Un giovane fotografo, da poco anche di professione che abita nei pressi delle Dolomiti, un esploratore nato che fa del suo meglio per tirare fuori degli scatti unici della sua zona
Veramente bravo, un livello decisamente professionale nella post-produzione....
P.S. prendo per buone le foto pensando che non siano frutto di A.I. al 100%.
Indubbiamente sono molto belle ed il fatto che abbia avuto numerosi riconoscimenti e faccia lezioni di fotografia sul campo dovrebbero garantire che non siano frutto dell'AI. Però a me non piacciono più di tanto proprio per il tipo di postproduzione che le fa sembrare finte.
Concordo con Rino, belle ma non rientrano nel mio "approccio visivo"
Citazione di: Rino il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 17:23:23Però a me non piacciono più di tanto proprio per il tipo di postproduzione che le fa sembrare finte.
I paesaggisti, anche quelli bravi, nella post viaggiano sempre a limite, basta calcare un pelo la mano e cadi inesorabilmente nell'effetto "fasullo". Il difficile è trovare un mood nella post produzione che vada bene un pò per tutti gli scatti e poterlo mantenere sempre, a mò di firma personale...
Tra i paesaggisti attuali, quello che preferisco è Edd Allen, proprio per la capacità di mantenere su tutti gli scatti un processo di post ben definito (colori e luci) che comunque non casca mai nell'effetto "fasullo".
https://www.eddallenphotography.com
Citazione di: Rino il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 17:23:23Indubbiamente sono molto belle ed il fatto che abbia avuto numerosi riconoscimenti e faccia lezioni di fotografia sul campo dovrebbero garantire che non siano frutto dell'AI. Però a me non piacciono più di tanto proprio per il tipo di postproduzione che le fa sembrare finte.
Esatto, é quello che gli ho detto anche io un paio d'anni fa, scatti meravigliosi gestiti, non dico male perché sono belli, peró é un peccato che abbiano l'aspetto così fumettoso
Citazione di: andrea948 il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 17:06:17Veramente bravo, un livello decisamente professionale nella post-produzione....
P.S. prendo per buone le foto pensando che non siano frutto di A.I. al 100%.
No, sono assolutamente reali, é un gran montanaro e quando sono state scattate alcune di quelle sopra non era nemmeno nell'aria IA
Non avendo Facebook non sono riuscito a guardare le foto di Valentina Poddi.
Queste postate mi piacciono, così come quelle del link di Andrea.
CitazioneIl difficile è trovare un mood nella post produzione che vada bene un pò per tutti gli scatti e poterlo mantenere sempre, a mò di firma personale...
Questo è molto complicato... ^-^
Citazione di: andrea948 il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 17:41:02I paesaggisti, anche quelli bravi, nella post viaggiano sempre a limite, basta calcare un pelo la mano e cadi inesorabilmente nell'effetto "fasullo". Il difficile è trovare un mood nella post produzione che vada bene un pò per tutti gli scatti e poterlo mantenere sempre, a mò di firma personale...
Tra i paesaggisti attuali, quello che preferisco è Edd Allen, proprio per la capacità di mantenere su tutti gli scatti un processo di post ben definito (colori e luci) che comunque non casca mai nell'effetto "fasullo".
https://www.eddallenphotography.com
É un po' anche una scelta stilistica, alla fine se uno le vede così le sue foto, che gli vuoi dire? C'è da dire che con la luce giusta dal vivo quei posti davvero si vedono "quasi" così "magici". Fa tanto anche la Fuji con cui scatta, brand che ho avuto per 10anni e che porta tanto in quella direzione con i suoi colori.
Citazione di: Pinus il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 18:32:52C'è da dire che con la luce giusta dal vivo quei posti davvero si vedono "quasi" così "magici"
Fare paesaggistica in modo "serio" è decisamente impegnativo, vuol dire viaggiare molto, essere sul posto all'alba o al tramonto (in alta montagna vuol dire dormire in quota) per fare questo e non sprecare tempo inutilmente bisogna avere in testa un progetto ben chiaro, poi possedere un know-how ben solido nella post produzione, l'attrezzatura è l'ultimo dei problemi, un corpo FF da 24Mpx (anche vecchio) e un paio di zoom validi, non serve altro...ha dimenticavo, la cosa più importante, un occhio fotografico ben allenato. :)) :))
Citazione di: Eros Penatti il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 18:26:16Questo è molto complicato... ^-^
Non particolarmente, diventa complicato se si cambiano sovente fotocamere o si vogliono utilizzare in contemporanea diversi sistemi. Se si utilizza sempre lo stesso sistema (inteso come fotocamera) il work-flow in post produzione può essere ben definito e mantenere "un'estetica" costante in tutti gli scatti. Almeno io la penso così... ::)
Credo non dipenda dalle fotocamere ma dalla consapevolezza di cosa occorre fare con i vari SW, il flusso, una volta definito deve rimanere tale per avere la base di partenza.
