ORTODOSSIA E FOLLIA IN POST PRODUZIONE

Aperto da Sardosono, Venerdì, 09 Maggio 2025, 00:06:31

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Sardosono


ORTODOSSIA E FOLLIA IN POST PRODUZIONE

ovvero
MASSACRARE LE FOTO IN POST-PRODUZIONE È UN'ARTE CHE RICHIEDE TALENTO



Un utente abitualmente "silente" di questo forum (pur iscritto da alcuni anni) mi ha scritto in privato per pormi molto garbatamente alcune domande, una delle quali abbastanza curiosa, ma tutto sommato giustificata dal suo punto di vista: si domanda, cioè, se il mio modo di "lavorare" le immagini in post-produzione, anche a colori ma in particolare in bianco e nero, sia frutto dell'estro del momento, oppure se io ritenga sia proprio quello il modo corretto di trattarle.

Vi assicuro che non vi è niente di offensivo nella formulazione di questa richiesta, neppure nelle intenzioni, per cui già mentre leggevo mi è venuto da ridere di cuore perché, traducendo il tutto in lingua corrente (ossia "detto come se magna"), in pratica non riesce a decidersi se io mi diverto a "massacrare" le immagini secondo come mi gira di volta in volta (probabilmente perché stufo e annoiato di trattarle "con rispetto"), oppure se le massacro semplicemente perché in certi casi non riesco a fare di meglio, e col tempo di questo mio limite ne ho fatto persino una virtù, fulgido esempio del detto "di necessità virtù" !!! 😂😂😂

Lo so, non intendeva il concetto in questi termini, e neppure lo pensava, ma al di là delle innocenti intenzioni, la sostanza è proprio questa. Per cui, finito di ridere, ho fatto un po' di auto esame, ed ho dovuto riconoscere che sulla base di quel poco che pubblico, a seconda di quali mie immagini si vada a sbattere, il dubbio che mi è stato espresso sarebbe perfettamente comprensibile, magari anche ben giustificato. E ancor più lo sarebbe nei giorni a seguire, vedendo i lavori che intendo postare a breve!...

In effetti, il motivo per il quale ve ne parlo, è che questa riflessione capita casualmente proprio in un momento opportuno, perché da qualche tempo stavo giusto meditando di iniziare a postare un bel po' di immagini che rientrano in un genere fotografico da me prediletto e che si chiama "astrazione formale", un genere che in passato ho sempre evitato di pubblicare (tranne un paio di occasioni), per varie ragioni (principalmente per pigrizia, al pensiero di dover trovare il tempo per rispondere alle inevitabili domande). Ma adesso ho cambiato idea, e quindi ho in mente di proporre un po' di materiale (giusto un po', tranquilli!), in particolare alcune serie di immagini che si inquadrano nella tipologia della "fotografia pittorica impressionista", ossia un genere di trattamenti che per il fotografo "purista-documentale" equivalgono al massimo grado di "maltrattamento" cui possa essere sottoposta "una povera ed innocente fotografia".

Pertanto, dato che sono sostanzialmente sconosciuto ai più, ritengo opportuno e non mi vergogno affatto di seguire l'esempio di quegli artisti poco o per nulla noti, che prima di una esposizione anche minima di genere non tradizionale (tipo impressionista o quant'altro), mostrano anche qualche lavoro che chiarisca che amano e sanno dipingere anche in modo del tutto "tradizionale" (e solitamente anche assai bene): ciò non tanto per evitare di essere equiparati dal profano a qualcuno che "dipinge in quel modo perché non sa far di meglio", quanto piuttosto per mostrare che non vi è alcun rifiuto dell'approccio tradizionale alla pittura.

Perché la realtà è proprio tutt'altra, anzi è esattamente all'opposto: infatti, ciò che sfugge al profano, è proprio il fatto che la conoscenza piena e profonda dell'approccio "tradizionale" (cioè quello comunemente inteso come "ortodosso") è assolutamente necessaria e fondamentale per poter "andare oltre" quella stessa "ortodossia". Non a caso, in fotografia come in pittura, chi si cimenta in questi approcci "strani e inconsueti" (diciamo così) senza però avere solide basi "tradizionali", e supportate anche dalla necessaria esperienza sul campo, si auto condanna a risultati inevitabilmente fallimentari.

Purtroppo, però, per molti fotografi (non soltanto principianti, ma anche una gran parte di quelli di ottimo livello e ben preparati, professionisti e non) è assai difficile comprendere (e quindi accettare) che questo genere di "approcci" alla fotografia costituiscono un "andare avanti e oltre", e non si tratta affatto di un "tornare indietro", e ancor meno di "uscir fuori dall'ambito della fotografia", come invece a loro sembra.

Ho intenzione quindi, prima di aprire i topic dei progetti di "astrazione formale", di farli precedere da un paio di esempi di post-produzione con trattamento di tipo "rigoroso" (potremmo dire "da manuale"), anche se pur sempre secondo i miei gusti, ovviamente. Giusto un paio saranno sufficienti: uno su uno scatto da Foveon (possibilmente in luce solare) e un secondo su uno scatto da mosaico (possibilmente in luce artificiale), in modo da illustrare chiaramente quale sia il mio standard di riferimento del trattamento in post-produzione. Appena trovo gli scatti adatti li pubblico subito qui stesso a seguire, e con pochissimi commenti...  :gh:

A presto, dunque... 👋👋👋
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

Ginni

Seguo.
Interessante.
La presentazione del tutto è fatta molto bene.
Hai creato una doppia aspettativa: vedere le foto "impeccabili" e le varianti artistiche.
Anche se qualcosa di non canonico lo hai pubblicato quando hai parlato dell'ora buia di Cagliari.

Rino

Possibile che mi ricordi le tue astrazioni?
Attendo con curiosità.

BeSigma

come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
SD9 + SD10 + SD14 + SD1 + Dp1s + Ottiche serene variabili

http://www.flickr.com/photos/matlin78/

Sardosono

Cominciamo con uno scatto FOVEON, e sia chiaro da subito che... NON sarò breve!  :D  :D  :D

La scelta è stata semplice: ho preso una foto recente (inizio settembre scorso) alla quale ho dedicato un tempo di PP assolutamente spropositato, considerando che è una immagine di contenuto assai banale e senza alcun valore fotografico (vedremo a breve le ragioni di tale insensatezza). Lo scatto nasce in questo modo.

