaggio fotografico in Borgogna. Quel giorno, mentre l’Italia arrostiva, in Borgogna si abbatté un nubifragio che mi lavò da capo a piedi, inzuppando adeguatamente i miei vestiti (ma non la mia attrezzatura fotografica, ben protetta) e ingombrò di ramaglie le piccole e impervie strade dei monti del Beaujolais, trasmettendomi la sensazione di guidare in un rally. Avenas era l’ultima delle mie mete giornaliere e dell’intero viaggio, la sera stessa ero immerso nella calura padana.




Foto 2. Fronte occidentale dell’altare

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Foto 3. Fronte occidentale, particolare del Pantocratore nella mandorla di gloria

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Foto 4. Fronte occidentale, registro superiore destro con l’Aquila e tre apostoli

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Foto 5. Fronte occidentale, registro superiore sinistro, particolare dell’uomo alato e dell’apostolo Pietro

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Foto 6. Fronte occidentale, particolare della mano destra del Pantocratore

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Le fotografie sono scattate con sdq + 50-100 art. Non avevo ricaricato la batteria della dp0 che sarebbe stata utile. A completamento della documentazione, all’interno del testo descrittivo seguente ho inserito anche i link a immagini non foveon, scattate con Canon R5 e obiettivi decentrabili. A causa della forte pioggia e del lungo viaggio che mi attendeva (con prova musicale la sera a Milano), non ho fotografato l'esterno.


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Figura 1. Interno della chiesa

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Figura 2. L'abside

L’architettura della chiesa è molto semplice: pianta a croce, navata unica con copertura lignea [figura 1], due campate di transetto voltate a crociera, una per parte, incrocio coperto da una cupola su archi, abside semicircolare [fg.2] con tre finestre centinate, inscritte nella parte centrale di una serie di cinque arcate ad archi ribassati, impostati su capitelli e pilastrini decorati.

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Figura 3. L’altare visto da ovest

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Figura 4. L’altare visto da nord-ovest

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Figura 5. L’altare visto da sud-ovest

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Figura 6. Faccia superiore dell’altare

Al centro del coro l’altare, un parallelepipedo di calcare bianco [foto 1, fgg.3,4,5].
La mensa [fg.6] è cava come negli altari pagani, incisa con cinque svastiche: una al centro, le altre agli angoli.


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Figura 7. Fronte principale, col Pantocratore in Gloria, i quattro Viventi e i dodici Apostoli

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Figura 8. Idem

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Figura 9. Fronte principale. Particolare del volto e della mano destro del Pantocratore

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Figura 10. Fronte principale. Particolare del volto e della mano del Pantocratore, l’Aquila volante e l’apostolo Pietro

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Figura 11. Fronte principale, registro superiore a destra: Aquila e tre apostoli

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Figura 12. Fronte principale, registro superiore a sinistra: Uomo alato, apostolo Pietro e altri due apostoli

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Figura 13. Fronte principale, registro inferiore a sinistra: Bue alato e tre apostoli

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Figura 14. Fronte principale, registro inferiore a destra: Leone alato e tre apostoli

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Figura 15. Fronte principale, registro Particolare di due apostoli del registro superiore a destra

La faccia occidentale dell’altare [foto 2, fgg.7,8] rappresenta la gloria di Cristo, Giudice e Re dell’universo. Al centro [foto 3], dentro la mandorla di luce simbolo della gloria, il Cristo siede come un imperatore sul trono con i piedi nudi poggiati su uno sgabello. La sua aureola porta inscritta una croce – o una tau rovesciata, simbolo bizantino dell’Incarnazione – [fg.9].
La mano destra [foto 4, fgg.9,10], di grandezza apparentemente eccessiva – ma non è un errore bensì la sottolineatura della sua importanza nella lettura dell’immagine –, è disposta nel gesto della benedizione trinitaria, o della cosiddetta mano parlante o giudicante, mentre nella destra tiene il Libro aperto [foto 3]: mano e il libro aperto indicano quel che il Cristo sta dicendo, la Parola, cioè sé stesso. Spesso in questa iconografia il libro porta le parole evangeliche e apocalittiche che iniziano con “ego sum”.
Negli angoli dello spazio in cui è disposta la mandorla, sono rappresentati i quattro Viventi citati nelle apocalissi di Ezechiele e del Nuovo Testamento e che la Tradizione ha identificato come simboli degli evangelisti: in alto l’Uomo alato/ Matteo [foto 5, fg.10,12] – il suo Vangelo comincia con la genealogia umana di Gesù – e l’Aquila volante/ Giovanni [foto 4, fg.11] – nei Bestiari medievali si diceva che l’aquila e la colomba fossero gli unici uccelli capaci di volare fissando il sole e il Vangelo di Giovanni comincia con il Prologo che fissa lo sguardo nel mistero del Verbo-Luce –; in basso il Bue alato/ Luca [fg.13] – il suo vangelo inizia col sacrificio di Zaccaria nel Tempio e il bue è un animale sacrificale – e il Leone alato/ Marco [fg.14] – il leone sarebbe Giovanni che predica nel deserto all’inizio del Vangelo di Marco –.
Il Cristo è circondato dai dodici apostoli [fgg.11,12,13,14], radunati in quattro gruppi di tre su due registri. Sul divisorio tra i due registri sono leggibili i nomi incisi di alcuni apostoli [fgg.12,11]: SIMONIS, TOMAS, PHILIPPUS, IACOBUS. L’apostolo più interno del gruppo superiore di sinistra, è Pietro, riconoscibile dalla chiave, suo tradizionale attributo.
Anche gli apostoli tengono il libro – aperto o chiuso – perché sono gli annunciatori del Vangelo. Alcuni di loro gesticolano con una mano: quello centrale del terzetto inferiore di sinistra indica il Cristo [fg.13]; l’esterno del terzetto superiore di destra ha la mano destra aperta nel gesto della testimonianza (divenuto nel tempo il gesto del giuramento) [fgg.11,15]; infine l’esterno inferiore di destra non ha il libro e ha entrambe le mani impegnate nel gesto della preghiera [fg.14].

