(https://i.postimg.cc/YS9wb0m0/DP0-Q6006-1-p-A-2.jpg)
Il Giudizio Universale
Affresco gotico nella cappella di Santa Maddalena ad Hall in Tirol
Citazione di: edecapitani il Lunedì, 15 Maggio 2023, 23:02:26
Il Giudizio Universale
Affresco gotico nella cappella di Santa Maddalena ad Hall in Tirol
Bello, ma è proprio così? I colori sono quasi monocromatici.
Rifila a sinistra come a destra.
Grazie Rino. Sì, sembra quasi acquarello. Con Canon sono un po' più carichi ma meno fedeli. Tra l'altro postimage ha tolto un po' di nitidezza.
Non so se in origine i colori fossero più vividi, credo di sì, l'affresco ha 6-700 anni.
:si:
Vedi che l'immaginazione cresce man mano che lo sguardo scende: a metà inizia l'invenzione dei primi diavolacci e in platea finalmente l'immagine diventa bella, in elegante grisaglia, con quelle botole teatrali da cui scaturiscono personaggi di Mimmo Paladino. Invece in cielo la solita mandorla e la posizione convenzionale del potere, a sedere con le ginocchia in evidenza, e intorno quasi facce da funzionari. Forse faceva parte del contratto dei pittori: consideratevi più liberi nella rappresentazione del male! ma così lo splendore si è concentrato tutto in quel punto.
Qui una parte:
https://www.flickr.com/photos/martinawaytravelblog/49157362561/in/album-72157712027839106/ (https://www.flickr.com/photos/martinawaytravelblog/49157362561/in/album-72157712027839106/)
che viene dallo splendido travelblog di Martina Sgorlon:
https://www.flickr.com/photos/martinawaytravelblog (https://www.flickr.com/photos/martinawaytravelblog)
Grazie dei commenti.
Veramente molto interessante quello di Andrea. L'iconografia medievale è piena di convenzioni. La rappresentazione del male o del grottesco dà più appigli alla fantasia anche se non mancano invenzioni geniali e visionarie anche nelle rappresentazioni paradisiache o nei Pantocratori in mandorla, o caratterizzazioni straordinarie dei volti e talvolta lo splendore si concentra anche là .
Ma spesso si rimane nello stereotipo o, cosa più interessante, nella maschera. Maschere impressionati sono quelle dei Pantocratore nell'arte romanica, stereotipi i volti di tante figurette del gotico di corte, dove la rappresentazione degli oggetti e dei gesti del potere conta più dell'indagine psicologica. Eppure nella gestualità stereotipata si trova anche la traduzione di stati d'animo ed emozioni.
Un caso per me interessante è quello dei capitelli istoriati del romanico, dove le chances dell'artista si giocano nei limiti imposti della funzione architettonica del capitello che detta la composizione e, naturalmente, nelle convenzioni e nelle gerarchie iconografiche. Gli esiti sono talvolta sorprendenti.
Citazione di: edecapitani il Mercoledì, 17 Maggio 2023, 07:59:22
Eppure nella gestualità stereotipata si trova anche la traduzione di stati d'animo ed emozioni.
Ho iniziato un libro di Chiara Frugoni, che forse conosci,
La voce delle immagini, tra l'altro decifra la gestualità dell'arte medioevale perché oggi è una lingua misteriosa.
Allora avanzando nella lettura ci si accorge che quelle convenzioni iconografiche sono un linguaggio straordinariamente preciso, questo rende le opere già formalmente belle ancora più vive essendo cariche di pensieri, di idee sul mondo visibile e invisibile.
Tra le prime immagini del libro c'è un particolare del Giudizio universale nella cattedrale di Autun che mi pare avevi fotografato qualche anno fa (i capitelli?).
In basso sulla destra c'è un personaggio seduto che viene afferrato da mani enormi, è semplice e bellissimo, l'ha fatto Gislebertus.
https://it.wikipedia.org/wiki/Gislebertus#/media/File:Autun_St_Lazare_Tympanon.jpg (https://it.wikipedia.org/wiki/Gislebertus#/media/File:Autun_St_Lazare_Tympanon.jpg)
In un delirio immagino Gislebertus ospite alla Biennale di Venezia per dimostrarci la modernità assoluta della sua arte. Torniamo all'omino afferrato dalla benna bivalve in forma di mani: è seduto nella stessa posizione dei sovrani, l'essere effigiato seduto significa potere, ma lui non ne ha, si è seduto senza essere un sovrano: è prelevato dalla benna bivalve perché riconosciuto
orgoglioso. Siccome quest'opera è viva cioè genera pensiero, la vicenda dell'omino mi fa pensare alla tensione tra il potere del sovrano e la sovranità del pensiero, infatti immagino che l'omino sia seduto non perché si è seduto davvero, ma perché ha scritto qualcosa di inammissibile per il potere del sovrano.
Citazione di: pacific palisades il Mercoledì, 17 Maggio 2023, 11:04:10
Ho iniziato un libro di Chiara Frugoni, che forse conosci, La voce delle immagini,
In un delirio immagino Gislebertus ospite alla Biennale di Venezia per dimostrarci la modernità assoluta della sua arte.
Sì, ho letto e riletto il bel libro di Chiara Frugoni. Ora rispondo velocemente ma se riesco questa sera scrivo un po' di più ed entro nel merito delle cose interessantissime che hai scritto.
Per quanto riguarda la modernità di Gislebertus, è stata molto apprezzato il suo bassorilievo con Eva, oggi al museo Roulin di Autun. Faceva parte dell'apparato decorativo del portale Sud della cattedrale (che allora era una chiesa abbaziale), che non esiste più. È d'altronde un caso fortunato che si sia salvato il portale occidentale, dove si trova la figura da te commentata: nel '700 non piaceva più ai canonici che lo coprirono con uno strato di calce così, quando pochi anni dopo giunsero le bande di rivoluzionari che distruggevano a martellate le teste delle figure sacre sui portali delle chiese, il portale di Autun era nascosto e si salvò.
È possibile che a Gislebertus si debba attribuire l'intero progetto della cattedrale, non solo il complesso di sculture ma anche l'architettura.
La settimana prossima andrò in Borgogna a fotografare un ciclo di capitelli molto simile iconograficamente a quello di Autun (l'influenza di Gislebertus e del suo committente è chiara) ma molto diverso nello stile. Forse mi fermerò anche ad Autun a fare qualche nuova foto al portale con la dp0q e con il 70-200 che allora non avevo.