Stavo aspettando mia moglie e questo CABALLERO 500 SCRAMBLER della Fantic Motor si è fermato ad una decina di metri da me, facendomi balzare indietro di mezzo secolo con i ricordi; al che, avendo la fotocamera nella borsa sul sedile posteriore della macchina, l'ho tirata fuori, sono sceso e... e purtroppo, proprio in quel momento è arrivata mia moglie, e poiché avevamo molta fretta ho avuto giusto il tempo di impostare il diaframma a 5.6 e prendere un singolo scatto in automatismo sui tempi.

Se avessi avuto più tempo, avrei messo in manuale, sottoesposto di almeno uno stop, ed impostato manualmente anche il bilanciamento del bianco, e probabilmente avrei anche variato il punto di ripresa, il tutto su più scatti, e con questi tre accorgimenti avrei ridotto grandemente i problemi di questa foto, che vedremo tra poco. Stavo infatti valutando queste necessità di intervento in ripresa già mentre scendevo dalla macchina, ma la mancanza di tempo mi ha costretto ad accontentarmi di un singolo scatto al volo.

Osserviamo quindi prima di tutto la foto come presa dalla fotocamera:


SIGMA SD-QUATTRO con 50mm f/1.4 @ 100 ISO, f/5.6, 1/250", WB AUTO, 5424×3616
(click destro per aprirla in altra scheda e visualizzarla al 100%)

A prima vista, non sembrerebbe così malmessa come in effetti è. Ma in realtà, la foto presenta vari problemi, tutti "gravi", nel senso che richiedono un bel po' di lavoro in post-produzione se ci si vuole avvicinare ad un risultato "impeccabile" (ma se ci accontentiamo di un risultato semplicemente accettabile, allora tutto si risolve in pochi secondi).

Ovviamente, la foto in sé stessa di sicuro non merita il tempo necessario per lavorarla a regola d'arte, ma purtroppo risalendo in macchina commisi l'errore di promettere al proprietario della moto che gli avrei fatto avere la foto, ed in questo modo mi sono fregato da solo (capirete alla fine).

Come ho detto, alla prima impressione potremmo non renderci conto di quanto sia problematica, per cui vi suggerisco di analizzarla attentamente per conto vostro, prima di leggere le mie considerazioni. Ma tenete comunque presente che i vari problemi di cui soffre non sono di immediata individuazione per nessuno, ed è appunto per questo che lo ritengo un caso molto interessante.

Anzi, sapete che faccio?!... per aiutarvi a "non sbirciare il testo", invece che qui di seguito, proseguo il discorso nel prossimo post, così avete tutto il tempo di valutare la foto originale. Vi chiedo però una cortesia: per il momento non postate valutazioni specifiche, per evitare di influenzare gli altri. Grazie.  ;)  ;)  ;)
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CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

Ginni

Bene ho guardato la foto.
Il difetto principale che vedo è nella composizione frettolosa il soggetto si mischia con lo sfondo.
Onestamente io l'avrei inviata così.
Forse è un po' sovraesposta ma dal telefono non riesco a giudicare.

Sardosono

Citazione di: GinniIl difetto principale che vedo è nella composizione frettolosa il soggetto si mischia con lo sfondo.
Come ho detto, la foto non ha alcun valore fotografico, quindi ci interessa unicamente l'aspetto tecnico, e non avrebbe alcun senso ragionare sulla composizione. In ogni caso, la composizione non è frettolosa ma è istintiva, come nel 99% delle foto che faccio. Anche in questo caso, sia l'inquadratura sia lo sfondo sono scelte intenzionali, seppure eseguite in totale automatismo "cerebrale". La carrozzeria di quella BMW come sfondo è proprio ciò che sul momento ritenevo istintivamente avrebbe valorizzato la moto, e come potrai vedere tu stesso, il risultato finale dimostra che non mi sbagliavo.

Però è assolutamente vero che PER LE CONDIZIONI IN CUI SI TROVA LO SCATTO ORIGINALE, lo sfondo è soltanto un elemento di disturbo perché il soggetto non si stacca neanche a sollevarlo con una gru. Quindi hai ragione :si: , ma non è un problema di composizione. In ogni caso, lo ripeto: la qualità "fotografica" non ci interessa; ci interessano soltanto gli aspetti tecnici della post produzione.

PS Giusto perché abbiamo toccato l'argomento, in realtà è proprio raro che mi metta a riflettere sulla composizione, perché la ritengo una cosa solitamente inutile e quasi sempre controproducente. Ma qui si entra in un particolare "campo fotografico minato" che preferisco evitare come la peste (sia perché l'argomento è estremamente complesso, sia perché va pesantemente contro almeno la metà dell'immaginario fotografico collettivo corrente).


Citazione di: GinniForse è un po' sovraesposta ma dal telefono non riesco a giudicare.
È esposta correttamente, anche se IN QUESTO PARTICOLARE CASO una sottoesposizione avrebbe aiutato, quindi in un certo senso l'occhio ti suggerisce correttamente  :si:


Citazione di: GinniOnestamente io l'avrei inviata così.
Sì, probabilmente anche io le avrei dato giusto una sistemata e poi l'avrei inviata.
Purtroppo, però, è successo che... capirai più avanti leggendo...   ::)   :D 
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Sardosono

Rimetto innanzitutto l'originale, per semplificare la lettura.



I problemi sono tre.

Innanzitutto la foto presenta una spaventosa caduta di contrasto: la lente e la fotocamera non ne hanno alcuna colpa, ma è dovuta unicamente alla finissima micro-umidità presente nell'aria, che si verifica nel sud-Sardegna in particolari condizioni micro-climatiche allontanandosi di uno/due chilometri dalla costa, in particolar modo a fine estate. Il fenomeno non è frequente, ma è ben noto e si manifesta a seconda della direzione dei raggi solari, soprattutto poco prima di mezzogiorno. Sottoesponendo di almeno uno stop avrei reso assai più semplice e rapida la post-produzione.