Poi occorre standardizzare anche la parte creativa ed è questa la parte complicata, per esempio io ne sono ancora alla ricerca.
Se si vogliono creare situazioni epiche, o effetti "wow", allora bisogna studiare, provare e riprovare.
Poi va da se che con 100mpx riesci a cambiare il colore di una foglia in modo preciso che dista 400 metri dal punto di scatto e con 12mpx non si può fare. Non è solo una questione di stampe giganti o stampe piccole.
Per esempio, gli autori a cui io mi ispiro, cambiano fotocamere all'occorrenza ma se devo indovinare con cosa hanno scattato quella determinata fotografia, non sarei in grado di farlo.
Citazione di: Eros Penatti il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 21:58:29Credo non dipenda dalle fotocamere ma dalla consapevolezza di cosa occorre fare con i vari SW, il flusso, una volta definito deve rimanere tale per avere la base di partenza...
Gli obiettivi hanno una resa diversa ed una loro personalità, cosa che ha sempre fatto preferire un marchio anziché un altro ai tempi dell'analogico. L'unica cosa che poteva cambiare la loro resa in termini di colori e contrasto erano le pellicole: i corpi contavano pochissimo se non per le altre prestazioni, ma come resa non c'era differenza tra un'economica Yashica FX3 ed una Leica (a parte - appunto - pellicole ed obiettivi). Continua ad essere così per quanto riguarda gli obiettivi, ma il passaggio al digitale ha enfatizzato il ruolo dei sensori e dei rispettivi firmware rispetto a quello della pellicola, per non parlare del valore aggiunto della postproduzione che, in parte, poteva essere effettuato solo da chi stampava le foto personalmente in CO.
Come ha scritto Eros, "Credo non dipenda dalle fotocamere ma dalla consapevolezza di cosa occorre fare con i vari SW, il flusso, una volta definito deve rimanere tale per avere la base di partenza" ed è qui la chiave di tutto: oggi adopero corpi diversi (Sony e Sigma di diverse generazioni) e obiettivi diversi (più costosi e meno costosi, più moderni e più vecchi), ma il risultato - se non si slitta sul piano della risolvenza - è sempre identico e posso tranquillamente mischiare foto scattate con la Sony e con la Sigma in un servizio fotografico. Non lo sarebbe solo con confronti accurati e agli occhi di qualcuno molto esperto, ma a volte è difficile anche per me. Il flusso è sempre simile, personalizzato a seconda dei diversi sensori (molto poco per gli obiettivi se si adoperano - per esempio - solo i recenti obiettivi Sigma).
Come diceva Andrea, si deve puntare a mantenere un'estetica costante in tutti gli scatti e, salvo foto particolari e voglia di divertirmi per scatti personali o periodi in cui sono di umore diverso e quindi sento le immagini in modo diverso, faccio così.
Citazione di: Pinus il Mercoledì, 09 Ottobre 2024, 18:32:52Fa tanto anche la Fuji con cui scatta, brand che ho avuto per 10anni e che porta tanto in quella direzione con i suoi colori.
E' vero, le Fuji (XT...n) hanno questa particolarità, nella paesaggistica sono davvero un'ottima scelta, peccato che la gamma vada da APS-c per poi saltare al MF, FF niente..
Sono belle, non le saprei fare, ma non mi piacciono. La montagna fotografica, per me, è quella che fotografa EdCap.
Il discorso su Fuji X trans, che ho, è che porta, nella foto naturalistica, nella direzione sbagliata: quella di modulare i colori - che partono già poco realistici - verso invenzioni di tipo "imaging". Se vedete i book sul sito Fuji, sono tutti orientati così.
Mi sembra che anche Pinus, nel parlare di Fuji, intendesse questo (io ho estremizzato il discorso). Ho comperato la SDQ per fuggire dai paesaggi Fuji. La uso sempre, ma per altro
Ho detto Fuji X trans perché le cosiddette medio formato Fuji (che sono un medio medio formato, se ci si riferisce alla pellicola) sono un Bayer con una resa più "neutra" (almeno dalle foto che vedo sui siti): con un sensore più esteso e pieno di pixel, a meno di non effettuare riproduzioni tipo poster da pubblicità, le magagne strutturali del Bayer (da interpolazione dei colori, linea grigia nel passaggio da un colore all'all'altro e dal BeN) non le vedi più. La FPl della Sigma ha fatto un altro gioco, riproponendo il filtro AA ma molto delicato per non togliere incisività e correggere le ridotte rognette di un Bayer moderno.
Affascinanti e che posti?😍