è mattino, un'oretta dopo l'alba, sto percorrendo in auto la costa dei trabocchi: voglio portare St. - una delle persone disabili con cui lavoro - a camminare a Punta Aderci per poi visitare S. Giovanni in Venere. Contiamo i trabocchi che riusciamo a vedere dalla vettura, a un tratto uno mi colpisce più degli altri, si protende in mare con una lunga ed esile passerella, il casottello è piccolo, probabilmente non è stato trasformato in ristorante. Vedo uno spiazzo sufficiente per il Ducato, parcheggio e discendiamo il sentiero che ci porta fin giù all'ingresso della passerella, faccio qualche scatto prima di ripartire. Più tardi scoprirò che si tratta del trabocco di Punta Turchino, uno dei più apprezzati della costa, descritto da Gabriele D'Annunzio nel romanzo Il trionfo della morte. Il Vate paragona quella macchina da pesca a un grande ragno, immagine che era già sorta nella mia mente e -penso- nella mente di tanti visitatori.
Sigma dp3q
(https://i.postimg.cc/kGrQjK2h/DP3-Q7623p-C.jpg)
Un gioiello Enrico.
Il racconto, breve ma ispirato e la foto.
La vita fuor di retorica!
Grazie Clax!
È logico che i miei ricordi siano solo miei.
La prima volta che sono entrato a Venezia (non è questo il caso, ma mi invento quello che voglio), in treno, era buio verso le due del pomeriggio. Il treno si muoveva lentamente nella nebbia.
Ero con un amico e la mia ragazza di quell'epoca perduta.
Ho detto: "Guarda che musica! Ma quei due non sapevano cosa immaginavo.
Non mi interessa sapere dove, non sono un documentarista. Mi limito a sentire e a percepire; e una musica si alza...
Da qualche parte, su un hard disk vecchio e obsoleto, devo avere qualche scatto di questo trabocco. Non ho resistito alla tentazione. Gli Abruzzi sono unici, suggestivi e inesplorati (non del tutto instagrammati), comprese le montagne e le colline, ma i trabocchi mi lasciano una sensazione di amaro in bocca: è come se avessero perso la loro identità e naturalezza, una volta divenuti meta di pellegrinaggio turistico o ristoranti di pesce. Forse è solo la modernità - questa è la mia sensazione - anche i padelloni delle valli di Comacchio, dove sono nato, non sono più quelli dei miei ricordi.
Comunque sia, grazie per la foto, che ha risvegliato in me queste emozioni e riflessioni.
Grazie Joserri e Met dei passaggi e dei vostri ricordi.
Condivido l'amaro in bocca per qualcosa che perde la sua identità , io per trent'anni non sono potuto tornare al mio paesino della Brianza. Il trabocco Turchino almeno non è un ristorante e per quanto riguarda l'Abruzzo è davvero ricchissimo. Considerando i miei interessi è una regione che offre moltissimo
Bellissimi la foto e il racconto Enrico :si: :si: :si:
Bellissimo soggetto e gran bello scatto, la bicicletta la in alto TOP !!
Grazie Eros!
Grazie anche a Marco!
Sempre suggestivi i trabocchi e credo che il Turchino ormai sia uno dei pochi a fare da monumento. Sul lungofiume di Pescara ce n'erano e ce ne sono tanti, ma sono stati trasformati e snaturati negli anni. Da ragazzo andavo spesso a passeggiare ed a fotografare sul molo ed una volta mi fermai a fotografare un trabocco al lavoro. Il proprietario mi notò e mi disse di aspettare la fine della pesca e di restare a cena con lui. Altri tempi!
Un'alba, spero. Bella!
Grazie della visita Rino. Credo che anche nchecquello di Punta Aderci non sia diventato un ristorante.
Grazie tik68mi... Sì, poco dopo l'alba
Citazione di: edecapitani il Lunedì, 24 Luglio 2023, 23:22:32Grazie della visita Rino. Credo che anche nchecquello di Punta Aderci non sia diventato un ristorante.
Fortunatamente ce ne sono diversi ed una volta sapevo anche quali, ma credo che una ricerca "Costa dei trabocchi" su internet possa fornire un elenco più o meno dettagliato.
Bello scatto, ne ho visti anche altri tuoi su Juza
Grazie Pinus!