Purtroppo, però, ci troviamo davanti ad un crollo del contrasto per velatura, ed in questa particolare situazione non basta intervenire sul contrasto generale e sull'esposizione. O per meglio dire, ci si potrebbe anche accontentare di questo semplice intervento elementare e generale, ma il risultato sarebbe assai mediocre se confrontato con quello che invece si può ottenere, purché... (un po' di suspence)

Il secondo problema è costituito dalle dominanti incrociate: è infatti evidentissima la dominante blu, dovuta all'azzurro intenso del cielo dalle nostre parti, alla quale si unisce una dominante rossa, forse un po' meno evidente (spiego dopo il perché) ma altrettanto invadente e proveniente da un enorme camion color rosso-fuoco non inquadrato, cui si aggiunge anche il palazzo di fianco con un orribile color arancione a peggiorar la situazione. Il problema è dato dal fatto che entrambe queste dominanti (blu e rossa) sono direzionali e pertanto assolutamente NON omogenee sulla scena (fortunatamente quella arancione è invece omogenea e anche leggera, perciò non genera "incrocio", ma comunque inganna pesantemente il WB automatico, come vediamo più avanti).

Si tratta dunque di un caso di dominanti incrociate del tipo peggiore, ossia quando ogni zona dell'immagine richiederebbe una differente correzione. Anche qui, se avessi avuto il tempo, avrei cercato un angolo di ripresa che rendesse più omogenea la dominante blu (probabilmente sarebbe bastato abbassarmi a mezzo metro da terra) ed avrei ridotto il problema al dover gestire la sola dominante rossa (a quel punto probabilmente eliminabile applicando un semplice gradiente correttivo all'intera foto, roba da 5/10 minuti al massimo, esagerando).

Sono sicuro che molti di voi hanno cercato un eccesso di rosso, individuandolo in alcuni punti (le marmitte, per esempio). In tal caso mi spiace deludervi, ma quelli che avete notato sono invece residui di riflessi caldi assolutamente naturali e legittimi! In altre parole, la dominante arancione non è stata riconosciuta dal WB automatico, e ciò lo ha indotto a ridurre pesantemente il rosso, ed in conseguenza di ciò la dominante generale è effettivamente molto attenuata (il che di per sé è un bene), ma il rosso è stato ridotto anche dove era legittimo. Un occhio allenato lo sospetta subito e se ne accorge per il fatto che il rosso dei catarifrangenti è decisamente spento.

Abbiamo infine anche la dominante arancione che è rimasta inalterata e che possiamo notare dalla forcella, che ha perso la sua tendenza rossastra, e dal giallo del porta numero che appare palesemente "aranciato" (ma questo lo puoi sapere soltanto se hai visto bene la moto dal vivo, altrimenti è quasi impossibile accorgersene dalla sola foto).

In sintesi: quando siamo in presenza di dominanti marcate, è bene evitare il WB automatico (che non è in grado di venirne a capo e può solo complicarci la vita) e impostare invece un valore kelvin appropriato (in questo caso, per esempio, io avrei scelto 5600°).

Purtroppo, anche in questo caso non esiste alcun intervento semplice che possa eliminare le dominanti incrociate quando si presentano in questo modo (differente direzione con differente intensità per di più variabile). Occorre quindi lavorare su singole zone all'interno delle quali le dominanti siano omogenee (ossia compatibili come correzione), il che richiede innanzitutto di riuscire a riconoscerle, ma è anche indispensabile stabilire un criterio di correzione generale, perché se si procede per tentativi "ad occhio" su ogni singola zona, quasi certamente si otterrà un risultato "a chiazze" che come effetto finale potrebbe risultare persino peggiore dell'originale, ed in tal caso avremmo fatto tanto lavoro per nulla. Comunque, con tempo e pazienza anche questo problema si può risolvere, purché... (ancora suspence)

Con questi due problemi ce ne sarebbe già d'avanzo, ma se vogliamo fare i pignoli fino in fondo e vogliamo raggiungere il miglior risultato possibile, anche a costo di complicarci pesantemente la vita, allora in questo caso, se abbiamo abbastanza esperienza, prima ancora di iniziare ci accorgiamo a colpo d'occhio di avere anche un terzo problema: cioè che dovremo litigare di brutto coi riflessi delle superfici metalliche lucide del BMW che fanno da sfondo alla moto. Infatti, da un lato, se non ci preoccupiamo di restituire loro il contrasto e la lucentezza che hanno e meritano e le lasciamo più o meno così come sono, sappiamo già che inevitabilmente rovineranno il risultato finale; ma dall'altro lato, per esperienza sappiamo anche che trattarle come si deve richiederà un lavoraccio aggiuntivo. Lavoraccio che si può fare, se riteniamo ne valga la pena, purché... (ulteriore suspence)

(fine della suspence)

... purché si sappia cosa e come fare, ovviamente, ed è proprio questo il problema. Infatti nei numerosissimi libri, video, tutorial, corsi e quant'altro, troviamo spiegate tutte le tecniche elementari (la maggior parte delle quali sono anche "made in U.C.A.S.", Ufficio Complicazioni Affari Semplici); e troviamo inoltre abbondanza di soluzioni complicate per risolvere problemi "inventati" (cioè, a mio modo di vedere, sostanzialmente risibili ed inutili, se non addirittura inesistenti). Ma NON troviamo nulla che ci possa REALMENTE aiutare a venire a capo dei problemi che abbiamo visto, così come non vi è aiuto per la stragrande maggioranza dei problemi reali, concreti e ROGNOSI.

Ma questa non è una accusa da parte mia (anche se ho volutamente usato un tono che lo lasciava pensare), perché vi è una ragione altrettanto reale e concreta che determina questa carenza di informazione, e che quindi anche la giustifica.

Infatti, se avete pensato che avrei spiegato come ho proceduto al trattamento, purtroppo rimarrete delusi, perché non lo farò. Non perché non voglia, sia ben chiaro, ma per le stesse ragioni per le quali non trovate queste informazioni in rete né sui testi: perché tutto ciò che è basato "sul manico", ossia sull'esperienza materiale, concreta e brutale, non si può trasmettere né con parole, né per immagini. E non basta neppure il semplice assistere in affiancamento, se non si procede IMMEDIATAMENTE a mettere in pratica parallelamente quel che si vede, lavorando fianco a fianco.

Il fatto è, quindi, che anche io proprio non saprei come spiegarmi a parole. Anzi, vi assicuro per esperienza che non riuscirei a spiegarmi (e quindi neppure voi a capirmi) persino sedendovi di fianco a me mentre lavoro sull'immagine, perché (ed è questo il nocciolo del problema) non saprei come esplicitare chiaramente i ragionamenti che faccio a mente, contestualmente e in continuazione (infatti ci ho provato, ben più di una volta, e sempre con grande impegno, ma alla fine il malcapitato di turno ha dichiarato candidamente di averci capito ben poco).