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Figura 16. Faccia laterale nord con quattro scene della Vita della Vergine

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Figura 17. idem

La faccia laterale nord [fgg.16,17] raffigura in quattro scene la vita della Vergine:
In alto a sinistra l'Annunciazione; in basso a sinistra la Natività; in alto a destra la Presentazione al Tempio; in basso a destra l'Assunzione. Questo almeno è la lettura cronologica. Le quattro scene però sono suddivise in due registri, uno superiore, l’altro inferiore, all’interno dei quali le due scene sono distinguibili per il modo di orientarsi delle figure all’interno della composizione e, nel registro inferiore, da una colonna che definisce l’architettura in cui si svolge la Natività.
Questa organizzazione suggerisce così un altro senso di lettura non cronologico, nel quale all’Annuncio corrisponde la Presentazione e alla Nascita di Gesù nel mondo terreno corrisponde la nascita di Maria al Cielo, con il corpo della Vergine disposto simmetricamente nelle due scene, disteso su un letto. A partire dalla fine del Quattrocento, con il chiarificarsi dell’affermazione del concepimento immacolato di Maria (che la esclude dalle sofferenze del parto) e con la diffusione delle Visioni di Santa Brigida di Svezia, l’iconografia non rappresenterà più la Vergine distesa dopo il parto, ma in piedi o inginocchiata davanti al figlio.
Altra simmetria tra le figure inferiori: nella Natività un’ostetrica prende tra le sue braccia il bambino; nell’Assunzione l’anima la Vergine viene afferrata dall’alto all’interno di un’aureola di luce per essere portata in Cielo.
Anche in queste scene è importante il ruolo delle mani: la mano dell’arcangelo che si rivolge a Maria per annunciare l’Incarnazione a Maria; le mani di Maria che indicano lo sgomento dinnanzi ad un annuncio così più grande della sua umanità e la sua accettazione; le mani della Vergine assunta simili a quelle dell’apostolo nel fronte occidentale [fg.14] e infine le mani che dall’alto l’afferrano.

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Figura 18. Faccia laterale Sud con la scena dell’offerta della chiesa

La faccia laterale Sud [fg.18] illustra la fondazione della chiesa: un non ben identificato Re Luigi dona il modello della chiesa a San Vincenzo, cioè al capitolo di Macon, la cui cattedrale è appunto dedicata a S. Vincenzo e dal quale dipendeva in origine Avenas. Sotto la scena è incisa un’iscrizione:

   [RE]X LVDOVICVS PIVS ET VIRTVTIS AMCVS
   OFFERT AEECLESIAM RECIPIT UINTIUS ISTAM
   LAPADE BISSENA FLVITVRVS IVLIVS IBAT
   MORS FVGAT OBPOSITV REGIS AD INTITUM

«Re Luigi, pio e amico della virtù, offre la chiesa. San Vincenzo la riceve. Tra una dozzina di giorni, luglio finirà, la morte mette in fuga e conduca alla sua distruzione coloro che si oppongono al re.»

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Figura 19. Fronte orientale dell’altare

Il retro [fg.19] non ha scene scolpite ed ospita invece una porta che dà accesso ad un vano interno dell’altare dove, probabilmente, si conservavano reliquie.

robnov:
Ciao Enrico, complimenti per le foto e grazie per il bel lavoro di presentazione.
Mi ha impressionato il risultato che fornisce il 50-100; mi pare eccellente.
 :si:

edecapitani:
Grazie a te! Il 50-100 è davvero ottimo, come il 18-35 secondo me.
Considera che queste foto sono state scattate in condizioni di luce difficili per me e ne ha risentito soprattutto la seconda foto che ho condiviso, quella che riprende l'intera faccia anteriore. Inoltre io non sono ancora soddisfatto del mio lavoro in post-produzione.

Eros Penatti:
Fotografie impeccabili Enrico, perché non sei soddisfatto ?
Meglio di così….

Rino:
Le foto sono ottime, migliorabili ma ottime. Credo che il problema sia che "seppellisci" le foto sotto una valanga di informazioni, per me e la maggior parte dei presenti utili e graditissime perché interessati all'arte, e quindi abbino testo e foto dandogli la stessa importanza, ma per altri possono diventare "foto di supporto" al testo.

Forse come postproduzione volevi altro, ma nell'insieme è un bel servizio.

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