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Il bello del brutto - Toscani Circus

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Joserri:
Non si può esaltare il bello dallo sporco. Solo dallo sporco si può trarre la bellezza. A questo servono gli artisti.

Ginni:
Ho partecipato, tutto sommato divertente.
Penso di aver colto uno o due suggerimenti interessantiper migliorare.

famarm:
Io purtroppo ho letto il post dopo le 12 quindi non ho potuto.
Grazie Andrea per la segnalazione.

pacific palisades:
Ginni la prossima volta se porti delle immagini ti sostengo dalla chat di Youtube  :si:

Qui ci sono i link alle tre parti in cui è stato registrato il workshop così Famarm e altr* che non hanno partecipato possono rivederlo con calma.

1 - https://www.youtube.com/watch?v=jH8YHpR5zkg
2 - https://www.youtube.com/watch?v=bCUt31OOgjY
3 - https://www.youtube.com/watch?v=ZbIKk8cM6eQ

Poi copio un testo da Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari, che è un libro bellissimo, un capolavoro della saggistica sull'arte di inventare storie.
Qui Rodari parla delle Storie tabù


--- Citazione ---Chiamerò «tabù» un certo gruppo di storie che personalmente trovo utile raccontare ai bambini, ma di fronte alle quali molti arricceranno il naso. Esse rappresentano un tentativo di discorrere col bambino di argomenti che lo interessano intimamente ma che l'educazione tradizionale relega in generale tra le cose di cui «non sta bene parlare»: le sue funzioni corporali, le sue curiosità sessuali. S'intende che la definizione di «tabù» è polemica e che io faccio appello all'infrazione del «tabù».
Credo che non solo in famiglia, ma anche nelle scuole si dovrebbe poter parlare di queste cose in piena libertà e non solo in termini scientifici, perché non di sola scienza vive l'uomo. Conosco anche i guai che toccano agli insegnanti, sia di scuola materna che di scuola elementare e media, i quali vogliano portare bambini e ragazzi a esprimere totalmente i loro contenuti, a liberarsi di tutte le paure, a sconfiggere ogni eventuale senso di colpa. Quella parte dell'opinione pubblica che rispetta i «tabù» fa presto ad accusare di oscenità, a far intervenire le autorità scolastiche, a sventolare il codice penale. Che un bambino osi disegnare un nudo, maschile o femminile, completo del suoi attributi, e facilmente contro il suo maestro si scateneranno la sessuofobia, la stupidaggine e la crudeltà del prossimo. Ma quanti insegnanti riconosceranno ai loro scolari la libertà di scrivere, se occorre, la parola «merda»?
Le fiabe popolari, in proposito, sono olimpicamente aliene da ogni ipocrisia. Nella loro libertà narrativa, esse non esitano a far uso di quello che si chiama «gergo escrementizio», a suscitare il riso cosiddetto «indecente», a dar notizia chiara di rapporti sessuali, eccetera. Possiamo far nostro quel riso, non indecente, ma liberatorio? Penso onestamente di sì.
Sappiamo quanta importanza abbia nella crescita del bambino la conquista del controllo delle funzioni corporali. La psicanalisi ci ha veramente reso un servizio quando ci ha insegnato che a quella conquista è associato un intenso e delicato lavorio emotivo. Del resto fa parte dell'esperienza di ogni famiglia il lungo periodo in cui il bambino ha rapporti del tutto speciali con il «vasino», coinvolgendo in essi, e nei rituali in cui prendono forma, i familiari stessi. E sono minacce se «non la fa», promesse se si decide a «farla», premi e trionfi se «l'ha fatta» e la va mostrando orgogliosamente come una prova della sua bravura. E attente ispezioni, discorsi tra adulti sul significato di determinati indizi, Gli adulti, per dire che una cosa non è buona, non va toccata, non va guardata, dicono che è «cacca». Nasce intorno alla «cacca» un mondo di cose sospette, proibite, forse colpevoli. Ne sorgono tensioni, preoccupazioni, incubi. L'adulto se le porta dentro, senza saperlo, come oggetti misteriosi nascosti in uno stanzino vietato. Ma lui almeno può cercare e trovare un compenso nel comico dello sporco, dell'osceno, del proibito, di cui vi sono ampie tracce nelle fiabe, e più ampie ancora nel repertorio delle barzellette che non si raccontano in presenza dei bambini e che i viaggiatori di commercio diffondono di paese in paese, come i mercanti di una volta diffondevano il racconto di meravigliosi avvenimenti lontani o le leggende dei santi. Questo riso al bambino è vietato. Ed è invece proprio lui ad averne bisogno più dell'adulto...
Niente come il riso lo può aiutare a sdrammatizzare, a equilibrare le sue relazioni con l'argomento, a uscire dalla prigione delle impressioni inquietanti, delle teorizzazioni nevrotiche. C'è un periodo in cui è quasi indispensabile inventare per lui e con lui storie di «cacca», di «vasetti» e affini. Io l'ho fatto. Conosco molti altri genitori che l'hanno fatto e non se ne sono pentiti.
Tra i miei ricordi di padre - almeno in questo - senza tabù, ci sono molte rime e canzoni sull'argomento in oggetto, improvvisate a uso dei bambini del parentado. Le canzoni si cantavano in automobile, non so per quale riflesso condizionato, la domenica mattina (la sera, al ritorno, i bambini erano troppo stanchi per cantare). Se non fossi anch'io, come tutti quanti, più o meno succube delle convenzioni, avrei compreso quelle canzoni «escrementizie» nelle mie raccolte di filastrocche. Credo che solo dopo il Duemila avremo autori abbastanza coraggiosi per farlo...
Il fatto dell'automobile ha direttamente influito sulla mia "Storia del Re Mida": il quale, liberato dal dono di dover trasformare in oro tutto ciò che tocca, per un certo contrattempo viene costretto a trasformare ciò che tocca in «cacca», e la prima cosa che tocca è giusto la sua automobile...
La storiella non ha niente di speciale ma spesso, quando vado in una scuola, me la sento chiedere, mentre in tutta la classe serpeggia un'attesa maliziosa. I bambini vogliono sentirmi pronunciare la parola «cacca» in tutte lettere, e da come ridono a quel punto si capisce benissimo, poveretti, che non hanno mai potuto sfogarsi a pronunciarla di persona, fino a levarsene la voglia.
Una mattina in campagna, con un gruppo di figli della nostra tribù, inventammo un intero romanzo escrementizio, che durò un paio d'ore ed ebbe un successo straordinario. Cosa non meno straordinaria, dopo averne riso fino ad avere il mal di pancia, nessuno in seguito vi fece più allusione. La storia aveva adempiuto alla sua funzione, spingendo alle conseguenze estreme, con tutta l'aggressività del caso, la contestazione delle cosiddette «convenienze».
--- Termina citazione ---

savero:
Ciao a tutti...

Ho partecipato anche io a questo ed altri "contest" della serie ToscaniCircus che continuo a seguire con interesse e curiosità.

E' sempre interessante sentire opinioni, anche molto lontane dalle proprie, aiuta comunque ad allergare lo spettro.

Toscani ha una esperienza di vita e di fotografia che merita una certa attenzione. 

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