Bene: chiarito quanto sopra, non resta che vedere il risultato finale che ho ottenuto. Purtroppo, quando lavoro le foto non tengo nota del tempo che impiego, specialmente se - come in questo caso - ci lavoro a più riprese in giorni diversi (cioè, "quando trovo il tempo"). Tuttavia non credo di sbagliare di molto stimando di averci lavorato tra le due e le tre ore, non credo di più, ma neppure di meno. Posso però assicurare che assai raramente dedico tutto questo tempo ad una singola foto, per non dire praticamente mai. Ritengo infatti, che raramente abbiamo a che fare con foto sulle quali valga la pena trascorrere più di qualche minuto in PP (parlo per me naturalmente), quindi per dedicarvi addirittura due ore e passa dovrebbe trattarsi di un vero capolavoro, cosa che a me capita davvero di rado (anzi, sto ancora aspettando che mi capiti almeno una volta nella vita di produrre un capolavoro, ma continuo a parlare per me soltanto). Ovviamente fanno eccezione i casi in cui sto provando e sperimentando (cioè sostanzialmente imparando, cosa che non ho mai smesso di fare), durante i quali posso rimanere anche più a lungo di un paio d'ore, ma chiaramente questi casi non fanno testo e non contraddicono il principio.

Questa, dunque, è stata davvero una rara eccezione (ed è per questo che la scelta della foto d'esempio è stata semplice), dovuta al fatto che un paio di giorni dopo ho incontrato il proprietario della moto, che mi detto che non vedeva l'ora di avere la foto della sua moto che avevo scattato, poiché gli sarebbe piaciuto farne fare una stampa di grandi dimensioni, da appendere in bella vista nel suo studio professionale. Come ho detto in precedenza, ormai gli avevo fatto la promessa e quindi mi ero già fregato con le mie stesse mani (anzi, con la mia stesa bocca che non è rimasta zitta e muta quando doveva), per cui non potevo più tirarmi indietro.

Vediamo dunque, nel prossimo post, il risultato finale del trattamento, naturalmente a colori. Ma poi vi presenterò anche il trattamento in bianco e nero. Anzi, ve ne farò vedere ben quattro.


Detto "en passant", circa la questione del tempo dedicato alla PP, cioè su quando e quanto valga la pena spenderlo e su quando invece sia tempo gettato alle ortiche (sempre secondo me, ovviamente), ritengo sia interessante approfondirla specificamente, e sto pensando giusto adesso che potrei farlo quando (prima o poi) presenterò le ragioni che mi hanno indotto a rivoluzionare (quasi) interamente il mio corredo fotografico, perché le due cose sono strettamente connesse.
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Ginni

Seguo.
Io con la post sono indolente, ho pubblicato foto con un cielo slavato perchè non le avevo neppjre lavorate per far vedere il bel blu e le graziose nuvokette bianche che il raw aveva registrato.
E tante foto con dominante verde foveon. O:-)

Sardosono

Rimettiamo di nuovo l'originale, per facilitare il confronto diretto.



Ed ecco invece il risultato finale...
(click destro per aprirla in altra scheda e visualizzarla al 100%)



Iniziamo col dire che l'incremento del contrasto nelle ombre, nonché la loro chiusura progressiva, è una scelta stilistica personale, che posso spiegare in questo modo: "Dal punto di vista Fotografico, non soltanto non mi interessa minimamente poter valutare lo stato di usura dei pneumatici della BMW, ma anzi, fin da quando ho iniziato a stampare ed ho scoperto cosa fosse la bruciatura delle ombre, considero pressocché obbligatorio rendere illeggibili TUTTI i dettagli che non contribuiscono all'essenza dell'immagine, perché tutto ciò che non è essenziale è sicuramente dannoso."

Possiamo notare che la velatura è praticamente scomparsa, ma senza quell'orribile effetto "cartapecora" sui dettagli provocato dagli strumenti di "dehazing".

Allo stesso tempo, la velatura presente in origine abbassava di molto il contrasto generale, dunque rimuovendola il contrasto sulle alte luci è chiaramente risalito a quanto doveva essere, ma senza minimamente indurirsi. In realtà non si era indurito neppure nelle ombre (come ho detto, quelle le ho chiuse io successivamente), ma purtroppo non ho conservato i passaggi intermedi (altrimenti li avrei postati), per cui dovete credermi sulla parola.

Spero che sia chiara la differenza tra incrementare il contrasto (che riguarda il contrasto generale) e indurirlo (che riguarda i dettagli, sostanzialmente il micro-contrasto), perché è una differenza fondamentale; eppure quando variate il contrasto di una immagine finite inevitabilmente per aumentarli o diminuirli entrambi, anche se quasi sempre volete soltanto una delle due cose. Se la cosa vi lascia un po' perplessi, vi suggerisco di documentarvi e riflettere bene su questo aspetto...

E veniamo alle dominanti.

Non ripeto quel che ho scritto al riguardo nel post precedente (se non ve lo ricordate potete rileggerlo), e mi limito a rilevare che il rosso (che era stato malmenato dal WB automatico) non soltanto è tornato alla sua pienezza nei catarifrangenti (anche quello che compare riflesso sulla carrozzeria), ma ha ritrovato il giusto equilibrio sulle superfici metalliche, a cominciare dalle marmitte, e specialmente sul collettore e sulle forcelle. Tutto ciò grazie al concorso combinato della correzione "certosina", selettiva e zonale, del rosso (in aumento) e dell'arancione (in riduzione), nonché dalla rimozione del blu in eccesso (altrettanto "certosina", selettiva e zonale), che combinandosi con rosso e arancione causava quelle bruttissime, seppur leggere, venature magenta. L'arancione è scomparso anche dalla "tabella porta numero", che ha così ritrovato il suo colore giallo originale.

E veniamo al blu, perché questa sembra quasi un po' magia (la prima, perché ve n'è anche una seconda). Infatti, la dominante blu è sostanzialmente scomparsa, eppure nelle aree dove è presente il blu (forte riflesso del cielo sul serbatoio della moto e sulla carrozzeria posteriore del BMW), questo colore è visibilmente più vivo e pulito di prima.

Vi invito ad un esercizio: osservate attentamente il colore grigio quasi perfettamente neutro della parte anteriore del serbatoio, quella cioè illuminata direttamente dl sole, e confrontatelo ripetutamente col blu intenso della parte posteriore del serbatoio, quella cioè all'ombra della borsa e quindi illuminata esclusivamente dal riflesso del cielo. Questo confronto vi dà un'idea precisa di quanto sia intensa la dominante blu del cielo in queste condizioni, e quindi quanto sia notevole la differenza cromatica tra luce solare diretta e indiretta. A cosa serve questo esercizio? A rendersi conto che nessun WB automatico è in grado di gestire "davvero" questi mix cromatici di illuminazione, ma al massimo può fornire un risultato appena accettabile, ma comunque molto approssimativo.

Fate poi questo confronto sul serbatoio alternando tra le due foto, ma concentrandovi sulla differenza di contrasto. A cosa serve questo secondo esercizio? A rendersi conto di quanto possa essere drammatico il crollo del contrasto generale anche se non percepiamo ad occhio alcuna foschia.

Infine, prima di concludere, non possiamo non notare la seconda magia, ovvero il quasi incredibile recupero della vividezza e della lucentezza dei riflessi sulla carrozzeria della BMW, il cui colore è nero e non blu, come si potrebbe anche pensare dallo scatto originale (adesso siate sinceri: dal solo scatto originale non vi eravate resi conto di quanto fosse pesante ed invasiva la dominate blu, eh?!...). Ma comunque, la "magia" non sta in questo, ma sta nella lucentezza e nella cromia dei riflessi recuperati.

E per concludere vi rifilo questa mia opinione: anche se non è possibile una riprova diretta (e anche se lo fosse probabilmente non avrei alcuna voglia di farla), comunque penso che se questa foto l'avessi presa con un mosaico invece che col Foveon, dubito fortemente che quei riflessi sarebbe stati ripristinabili così bene. Non posso esserne certo, ma ne sono ragionevolmente convinto.

Bene, spero non siate rimasti delusi, ma qualora lo siate... pazienza!!!  :))  :))  :))

Nel prossimo post passiamo al bianco e nero, ma prima lascio spazio e tempo a commenti e opinioni...  ;)  ;)  ;)
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sergiozh

Non ho letto tutto il pappone della discussione ma guardato essenzialmente solo il prima e il dopo della foto.

Entrambe non sono ideali per me ma tra il prima e il dopo PP preferisco il prima.

Il dopo e' troppo artificioso.

Ci vorrebbe per me una via di mezzo tra le due foto.

Sardosono

Citazione di: sergiozhIl dopo è troppo artificioso.
Non vi è proprio nulla di artificioso nel risultato finale, anzi, è proprio il contrario. Se avessi ripreso la scena con una Ektachrome senza i problemi di micro-umidità e senza la dominante del camion rosso, la diapositiva sarebbe venuta molto ma molto simile al risultato finale che ho ottenuto.

Citazione di: sergiozhNon ho letto tutto il pappone della discussione ma guardato essenzialmente solo il prima e il dopo della foto.
Anche se tu non l'avessi scritto, ti assicuro che la cosa è assolutamente evidente dalla sostanza del tuo commento....
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CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

Sardosono

E veniamo al bianco e nero.

Il trattamento parte ovviamente da un file intermedio (che, come ho già detto, purtroppo non ho conservato), cioè dopo la rimozione della velatura e quindi con contrasto generale e micro-contrasto già ripristinati correttamente. A quel punto, la conversione al bianco e nero non presenta difficoltà, dal punto di vista prettamente tecnico.

Vediamo subito il risultato.


(emulazione ILFORD FP4 Plus esposta a 125 ISO, sviluppata in ID-11 con trattamento standard e stampata su carta baritata #2 a tono neutro)

Tecnicamente vi è poco da commentare, e poiché - come abbiamo già detto e ripetuto - la foto vale poco o nulla dal punto di vista fotografico, potremmo chiudere qui il discorso e passare ad altro.

Tuttavia, come ha correttamente fatto notare @Ginni in precedenza, il soggetto (la moto) non stacca per nulla dallo sfondo (un tempo, quando la terminologia fotografica ancora esisteva, si sarebbe detto che "manca lo stacco del soggetto perché viene assorbito dallo sfondo"), e in monocromatico questo è ancor più evidente che nell'originale a colori.

Questo fatto ci consente due riflessioni: innanzitutto, domandiamoci perché? perché mai in bianco e nero la mancanza di stacco peggiora ulteriormente? La risposta è semplice: manca la cromia del riflesso sulla carrozzeria della macchina, ed è proprio questa che ripristina quello stacco che era così evidente osservando la scena dal vivo. Ecco perché è stato fondamentale rispristinare al meglio e preservare quei riflessi sulla fiancata della macchina.

Questo ci porta ad una seconda domanda: sarebbe possibile rispristinare questo stacco anche in bianco e nero? Beh, ci basta osservare la foto per avere la risposta: lo stacco del soggetto era prevalentemente cromatico e ben poco di luminanza, quindi in monocromatico, non essendoci cromia ma solo luminanza, ecco che la situazione può solo peggiorare.

Conclusione: non c'è niente da fare, perché lo scatto, preso in quel modo e per i motivi che abbiamo detto, NON si presta al bianco e nero, e quel che è fatto è fatto. Se la foto è fotograficamente poco interessante a colori, lo è quindi ancor meno in monocromatico. Punto. A meno che...  (vedi a fine post)

Tuttavia, seppure fotograficamente di scarso rilievo, la foto si presta bene dal punto di vista tecnico, perché presenta una eccellente distribuzione dei grigi nell'intera gamma tonale (neri, ombre profonde, ombre, toni medi, luci, alte luci, bianchi).

Per tale ragione questo bianco e nero si presta benissimo (direi che è addirittura ideale) come riferimento per testare l'applicazione di curve di contrasto, slittamenti tonali, simulazioni di pellicola e quant'altro. E per questo genere d'uso la qualità fotografica è ovviamente del tutto irrilevante.

Come ho scritto sotto la foto, questo risultato finale è estremamente simile a quello che avrei ottenuto scattando su pellicola ILFORD FP4 Plus, esposta per la sua sensibilità nominale di 125 ISO (per essere più precisi, 125/21 ASA/DIN come avremmo trovato scritto sulla confezione negli anni '70), successivamente sviluppata con trattamento standard in ILFORD ID-11 (o KODAK DK-76, che è la stessa cosa) ed infine stampata su carta baritata a tono neutro di gradazione due (cioè con contrasto normale).

Adesso, per mostrare che questa foto si presta bene per i test monocromatici, vi presento due simulazioni relative ai toni alternativi della carta da stampa, ché infatti era disponibile non soltanto con tono neutro, ma anche con tono caldo e con tono freddo (anche altri, a dire il vero, ma erano raramente usati).

Si badi bene che NON SI TRATTAVA DI VIRAGGI (che consistono in uno o più ulteriori trattamenti della stampa in bagno chimico), ma il tono era proprio una caratteristica specifica ed ineliminabile della carta, prodotta appositamente in quel modo.

Le "ricette" che adopero in queste simulazioni le ho ricavate personalmente e sono molto precise, perché le ho ottenute alcuni anni addietro partendo da tre stampe (cioè lo stesso fotogramma ideale stampato neutro, caldo e freddo, che ho rinvenuto in una vecchia scatola) che ho usato per decenni proprio come riferimento e come guida per valutare in anticipo con quale tono stampare. Le simulazioni di tono ccaldo e freddo che ne ho ottenuto sono quasi indistinguibili da quelle originali della carta, e le uniche differenze sono dovuto alla riflessione del supporto, perché la carta baritata è sostanzialmente inimitabile, non c'è stampa moderna che la possa realmente eguagliare.


(emulazione stampa su carta baritata a tono FREDDO)


(emulazione stampa su carta baritata a tono CALDO)

Come ho detto, in queste immagini si apprezza molto bene l'effetto del tono caldo e del tono freddo combinato con tutti i livelli di gradazione tonale presenti nella foto. Ecco perché la versione neutra è ideale per l'uso nei test monocromatici in generale.

E con questo avremmo finito, se non fosse che... se non fosse che con quel "A meno che..." avevo voluto lasciare sospeso a mezz'aria un dubbio: il dubbio che "forse" si potesse fare qualcosa per mettere almeno una pezza sulla mancanza di stacco della moto rispetto allo sfondo. Ebbene sì, qualcosa si può fare. O meglio, qualcosa si può tentare e valutare poi il risultato. Che cosa?... Ma l'ho detto mille volte! In passato vi ho fatto due pall... vi ho fatto la capoccia a pallone su questa cosa. Va beh, forse l'avete dimenticato, per cui ve lo ripeto:

Si tratta di cercare di TIRARE FUORI LA LUCE (ossia quella attività di "caccia alla luce" che secondo me andrebbe fatta su TUTTE le immagini in bianco e nero, ma questo è un altro discorso, e che in questo caso NON è stata ancora fatta). Per cui nel prossimo post vediamo cosa se ne può tirar fuori da questa foto, andando a "stanare" quella luce che già c'è, ma che è troppo timida e preferisce non farsi notare...
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

EXCEL

Ciao Antonello, a mio parere questo post per il valore educativo che ha dovrebbe rimanere fisso in alto, il risultato a colore e´sorprendente, aspetto la parte del come far uscire la luce nel BW, che e´ l´argomento che mi interessa di piü.

PS: peccato per il SUV alla spalle, fossi il proprietario della moto, ti chiederei il favore di ripetere lo scatto in un contesto migliore. 
DP1 Quattro
Pentax K-3 Mark III Monochrome
Pentax K-7

BeSigma

Condivido il parare di EXCEL relativamente al valore Fotograficamente Educativo del post.

Cosi pure ritengo ineccepibile il risultato sul colore mentre, come discusso con Antonello, non sono in grado per mie mancanze di valutare il BW, spero di avere modo di approfondire.

Ad ogni modo il post deve essere letto con attenzione per capire il vero significato di quanto esposto e, specialmente, per comprendere il risultato finale.
come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
SD9 + SD10 + SD14 + SD1 + Dp1s + Ottiche serene variabili

http://www.flickr.com/photos/matlin78/

Sardosono

Citazione di: EXCELpeccato per il SUV alla spalle
Eh già, ma non lo si poteva spostare... ::) e anche togliendolo di mezzo sarebbero comparse le altre auto successive. Purtroppo come sfondo non c'è abbastanza contrasto di luminanza (e il bianco e nero lo dimostra), per cui rimane il solo contrasto cromatico che è sicuramente insufficiente per dare risalto al primo piano. Il problema era evidente anche dal vivo, ma era anche altrettanto evidente al colpo che non c'era angolo di ripresa che potesse presentare uno sfondo idoneo. Sul momento ho valutato che tutto sommato il BMW poteva comunque essere almeno accettabile (e dopo la rimozione della velatura ne ho avuto conferma) sia come contrasto cromatico, sia come estetica, perché almeno era lavato di recente (come la moto) e non era la solita macchina ricoperta di sabbiolina del Sahara come il 90% delle auto in quel periodo dell'anno a Cagliari. Ma in ogni caso, scattare con quello sfondo è certamente un accontentarsi.

Ma lo sfondo è rovinato ulteriormente anche dalla coda dello scooter che sta subito dietro la moto. Comunque, tutto ciò è conseguenza di una mancanza da parte mia in sede di ripresa, perché mi era ben evidente che sarebbe bastato abbassarmi a una trentina di centimetri da terra per prendere due piccioni con una fava, ossia nascondere completamente lo scooter e sollevare lo sfondo fino a portarlo nei finestrini del SUV, che sarebbero stati ben più luminosi e assai meglio lavorabili in post produzione. E stavo appunto per abbassarmi ma ho dovuto rinunciare quando mia moglie mi ha perentoriamente ricordato la dura realtà: "Non abbiamo tempo, è tardissimo, siamo in grave ritardo...::)  Sono anche sicuro - conoscendomi - che se la SD-Quattro avesse avuto il display basculante avrei eseguito la ripresa direttamente dal basso, perché avrei aperto il display contestualmente mentre scendevo dalla macchina e mi avvicinavo (sono cose che faccio in automatico, senza necessità di riflettere).



Citazione di: EXCELfossi il proprietario della moto, ti chiederei il favore di ripetere lo scatto in un contesto migliore
Per fortuna si è accontentato delle due che gli ho dato, che ha fatto stampare 90×60 e le ha appese entrambe (a colori è quella che hai visto, ma l'altra in B&N è quella che devo ancora postare)

Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

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Ginni

Interessante la simulazione delle carte.
Io nel bianconero che faccio quasi esclusivamente con il foveon mi limito a convertire con SPP e poi nel caso in cui voglia qualcosa di più a "far emergere le luci" con lo strumento maschera/brucia, chiedo venia non mi ricordo quale uso dei due visto che mi baso sull'output a video, come consigliato da un tal Antonello in un bel post di tanti anni fa.
 :P

Met

Seguo con curiosità e meraviglia. Mi piace molto il preambolo da cuoco: potrei anche darvi la ricetta, piena di dettagli, ma cucinare è un'altra storia. Sono felice che tu non ci venda un libro di ricette, come va di moda. Grazie. Aspetto di vedere il bianco e nero.
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Sardosono

Le righe seguenti dovevano seguire al trattamento in bianco e nero (quello per "tirare fuori la luce a modo mio"), che però non è strettamente connesso al discorso principale, ma è un "extra". Mi è sembrato dunque preferibile concludere prima il discorso, per cui inverto l'ordine dei due post.


CONSIDERAZIONE FINALE della prima parte

Concludiamo facendo brevemente il punto di quanto abbiamo visto.

Siamo partiti da un originale affetto da alcuni problemi, di cui due rognosi: un grave crollo del contrasto generale dovuto ad una velatura causata da particolari condizioni micro-climatiche, cui si vanno ad aggiungere tre dominanti incrociate, due delle quali irregolari.

Per prima cosa abbiamo rimosso la velatura procedendo manualmente (niente dehaze, perché produce orribili effetti collaterali), ed in tal modo si è ripristinato da solo il contrasto generale, come avrebbe dovuto essere, cioè assolutamente naturale grazie al fatto che con questo approccio non abbiamo avuto necessità di intervenire sul contrasto in alcun modo.

(NOTA – Purtroppo non ho conservato i file delle fasi intermedie, ma questo passaggio l'ho convertito in bianco e nero senza alcun altro intervento, quindi possiamo valutare il contrasto perfettamente ripristinato dalla versione monocromatica a tono neutro.)

Dopo di che abbiamo provveduto ad eliminare (sempre procedendo manualmente) le dominanti, prima la fredda del blu (riuscita perfettamente) e poi le due calde del rosso e arancio, eliminate quasi del tutto (diciamo al 90%). Nel far questo, i blu, i rossi e gli arancioni che erano legittimamente presenti nella scena, non sono stati minimamente rovinati né penalizzati. Anzi, essendo stati preservati e grazie al ripristino del contrasto generale, di fatto hanno addirittura recuperato da soli la brillantezza che dovevano avere in origine.

A questo punto l'immagine era tecnicamente ripristinata correttamente, ma non rispecchiava i miei gusti. Pertanto, sono comunque intervenuto ulteriormente, in vari modi, e i più evidenti sono stati una discreta chiusura delle ombre, unitamente ad una leggera apertura delle luci, il tutto equivalente ad applicare una curva ad S, ed un leggero incremento della "vivezza" cromatica (applicato però a zone in modo locale). Il risultato cui puntavo era quello di assomigliare (ma non emulare, che sarebbe altra cosa) ad una diapositiva Ektachrome 200, e ci sono andato molto vicino.

Abbiamo visto il risultato finale a colori, seguito dalla semplice conversione in bianco e nero, in tre varianti (neutra, calda e fredda) che simulano fedelmente il tono delle carte baritate degli anni '70 e '80.

Al riguardo devo fare una precisazione: ho scritto "emulazione ILFORD FP4" ma in effetti il termine "emulazione" non è corretto, perché - come ho anche scritto - mi sono limitato a convertire in bianco e nero l'immagine a colori intermedia, cioè quella dopo aver rimosso la velatura e prima di eliminare (o meglio, prima di ridurre) le dominanti incrociate. Quindi in realtà non ho applicato alcun trattamento di emulazione per ottenere questo aspetto. E allora?!...

Allora è presto detto: non serve alcuna emulazione. In pochi sono consapevoli, infatti, che le immagini prodotte dalla SD-Quattro convertite in bianco e nero sono di fatto estremamente simili a quelle prodotte da una ILFORD FP4 trattata e stampata in modo standard.

Le uniche accortezze necessarie sono due: la prima è quella di esporre preferibilmente per 100 ISO, mentre la seconda è quella di NON utilizzare il bianco e nero in camera, né la conversione normalmente predefinita nei vari programmi (compreso Sigma Photo Pro), cioè nessuno dei metodi standard comunemente impiegati (compresa la desaturazione), perché applicano lo stesso peso a tutti i colori (ossia un terzo ciascuno). Occorre invece eseguire una conversione monocromatica "PESATA", ossia dando ad ognuno dei tre colori il proprio peso di riferimento standard per le pellicole definite "pancromatiche", cioè 30% al rosso, 59% al verde ed il rimanente 11% al blu. Quasi tutti i programmi di editing fotografico forniscono anche questa modalità di conversione, quindi non c'è problema.

In questo modo otteniamo una eccellente emulazione di fatto, senza necessità di applicare nessun trattamento di alcun genere. E poco importa se questa "pellicola" non dovesse piacerci per niente, perché non è importante: ciò che conta è che questo tipo di distribuzione dei toni (curva tonale) è il miglior punto di partenza per procedere al trattamento di una immagine monocromatica, sia che vogliamo trattarla in modo conservativo, sia che abbiamo in mente di lavorarla nel modo più fantasioso: in qualsiasi caso non possiamo desiderare una base di partenza migliore di questa.

Bene, siamo giunti alla fine della prima parte. Le mie conclusioni riguardo l'argomento principale del topic le presenterò alla fine della seconda parte, perché non avrebbe senso anticipare nulla adesso.
Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

Sardosono

Ed ecco infine il bianco e nero lavorato, quello nel quale ho "tirato fuori la luce a modo mio".

Non è strettamente legato al discorso principale del topic, essendo una mia "interpretazione", che anche se da qualcuno potrebbe essere considerata non propriamente "ortodossa", tuttavia certamente non presenta neppure nulla di "folle", perché la follia in post produzione è ben altra cosa (e ve ne darò un assaggio quando pubblicherò qualche mia "astrazione").

Mi limito quindi a rilevare che, se anche non avessi avuto motivo di lavorare la foto a colori, in ogni caso e prima di ogni altra cosa avrei ugualmente rimosso la velatura per ottenere una base ottimale da cui partire per la conversione. Iniziare a lavorare il B&N basandomi direttamente sull'originale sarebbe soltanto uno spreco di tempo e dunque una insensatezza.

Rimetto anche la base non lavorata per facilitare il confronto.





Per coloro cui interessasse, per questo trattamento mi sono ispirato ad una ILFORD PAN-F sottoesposta e sviluppata "pushed" di conseguenza, stampata poi su carta baritata leggermente dura a tono neutro.

Congelare in una foto l'istante effimero ci permette di estrarlo dall'eternità, non tanto - o non soltanto - per documentarlo, quanto soprattutto per poterlo "ammirare" (anonimo sardo)

CORREDO FOTOGRAFICO IN COMPLETA RIDEFINIZIONE

BeSigma

come se... ridendo dei miei demoni, tenessi fra le mani gli angeli...
SD9 + SD10 + SD14 + SD1 + Dp1s + Ottiche serene variabili

http://www.flickr.com/photos/matlin78/

Lorenzo F.

Ecco... quando uno pensa di essere giunto ad un "buon livello" di competenza, arrivi Tu; che sia per telefono, messaggio o post, a ricordare quanto uno sia "pivello".
:))  :))  :))
Thread dal valore inestimabile, e condivido il consiglio di inserirlo in evidenza.

Ciò detto, personalmente fatico a vedere le dominanti rosso e arancio, non sono immediatamente visibili ma solo percepibili.
Eppure diventano palesi, vedendo le successive modifiche.

Ovviamente il risultato dello sviluppo oltre è ineccepibile, e vedendo il punto di partenza, ho esclamato "ma che caz..." Eppure....hai saputo rendere onore ad un casino.
Ottimi gli sviluppi BW, da noob non conoscevo la differenza di resa delle varie abbinate "pellicola+carta" il che ha portato ad un'altra esclamazione  :))

Riguardo all'ultimo sviluppo BW sinceramente lo capisco ed apprezzo, ma lo preferirei un pochino più "soffice"
{[(1:1:1) + (1:1:4)] /3} > 33% = True
SX70-Sd10-SdQ-XH1 ed altre cosucce varie.

Non sapere chi siamo è grave. Non sapere cosa si voglia è rischioso. Non capire con chi si stia parlando può rivelarsi drammatico.
M.Villani

agostino

Al di là delle soluzioni che hai adottato per arrivare all'immagine finale e dei risultati messi a paragone con sviluppi e stampa da pellicola - tutte cose per me inarrivabili - molto stimolante l'analisi dell'immagine che di queste soluzioni è il fondamento.

Va creato un capitolo su Topic fondamentali, questo lo è.

Riflettevo che mentre con la mia prima digitale (Fuji XE1), che ha un menu con molte impostazioni alternative e facilmente selezionabili, ho quasi sempre in canna l'assetto con 5400°K (per le foto più frequenti a luce diurna ore centrali), con la SDQ mi fido del WB...forse dovrei rivedere questo aspetto. 
  • Agostino
     
Sigma SD Quattro + 18-35 Art; Fuji XE1 + Fujinon 18-55 mm + Touit 12 mm; Contax g2 + 28+ 45 +90 mm.
(Al momento silenti: Yashica fx 3 2000 e Contax aria + contax 35mm f2,8 +contax 50 mm 1,4 + contax 80-200 f4)

edecapitani

Ci vuole tempo e concentrazione per leggere i tuoi post ma ne vale sempre la pena.
Mi associo alla richiesta di renderli facilmente accessibili.
Quanto ai risultati sono davvero sorprendenti. A noi manca la visione dal vivo (che però, nel mio caso, non sempre aiuta senza il concorso di appunti che sostengano la memoria). Mi sembra di assistere all'esito di un restauro. Il recupero del giallo del porta numero e del rosso del fanale è davvero esemplare ed è persino una buona notizia.
Sono molto d'accordo con te su quanto dici a proposito delle ombre. Spesso mi chiedo perché si debba a tutti i costi rendere visibili dati inutili all'economia dell'immagine rendendola solo più confusa e dispersiva.
Guardando la tua foto, "prima" e "dopo", si ripropongono alcune domande che mi accompagnano spesso. Perché faccio una foto e, lavorandola, a cosa miro?
Mi interessa molto quanto dici sul "tirar fuori la luce", anche qui non dai ricette ma rendi chiarissimo quello che, nei miei tortuosi tentativi di addomesticare il monocromatico, sperimento come il nodo centrale. Devo ristudiarmi bene anche tutto il discorso sulla conversione in bw.
Infine, in tuo passaggio tocchi una delle leggi generali della fotografia, il cui inesorabile verificarsi ho più volte sperimentato:
"La moglie è la causa preponderante del mosso, del micromosso e di altri svariati problemi in fotografia". Penso che incida anche più del microclima. A meno che sia lei stessa a fotografare, magari col cellulare, prendendosi con convinzione i tempi che a te  ha negato giusto un attimo prima.
Grazie
  • Enrico
     

Met

Citazione di: edecapitani il Martedì, 20 Maggio 2025, 01:58:09"La moglie è la causa preponderante del mosso, del micromosso e di altri svariati problemi in fotografia".

Quoto. Questo spiega perché molti capolavori di street photography inquadrano scene che si riflettono nelle vetrine: hai il vantaggio di tenere d'occhio la moglie che fa compere all'interno e al contempo ti puoi concentrare sull'esterno senza l'ansia che lei ti interrompa repentinamente  :P  :))  :))
Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

Met

Visto che questo è un post tecnicissimo, che apprezzo immensamente, mi permetto di fare un'osservazione: lo pneumatico posteriore per me ha una dominante verde (con le solite macchie rossastre che contraddistinguono il Foveon). Quanto meno è ciò percepiscono i miei occhi attraverso gli schermi a mia disposizione, tra casa, lavoro e smartphone.

Non è per puntiglio, ma più un'avversione che ho sviluppato per le sbandate verdognole dell'amato sensore.

Non c'è niente di più misterioso di un'immagine perfettamente chiara – Diane Arbus

EXCEL

ottimo anche il B&W, giudico sempre l´immagine nella sua interezza osservata alla sua distanza e nelle intenzioni del fotografo, ed e´ da questo punto di vista che giudico questa ma tutte le immagini che osservo. Poi se spippolo/croppo etc, noto che mi sembra che nella versione B&W e´ come se avessi deciso di sacrificare piccole porzioni di immagine che risultano sovraesposte e poco leggibili, mi domando se anche nelle alte luci talvolta sia necessario fare quello che hai spiegato per le ombre, io la chiamo "esposizione ponderata per le alte luci".
DP1 Quattro
Pentax K-3 Mark III Monochrome
Pentax K-7

Q-Gigantar

Grazie per questa serie di post, molto interessanti!